Crossways (1889)
Alcune poesie di questa raccolta apparvero già nel 1885 in stesure diverse. L'atteggiamento estetico è evidente; il verso è cantabile, nostalgico, languido e i temi non si distinguono molto da quelli ricorrenti nella poesia della tarda età vittoriana. Questa raccolta è poi stata pubblicata in The collective poems nel 1925 (insieme a The Rose).
The Indian upon God e The Indian to his Love (1886), con i loro pavoni che danzano su prati di smalto, con i pappagalli che oscillano sui rami, con la luminosità e la sonnolenza del loro paesaggio, indicano quanto fosse ancora soggettiva la nozione di verità del giovane Yeats. Sono un uccello di palude, un loto, un daino e un pavone che parlano e vedono il loro creatore non solo come un Dio antropomorfico, come un riflesso di se stessi (e quindi ogni volta diverso nell'occhio di chi guarda); essi concepiscono la realtà come un'emanazione diretta del loro io.
In questo periodo, dopo l'incontro con O'Leary (1885), Yeats comincia a portare in superficie un fondo celtico per rendere più preciso il suo linguaggio e la sua ispirazione più reale e comunicabile. Ma si tratta solo della trasposizione di un “clima” (e non di significati).
Down by the Salley Gardens (pubblicata per la prima volta forse in The Wanderings of Oisin nel 1889) dimostra che, anche se le fonti della poesia vanno cercate in una canzone popolare irlandese, le sue ragioni interne e la mancanza di immagini derivano dalla volontà di Yeats di trattare solo soggetti irlandesi, poiché a suo parere i poeti devono sposare la natura che li circonda e i sentimenti del loro popolo, poiché l'Irlanda offre agli artisti temi privilegiati, come l'amore del soprannaturale e la passione della sua indipendenza. Ma Yeats non riuscì in questa fase a dimenticare le suggestioni teosofiche e la sua idea nazionale rimase a lungo vaga e decorativa (non aveva a che fare con le lotte politiche in atto).
L'Irlanda delle ballate che chiudono Crossways appartiene ancora a una fase della sua immaginazione (anche se c'è ad esempio il paesaggio di Sligo).
The stolen child
In The Stolen Child (1886 – la scena è situata nei dintorni di Sligo, la stessa di The Lake Isle of Innisfree), infatti, l'uso dei nomi dei luoghi ha più che altro una funzione lirica e sonora, e l'atteggiamento è di negazione, di fuga. In effetti il fanciullo non ha nulla da temere dagli esseri che l'hanno rapito, poiché il mondo è ricolmo di pene... La nettezza dei contorni è ancora lontana e devono passare anni prima che i moti del 1916 e le esecuzioni tocchino il pudico lirismo di Yeats (immagine di un'Irlanda popolata da eroi, divinità e spiriti delle antiche leggende).
The Rose (1893)
Neppure in questa raccolta Yeats si distacca dalla sua immagine di Irlanda e quasi tutte le composizioni cominciano a risentire dell'influenza del simbolismo. Tutta la raccolta ruota attorno a tre principi fondamentali: personale, occulto, irlandese (cioè presenza di Maud Gonne e di un'Irlanda pre-cristiana).
The Lake Isle of Innisfree e The White Birds (al contrario di altri contributi poetici all'unità della cultura che Yeats voleva imporre all'Irlanda) sono esempi della nostalgia del poeta per un luogo di isolamento, semplicità, abbandono a una natura serena, di illusoria felicità senza tempo. Ciò che unisce i tre elementi al di fuori della tendenza all'isolamento, è il simbolo della Seconda rosa.
Secondo Yeats i simboli della poesia, se antichi e con significato misterioso (risolvibili quindi solo soggettivamente), sono in grado di evocare potenze divine. La rosa ne è un esempio. Ma in questa raccolta non si assiste al raggiungimento dell'unità ricercata. Il poeta, che non riesce a risolvere il conflitto tra desiderio di annullamento e di accettazione, riflette sulla rosa questa antinomia, cosicché essa diventa ambivalente (tempo-eternità).
The Rose of the World
La rosa, che si riferisce a M. Gonne sia come bellezza terrena che eterna, si confonde però con un simbolo del “mondo sofferente” e, anche se è divina, resta desolata e solitaria. L'eternità incorporea non è soddisfacente per il poeta, il quale prova per M. Gonne un amore molto terreno. La prova è in The White Birds, in cui le gioie temporali rimangono inalterate. Insieme a To Ireland in the Coming Times, rafforza e precisa ogni contraddizione.
Vi si scorge la difesa polemica dalle accuse di indifferenza e di oscurità in confronto al patriottismo di altri poeti. In The Two Trees si ha la prova che secondo Yeats nessuna immagine può esistere senza un'immagine identica e opposta e la vita dell'io è attratta e divisa da e fra le due immagini: l'albero della vita – immaginazione creatrice – e albero della conoscenza discorsiva, della moralità.