MALATTIE CON VERTIGINE DI TIPO OGGETTIVO
(Vertigini ad andamento rotatorio molto intenso)
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NEVRITE VESTIBOLARE
PATOGENESI: La malattia è stata identificata tramite esame istologico autoptico
di pazienti che in vita soffrivano di vertigini. Si riscontrò atrofia del nervo
vestibolare (simile a quella reperibile in conseguenza di infezioni virali).
SINTOMI e CARATTERISTICHE
La malattia si configura come paralisi acuta del nervo vestibolare; alla base c'è
quindi un'asimmetria nella segnalazione dei due vestiboli [è unilaterale
quindi ] e questo determina:
• vertigine oggettiva ad esordio spontaneo (non c'è quindi una relazione
con movimenti che può aver fatto il soggetto);
• nistagmo spontaneo;
• lunga durata [oltre le 24 ore];
• nausea e vomito (in realtà è una componente accessoria ma che quasi
sempre si associa alle vertigini);
• incapacità di mantenere la stazione eretta;
• lenta guarigione.
Quindi dopo l'insorgenza della crisi il soggetto sta a letto qualche giorno, poi
gradualmente arriva il compenso vestibolare, il nistagmo ugualmente è
presente e poi scompare gradualmente [il benessere viene raggiunto dopo
alcune settimane o mesi, in rapporto all’età e alle condizioni generali del
paziente].
L'ipoacusia non è presente se non nelle forme più gravi in cui c'è anche una
sordità improvvisa [neurite dell’VIII nervo cranico].
L'orecchio non presenta alcun tipo di alterazione e non ci sono segni
neurologici.
[Raramente è recidivante].
EZIOLOGIA
1 Viene detta anche neuronite, supponendo che sia infiammato il neurone
più che il neurite, ma è un termine che il professore non ritiene molto corretto,
poiché non ci sono prove a supporto di questa tesi.
[In genere la malattia compare in pieno benessere, in assenza di patologie che
consentano di stabilirne l’eziologia (forma idiopatica)].
L'ipotesi oggi più accreditata è che sia una forma di riattivazione dell'herpes
simplex (solo simplex, lo zooster da vertigine ma con anche paralisi del
facciale, è molto più grave) per calo di difesa immunitaria (si associa quindi
spesso ad altri fenomeni virali aspecifici che fanno abbassare le difese
immunitarie).
DIAGNOSI: L'esame con cui si diagnostica il deficit vestibolare è un test di
rotazione rapida del capo in fissazione, nel quale si nota subito un deficit
vestibolare.
TERAPIA
1. Farmaci
Dobbiamo alleviare la sintomatologia, usiamo quindi antiistaminici che vanno a
saturare i recettori dell'istamina (mediatore che attiva i nuclei vestibolari). I
farmaci con cui trattare il paziente sono principalmente:
• Fenotiazine o Sulpiride: sintomatici, attenuano la nausea.
• Betaistina: è attualmente il più usato, il meccanismo di azione non è
chiaro, ma sembra agire sui recettori H1 come agonista e sugli H3 come
antagonista, localizzati nei vasi sanguigni dell'orecchio umano.
• Piracetam: ha un effetto simile al bere il caffè, un attivatore dei recettori
AMPA del glutammato.
In questo modo anticipo il compenso del cervelletto (che altrimenti
impiegherebbe circa due giorni), ma non va usato troppo perchè alla lunga
potrebbe interferire con il compenso, impedendolo.
Addirittura inizialmente si indicava di non dare niente al paziente in crisi acuta
perchè così avrebbe compensato più in fretta; questa indicazione portava però
due conseguenze spiacevoli:
• nel paziente molto grave si formava una cicatrice di memoria della
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vertigine (cicatrice di esperienza negativa ),
• inoltre il paziente non vede per niente di buon occhio il medico che lo
lascia soffrire e cambia medico.
2. Riabilitazione
[Solo quando il compenso vestibolare non si manifesta spontaneamente
bisogna ricorrere alla riabilitazione, che mira al ripristino delle funzioni
alterate].
Bisogna procedere ad una mobilizzazione precoce perchè il movimento non è il
risultato finale della terapia, ma parte della terapia stessa. Infatti prima il
paziente inizia a muoversi, prima avviene il compenso vestibolare e prima il
paziente torna ad una vita normale.
La rieducazione vestibolare consiste di esercizi di vario genere volti a stimolare
2 ipse dixit. Vuol dire che nel paziente che ha sofferto molto la guarigione
viene ostacolata sia da un reale danno anatomico, sia da un atteggiamento
psicologico rassegnato, poco incline alla guarigione.
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sistema vestibolare (fare camminare il paziente a occhi chiusi e ad occhio
aperti, farlo stare sull'attenti davanti ad un muro).
Ci sono altri fenomeni simili di sofferenza acuta del nervo vestibolare di
cui conosciamo la causa (la nevrite vestibolare è invece tipicamente
idiopatica) che vengono trattati a seguire
VERTIGINE IN SEGUITO A FRATTURE DELLA ROCCA PETROSA
Abbiamo, in questo tipo di traumi, linee di frattura
abbastanza codificate, dovute a debolezze del
temporale. Alcune possono interessare l'orecchio interno,
causando perdita dell'udito e danno vestibolare quindi il
paziente presenta vertigine.
SINTOMI
Va tenuto presente che la sintomatologia di queste vertigini è
quanto meno strana, dal momento che spesso il paziente
che abbia subito un danno così grave è in coma (o comunque viene sedato o in
rianimazione), quindi non manifesta immediatamente vertigine, ci accorgeremo
della vertigine solo quando comincerà a muoversi. [La vertigine ha le stesse
caratteristiche presenti nella nevrite vestibolare].
Il quadro può essere reso ancora più confuso da traumi che si associano a
quello che è causa della vertigine: in un incidente automobilistico grave, ad
esempio, il paziente può presentare fratture
bilaterali alle gambe e quando comincerà la Linee di frattura della rocca petrosa
riabilitazione può non essere facile capire se la
difficoltà nella deambulazione è dovuta ad una vertigine o al trauma alle
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