Morfogenesi
Differenziamento: lo sviluppo di tipi cellulari specializzati, a partire da cellule pluripotenti
indifferenziate. Avviene mediante un cambio evidente della biochimica e delle funzioni
cellulari, preceduto dall’impegno della cellula verso un certo destino.
Specificazione: il destino di una cellula è specificato quando questa è capace di differenziare
autonomamente se posta in un ambiente neutrale( come una piastra di laboratorio).
Sviluppo dell’ectoderma
Il sistema nervoso deriva dall’ectoderma. Più precisamente quest’ultimo darà origine:
Ectoderma superficiale cha darà origine all’epidermide e agli annessi come capelli,
⇒ ghiandole, unghie, cornea, cristallino ecc;
Cresta neurale che darà origine al sistema nervoso periferico, melanociti, dentina dei denti,
⇒ ecc.;
Tubo neurale che darà origine al cervello, al midollo, alla retina, all’ipofisi, ecc.
⇒ I Vertebrati usano due diversi modi per formare il tubo neurale:
neurulazione primaria
• neurulazione secondaria: I [Pesci] hanno solo la neurulazione secondaria. Negli [Anfibi,
• Uccelli e Mammiferi] solo la parte più caudale del tubo neurale si forma per
neurulazione secondaria.
Negli uccelli la neurulazione avviene molto precocemente nella pozione anteriore.
Neurulazione primaria
La neurulazione primaria ha come protagonisti: la notocorda e il sovrastante ectoderma.
*La notocorda è una struttura che percorre dorsalmente in senso antero-posteriore quasi
tutto l'embrione e che si forma durante la gastrulazione.
1. La prima fase della neurulazione primaria è lo shaping: il
mesoderma, migrato ventralmente all’ectoderma, lo induce
ad una trasformazione, dove viene alterato lo spessore
delle cellule. Le cellule laterali s’ingrandiscono, mentre
quelle centrali si assottigliano creando un fosso centrale:
s’inizia a formare la piastra neurale nella parte anteriore-
dorsale dell’embrione; è posta al disopra del mesoderma
faringeo e cefalico, che inducono quelle cellule
ectodermiche a quel destino.
*le cellule laterali interne formeranno le creste neurali
mentre quelle più esterne l’epidermide; mentre le cellule
centrali sono quelle del neuro-ectoderma e costituiscono la
piastra neurale.
2. La seconda fase è il folding o ripiegamento: al centro della piastra si forma una regione di
cellule appiattite che consentono il ripiegamento dei due lembi. Le cellule centrali si
assottigliano a formare una lamina piatta: è costituita dalle cellule MHP (punto di cardine
nella linea mediana). Le MHP sono attaccate alla notocorda e diventano un cardine affinché le
2 lamine laterali della piastra neurale si rialzino.
*la notocorda è il mesoderma che ha indotto la piastra neurale ad assumere questa struttura.
Man mano che il processo va avanti si definisce l’asse antero-posteriore.
3. Il terzo passaggio è l’elevazione. I due lembi sfruttano il cardine
e si avvicinano. Questo movimento è anche spinto dalla
proliferazione delle cellule della cresta neurale.
4. La quarta fase è la convergenza: si formano altri cardini DLHP
(dorso-lateral hinge point) tra le cellule della piastra neurale e
quelle della cresta neurale che permettono la convergenza tra le
pieghe della piastra neurale.
5. L’ultima fase è la chiusurè. Grazie alla convergenza i due gruppi
di cellule delle creste neurali si fondono per il tubo neurale. Il
tubo neurale e la cresta neurale sovrastante, vengono ricoperti
dalle cellule dell’epidermide. Successivamente le cellule della
cresta neurale di distaccano e migreranno nell’embrione. Alla
fine avremo un tubo neurale appena sotto l’ectoderma
(ðepidermide).
Nell’[uomo] la chiusura del tubo neurale avviene con un andamento non uniforme, ma si
chiude prima la regione centrale all’embrione e, a partire dal centro la chiusura procede nelle
due direzioni, verso la parte anteriore e quella posteriore, un po’ come 2 una zip: si chiuderà
seconda la regione anteriore del capo, lasciando un buco nella porzione occipitale; infine si
chiude la regione più posteriore.
Importanza delle caderine
Una principale proteina nella chiusura del tubo neurale è la caderina, proteina d’adesione. La
prima azione del mesoderma sull’ectoderma è l’induzione a produrre le molecole di adesione.
L’epidermide e la piastra neurale hanno diverse caderine, che consentono l’adesione solo tra
caderine dello stesso tipo: le E-caderina sono proteine di superficie che consentono l’adesione
nell’epidermide; mentre le N-caderina sono specifiche della piastra neurale.
Le caderine presenti sulla superficie delle cellule si riconoscono e permettono alle cellule di
un determinato tessuto di comportarsi in maniera autonoma durante la neurulazione.
per dimostrare la specificità delle caderine: sono state iniettate le caderine in
àEsperimento
regioni a caso dell’ectoderma. Le cellule interagiscono tutte le une con le altre, i tessuti non si
dividono in gruppi cellulari e non si forma il tubo neurale. Neurulazione secondaria
La neurulazione secondaria ha luogo nelle porzioni più caudali dell’embrione. Avviene a
partire da un cordone cellulare che viene cavitato per morte cellulare programmata delle
cellule al suo interno. Da una struttura a cordone si forma una cavità centrale che forma il
tubo neurale. Avviene nella porzione molto posteriore del midollo spinale della coda degli
animali. Formazione dell’encefalo
La porzione del tubo neurale che formerà il cervello è composta da diverse vescicole.
La cavità del tubo neurale è riempita di liquido cerebrospinale, composto da materiale secreto
dalle cellule nervose.
Modificazioni del mesoderma circostante, che si sta trasformando in muscolo, costringono la
regione anteriore del tubo neurale: il liquido cerebrospinale continua ad essere secreto e
riempie la regione a monte della costrizione; il liquido accumulato comporta la dilatazione del
tubo. Alla fine del processo la costrizione è tolta e il liquido si distribuisce, ma la dilatazione
ormai permane.
Si formano così delle vescicole che dipendono dalla apacità elastica delle cellule che le
rivestono.
Inizialmente si formano solo 3 vescicole nella parte anteriore del tubo neurale. La regione
dell’encefalo più anteriore è il prosencefalo, quella centrale mesencefalo e quella più caudale,
vicina al collo, si chiama rombo-encefalo. Al microscopio il rombo-encefalo presenta piccole
strutture a forma di rombo: sono le cellule della cresta neurale, che migrano in modo
specifico, rimanendo in un perimetro a forma di rombo.
Grazie a dilatazioni successive queste vescicole diventano 5: il proencefalo si divide in
telencefalo e diencefalo; il mesencefalo rimane un'unica vescicola; mentre il rombo-encefalo
si divide in metencefalo e mielencefalo.
La formazione delle vescicole è un fenomeno meccanico che porta ad un accrescimento delle
cellule alla base della porzione del tubo neurale che darà vita all’encefalo provocando una
costrizione; questa costrizione farà si che aumenti la pressione del liquido all’interno del tubo
neurale anteriore formando le 3 vescicole. Dopo la formazione delle 3 vescicole la costrizione
si riassorbe. Formazione dell’occhio
La vescicola del diencefalo si allunga lateralmente a formare due cavità simmetriche, una
destra e una sinistra: sono le vescicole ottiche, rivestite da tessuto ectodermico. Ogni
vescicola ottica si ripiega completamente su se stessa per formare la coppa ottica, con una
tipica struttura dell’estremità a semiluna. Contemporaneamente l’ectoderma di superficie si
sta ripiegando a formare la coppa del cristallino, più esterna che darà origine al cristallino;
mentre la coppa ottica originerà la retina. La cornea invece si forma da una porzione di
ectoderma superficiali, l’ectoderma di rivestimento vero e proprio, che non si riarrangia a
formare la coppa del cristallino. Il differenziamento del cristallino è terminale.
Le coppe vanno incontro ad riarrangiamento: l’ectoderma nervoso (ðretina) si fonde con
l’ectoderma superficiale (ðcristallino e cornea).
La coppa del cristallino si richiude su se stessa per formare la sfera del cristallino;
La retina è un organo composto da diverse classi di neuroni che si differenziano in destini
diversi. Precocemente le cellule della retina sono tutte uguali, ma alla fine del processo si
differenziano e si suddividono in 3 strati: partendo dall’alto troviamo i fotorecettori immersi
nel pavimento pigmentato, poi uno strato di neuroni bipolari connessi allo strato delle fibre
dei neuroni del nervo ottico.
*il nervo ottico è la continuazione della coppa ottica all’interno del cervello.
Le creste neurali
Le cellule della cresta neurale si trovano tra il tubo neurale e l’epidermide. In seguito le cellule
migrano per dare origine ad un gran numero di tessuti. Sono cellule di origine ectodermica.
A seconda della localizzazione lungo il tubo neurale si distinguono in:
Cresta neurale craniale: porzione più posteriore dell’encefalo.
• Cresta neurale cardiaca:
• Cresta neurale vagali
• Cresta neurale del tronco
• Cresta neurale sacrali
•
Dalle creste neurali si originano diversi tessuti: l SNP dell’intestino, che consente la peristalsi;
le cellule della regione midollare della ghiandola surrenale; i gangli delle radici dorsali dei
nervi spinali (SNP); i melanociti della pelle; strutture scheletriche e muscolari della faccia.
Cresta neurale del tronco
Le cellule della cresta neurale del tronco migrano seguendo due percorsi:
1. dorso-laterale, verso l’esterno, immediatamente sotto l’ectoderma di rivestimento,
scivolando sopra il dermamiotomo.
Migrano verso il derma per originare i melanociti.
2. ventrale, scivolano ventralmente al tubo neurale e attraversano la porzione anteriore
dei somiti, costituita dallo sclerotomo.
Migrano verso regioni specifiche del mesoderma parassiale, da cui si originano le
ð
vertebre. In queste regioni le cellule della cresta neurale formano le strutture delle
radici dorsali dei nervi spinali: per questo motivo devono prendere contatto con le
cellule delle vertebre in formazione.
* Le vertebre hanno una particolare simmetria e formano forami, per consentire ai
nervi spinali di uscire dal midollo spinale.
Sulla superficie posteriore dei somiti non ci sono le molecole di adesione che consentono la
migrazione. Durante la migrazione, infatti, le cellule della cresta neurale si trovano all’interno
della trama formata dalla matrice extracellulare: le cellule, mediante pseudopodi, prendono
connessione con proteine e molecole di adesione della matrice extracellulare della porzione
anteriore o ventrale dei somiti.
una sezione longitudinale, e quindi separando la regione ventrale da quella
àAttraverso
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