LA MORFOLOGIA
La morfologia è la branca della linguistica che si occupa della struttura delle parole. Ha come compito di rendere conto
delle conoscenze dei parlanti, quindi rendere esplicito quelle che sono le nostre competenze che operano a livello
inconscio, ha il compito di renderle chiare in relazione alla formazione delle parole di una data lingua. competenza
→
morfologica.
Le unità di analisi della morfologia:
LA PAROLA, come unità massima
~ IL MORFEMA come unità minima
~
Differenza tra morfema e fonema:
Fonema elementi di seconda articolazione, che hanno significato solo in contrapposizione fra loro
→
Morfema elementi di prima articolazione, che hanno un significato proprio. [o lessicale o grammaticale]
→
La parola è un Primitivo della teoria morfologica, è una nozione a livello intuitivo ma che non è possibile approfondire
per analisi.
Fatti linguistici che possono essere utili per la definizione di “parola” ma che non possono essere approfonditi:
Ordine fisso dei costituenti (Morfemi) che non è possibile alterare, non si può inserire altro materiale linguistico
➔ in una parola.
Si può avere una definizione più fonologica, si può prevedere se può essere preceduta o seguita da una pausa.
➔ Può essere separata o separabili con l’ortografia.
➔ Può essere quell’unità caratterizzata da un unico accento primario che può avere una pronuncia non
➔ interrompibile.
IL MORFEMA.
È un’unità minima di prima articolazione, il più piccolo pezzo significante di una parola che è portatore di un significato
proprio.
Es: CANE Can- = “ animale domestico della famiglia dei canidi” + E singolare
→
CANI CAN- = “animale domestico della famiglia dei canidi” + I plurale.
→
STRADALE STRAD- “via di comunicazione” + - AL- “aggettivo” [relativo a] + E singolare.
→ Morfema Lessicale Morfema derivazionale Morfema grammaticale
Il morfema è un’unità dal livello astratto, viene rappresentato fonologicamente da una serie di Allomorfi.
Il Morfo ogni elemento di significante segmentabile all’interno di una parola.
→
Allomorfi forma variante di un morfema in distribuzione complementare con un altro morfo (o altri morfi)
→
complementari.
Inutile Non utile
“-In” significa “non X”
Illogico Non logico
Impossibile Non possibile
“In” implica la negazione
irrilevante Non rilevante
In realtà non c’è una relazione specifica tra significante e significato espresso, ad un singolo morfo possono
corrispondere più significati diversi.
Es: # parl-a # La “A” significato [ presente ] – [indicativo] – [ singolare] – [3° persona]
→ → →
Il morfema classificazioni
→
Morfema Lessicale VS Morfema Grammaticale
MORFEMA LESSICALE MORFEMA GRAMMATICALE
sono quei morfemi che veicolano il significato sono quei morfemi che veicolano valori
generale di una parola; non varia sulla base del grammaticali (numero, genere, tempo, modo) e il
contesto loro significato ed è in parte legato al contesto.
Es: Gatt-e; Can-i; Parl-a Es: Desider-a; Gatt-o; elimin-a-zion-e
Costituiscono una classe aperta si può Costituiscono una classe chiusa sono pochi
→ →
aggiungere nuovi morfemi; il lessico dal punto di elementi.
vista dei suoi morfemi lessicali può essere
costantemente arricchito.
Morfema Flessivo VS Morfema Derivazionale
MORFEMA FLESSIVO O FLESSIONALE MORFEMA DERIVAZIONALE
sono morfemi che contribuiscono a produrre le Morfemi derivazionali sono morfemi che
→
diverse forme di una stessa parola. Sono quelle servono a formare nuove parole a partire da
che ci danno i Paradigmi; ci specificano i paradigmi parole o morfemi lessicali esistenti. [molto spesso
in modo ampio come quelli che vanno ad dà il cambio di categoria]
assumere i vari verbi a seconda dei vari tempi
verbali che consideriamo. [Ma più essere anche un Es: in-desider-a-bil-e; ri-formul-a-zion-e
paradigma meno ampio come il caso degli Prefisso derivazionale
aggettivi] [a sx della parola]
Es: Parl-o; Bell-a
Sono espressioni obbligatorie di un certo
inventario di categorie grammaticali come ad
esempio il genere, il numero, il tempo, il modo. →
sono le Desinenze.
Morfemi zero entrambe le categorie]→ assenza di una marca esplicita per veicolare una categoria
→[interessano
obbligatoria nella lingua in questione
Es, in inglese sheep (pecora/pecore) VS. Dog/Dogs
→ Suffisso del plurale
Unica parola per
singolare o plurale
[fenomeni di conversione, quando interessano i fenomeni di derivazione]
Es. Vicino può essere un nome, un avverbio, un aggettivo
→
[Differenza tra morfemi flessivi e morfemi grammaticali nessuna perché tutti i morfemi flessivi sono morfemi
→ →
grammaticali ma non viceversa non tutti i morfemi grammaticali sono morfemi flessivi (pronomi clitici, possessivi
→
ecc..) i morfemi flessivi possono essere considerati come un sottoinsieme dei morfemi grammaticali]
→
Morfemi liberi VS Morfemi Legati
MORFEMI LIBERI MORFEMI LEGATI
Sono quelli che possono ricorrere da soli in una sono tutti che quelli che non possono essere mai
frase ossia sono parole mono-morfemiche. usati in isolamento. Devono combinarsi con altri
Morfema libero cioè che non si attacca ad una morfemi per dal luogo ad una parola ben formata.
desinenza. Es: in-; Bil-;zion-; cas-a; Gatt-o ....
Es: Bus, ieri, quando, oggi, fuori, accanto, davanti.. [morfemi flessivi]
Prestiti lessicali da altre lingue, avverbi di tempo,
Possiamo dire che tutte le parole mono-
morfemiche sono dei morfemi liberi
In italiano, solo le parole invariabili sono mono-morfemiche, per altre lingue, ad esempio l’inglese è diverso:
#dog# parola mono-morfemica con morfema lessicale libero
→
#dog-s# un morfema lessicale libero ed un morfema grammaticale legato
→
In inglese, informazioni quali il numero (singolare o plurale) vengono codificate su parole (morfemi liberi)
In italiano si codifica su le radici (morfemi legati) delle parole Bell- ; Parl-
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