Facoltà di Medicina e Chirurgia
APPUNTI DI ANATOMIA II
NEUROANATOMIA
Can. B
a.a. 2013/2014
Prof. Alessandro Vercelli
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28/10/2013
Introduzione
C’è un sistema nervoso centrale, racchiuso nella scatola cranica e nel canale
vertebrale. E’ costituito dall’encefalo e dal midollo spinale. Il limite tra i due è a
livello del piano passante tra i condili dell’occipitale. Tuttavia è un limite
artificiale, in quanto le due strutture sono in continuità.
C’è poi un sistema nervoso periferico, costituito dai nervi cranici e spinali. I
nervi cranici originano a livello dell’encefalo. C’è anche un sistema nervoso
autonomo, che è a cavallo tra il SNC e il SNP, in quanto c’è una componente
centrale che coordina il SNA e ci sono dei rami periferici che vanno a
controllare la muscolatura liscia del tubo digerente, dell’apparato respiratorio,
dei vasi, e la secrezione ghiandolare (delle ghiandole escrine).
Fa parte del SNP anche il sistema nervoso enterico. A livello dell’intestino ci
sono i plessi di Auerbach e di Meissner (plessi mioenterico e sottomucoso).
Il SNC si sviluppa come un lungo tubo, chiamato appunto tubo neurale e al suo
interno c’è una cavità. Man mano che l’embrione assume una forma
tridimensionale, questo tubo comincia a fare delle pieghe, soprattutto a livello
del cranio e contemporaneamente comincia a presentare delle dilatazioni.
La parte più caudale rimane cilindrica, quindi non si dilata, e al suo interno si
formerà un canale ependimale. Dirigendosi in direzione craniale cominciano a
formarsi delle dilatazioni.
- Una prima dilatazione, subito dopo il midollo spinale, viene chiamata
romboencefalo o vescicola romboencefalica.
- Una seconda, il mesencefalo.
- La parte più craniale, che dà origine al proencefalo.
Queste sono le tre vescicole primitive dell’embrione che ben presto daranno
origine a cinque vescicole.
Il romboencefalo si divide in due vescicole, una più caudale, il mielencefalo,
che al termine dello sviluppo darà origine al midollo allungato. La seconda
parte del romboencefalo, più craniale, prende il nome di metencefalo, che si
dilata molto e darà origine, verso l’avanti, al ponte, e, posteriormente, al
cervelletto.
Questa dilatazione fa sì che dentro alla vescicola si forma una vera e propria
cavità, che verrà poi chiamata IV ventricolo.
Il mesencefalo invece non si sviluppa particolarmente, e continua come
vescicola mesencefalica. Il canale al suo interno prende il nome di acquedotto
di Silvio.
Il proencefalo è quello che si espande maggiormente. Prima di tutto dà origine
ad una vescicola più caudale che prenderà il nome di vescicola diencefalica e la
cavità al suo interno formerà il III ventricolo.
Dalla vescicola diencefalica originano anche la retina e i nervi ottici, che quindi
sono di derivazione diencefalica. Infatti il nervo ottico è formato da un fascio di
assoni del SNC.
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L’estremità più craniale del proencefalo si divide in due vescicole, pari, le
vescicole telencefaliche e le due cavità al loro interno prenderanno il nome di
ventricoli laterali, quindi I e II ventricolo.
Tutti i ventricoli comunicano tra di loro.
Per via dello sviluppo del SNC, la parte più craniale sarà anche la parte più
rostrale.
Ci sono anche dei piani di taglio, orizzontale, coronale e sagittale.
Possiamo distinguere delle parti con un colorito più chiaro e parti con un
colorito più scuro: sostanza bianca e sostanza grigia.
Fino al mesencefalo la sostanza bianca è in superficie e la sostanza grigia è in
profondità. Nel cervelletto e nel telencefalo la sostanza grigia è in superficie e
in questo caso si parla di corteccia.
Immerso nella sostanza bianca, sia del telencefalo che del cervelletto, ci sono
dei raggruppamenti di cellule che vengono chiamati nuclei. I nuclei sono
raggruppamenti di cellule nervose nel SNC (vengono chiamati anche gangli
della base, all’inglese). mentre i gangli sono raggruppamenti del SNA.
Midollo spinale
E’ un lungo cilindro, in media da 42 a 45 cm, che arriva fino a L1. Questo
succede perchè durante lo sviluppo l’accrescimento del midollo spinale termina
molto prima dell’accrescimento della colonna vertebrale. Questo fa sì che a
livello cervicale i nervi spinali sono orientati in orizzontale, mentre man mano
che si scende il livello di origine del nervo spinale si allontana dal foro da cui
dovrebbe uscire.
Questo fa sì che si formi un fascio di nervi, la cauda equina, caudalmente.
Il midollo spinale non ha un calibro uguale dall’alto verso il basso, ma presenta
un rigonfiamento cervicale e un rigonfiamento lombare, che innervano l’arto
superiore e l’arto inferiore. L’aumentato territorio di innervazione quindi fa sì
che aumenti anche il tessuto nervoso.
Il midollo spinale termina caudalmente con un cono, il cono midollare.
Possiamo suddividerlo in tanti segmenti, se prendiamo come riferimento i
singoli nervi spinali: i neuromeri. Da questi emerge una coppia di nervi spinali.
Ogni nervo spinale ha una radice anteriore ed una posteriore. La radice
anteriore è la vera radice, invece i neuroni che formano la radice posteriore si
trovano nel ganglio della radice dorsale (quindi in questo caso l’emergenza è
solo apparente, ma si è in entrata nel midollo).
Anteriormente al midollo c’è una fessura mediana che si approfonda, la fessura
mediana anteriore (è possibile divaricare un po’ le due parti). Lateralmente,
dove emergono le radici anteriori, si crea un altro solco longitudinale laterale
anteriore. Posteriormente è presente un solco mediano dorsale, non più una
fessura, costituito da un ponte di cellule di glia. Nel punto in cui arrivano le
radicole posteriori c’è un solco longitudinale laterale posteriore. 4
Se si effettua una sezione trasversale, si vede che la sostanza bianca è
superficiale, mentre la sostanza grigia è disposta profondamente, a forma di
farfalla, con al centro un canale centrale, residuo del canale del tubo neurale.
Il tessuto che unisce le due metà viene chiamato commessura. La sostanza
bianca del midollo è costituita da tanti fasci di assoni che a seconda della loro
forma e dimensioni, possono essere chiamati tratto, fascio, fascicolo, lemnisco,
che deriva dal termine latino che sta per nastro. E’ un fascio di fibre che in
sezione è appiattito, proprio come un nastro.
Encefalo
Possiamo suddividerlo in diverse parti:
1. C’è una parte assile, che fa seguito al midollo spinale e viene chiamata
tronco encefalico.
2. Il cervelletto, dietro al tronco encefalico.
3. Il diencefalo, che è inglobato all’interno dell’encefalo.
4. Il telencefalo.
Il peso totale dell’encefalo è di circa 1400 g nel maschio, nella femmina 1260g.
Tronco encefalico
E’ costituito da tre parti: il mesencefalo, il ponte e il midollo allungato.
La cavità che corrisponde al ponte viene chiamata IV ventricolo.
Ha dimensioni abbastanza ridotte, 4-5 cm di altezza e 4 di larghezza.
Viene spesso paragonato al nodo di una cravatta: le parti più alte sono il
mesencefalo, poi il nodo è il ponte, mentre la parte più bassa è il midollo
allungato.
Il midollo allungato è molto simile al midollo spinale. Ha una fessura mediana
anteriore, che però verso il basso si interrompe: è il punto in cui i tratti
corticospinali (dalla corteccia cerebrale al midollo spinale) si decussano (=si
incrociano).
Verso il ponte, in alto, ci sono dei rigonfiamenti, le due piramidi del midollo
allungato, o piramidi bulbari (il midollo allungato si chiama anche bulbo).
Lateralmente alle piramidi c’è un solco che corrisponde al solco longitudinale
laterale anteriore. Questo dà origine a dei filuzzi che costituiscono il XII nervo
cranico o ipoglosso.
Posteriormente al solco longitudinale laterale anteriore c’è un altro
rigonfiamento, l’oliva bulbare.
Lateralmente all’oliva c’è un altro solco, il solco dei nervi misti, che sono tre: il
nervo accessorio spinale(IX), inferiormente, il nervo vago(X), in mezzo, più
grosso degli altri, e il glosso-faringeo, superiormente (XI).
Il solco che separa il bulbo dal ponte viene chiamato solco bulbopontino.
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Anche da questo solco emergono dei nervi cranici. In senso lateromediale
sono:
1. il nervo statoacustico (VIII), costituito in parte da fibre che provengono
dall’apparato vestibolare e in parte dalla coclea.
2. Il nervo faciale (VII), che ha diverse funzioni tra cui il controllo della
muscolatura mimica del volto. Tra questi due nervi cranici c’è un nervo
intermedio, il nervo di Wrisberg, che contiene delle fibre che fanno parte del
nervo faciale.
3. Sopra la piramide, a livello del solco bulbopontino origina il nervo abducente
(VI), uno dei nervi che controllano i movimenti dell’occhio.
Il ponte, sulla linea mediana, presenta un solco dentro cui viene accolto
l’arteria basilare del ponte. Lateralmente emerge il V nervo cranico, il nervo
trigemino, responsabile dell’innervazione sensitiva di tutta la testa e
dell’innervazione motoria dei muscoli masticatori e altri muscoli. Questo nervo
invia due componenti, quella sensitiva, più voluminosa, e l’emergenza è solo
apparente in quanto le fibre stanno arrivando, e quella motoria, più piccola,in
cui le fibre stanno veramente uscendo.
Superiormente il ponte è separato dal mesencefalo da un altro solco, il solco
pontomesencefalico.
La faccia anteriore del mesencefalo presenta due strutture che vanno dall’alto
verso il basso e medialmente, che vengono chiamati peduncoli cerebrali, dei
grossi fasci di fibre nervose discendenti che arrivano dalla corteccia cerebrale.
Tra i due peduncoli c’è un area che è bucherellata, che viene chiamata
sostanza perforata posteriore. I buchi sono dovuti semplicemente a piccoli vasi
che entrano nel tessuto nervoso.
Nel solco pontomesencefalico origina, medialmente, il III paio di nervi cranici, il
nervo oculomotore comune che serve a muovere l’occhio.
La faccia posteriore del tronco è coperta dal cervelletto.
Tra il cervelletto e il tronco encefalico c’è una cavità, il IV ventricolo. In realtà il
pavimento del IV ventricolo ha una forma a rombo è non è costituito
interamente da ponte, ma il suo triangolo inferiore è costituito da parte del
dorso del midollo allungato.
Per sezionare il cervelletto bisogna sezionare tre grossi fasci che vanno al
cervelletto, e che lo ancorano al tronco. Questi fasci sono i peduncoli
cerebellari superiore, medio e inferiore, che collegano il cervelletto
rispettivamente al mesencefalo, al ponte e al midollo allungato.
La superficie dorsale del midollo allungato può quindi essere suddivisa in due
parti: una esterna al IV ventricolo ed una che costituisce il triangolo inferiore
del suo pavimento.
La parte inferiore è in pratica la continuazione del midollo spinale. Presenta
quindi un solco mediano posteriore e due fasci per lato di fibre che stanno
salendo, che vengono chiamati fascicolo gracile e fascicolo cuneato. Questi due
vanno a terminare su due rigonfiamenti, ovviamente due per lato, il tubercolo
gracile, più mediale, ed il tubercolo cuneato, più laterale. Il pavimento del IV 6
ventricolo non ha una superficie liscia, ma presenta dei solchi e dei
rigonfiamenti che corrispondono ai nuclei dei nervi cranici.
Al limite tra ponte e mesencefalo c’è l’emergenza del IV nervo cranico, il nervo
trocleare, che partecipa al controllo dei movimenti oculari. Subito dopo la sua
emergenza gira lateralmente e si dirige intorno al peduncolo cerebrale.
La superficie dorsale del mesencefalo presenta quattro rigonfiamenti, i
tubercoli o collicoli quadrigemelli. Sono due superiori e due inferiori, piuttosto
simili. Quelli superiori sono connessi con le vie visive, mentre quelli inferiori
sono connessi con le vie uditive.
Questi rigonfiamenti di lato si continuano con dei fasci di fibre che emergono in
superficie, i bracci congiuntivi. Quello del tubercolo inferiore termina su un
nucleo del diencefalo, che prende il nome di corpo genicolato mediale, quello
superiore invece va sul corpo genicolato laterale. Sopra al mesencefalo c’è
l’epifisi e si è già a livello del diencefalo.
Cervelletto
Ha una forma più o meno tondeggiante, con due emisferi ed un asse centrale,
chiamato verme. La superficie del cervelletto non è liscia ma presenta delle
pieghe, come se la sua corteccia fosse piegata su se stessa a fisarmonica.
Queste pieghe trasversali vengono chiamate lamelle o folia. E’ possibile
suddividere sia il verme che gli emisferi in lobi.
Il lobo flocculonodulare si trova sulla faccia anteriore, a contatto con il tronco.
Diencefalo
Il diencefalo non si vede dall’esterno, in quanto è stato ricoperto quasi
completamente nell’evoluzione e nell’ontogenesi del singolo individuo dal
telencefalo. L’unica sua parte che emerge è sulla faccia inferiore dell’encefalo:
il chiasma del nervo ottico, che può essere considerato come il limite anteriore
del diencefalo. Subito dietro c’è l’eminenza mediana, cioè il punto da cui
emerge il peduncolo dell’ipofisi. Siccome quest’area ha un colorito grigiastro,
viene anche chiamata tuber cinèreum.
Dietro all’eminenza mediana ci sono due rigonfiamenti, i corpi mamillari, uno
per lato. All’esterno quindi del diencefalo si vede solo il chiasma ottico,
l’eminenza mediana ed i due corpi mamillari.
Per riuscire a vedere il diencefalo bisogna fare una sezione sagittale mediana a
livello della fessura interemisferica.
Subito cranialmente rispetto al mesencefalo c’è un’area che corrisponde alla
faccia mediale del diencefalo, che corrisponde alla parete laterale del III
ventricolo.
La parte inferiore del diencefalo prende il nome di ipotalamo, mentre la parte
superiore è il talamo.
Lateralmente all’ipotalamo e sotto il talamo, c’è una porzione che viene
chiamata subtalamo. Questi sono diversi per posizione e anche per funzione.
All’estremità posteriore del III ventricolo c’è l’epifisi.
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Telencefalo
Le due vescicole telencefaliche sono quelle più craniali e contengono al loro
interno i due ventricoli laterali. Sono costituite in superficie da sostanza grigia
ripiegata su se stessa, che prende il nome di corteccia cerebrale. Sotto la
corteccia c’è la sostanza bianca, che prende il nome di centro semiovale.
Immersi nella sostanza bianca ci sono dei nuclei o gangli della base. Tra i vari
nuclei ci sono delle lamine di sostanza bianca che vengono chiamate capsule:
c’è la capsula interna, esterna ed estrema.
Nel suo insieme il telencefalo non è liscio, ma presenta delle circonvoluzioni:
l’uomo è un animale girencefalo. Se si srotolano le circonvoluzioni queste
costituiscono una superficie di 1800-2200 m2.
In realtà 2/3 della superficie corticale è nascosto dai solchi. Alcuni di questi
solchi sono più profondi: la scissura centrale di Rolando. La corteccia che si
trova davanti alla scissura di Rolando appartiene al lobo frontale. Prima del giro
frontale c’è un giro prefrontale. Ci sono poi dei frontali medi, superiori e
inferiori. C’è poi un’altra scissura, che prende il nome di scissura laterale di
silvio, che separa il lobo frontale e la corteccia parietale dal lobo temporale.
Dietro alla scissura di Rolando c’è il giro postcentrale.
Nel lobo temporale ci sono i giri temporali superiore, medio e inferiore.
C’è poi un giro che gira attorno al margine posteriore della scissura di Silvio, il
giro sopramarginale. Quello sotto si chiama giro angolare.
La corteccia posteriore, corrisponde al lobo occipitale, che si osserva meglio
dalla faccia mediale dell’emisfero. A questo livello c’è un’altra scissura, che si
trova nel mezzo della corteccia occipitale, la scissura calcarina. Ai due lati di
questa scissura ci sono i due labbri superiori e inferiori della scissura calcarina
che corrispondono all’area visiva primaria.
C’è poi il giro linguale.
Ci sono poi dei giri nascosti, visibili se si tira giù la corteccia temporale e si tira
su la corteccia parietale e quella frontale, che prendono il nome di lobo
dell’insula (o insula di Reil) e i giri che si trovano qui prendono il nome di
opercoli, quello frontale, parietale e temporale.
In profondità si trova la sostanza bianca, che costituisce il centro semiovale,
dentro cui si trovano dei nuclei grigi.
Profondamente si trova il corpo calloso, un enorme fascio di sostanza bianca
che unisce i due emisferi.
I nuclei grigi che si trovano nella sostanza bianca derivano dalla vescicola
telencefalica e prendono il nome di gangli della base.
C’è un nucleo, che è il cosiddetto nucleo lenticolare, che ha una forma a lente
biconvessa. E’ costituito da una parte più esterna, il putamen, ed una più
interna, dove le cellule sono più disperse e tra di esse si infiltra la sostanza
bianca, il globo pallido.
Attorno al putamen c’è un altro nucleo, di forma paragonabile a una virgola, il
nucleo caudato. La parte più anteriore è la testa, poi c’è il corpo e infine la
coda. Ci sono delle strisce che uniscono il nodo caudato al putamen. Per 8
questo , il caudato e il putamen, prendono il nome di corpo striato.
All’estremità della coda del nucleo caudato c’è un altro ganglio della base, a
forma di mandorla, che si chiama amigdala.
Il globo pallido s
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