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Negozi giuridici Appunti scolastici Premium

Appunti di istituzioni di diritto privato sui negozi giuridici della professoressa Gatt.
Gli appunti sono una sintesi dei negozi giuridici, che spiegano ed analizzano come essi siano il mezzo con cui si attua la maggiore autonomia dei soggetti privati.

Esame di Diritto costituzionale docente Prof. L. Gatt

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ESTRATTO DOCUMENTO

Il soggetto che ha la capacità di agire, e manifesta la propria volontà circa

un negozio giuridico è definito legittimo ad agire.

In alcuni casi, per la volontà del soggetto ad agire circa un negozio

giuridico, è ammessa la potestà di RAPPRESENTANZA, cioè la volontà

di un soggetto interviene per il compimento di atti giuridici per conto di altri

e con effetti per altri.

Il rappresentante è colui che agisce per nome e per conto del rappresentato.

Chi pone in essere un negozio giuridico in nome di un altro, ne rimane al di

fuori per quanto riguarda le conseguenze provocate (Es. avvocato, ecc.).

Non tutti i negozi giuridici si possono rappresentare. Essa è ammessa

soltanto per i negozi giuridici di tipo patrimoniale mentre, ad esempio, è

esclusa per i negozi di tipo personalissimi (Es. testamento, ecc.).

La figura del rappresentante è diversa da quella di messo (o portavoce) il

quale è soltanto un portatore dell’altrui volontà mentre il rappresentante

concorre anche alla formazione della volontà

La rappresentanza può avere origine da:

 in tutti quei casi n cui l’ordinamento giuridico lo

la legge

preveda (Es. rappresentanza legale degli incapaci o interdetti,

ecc.);

 la volontà del soggetto dominus tramite la procura che è quel

negozio giuridico che permette al rappresentante di impegnare

il dominus verso altri al posto e con il nome suo (Es. avvocati,

ecc.).

Talora, la rappresentanza, è inserita automaticamente in altri negozi

giuridici come parte costituente (Es. mandato, ecc.). Talora sta a se (Es.

procura, ecc.).

La procura può essere fatta espressamente, tramite un documento scritto

affermante la volontà del dominus di demandare la propria volontà, o

tacitamente, tramite la tipologia di mansione che si fanno eseguire al

rappresentante (Es. commesso in un negozio, ecc.).

A norma dell’art. 1397 cod. civ. quando i poteri di rappresentanza sono

cessati, il rappresentante deve tornare i documenti dove risulti la procura,

se esistenti (se, cioè espressamente concessa), al dominus.

Se il rappresentante ha agito con procura eccedendo dai propri poteri

conferitogli, egli potrà fare ratificare l’atto compiuto dal dominus. Se,

invece, provocherà danni con l’eccesso di rappresentanza, egli sarà

direttamente responsabile dell’accaduto.

La procura può essere:

1. speciale quando tratta la rappresentanza di un affare o di una

tipologia sola di affari (Es. avvocato per una causa, ecc.);

2. generale quando tratta ogni tipo di affari del dominus (Es.

amministratore delegato, ecc.).

Il dominus, per dare la procura, deve necessariamente possedere la capacità

di agire. Mentre il rappresentante deve avere solamente la capacità di

intendere e di volere.

Il conflitto eventuale tra dominus e rappresentante è annullabile dal primo

se riconosciuto da un terzo qualsiasi.

La procura a norma dell’art. 1396 cod. civ. è revocabile da parte del

relativo dominus, mentre il rappresentante può rinunziare alla stessa.

Altro modo di estinzione della procura è la morte o del rappresentante o del

dominus.

Altre forme minori di rappresentanza, oltre quelle per procura, sono:

l’istintore è colui che rappresenta il titolare dell’attività

1. commerciale e ne detiene i pieni poteri al punto di prendere

iniziative per conto suo limitatamente ad un ramo dell’azienda

o ad un settore (Es. potere di licenziamento, ecc.);

2. il rappresentante (o procuratore commerciale) è colui che

al pari dell’istintore non può, però, gestire l’attività al posto

del titolare (Es. rappresentante di commercio, ecc.);

3. il commesso è colui che ha il compito di fare solamente ciò

che il titolare dell’attività commerciale ha demandato lui di

fare. Ha quindi un limitatissimo potere di rappresentanza.

4. il concessionario è colui che in campo industriale acquista dal

titolare dell’impresa a prezzi bassi e rivende al cliente a prezzi

maggiori traendone guadagno a propri rischi e pericoli.

LA VOLONTA’

2. È un altro elemento essenziale per la costituzione e la vita del negozio

giuridico. Essenziale è che venga esternata perché in caso contrario i avrà

con la conseguente nullità dell’atto giuridico così

una riserva mentale

composto.

Un altro caso di nullità è quello in cui si è utilizzata un assoluta violenza su

chi ha deciso di compiere il negozio giuridico.

Si ha anche nullità in caso di errore ostativo, cioè quando si dice o si

un’altra.

compie una cosa inconsapevolmente dicendo o facendone

Una causa molto importate e ricorrente in cui si procura la nullità dell’atto

giuridico così compiuto è quello della SIMULAZIONE.

Si ha simulazione quando la volontà delle parti non corrisponde al reale

volere comune degli stessi. Vi sono due specie di simulazioni:

1. simulazione assoluta quando si dichiara di volere la

realizzazione di un negozio, mentre, in realtà, non si vuole

compiere alcun atto giuridico;

2. simulazione relativa quando, invece, si dichiara un negozio

giuridico e se ne compie in verità un altro.

Quando, inoltre, si nasconde in un negozio giuridico una persona con

l’introduzione nello stesso di un’altra, si ha la simulazione di persona che

porta parimenti alla nullità dell’atto giuridico così compiuto. In questo

caso, il prestanome, non assume alcuna obbligazione tra le due vere parti

definendo tale situazione come interposizione fittizia di persona (Es.

Tizio, per sottrarre un bene ai creditori, finge di vendere a Caio il bene

stesso, ecc.).

Oggi la simulazione, di qualunque tipo essa sia, serve quasi esclusivamente

a compiere atti e fatti illeciti.

Fra le parti vige la regola che è vincolante ciò che si è realmente voluto e

non quello che apparentemente si voleva stipulare.

Per cui, in forza di tale principio, se la simulazione è assoluta, il negozio è

radicalmente nullo. Se, invece, la simulazione è relativa, avrà valore

soltanto ciò che si è realmente stipulato.

Se si è utilizzato un prestanome, avrà valore solamente ciò che le parti si

sono realmente obbligate tolto di mezzo il terzo prestanome.

In questi casi, la legge tutela coloro che hanno acquistato in buona fede da

coloro che dolosamente hanno usato interporre fittiziamente persone terze a

norma dell’art. 1415 cod. civ..

In caso di conflitto fra creditori dell’una e dell’altra parte del contratto

simulato, la legge protegge i creditori del finto alienante rispetto a quelli

del finto acquirente, purchè il credito sia anteriore all’atto con il quale il

bene in questione fu alienato al finto acquirente.

quando l’effetto giuridico non si ottiene tramite

Si ha il negozio indiretto

un determinato negozio ma dalla combinazione, traversa, di diversi altri atti

giuridici che singolarmente non avrebbero efficacia per quel fine ma che

combinati perseguono lo stesso fine voluto (Es. un mandato a vendere

accompagnato a una procura irrevocabile uguaglia una vendita, ecc.).


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ninja13

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto costituzionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Gatt Lucilla.

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