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ORGANIZZAZIOE AZIENDALE E GESTIONE DEI PROCESSI

(Prof.ssa Culasso) 21/02/2017

ORGANIZZARE = complesso delle modalità secondo le quali viene effettuata la divisione del

lavoro in compiti distinti e quindi viene realizzato il coordinamento tra tali compiti

L’ORGANIZZAZIONE AZIENDALE (Business Organization) è la disciplina che studia le

modalità di progettazione organizzativa.

è necessario “progettare” le sue

Nell’organizzare un’azienda, variabili organizzative. 22/02/2017

IL SISTEMA AZIENDA E APPROCCIO CONTGENCY

ALL'ORGANIZZAZIONE

Approccio Contigency/Sistemico così chiamato perchè tutti i fattori (sia interni che esterni)

formano l'azienda.

 il contorno rappresenta l’intera azienda, la quale è influenzata da fattori interni (Input e

Output) e fattori esterni (Ambiente generale e specifico).

 FATTORI ESTERNI = sono i fattori che caratterizzano l'ambiente in cui l'azienda opera:

‒ ambiente generale 

‒ ambiente specifico mercati di approvvigionamento e mercati di sbocco che si

differenziano da azienda a azienda in quanto dipendendo dalle loro caratteristiche e

dalla loro attività.

 essi influenzano il comportamento organizzativo dell’azienda ci

FATTORI INTERNI =

sono: ‒ Input: - i comportamenti delle persone all'interno dell'azienda

- tecnologia e mezzi tecnici

- variabili istituzionali

- strategia aziendale

- variabili organizzative*

LE VARIABILI ORGANIZZATIVE*

A) Meccanismi operativi = sono variabili organizzative che hanno la funzione di rendere

concretamente operativo il disegno della struttura organizzativa, agendo sul comportamento dei

soggetti soprattutto nel senso di:

ianificazione strateg

Guidarli e responsabilizzarli P ica + Controllo di gestione:

controllo di gestione: guida e responsabilizzare i managers; cioè aiuta i managers nel

comprendere quali sono gli obiettivi più adeguati da porsi, da raggiungere nel breve periodo. Il

controllo di gestione parte dalla pianificazione strategica di medio lungo termine, e poi gli adatta

facendoli diventare di medio lungo periodo, ed infine li attribuisce ai manager in funzione alle

leve decisionali degli stessi

 

Svilupparne le qualità e motivarli Risorse Umane

 

Dotarli di informazioni per decidere ed operare Sistemi Informativi:

gestiscono tutto il flusso delle informazioni

B) Variabili di struttura: la struttura è composta da caratteri organizzativi, che sono:

 “posizione”

Specializzazione = numero e complessità delle attività di ogni di lavoro

- specializzazione orizzontale = legate alle attività che ciascun dipendente deve

è –

svolgere (+ un dipendente specializzato dal punto di vista orizzontale compiti

deve svolgere) è

- specializzazione verticale = il livello di autonomia; quanto il soggetto/dipendente

è –

autonomo nello svolgere la propria attività (+ si specializzati verticalmente

autonomia decisionale)

 Raggruppamento = come costruire le unità organizzative (e lo sviluppo verticale e

orizzontale). Ci sono diversi criteri di raggruppamento (es. raggruppamento per funzioni)

 Dimensionamento degli organici = quante persone deve avere ogni u.o. (e l’azienda)

 Coordinamento = come integrare le varie attività e i vari organi

 Decentramento = come distribuire il potere decisionale

 Formalizzazione = quanto e come esplicitare le regole organizzative

C) Cultura (modello di direzione) + Leadership

 aziendale: principi, valori e idee in cui le persone si identifichino nell’interesse

Cultura

dell’azienda (e compatibilmente con i propri principi e valori)

 modelli di management/Leadership: modelli di comportamento dei manager in generale e

“dipendenti”

nei confronti dei propri in particolare

NOTA BENE: è importante che tali variabili di modifichino in base al contesto esterno, e che

essendo che l'azienda è un insieme di processi.

TIPOLOGIE DI STRUTTURE ORGANIZZATIVE DI UN’AZIENDA:

 STRUTTURA PLURIFUNZIONALE

= raggruppamento delle persone in base alle funzioni che dovranno svolgere nell'azienda

 STRUTTURA MULDIVISIONALE 3° linea di raggruppamento

1° linea di raggruppamento

2° linea di raggruppamento

1° LINEA = raggruppamento delle persone in base alle Business Unit

(tipologia di prodotto/servizio; area geografica; cliente)

2° LINEA = in questo livello cambia il modo di raggruppamento ogni Business Unit è raggruppata

secondo il criterio funzionale

3° LINEA = ulteriore linea a supporto della direzione generale, ma che hanno un rapporto di

relazione funzionale con gli omologhi gruppi che lavorano nelle diverse B.U.

 STRUTTURA A MATRICE

struttura c’è un doppio criterio di raggruppamento.

In questa

Subito sotto la Direzione si attua in contemporaneo un doppio raggruppamento:

 per Funzione

 per Output

Dall’incrocio dei responsabili di ogni funzione e di ogni output nasce quindi una doppia

figura di Manager a capo, detti TWO BOSS MANAGER.

P.M. = project manager/process manager responsabilità funzionale di un

progetto/processo, quindi devono rispondere della qualità, dei costi e dei ricavi

(profittabilità), ed anche del rispetto dei tempi; ma non sempre hanno autorità, in quanto

devono condividere le decisioni con i responsabili funzionali. In questa struttura possono

avere una maggiore efficienza e anche efficacia; ma nella realtà c'è il problema della

condivisone della responsabilità tra i two boss manager. 1/03/2017

APPROCCIO PER FUNZIONI

dell’impresa, pensando cioè alle sue

= consiste in un modo naturale di interpretare il funzionamento

“aree

funzioni fondamentali, definite anche funzionali”

(progettare, produrre, vendere, acquistare, ecc.).

 con questo approccio si ha una: MAGGIORE EFFICIENZA ma SCARSA EFFICACIA

FUNZIONI:

Le funzioni o aree funzionali sono insiemi di operazioni di gestione omogenee dal punto di vista

tecnico ed economico.

L’approccio funzionale permette di individuare chiaramente:

1) i compiti e le azioni da eseguire (aspetti di GESTIONE)

2) le persone deputate allo svolgimento delle funzioni e le risorse attribuite a tali soggetti

(aspetti di ORGANIZZAZIONE)

3) le informazioni necessarie ai vari compiti (aspetti di RILEVAZIONE)

L’AZIENDA ORGANIZATA PER FUNZIONI:

  l’omogeneità delle conoscenze

Criterio base del raggruppamento del lavoro direzionale è

tecnico specialistiche

 Caratteristiche: 

Specializzazione e Formalizzazione elevate

Meccanismo di coordinamento gerarchia, procedure ed obiettivi

ricorso all’uso della delega

Struttura relativamente accentrata, con su aspetti

specialistici (decentramento selettivo)

Limitata ampiezza di controllo

Modello di riferimento burocrazia meccanica

Meccanismi di programmazione e controllo (ed altri) sviluppati e formalizzati

Stile di leadership autoritario

 VANTAGGI e LIMITI

 

PUNTI di FORZA raggruppamento delle risorse omogenee nella medesima unità

organizzativa portando quindi:

 ad evitare la duplicazione delle risorse;

 sfruttamento delle economie di scala in ciascuna funzione

Quindi si ha una associata ad una maggiore specializzazione

MAGGIORE EFFICIENZA

 PUNTI di DEBOLEZZA

 Scarsa attenzione all’unitarietà dell’azienda: ci si focalizza sui risultati funzionali,

rischiando dunque di perdere di vista l’obiettivo primo, e cioè la soddisfazione del

cliente

 Burocratizzazione: poca elasticità rispetto ai cambiamenti ambientali e scarsa

innovazione  Quindi si ha una SCARSA EFFICACIA (CASO FLY)

7/03/2017

APPROCCIO PER PROCESSI

metà degli anni ’80, quando il

Dalla contesto macroeconomico in cui operano le imprese con economia

sviluppata (europa-USA-giappone) si trovano a dover affrontare un nuovo scenario politico, culturale ed

economico. Lo sviluppo dell’economica espansiva americana cambia, portando un ampliamento dell’area

competitiva mondiale portando poi alla globalizzazione.

Quindi, l’area competitiva si allarga, cadono le barriere e vengono eliminati i dazi doganali, e di conseguenza

le aziende si trovano di fronte ad una nuova economia, in cui la concorrenza è più intensa. A ciò si aggiunge

poi lo sviluppo di Internet e lo sviluppo del World Wide Web. 

All’interno delle aziende ci fu anche un importante progresso tecnologico di ICT e Client-Server si torna

quindi, grazie alla situazione economica, e allo sviluppo tecnologico al’interno delle aziende, a pensare

all’azienda come un insieme di processi.

Per poter stare sul mercato e continuare a crescita occorre:  dare soddisfacimento agli azionisti

Per ottenere questo risultato (di breve) occorre innanzitutto avere una fonte di 

ricavi continuativa nel tempo; devo quindi garantirmi: clienti soddisfatti

Per poter avere clienti soddisfatti occorre ottenere qualità, efficace ed efficienza

(efficienza e efficacia sono ottenibili solo gestendo le attività e gli snodi tra 

attività specialistiche ed attività specialistiche di un altro tipo; devo quindi portare eccellenza dei processi

questa efficacia ed efficienza nei processi dell’azienda), occorre quindi:  risorse umane e strumenti

Per far ciò è necessario avere: organizzative adeguati

 Questo nuovo approccio nasce dall’esigenza di coniugare insieme: EFFICACIA ed EFFICIENZA

= consiste nel pensare all’impresa come un insieme di attività con

APPROCCIO PER PROCESSI

diversa specializzazione (input), ma stesso fine (output)

Grazie al processo e sviluppo tecnologico (Information Technology) si è in grado di pensare

all’azienda nella sua globalità e sistematicità, poiché permette di gestire i flussi procedurali.

Il processo passa attraverso i confini organizzativo, ovvero è TRASVERSALE RISPETTO ALLE

FUNZIONI

RAGGRUPPAMENTO PER PROCESSI significa creare gruppi di lavoro che rispettino i

processi (e non delle funzioni); consentendo quindi di mettere insieme persone con un diverso grado

di specializzazione per raggiungere un processo comune.

IL CLIENTE NEI PROCESSI:

Il cliente nell’ambito dei processo per la maggior parte dei casi è un cliente esterno; ma può anche

essere che ci siano processi che hanno come risultato finale un oggetto che non va al mercato

esterno, ma che hanno un cliente interno.

PROCESSO = insieme di attività trasversali (operazioni elementari messe insieme), che usando

risorse di varia natura (cioè di diversa specializzazione), dato un certo input iniziale, porta alla

realizzazione di un output, oggetto di scambio interno o esterno, e come tale di valore per il cliente.

Esempio di processo:

LIVELLI di AGGREGAZIONE dei PROCESSI:

1) MACRO-PROCESSI

2) SUB-PROCESSI

3) SEGEMENTI DI PROCESSO

4) MACRO-ATTIVITA’

ATTIVITA’ DI LIVELLO ELEMENTARE

5) 

I processi devono essere eccellenti, cioè essere efficace ed efficienti per ottenere ciò si devono

misurare precise performance PERFORMANCE DI PROCESSO:

- costi di processo

- tempo tempestività

- qualità

- flessibilità = cioè la capacità di adattamento/cambiamento di processo rispetto alle esigenze di

uno stakeholder 

CLASSIFICAZIONE DEI PROCESSI in base alle specificità aziendali

Esempi di possibili classificazioni:

 IMPRESE INDUSTRIALI CON PRODUZIONE PER IL MAGAZZINO

 IMPRESE EROGATRICI DI SERVIZI

CLASSIFICAZIONE dei PROCESSI

 Secondo PORTER (è stato al primo a classificare per processi)

 Processi primari operativi

 Processi secondari di supporto

 Secondo KAPLAN e NORTON

 Processi operativi primari

 Processi operativi di rafforzamento

 Processi di supporto generale

GESTIRE I PROCESSI

Dopo che i processi vengono individuati, classificati, rappresentati e misurati, occorre:

 Gestire i processi attuali o riscriverli per migliorarli

 Ripensare eventualmente ai caratteri organizzativi di struttura

 Rivisitare eventualmente i principali meccanismi operativi

 Tentare di cambiare la cultura ed i modelli di management

1) Mantenimento del processo esistente Approccio

GESTIONE DI PROCESSO radicale

2) Miglioramento del processo esistente Approccio

incrementale

 in entrambi i casi, l’obiettivo è quello di ottenere PERFORMANCE DI PROCESSO

espresse in termini di:

• costo (costo evasione ordini)

• tempo (gg tra ordine ricevuto e consegna del prodotto

• qualità (livello medio di soddisfazione del cliente)

• flessibilità (n° di personalizzazioni di prodotto in un certo periodo

1) MANTENIMENTO DEL PROCESO ESISTENTE

 diffondere tra gli operatori aziendali sensibilità rispetto allo svolgimenti dei processi

 diffondere in azienda il concetto che l’attività svolta è costituita da processi, i quali hanno

fornitori e clienti interni/esterni

 utilizzare contabilità direzionale per attività (ABC) e per processo (Process Costing)

 diffondere in azienda l’attenzione al rischio connesso alle varie attività/processi (risk

management e internal auditing)

2) MIGLIORAMENTO DEL PROCESSO ESISTENTE:

 

a) Approccio INCREMENTALE BPI * b) Approccio RADICALE BPR *

(tipo orientale) (tipo americano)

- miglioramento continuo (step by step) - si reinventa la strategia e la struttura

- si individuano limiti e punti deboli, aziendale

viene cambiata la strategia dall’oggi al

cercando di superarli gradualemnte nel -

tempo domani

- Esempi: Lean Production; Six Sigma; TQM; ISO 9000

Elementi in comune:

- si parte sempre dal soddisfacimento del cliente

l’oggetto

- di cambiamento sono i PROCESSI quindi non si cambiano le persone ma si

cambiano le attività/la sequenza delle attività

l’alta direzione deve sponsorizzare il cambiamento

-

- cambiamenti sulle variabili organizzative 

- si trovano dei responsabili delle performance di processo introduzione di misure di

responsabilizzazione e valutazione sulle performance dei processi

- progetti-pilota progetti precisi e circoscritti da seguire

BPI*

IL BUSINESS PROCESS IMPROVEMENT =

si dedica molto tempo alla valutazione del processo attuale (“as is”)

-

- si parte con processi pilota di ampiezza contenuta ma di numero elevato (tante ma contenute)

- viene attuato in situazioni caratterizzate da assenza di particolari emergenze

- è indipendente dal cambiamento strategico

- è necessario coinvolgere gli operatori di processo, cioè le persone che sono coinvolte

direttamente a livello operativo

- FASI:

1) Individuazione dei processi su cui intervenire, in base ai criteri di: - criticità

- inefficienza

- fattibilità

2) Formazione del team di BPI (poche persone, non gruppi numerosi) ed identificazione del

responsabile dello stesso

3) Analisi del processo attuale

4) Definizione delle misure e degli obiettivi di processo

5) Individuazione delle aree di miglioramento 

6) Identificazione ed attuazione di interventi mirati intervenire sui flussi di attività, sulle

variabili organizzative e sulle tecnologiche dell’informazione

7) La verifica dei risultati costo, tempi, qualità e flessibilità

BPR

IL BUSINESS PROCESS REENGINEERING = *

- Coniata da 2 americani: Hammer e Chiampy

- Elementi di peculiarità con il BPI: 

• aziende che necessitano di un intervento drastico di cambiamento forte urgenza di

cambiamento 

• ridefinizione della strategia è necessario cambiare il modello di business e la strategia

• si parte da progetti pilota, ma nel BPR i progetti sono ampi (macro-processi) con un

numero limitato

- = Intervento che consiste nel ripensamento di fondo nel ridisegno radicale dei processi aziendali

finalizzato a realizzare straordinari miglioramenti nei parametri critici delle prestazioni, come i

costi, la qualità, il servizio la rapidità.

Parole Chiave:

 di fondo = si riparte dai quesiti di fondo che danno una prospettiva di lungo periodo

all’azienda; significa riesaminare le regole e le ipotesi che stanno all’origine del modo in

cui si gestisce l’azienda

 radicale = non effettuare cambiamenti superficiali, ma reinventare il modo di

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.a.r.a.h di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Organizzazione aziendale e gestione dei processi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Culasso Francesca.
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