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Quali sono le ragioni che fondano la pronuncia della nullità degli

atti del processo?

Noi sappiamo che il fenomeno della nullità è determinato da un

vizio, cioè dalla mancanza di un requisito nella fattispecie dell’atto

di cui si tratta. Perciò il problema consiste nel determinare quali

sono i requisiti la cui mancanza è considerata sufficientemente

grave x dar luogo ad una paralisi del processo.

Al riguardo, ci riferiamo all’art 156, commi 1 e 2, che sotto la

rubrica “rilevanza della nullità”, si riferisce proprio all’ipotesi

della mancanza dei requisiti “di forma” o “formali”.

Circa l’iniziativa nella pronuncia della nullità, abbiamo detto che

l’atto processuale continua a produrre i suoi effetti, sia pure in via

precaria, fino a quando non interviene la pronuncia della nullità; la

quale pronuncia deve essere compiuta da parte di un giudice:

• Nel processo di cognizione, è il giudice stesso davanti al

quale pende il processo;

• Nel processo di esecuzione, che non è strutturalmente idoneo

ad una pronuncia, la pronuncia di nullità di solito è compiuta

a seguito di un’apposita iniziativa della parte interessata,

volta ad instaurare un giudizio.

Restando xò al processo di cognizione, il legislatore ha dettato una

disciplina che fa dipendere la pronuncia della nullità da

un’iniziativa della parte interessata al rilievo del vizio, e la cui

eventuale acquiescenza è segno che il difetto del requisito non ha

pregiudicato lo scopo dell’atto.

Questa è la soluzione di principio, che però non esclude la

soluzione opposta –cioè quella della pronuncia della nullità anche

d’ufficio- ma questa è consentita solo x quei casi nei quali, x

l’essenzialità del requisito mancante e x la conseguente gravità del

pregiudizio che investe non solo interessi di parte ma anche

l’obbiettiva regolarità del processo, il legislatore ha espressamente

attribuito al giudice il potere di pronunciare la nullità anche

d’ufficio.

Infatti l’art 157, 1° comma dispone che “non può pronunciarsi la

nullità senza istanza di parte se la legge non dispone che sia

pronunciata d’ufficio”. X questo si distingue tra:

Nullità relative: che possono essere pronunciate solo con

• istanza di parte;

Nullità assolute: che possono essere pronunciate anche

• d’ufficio.

Con riguardo alle nullità relative, la legge ha dettato delle regole

precise x stabilire quale sia la parte legittimata a chiedere la

pronuncia di nullità,; ed ha anche stabilito le modalità temporali

per assumere tale iniziativa, ciò allo scopo di indurre la suddetta

parte a compiere subito la sua scelta in modo da eliminare più

rapidamente la possibilità della pronuncia della nullità, con i suoi

effetti distruttivi.

Infatti nel 2° comma dell’art 157 si legge “solo la parte nel cui

interesse è stabilito un requisito può opporre la nullità dell’atto x

la mancanza di tale requisito”, e lo deve fare nella prima istanza

o difesa successiva all’atto o alla notizia di esso.

E nel 3° comma: “la nullità non può essere opposta dalla parte

che vi ha dato causa, né da quella che vi ha rinunciato anche

tacitamente”.

Ciò xò vale solo x le nullità relative.

X le nullità assolute, invece, la rilevabilità d’ufficio non tollera

limitazioni neppure di ordine temporale, perciò tali nullità sono

rilevabili in ogni stato e grado del giudizio; solo eccezionalmente

la legge prevede dei limiti di stato o di grado x la loro pronuncia.

Il fatto che la legge configuri dei limiti temporali o di modalità o

di legittimazione, nel far valere la nullità, ha un chiaro sottinteso

nella nozione di sanatoria. Cioè è chiaro che nel momento in cui

si crea quella situazione x la quale la nullità non può più essere


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di procedura civile sulla nullità degli atti processuali e relativa normativa, con approfondimenti inerenti l'iniziativa, le nullità relative e quelle assolute, la regola della conversione, l'inesistenza e la nullità della notificazione. Una risorsa utile per il ripasso di questi elementi di procedura civile[/b.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea triennale in Giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Pegaso - Unipegaso o del prof Ciccone Romano.

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