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Introduzione al corso di psicologia sociale

Premessa

  • Nelle scienze umane individuo e società sono tendenzialmente considerati due concetti separati e autonomi, "come se il singolo fosse un essere che esiste interamente per sé solo e la società come un qualcosa che inspiegabilmente esiste al di là dei singoli" (Elias, 1987).
  • Per la psicologia sociale individuo e società sono invece da considerare strettamente interrelati. Si tratta di studiare come l'esperienza, l'attività mentale e pratica e i comportamenti si articolano con il contesto sociale, influenzandosi reciprocamente.

Oggetto della psicologia sociale

Oggetto della psicologia sociale sono: I gruppi e l'influenza sociale.

Esempi

Es. 1: Nelle società collettiviste (Giappone, Cina, Paesi dell'Occidente in generale), è premiante per il soggetto lavorare per l'affermazione del proprio gruppo (famiglia, azienda, gruppo di lavoro etc...), e soprattutto è premiante il poter promuovere il proprio sistema di appartenenza. In questo tipo di società le persone molto competitive hanno una bassa autostima, perché vogliono agire per il bene comune, il bene collettivo e non tanto per sé stessi. Possiamo dire inoltre che l'autostima è fortemente influenzata dai comportamenti sociali. Nelle società individualiste (Usa su tutte) avviene il processo opposto, l'atteggiamento del soggetto viene capovolto, e più il soggetto si sente competitivo rispetto ad altri membri della società, più la sua autostima sarà elevata (anche l'Italia sta diventando un Paese abbastanza individualista).

Es. 2: Una ricerca del 2008 ha fatto emergere un atteggiamento diverso nei riguardi dell'identità sessuale. Emerge infatti che rispetto alle donne, gli uomini mostrano una vita sessuale molto più "scoppiettante" (più partner, più sesso etc...). Emerge inoltre che le persone più istruite e coloro che vivono in grandi città sono più brillanti sessualmente a differenza delle altre persone. Questo si può dire che sia dovuto anche ai valori tradizionali presenti nella società; se un uomo ha tante donne viene reputato in modo positivo, viene visto come una persona con notevole prestigio, al contrario se la donna si mostra e si presta con tanti uomini viene giudicata negativamente e reputata una "poco di buono" che va contro i valori della società. È emerso da questa ricerca che sia le donne e gli uomini non solo mentono agli altri, ma anche e soprattutto a sé stessi. Un uomo che non è mai stato con poche donne tende a fare lo "spaccone" con i propri amici dicendo che ha avuto tantissime donne, solamente per sentirsi appagato dagli altri e forte, mentre una donna che è stata con tanti uomini tende a non dire la verità, per paura di essere giudicata in modo negativo dalle altre persone. In questo caso dunque ciò che conta più di ogni altra cosa è l'appartenenza ad una classe.

Ciò di cui si occupa la psicologia non può dunque prescindere dalla società. Noi siamo contemporaneamente oggetti individuali ed oggetti sociali, sempre. La psicologia a questo proposito fa da cerniera, si occupa della relazione tra l'individuale ed il sociale. Si può affermare dunque che noi siamo influenzati fortemente dalla società. La vita sociale infatti è caratterizzata non solo dalla presenza dell'altro, ma dal fatto che con questo altro si entra necessariamente in relazione.

Nascita della sociologia

  • La società costituisce un'unità che supera e trascende il singolo
  • L'essere umano va studiato con ottica biologica e sociologica (Comte, 1830 – 1842)
  • Il sociale determina le idee e i comportamenti del singolo (Durkheim, 1897)

La società deve essere considerata come un organismo e quindi va studiata come tale, attraverso per esempio i metodi della sociologia, oltre che della biologia.

Nascita della psicologia (scientifica)

  • Wundt (1873-1874): psicologia come studio della coscienza privata individuale
  • Metodo sperimentale della fisiologia, ricerca sistematicamente condotta in laboratorio
  • Gli individui sono i solidi pilastri tra cui, in secondo tempo, si sviluppano relazioni.

La psicologia nasce con un problema ancora attuale: gli psicologi hanno deciso di muoversi attraverso una disciplina che si occupa di cose che non sono visibili (Es: il medico cura il paziente in base alla sua malattia, essa infatti è ben visibile), oltre che tutta una serie di altre peculiarità. Gli psicologi si occupano della mente, di come noi conosciamo, apprendiamo, valutiamo, ci convinciamo di qualcosa o di qualcuno etc. La psicologia è una scienza in quanto viene applicato il metodo scientifico, nonostante essa si occupi di che appunto non sono visibili nel vero senso della parola. Attraverso il comportamento però si riesce a vedere e quindi a capire come funziona la mente. Sulla base del comportamento del soggetto si riesce a percepire quello che è successo nella sua mente (persona depressa → esperienza brutta, dolorosa, traumatica).

Un precursore della psicologia sociale: la psicologia delle folle (Le Bon, 1895)

  • La folla, nuovo attore sociale considerato inquietante dagli intellettuali reazionari:
    • Insieme numericamente consistente di individui
    • Presi in un determinato momento
    • In uno stesso luogo
    • Riunitisi per qualche avvenimento
    • Il loro riunirsi può diventare esso stesso un avvenimento (pensiamo a ciò che avviene negli stadi oppure quando un gruppo di persone si riunisce per manifestare, oppure ancora si pensi allo sciopero)
    • Lo spazio di libera azione dei comportamenti della folle è notevolmente ristretto e a volte addirittura soffocato. Nella folla infatti soprattutto l'individualità viene soffocata, le differenze individuali scompaiono. La folla, dice Le Bon, agisce ma non pensa, è irrazionale.
  • L'individuo nella folla:
    • Subisce una radicale trasformazione: perde il controllo di se stesso e lascia affiorare aspetti primitivi e irrazionali
    • Compie azioni che altrimenti non compirebbe: la folla provoca l'annullarsi della personalità e l'orientarsi dei sentimenti di tutti nella medesima direzione
    • Acquista una sorta di anima collettiva per il solo fatto di appartenervi. Il suo comportamento viene a essere sorretto da motivi inconsci
  • La folla:
    • È scarsamente capace di azioni razionali
    • Ragiona per immagini
    • È sensibile all'impressione
  • Tali meccanismi derivano dagli stessi meccanismi che presiedono al formarsi una folla:
    • Senso di potenza (la folla si sente "onnipotente")
    • Contagio mentale
    • Suggestionabilità (la folla si fonda su una sorta di contagio emotivo)

N.B: La folla è diversa dal gruppo, anche se hanno delle caratteristiche comuni. Certamente il gruppo e la folla si differenziano per il numero; quando parliamo di gruppo ci riferiamo a una decina di persone circa (anche meno), mentre quando parliamo di folla ci riferiamo a migliaia di persone. Possiamo definire la folla come la somma dei suoi componenti, il gruppo no, nel gruppo gli esseri umani comunicano, ascoltano, si formano opinioni e impressioni, le cambiano, si danno delle spiegazioni di ciò che accade a loro e agli altri, sono attratti da qualcuno o ne sono respinti, cercano di convincere di qualcosa o vengono convinti, cambiano, si modificano, pensano. Possiamo dire che il gruppo è un "oggetto" a sé, è un "luogo" nel quale l'individuo cambia.

Sia all'interno del gruppo che nella folla tendiamo ad essere meno responsabili delle nostre azioni. Si parla infatti di diffusione della responsabilità che sfocia nell'ignoranza pluralistica. Nella folle, più che all'interno del gruppo, ci si sente meno se stessi, e più aderenti al ruolo che si occupa; si parla di de-individualizzazione. Il gruppo possiamo dire che è anche il "luogo" della creatività, del cambiamento progressivo. Nel gruppo inoltre c'è meno, rispetto che nella folla, spersonalizzazione da parte dell'individuo, in quanto, come accennato prima, il gruppo agisce non come semplice somma di individui, bensì come unità coesa. Ogni gruppo è governato da una gerarchia e da norme, le quali è come se dicessero: "siamo un gruppo ed agiamo come tale". Certo c'è anche da considerare che i soggetti si comportano in modo diverso a seconda se le condizioni sono collettive o individuali (un soggetto all'interno del gruppo può fare lo "spaccone" per farsi vedere e notare dagli altri, mentre quando è da solo può rivelarsi una persona molto riservata, timida).

  • Sulle folle dominano le personalità di capi, uomini d'azione nevrotici ed esagitati ma dotati di forte volontà, capaci d'imporsi come guide, maestri nell'uso di tre strumenti: l'affermazione breve, la ripetizione e il contagio.
  • Il prestigio è la molla più forte di ogni potere, che esercita un vero fascino magnetico e si impone sulla massa. La folla dunque è dominata da capi che la suggestionano e si impongono su di essa. Anche nei gruppi, come possiamo dedurre, esiste il leader (che può essere uno o anche più di uno), esiste in qualsiasi tipo di gruppo senza alcuna distinzione, anche in quelli nei quali i soggetti componenti non se ne rendono conto o non lo sanno. L'individuo è suscettibile al cambiamento.

La nascita "ufficiale" della psicologia sociale

  • Tarde (1898): Études de psychologie sociale
  • McDougall: Introduction to social psychology (1908). Fondatore della "psicologia sociale psicologica"
  • Ross: Social psychology (1908). Fondatore della "psicologia sociale sociologica"

La psicologia sociale si può dire che nasce nel 1908 grazie a queste ultime due opere, anche se essenzialmente trattano temi anche differenti.

Ottica psicosociale

  • Studio dell'articolazione fra le dinamiche individuali e quelle sociali; fra la sfera oggettiva e quella soggettiva
  • Si tratta in realtà di una concezione decisamente minoritaria; la maggior parte della psicologia sociale attuale studia soprattutto i processi di conoscenza di sé e degli oggetti sociali.

Ottica della psicologia sociale è dunque studiare la dimensione sia sociale che individuale degli individui, studiare come si costruiscono i rapporti tra realtà sociale e individuo, e come l'individuo valuta questa realtà sociale nella quale è pienamente inserito. La psicologia sociale si può dire che metta in forte discussione il libero arbitrio.

  • Unità di analisi: l'individuo, l'interazione o il piccolo gruppo
  • Spiegazione delle condotte umane principalmente in termini di pensieri, emozioni, percezioni, rappresentazioni e valutazioni di sé e degli oggetti sociali
  • Tre scopi delle teorie psicosociali (Gergen, 1986):
    • Comprensione: si è interessati a capire le questioni di cui la psicologia si occupa
    • Sensibilizzazione: si occupa di tematiche più intrinseche alla società, e si cerca di prendere coscienza di qualcosa di ingiusto (pregiudizi, particolari credenze sbagliate...). Si cerca appunto di operare per cercare di aiutare la società a capire i processi di funzionamento che vanno nella direzione sbagliata.
    • Emancipazione: la psicologia che si colloca sul confine tra ricerca e politica

Il piccolo gruppo: "L'esperimento Hawthorne" (Mayo, 1933)

Ricerca eseguita in una azienda nei pressi di Chicago che ha portato a notevoli risultati. Mayo viene convocato dal management di questa azienda per cercare di massimizzare le quote di mercato, e per capire come poter aiutare le persone ad aumentare la loro produttività nell'azienda. Alla fine della ricerca Mayo arriverà a sostenere la tesi che più vengono premiate le persone e più queste aumenteranno la loro produttività in termini lavorativi (meccanismo di rinforzo).

  • Mayo, responsabile delle ricerche condotte presso la Western Electric Company di Hawthorne (Illinois)
  • Nel 1927 sei ragazze furono sottoposte a cambiamenti riguardanti le condizioni di lavoro (paga, ferie, pause, illuminazione, grado di monotonia del lavoro). L'esperimento durò 5 anni nel corso del quale furono rilevati dati inerenti la produttività delle operaie e le loro condizioni fisiche

Si arrivò alla conclusione che:

  • A seguito delle variazioni la produttività aumentò in direzioni spesso inaspettate
  • Le ragazze erano diventate un gruppo di lavoro che accettò di collaborare all'esperimento. La produttività era legata all'organizzazione sociale e non solo a quella tecnica
  • Scoperto inoltre l'“Effetto Hawthorne”: è sufficiente studiare un oggetto per modificarlo

Sorge un dubbio: come mai, sia aumentando che diminuendo la paga delle operaie, loro aumentavano la loro produttività lavorativa? Questo ha una grande ricaduta psicologica in quanto queste ragazze semplicemente per il fatto di essere nelle stesse condizioni in cui si trovano, diventano un gruppo, avendo infatti uno scopo comune da raggiungere. Quando un numero di persone diventa gruppo, la produttività di ogni singola persona si omogeneizza ed aumenta rispetto alla produttività precedente (il gruppo infatti, come già detto, è più della somma dei suoi componenti, è un'altra cosa). In questo modo nasce la psicologia sociale del gruppo.

Uno degli elementi fondamentali perché questo avvenga è il fatto che queste ragazze sanno bene di essere osservate, valutate, selezionate ed oggetto di esperimento. Si parla appunto di effetto Hawthorne, perché le ragazze sono consapevoli del fatto di essere oggetto di analisi. Ogni comportamento umano infatti è un artefatto, un vero e proprio compromesso tra quello che le persone farebbero normalmente e quello che sentono di dover fare per essere apprezzati. Da Mayo in poi la psicologia sociale si interesserà soprattutto delle questioni e dei metodi di ricerca. In sintesi possiamo dire che questo esperimento ha prodotto due principali effetti: il primo è che le ragazze sapendo di essere osservate aumentavano, indifferentemente dai cambiamenti le quali erano sottoposte, la loro produttività lavorativa, il secondo è che le ragazze diventarono un vero e proprio gruppo. È nel gruppo infatti che si deve agire non sul singolo individuo per capire bene i meccanismi che avvengono all'interno di esso, bensì sul gruppo stesso.

Lewin teoria

Kurt Lewin (1890-1947) Lewin, indicato come uno dei padri fondatori della psicologia sociale, era un socialista ebreo tedesco emigrato negli Stati Uniti (1934) per sfuggire alle persecuzioni naziste, e ha portato fuori dal laboratorio la ricerca sociale, calandola nel contesto della vita reale. Emigrato negli Stati Uniti si rende conto che bisogna occuparsi più di tutto dei problemi sociali, come uguaglianza, giustizia e soprattutto democrazia. Secondo lui una teoria priva della pratica non serviva a nulla, anche se sosteneva che "non c'è nulla di più pratico di una buona teoria".

  • Stretta relazione fra gli eventi della sua vita e la sua impostazione scientifica (questo è spesso tipico degli psicologi, prendiamo come esempio Freud)
  • Ottica democratica, aperta, progressista
  • Stretta articolazione di teoria e pratica
  • Fortemente influenzato dalla teoria della Gestalt
  • Passaggio da un modello di pensiero "aristotelico" (studio dell'essenza delle cose) a uno "galileiano" (studio della relazione tra le cose)

La teoria di campo

  • Origine: l'elettromagnetismo di Maxwell, la teoria di campo in fisica di Einstein e Infeld
  • La teoria di campo in psicologia sociale: impostazione che si rivolge al comportamento del singolo e del gruppo in funzione del complesso sistema di forze in azione nel "qui e ora"
  • "Metodo di analisi dei rapporti causali e di elaborazione dei costrutti scientifici nell'ambito di situazioni considerate sotto il profilo del cambiamento"
  • Il campo: la totalità dei fatti mutamente interdipendenti che coesistono per l'individuo in un momento dato

Tre ordini di fatti:

  • Spazio di vita: insieme di ciò che crediamo, è il contenuto della mente delle persone, come le persone rappresentano se stesse ed il mondo; conta l'ambiente oggettivo ma anche quello soggettivo. Il mondo e l'individuo si influenzano a vicenda
  • Zona di frontiera: è il confine dello spazio di vita, che separa l'interno dall'esterno, governa l'ingresso e l'uscita del mondo soggettivo (Es.: la percezione e l'azione), infatti il mondo e l'individuo si influenzano a vicenda
  • Fatti del mondo sociale che ci influenzano indirettamente, pur senza un contatto diretto

Tutto questo può essere semplicemente rappresentato con una equazione: C = f(P,A) → il comportamento è funzione sia della persona che dell'ambiente, oltre che delle loro interazioni. Secondo Lewin bisogna studiare i problemi umani e sociali per principalmente due motivi: per conoscere ciò che ci circonda e soprattutto per intervenire se questi problemi persistono; il gruppo in questo caso assume una importanza centrale, ed è soprattutto l'interdipendenza tra i componenti di esso che fa sì che si instauri un vero e proprio gruppo. Inoltre si possono distinguere due tipi di interdipendenza:

  1. Interdipendenza del compito: lavorare come un gruppo perché c'è un obiettivo specifico da eseguire e realizzare (Es.: gruppo di lavoro)
  2. Interdipendenza del destino: la sorte di un individuo è la sorte di tutti, per riprendere le parole di Primo Levi potremmo dire che o tutti saranno sommersi oppure tutti saranno salvati.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/05 Psicologia sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandro.lora-1993 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Roccato Michele.
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