EVAPORATORI
L’evaporazione un’operazione unitaria
è che consiste nel concentrare una miscela di un soluto non volatile
ed un solvente volatile, mediante l’evaporazione di quest’ultimo. Solitamente, l’evaporazione è eseguita al fine
di ottenere un prodotto ricco in soluto. Tuttavia, in alcuni casi, può essere utilizzata per lo scopo opposto,
costituito principalmente da solvente pressocché puro (distillazione dell’acqua
ovvero per ottenere un prodotto
di mare per renderla potabile, nonostante si chiami erroneamente “distillazione” si tratta di una evaporazione).
CARATTERISTICHE DEI LIQUIDI
dei problemi riguardanti l’operazione di evaporazione è
La risoluzione pratica vincolata alle caratteristiche
della soluzione in esame. Le caratteristiche in questione risultano:
• Concentrazione
L’alimentazione può, spesso, essere così diluita da possedere proprietà fisiche pressocché identiche a
quelle dell’acqua, ma, man mano che la concentrazione aumenta, queste possono variare sensibilmente
a causa della presenza del soluto. Tipicamente, un fenomeno di questo tipo riguarda la temperatura di
prende il nome di “innalzamento del punto ebullioscopico” (IPE).
ebollizione e
• Termodegradabilità dall’esposizione ad
Diversi agenti chimici, prodotti farmaceutici ed alimentari, sono danneggiati
elevate temperatura, anche per tempi relativamente brevi. Nel concentrare soluzioni affette da tale
problematica, si ricorre a particolari tecniche che possono ridurre le temperature di esercizio ed i tempi
di esposizione.
• Sedimentazione
Alcune soluzioni depositano sedimenti che comportano l’abbassamento del coefficiente di scambio
dell’impianto e la conseguente necessità di rimuoverne alcune parti al fine di ripulirle.
OPERAZIONE DI EVAPORAZIONE
Come detto in precedenza, l’operazione di evaporazione, consiste nell’alimentare all’impianto una corrente
( ) ricca in solvente per poi far evaporare parte di esso ottenendo una corrente in uscita ( ) con
0 1
>
concentrazione di soluto maggiore di quella alimentata ( ). Per fare questo, è necessario fornire
1 0
calore alla soluzione; questo calore è fornito mediante una corrente di vapore saturo che entra in un fascio
tubiero (orizzontale o verticale a seconda del tipo di impianto).
L’impianto relativo a questa operazione è costituito da una caldaia forata dalla quale, i vapori generati a
fuoriescono procedendo verso l’alto,
seguito dello scambio termico con il fascio tubiero, mentre la frazione
attraverso un foro centrale, all’interno della soluzione. Questa conformazione permette
che condensa ricade,
di ottenere un coefficiente di scambio ragionevolmente alto, nonostante il tutto avvenga in convezione naturale.
presente all’interno dell’evaporatore,
Solitamente, il liquido occupa circa ¼ del volume totale
dell’evaporatore; questo perché bisogna mantenere uno spazio libero in testa affinché il vapore salga, ma non
trascini con sé particelle di liquido. Questa sezione dell’impianto rappresenta una “zona in
di decantazione”
cui le eventuali particelle di liquido trasportate dal vapore che sale hanno abbastanza tempo per precipitare di
nuovo all’interno della soluzione. Talvolta, per facilitare questo processo, si ricorre ad un “diaframma” che
permette alle particelle di liquido di liberarsi più facilmente e precipitare; in casi più estremi si può anche porre
dei veri e propri separatori.
Una condizione necessaria affinché il processo di evaporazione sia efficiente è che la soluzione non abbia un
punto di ebollizione troppo elevato. In tutte le operazioni unitarie che coinvolgono trasporto di calore o di
materia, assume una posizione rilevante la termodinamica. In questo caso, la termodinamica ci permette di
all’innalzamento del punto ebullioscopico
prevedere il comportamento della soluzione in esame rispetto a
seguito della presenza del soluto. Lo strumento utilizzato per tale previsione è il diagramma di Durhing, il
quale permette di determinare la temperatura di ebollizione di una soluzione ad una certa pressione in funzione
della temperatura di ebollizione del solvente e della concentrazione di soluto nella miscela a quella stessa
pressione.
EVAPORATORI A MULTIPLO EFFETTO dall’evaporatore
La resa di un evaporatore è rappresentata dal rapporto tra vapore prodotto e vapore di
linea usato per riscaldare la soluzione; la resa degli evaporatori a singolo effetto è sempre minore di 1, ciò
lascia intendere come siano poco efficienti. Gli evaporatori a multiplo effetto permettono di
sfruttare il vapore generato da un singolo effetto per
nell’effetto
riscaldare ulteriormente la soluzione
successivo, incrementando la resa dell’operazione.
Un impianto di questo tipo è costituito da più
evaporatori in serie, nei quali, il vapore uscente
dall’effetto precedente, viene fatto condensare nel
fascio tubiero dell’effetto successivo al fine di
riscaldare l’alimentazione dell’effetto successivo che
risulta nient’altro che il prodotto dell’effetto
precedente.
Questa tipologia di evaporatori include due casi differenti:
• Evaporatori in Equicorrente
Gli evaporatori in equicorrente sono caratterizzati da una disposizione che segue un andamento
> >
decrescente delle pressioni ( ); questo perché, affinché il vapore uscente da un effetto
1 2 3
sia utile a far evaporare la miscela nell’effetto successivo, la temperatura di ebollizione nell’effetto
La soluzione, procedendo nell’impianto, si
successivo deve essere minore di quella del vapore stesso.
< <
concentra ( ).
1 2 3
Il vantaggio di questa disposizione sta nel fatto che le correnti si muovono seguendo il gradiente di
pressione e, di conseguenza, non sono necessarie pompe per la distribuzione delle correnti. Inoltre, la
si raggiunge proprio nell’effetto
temperatura minore, dove si stabilisce la concentrazione
maggiore; questo risulta particolarmente favorevole in presenza di miscele di componenti
che, quando maggiormente concentrati, risulterebbero più esposti all’azione
termodegradabili
dannosa del calore.
D’altro canto, nel caso in cui si operi con soluzioni molto viscose, a temperature basse ed alte
> >
concentrazioni, si otterrebbe un coefficiente di scambio molto basso ( ). In definitiva,
1 2 3
questa configurazione risulta ideale in presenza di miscele termodegradabili e poco viscose.
• Evaporatori in Controcorrente
Nel caso della disposizione in controcorrente, ciò che cambia è la direzione delle correnti liquide,
le quali procedono concentrandosi in direzione opposta al decrescere delle temperature e delle
pressioni. > > → > > → > >
1 2 3 1 2 3 1 2 3
Il vantaggio maggiore è rappresentato dal fatto che laddove la concentrazione è maggiore, lo è anche
la temperatura, il ché scongiura una viscosità troppo elevata che impatterebbe negativamente sul
coefficiente di scambio. Un problema è rappresentato dalla possibile degradazione dei soluti che,
dove maggiormente concentrati, si imbattono in una temperatura elevata. Lo svantaggio principale
consiste nella necessità di utilizzare delle pompe che mettano in circolo le correnti liquide che
devono percorrere l’impianto nella direzione crescente delle pressioni. I coefficienti di scambio sono
all’interno di tutto l’impianto ( ≅ ≅
pressocché gli stessi ). Si è obbligati a ricorre a questa
1 2 3
configurazione quando si opera con miscele molto viscose.
Anche quando i coefficienti di scambio sono diversi, si considerano uguali le aree di scambio degli
evaporatori, altrimenti si dovrebbe acquistare evaporatori di dimensioni diverse, ognuno con ricambi
differenti a corredo, e ciò comporterebbe un inevitabile lievitazione dei costi.
CONDESATORE
vapore che fuoriesce dall’evaporatore
Il viene condensato in un condensatore barometrico che permette
di stabilire un certo grado di vuoto all’interno dell’evaporatore.
Quando il vapore è puro in solvente si utilizza un condensatore a miscela, il quale mette in diretto contatto
il vapore con una corrente di acqua fredda che fa condensare il vapore e produce una corrente in uscita costituita
dalla somma delle due correnti in ingresso.
Se il vapore è sporco (contiene tracce di soluto) si tende a tenere separate le correnti di vapore e acqua di
raffreddamento adottando un vero e proprio scambiatore di calore il quale presenta in entrata la corrente di
vapore saturo e la corrente di acqua fredda e, in uscita, una corrente di liquido condensato ed una di acqua che
ha acquisito una certa quantità di calore.
SCAMBIATORI DI CALORE
Nell’industria di processo, l’operazione di trasferimento di calore viene condotto nelle modalità più
disparate. La metodologia che ci interessa particolarmente è quella che prevede l’impiego di scambiatori di
calore.
La progettazione e la verifica degli impianti costituiti da scambiatori di calore è piuttosto complessa e
influenzata dai fattori più disparati. Il design definitivo di uno scambiatore, spesso, dipende da una serie di
compromessi che hanno poco a che fare con il puro scambio termico, ma piuttosto riguardano scelte di natura
logistica ed economica.
In generale, la progettazione di uno scambiatore di calore va effettuata secondo gli standard definiti dal
TEMA (Tubular Exchanger Manufacturers Association).
Gli scambiatori di calore possono essere costruiti principalmente secondo due configurazioni: tubo e tubo,
tubo e mantello. Noi, in particolare, studiamo le due configurazioni in controcorrente. Il caso dello
scambiatore tubo e tubo può essere visto come un caso particolare di scambiatore tubo e mantello (1 tubo
interno, mantello, 1 numero di passaggi lato mantello e 1 numero di passaggi lato tubi, in perfetta
controcorrente). ai fini dell’ottimizzazione
In uno scambiatore, i coefficienti lato tubi e lato mantello hanno uguale rilevanza
di tutto il processo. Le problematiche più frequentemente analizzate richiedono il calcolo di: area di scambio,
lunghezza dei tubi, coefficiente di scambio globale, temperature di uscita dei fluidi.
CARATTERISTICHE DEI TUBI
Le dimensioni dei tubi sono tabulate in funzione del diametro (interno o esterno che sia) e dello spessore
delle pareti in termini di BWG. Le lunghezze standard dei tubi, alle quali bisogna fare riferimento per la
costruzione reale dello scambiatore, sono 8-12-16-20 ft. all’interno del mantello sono
Nel caso di scambiatori tubo e mantello, le possibili disposizioni dei tubi
La scelta di una piuttosto che un’altra
principalmente due: disposizione triangolare, disposizione quadrata.
disposizione influenza in maniera determinante il funzionamento dello scambiatore stesso. La disposizione
dell’esterno dei tubi perché non lascia sufficiente spazio tra
triangolare, ad esempio, non permette la pulizia
gli stessi. La disposizione quadrata, invece, permette la pulizia dei tubi e comporta una minore perdita di
carico dal lato mantello.
Un espediente costruttivo che può essere adottato a seconda delle esigenze è costituito dal numero di
mediante l’introduzione (in testa ed in coda allo scambiatore tubo
passaggi nei tubi; questo è attuato e
mantello) di setti di separazione che obbligano il fluido a passare in un numero di tubi inferiore a quello totale
al fine di attraversare il mantello più di una volta.
CARATTERISTICHE DEL MANTELLO
Le dimensioni del mantello sono standardizzate. Le caratteristiche costruttive che permettono di adattare
alle diverse esigenze un particolare scambiatore sono principalmente due: introduzione di setti di separazione
longitudinale, baffles. I primi, permettono di aumentare il numero di passaggi lato mantello, come spiegato
per quanto riguarda i tubi. I secondi, costituiti da piastre di metallo appositamente sagomate, aumentano le
turbolenze del fluido di governo obbligandolo a compiere percorsi più tortuosi; ciò va a beneficiare lo scambio
complessivo di calore. I baffles più comunemente utilizzati occupano il 75% della sezione del mantello. La
spaziatura tra i diversi baffles deve essere maggiore di 1/5 del diametro interno del mantello e minore di
questo stesso. all’interno dei tubi
Gli scambiatori tubo e mantello sono adatti per portate molto elevate. Solitamente, viene
fatto passare il fluido a pressione maggiore e che comporta un più elevato sporcamento; questo perché, a
seguito di eventuali danni all’impianto, è piuttosto che l’intero mantello.
più facile sostituire dei tubi
DISTILLAZIONE
è un’operazione unitaria volta alla
La distillazione separazione di due o più componenti di una stessa
miscela, condotta sfruttando la differenza di volatilità tra i componenti. Noi ci occupiamo della distillazione
di miscele binarie.
DISTILLAZIONE FLASH
La distillazione flash consiste nella vaporizzazione di una determinata frazione di un certo liquido in maniera
successivamente separati. L’alimentazione
tale da ottenere un vapore in equilibrio con il residuo liquido,
viene pompata in un organo di preriscaldamento e, successivamente, inviata ad una valvola di laminazione
Le due fasi all’equilibrio così ottenute vengono inviate ad un
che comporta una parziale vaporizzazione.
separatore in cui, dopo un sufficiente periodo di tempo, hanno la possibilità di separarsi.
DISTILLAZIONE CONTINUA
L’impianto all’esecuzione del processo di distillazione il nome di “colonna
volto prende di distillazione”.
All’interno della colonna sono presenti una fase liquida ed una fase gassosa che si muovono, nel nostro
caso, in controcorrente. In particolare, la fase liquida attraversa la colonna dall’alto verso il basso, mentre la
fase vapore lo fa dal basso verso l’alto.
La miscela da separare viene introdotta in una sezione intermedia della torre. La colonna, in questo modo,
viene idealmente suddivisa in due sezioni: sezione di arricchimento (o rettifica) e sezione di esaurimento
(o strippaggio).
La corrente di vapore in uscita dalla testa della colonna viene fatta condensare in un apposito condensatore
per poi essere in parte reintrodotta sotto forma di liquido all’interno della torre e, in parte, estratta costituendo
il distillato. In fondo alla colonna, invece, la corrente di liquido in uscita viene, in parte, vaporizzata
mediante l’impiego di un ribollitore e, in parte, estratta costituendo il residuo (o fondo colonna). Facendo un
bilancio di materia globale su tutta la torre di distillazione si evince che, dalla corrente di alimentazione, si
otterranno due correnti: una di distillato ed una di residuo.
In questo modo si ottiene un processo a stadi in cui la fase liquida scende e la fase vapore sale. Cosa succede
in corrispondenza di ogni stadio?
Preso un qualsiasi stadio intermedio della torre, il vapore che proviene dal basso viene a contatto con il
liquido che proviene dall’alto, in questa circostanza si stabilisce un trasferimento di calore e materia tra
le due fasi. Il vapore, più caldo, venendo a contatto con il liquido, più freddo, si raffredda e, in parte, condensa;
il calore ceduto dal vapore al liquido verrà, in parte, utilizzato da quest’ultimo per vaporizzare parzialmente.
all’equilibrio.
Questo accade finché le due temperature non saranno uguali e le composizioni saranno quelle
DIMENSIONAMENTO COLONNA
Nell’ipotesi in cui nella colonna siano presenti solo due componenti, per dimensionare la colonna di
distillazione si può ricorrere ad un metodo grafico denominato metodo di McCabe-Thiele tramite il quale si
può determinare il numero di piatti necessario per il raggiungimento di determinate specifiche. Per spingere
si è soliti utilizzare torri di distillazione con “riflusso”.
sulla purezza della corrente di distillato L’aggiunta di questa
Il riflusso consiste nella reimmissione di parte di distillato in testa alla colonna.
corrente si è dimostrata fortemente benefica ai fini della separazione in continuo. Dal punto di vista
calcolativo l’introduzione di questa corrente di riflusso comporta la definizione di una nuova quantità: il
“rapporto definito come il rapporto tra la corrente
di riflusso”, che costituisce il riflusso e la corrente che
costituisce il distillato effettivamente estratto.
=
All’aumentare del rapporto di riflusso le prestazioni della colonna migliorano; di conseguenza, nel caso
di una colonna a piatti, il numero di piatti necessario a far avvenire la separazione diminuisce.
,
Il valore di tuttavia, non è totalmente arbitrario, ma presenta un limite superiore ed inferiore che non
potrebbero essere fisicamente superati:
• Il limite massimo consiste nel rapporto di riflusso unitario, ovvero riflussando tutta la corrente in
uscita dal condensatore (quindi senza estrarre distillato). Questa condizione, inconcl
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