Morfologia
La morfologia si occupa dei meccanismi che regolano la struttura interna delle parole e l’unità d’analisi fondamentale è il morfema, ovvero ciascun elemento dotato di significato di cui si compongono le parole. Della morfologia distinguiamo:
Morfologia flessiva
La morfologia flessiva esplora i processi di modifica interni al lessema e la variazione delle parole in tutte le sue forme possibili. È caratterizzata dalla compresenza di uno strato più antico flessivo ereditato dal latino. Nella transizione latino-italiano, osserviamo una trasmigrazione dalla morfologia flessiva alla morfosintassi. Un esempio di ciò è la perdita del sistema dei casi, che consentiva al latino di fondere in un’unica parola genere, numero e ruolo sintattico. I diversi parametri di variazione di un lessema ne determinano il paradigma flessionale, che può contenere due o più caselle; ad esempio, il paradigma di un nome può contenere singolare/plurale, mentre quello di un aggettivo maschile-femminile/singolare-plurale.
Morfologia nominale
Nei nomi inanimati (variazione in numero e genere), l’assegnazione del genere è arbitraria, immotivata, nel senso che non ci sono ragioni particolari di significato per cui sole sia maschile e luna femminile. Il genere, dimostrato anche da altre lingue, non è semanticamente motivato. Osserviamo, rispetto al latino, la perdita del neutro; rispetto alle altre lingue, la formazione del plurale non avviene con l’aggiunta di un morfema, ma tramite la modifica del morfema (can-e can-i). Per quanto riguarda i pronomi personali, il sistema è caratterizzato da paradigmi complessi, che prevedono i pronomi tonici forme distinte in base alla funzione sintattica. Avremo infatti (morfemi liberi) i pronomi clitici che sono caratterizzati da un accento proprio; (morfemi semiliberi), invece, devono appoggiarsi foneticamente alla parola che li precede o che li segue.
Morfologia verbale
Nei verbi sono soggetti a flessione il tempo, il modo, la persona ed è codificato il numero attraverso la distinzione fra le persone singolari e plurali. Il participio presenta una morfologia sia di tipo verbale che di tipo nominale. La struttura morfologica di un verbo ci permette sin da subito di individuare due tipi di morfemi: lessicale e grammaticale; infatti alla radice lessicale, seguono le vocali tematiche che ci fanno distinguere le classi di coniugazione, il tempo, il modo e la persona. I modi in italiano sono 7. Quattro di questi sono finiti: indicativo, congiuntivo, condizionale, imperativo e caratterizzati da un sistema di flessione personale. Tre di questi sono...