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Disturbi dell'olfatto

Nota introduttiva

L'insegnante (che non si è presentata) che ha tenuto questa lezione ha specificato che il professor Albera non è molto ferrato lui stesso su questo argomento definito "di nicchia" e che le probabilità che esso venga chiesto all'esame sono irrisorie. Ciò nonostante, se la domanda capitasse, l'insegnante ha assicurato che saranno sufficienti le informazioni qui riportate in quanto anche sul libro dello stesso Albera questo argomento è poco approfondito. Per quanto riguarda le patologie collegate ai vari disturbi ho riportato solo quelle elencate a lezione, tutte le altre sono presenti nelle slide fornite.

Anatomo-fisiologia del senso dell'olfatto

I recettori olfattivi sono situati nell'area olfattiva localizzata nella volta delle cavità nasali, cioè la parte che corrisponde alla lamina cribrosa dell'etmoide, per quanto riguarda il tetto, e che scende per 2 cm sia sulla parete laterale che su quella mediale (sia sul lato dove ci sono i turbinati sia sul setto).

I recettori olfattivi sono chiamati anche cellule di Schultze, vere e proprie cellule neurosensoriali (chiamati anche neuroni di I ordine: è lo stesso recettore a portare l'informazione al neurone di II ordine). Queste cellule sono incluse nella mucosa nasale (o olfattiva) che ha epitelio cilindrico pluristratificato (senza ciglia) ricoperta da muco. [L'epitelio è composto, oltre che dai neuroni di I ordine, anche da cellule basali e cellule di sostegno]

Morfologia delle cellule di Schultze

  • Verso l'apice dell'epitelio si dirige il dendrite della cellula, che forma una vescicola olfattoria con i peluzzi olfattivi (6-8 per cellula) che sporgono nel muco dell'epitelio olfattivo.
  • Verso il versante basale si diparte il neurite; l'insieme di più neuriti forma il fascetto olfattivo; i vari fascetti olfattivi passano nei buchi della lamina cribrosa dell'etmoide raggiungendo il bulbo olfattivo.

Nel bulbo olfattivo avviene la sinapsi con i neuroni di II ordine: queste cellule, che devono il nome alla loro forma (cellule mitrali e cellule a pennacchio), si connettono con i neuroni di I ordine mediante corpuscoli detti glomeruli olfattivi (circa 8000). All'interno del glomerulo troviamo quindi la sinapsi tra:

  • Neuriti (perché i fascetti olfattivi si suddividono) appartenenti a neuroni di I ordine.
  • Dendriti provenienti da neuroni di II ordine.

Nel glomerulo troviamo diversi tipi di cellule che non solo prendono contatto con il neurone di I ordine, ma si connettono anche tra di loro e con cellule di glomeruli adiacenti, ciò fa sì che ci sia una grande variabilità: le proteine che legano le molecole odorose sono 350 [Olfactory binding proteins] ma grazie a queste interconnessioni dei glomeruli abbiamo una capacità di discriminare gli odori molto più ampia [si parla di 10 000-100 000 sfumature di sensazioni olfattive].

Via olfattoria centrale

Con il neurone di II ordine parte la via olfattoria centrale: dal bulbo olfattivo parte il tratto olfattivo che porta all'area olfattoria centrale composta da:

  • Corteccia preippocampica,
  • Nucleo dell'amigdala,
  • Corpo mammillare.

La via olfattoria centrale è connessa con numerosissime altre stazioni nervose responsabili di una molteplicità di riflessi (olfattogastrico, olfattogustativo, etc) e di emozioni che possono essere scatenati da stimoli olfattivi:

  • Talamo,
  • Ipotalamo,
  • Mesencefalo,
  • Ponte,
  • Bulbo,
  • Midollo spinale.

Fisiologia dell'olfatto

La meccanica del naso ha un ruolo importante: il fatto che la mucosa olfattiva si trovi nel tetto delle cavità nasali fa sì che, inspirando, le molecole odorose vengano spinte contro questa parte.

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Scienze mediche MED/31 Otorinolaringoiatria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher micik di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Otorinolaringoiatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Albera Roberto.
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