LA RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DEGLI ENTI E I MODELLI
ORGANIZZATIVI D.Lgs. 231/01
l’Origine del Decreto deriva da 3 driver principali:
Foreign Currupt practices Act ( ): prevedeva rimedi contro il dilagante
USA 1977
fenomeno di corruzione di pubblici ufficiali esteri da parte di società statunitensi
Convenzione anticorruzione dei pubblici funzionari
( )
U.E. 1997
Convenzione OCSE ( )
1997
Il D.lgs. introduce per la 1ª volta nell’ordinamento, la nozione di: Responsabilità
amministrativa dell’ente.
La Natura di questa responsabilità è sostanzialmente Penale perché:
È derivante da reato (
commissione o tentata commissione di fattispecie di reato
)
nell’interesse/avantaggio dell’ente
Viene accertata con le garanzie del processo penale
Comporta l’applicazione di sanzioni particolarmente afflittive per l’Ente (fino
all’interdizione)
Le Finalità del D.Lgs. 231/01 sono sostanzialmente 3:
1. Colpire sul piano patrimoniale i soggetti responsabili degli illeciti
2. Minimizzare il rischio reato degli enti ( )
sanzioni per indurre le società a dotarsi di un MOG
3. Favorire la riparazione del danno
La disciplina contenuta nella 231/01 si applica a:
Enti forniti di Personalità Giuridica (incluse le fondazioni)
Associazioni, anche prive di personalità giuridica
Società
iure privatorum
Enti pubblici economici che agiscono
Non si applica a: Stato, Enti Pubblici Territoriali ( ), altri Enti Pubblici
Comuni e Province
NON Economici, ed a tutti gli altri enti che svolgono funzioni di rilievo costituzionale
( )
Partiti e Sindacati
Responsabilità dell’ente: l’ente è responsabile per reati commessi in suo
interesse o a suo vantaggio da:
Soggetti Apicali: soggetti che rivestono funzioni di rappresentanza,
o amministrazione o direzione dell’Ente o di una sua unità organizzativa dotata di
autonomia finanziaria e funzionale; e soggetti che esercitano la gestione e il
controllo dell’Ente stesso (es. amministratori e D.G)
(anche di fatto)
Soggetti Sottoposti: soggetti sottoposti alla direzione o alla vigilanza di uno dei
o soggetti apicali ( dipendenti, lavoratori autonomi parasubordinati).
l’ente Non risponderà se le persone indicate nella norma abbiano agito
esclusivamente nell’interesse proprio o nell’interesse di terzi.
INTERESSE E VANTAGGIO DELL’ENTE
L’art.5 del D.lgs. 231/01 sancisce quella che è la regola di imputazione oggettiva
dei reati all’ente:
L’ente è ritenuto responsabile se i soggetti hanno agito nell’interesse e/o a
vantaggio dell’ente. ex-ante,
Interesse: va valutato poiché in esso rileva la prospettiva soggettiva
della condotta dilettuosa.
Il soggetto che materialmente valuterà dovrà retroagire al momento della
commissione dell’illecito e capire se, prima della commissione del reato, ci potesse
essere un interesse astratto ( es può sussistere un arricchimento prefigurato, ma magari
).
non realizzato in conseguenza dell’illecito
ex post,
Vantaggio: va valutato rileva quando è effettivamente conseguito il
vantaggio come conseguenza dell’illecito, anche se non espressamente prefigurato
ex ante dal’agente.
I vantaggi/interessi non sono cumulativi ma alternativi, cioè per la configurazione
della responsabilità dell’ente non è imprescindibile la sussistenza di entrambe le
fattispecie ma anche di una sola.
(Es: se il vantaggio della vincita della gara non è stato effettivamente acquisito ma si
accerta l’interesse ex ante la responsabilità dell’ente può essere configurata).
REATI PRESUPPOSTO (MECCANISMI CONCRETI)
i soli che prevedono responsabilità a carico
Si parla di reati presupposto (
dell’ente ) per i reati espressamente previsti nella lista inclusa nel D.lgs 231/01 e
successive modifiche.
Sono importanti perché non tutti i reati prevedono la responsabilità suppletiva
reati presupposto
a carico dell’ente ma, allo stesso tempo, essere non basta perché
occorre anche che l’ente si sia avvantaggiato dalla condotta illecita, o che prima
dell’inizio dell’attività, chi commette l’illecito abbia anche un interesse astratto
Es: un soggetto che fa parte di una commissione giudicatrice di un ricco appalto:
Nel 1° caso c’è un reato di corruzione a suo carico che ha come contropartita l’aggiudicazione della gara a
favore della società che lui rappresenta (c’è l’interesse dell’ente)
Nel 2° caso si era esclusa la responsabilità dell’ente anche quando, lo stesso soggetto, si faceva
corrompere per un interesse proprio (non c’è l’interesse dell’ente).
La 231 si applica quindi solo nel 1° caso ma non nel 2° perché il soggetto non ha agito nell’interesse dell’ente.
NB: possibilità di esimente ossia realizzazione di un adeguato modello organizzativo.
all’arricchimento. (art. 318 c.p.)
REATO CONTRO LA P.A. (DI CORRUZIONE) :
Processi aziendali a rischio: selezione e assunzione del personale
Possibili modalità attuative dell’illecito: AD assume il figlio dell’assessore ai lavori pubblici
comunale per l’ottenimento di una concessione edilizia.
Protocolli per ridurre ad un livello accettabile il rischio della commissione dei reati:
idonea procedura per la selezione e assunzione del personale.
adeguata procedura
La 231 chiede solo l’adozione di una ben fatta e realizzata sulla base di quelle che sono le
caratteristiche dell’azienda e che riduca il rischio che si verifichi il reato.
Aspetto fondamentale per la predisposizione delle procedure: Segregazione dei Poteri (Segregation of duties):
un soggetto non può essere owner di tutto il processo, ma vi devono concorrere altri soggetti/colleghi; ciò per
ridurre ulteriormente il rischio.
Questo Modello organizzativo “MOG” deve prevedere i possibili rischi di commissione di reati.
La 231 è nata per la corruzione, poi poiché funzionava, è stata estesa anche ad altre
fattispecie di reati come: INFORMATICA: ).
REATO DI CRIMINALITA’ (617 quinques c.p
Reato: Installazione apparecchiature x intercettare, impedire, interrompere comunicazione
informatiche/telematiche.
Processi aziendali a rischio: Installazione di apparecchiature idonee ad alterare info, dati di
terzi (IT).
Possibili modalità attuative dell’illecito: Dipendente installa un software per intercettare
una società concorrente.
Protocolli per ridurre ad un livello accettabile il rischio della commissione dei reati:
Predisporre una procedura; verificare l’idoneità di quella esistente, Se non lo è: predisporre
segregation of duties.
sistemi tecnologici per prevenire illeciti informatici; Nb: occorre che la
violazione sia con dolo del soggetto per rendere esente l’ente.
REATO CRIMINALITÀ ORGANIZZATA: (art. 416 bis c.p.)
Reato: Associazione di tipo mafioso anche straniere.
Processi aziendali a rischio: Promozione o partecipazione ad associazioni e/ o organizzazioni
Possibili modalità attuative dell’illecito: Accordi con imprese note per appartenere alla
criminalità organizzata al fine di costituire con le stesse un consorzio per la partecipazione di
un bando di gara ad evidenza pubblica
Protocolli per ridurre ad un livello accettabile il rischio della commissione dei reati:
procedura articolate in più step per la verifica dei requisiti di onorabilità e professionalità dei
segregation of duties.
partner commerciali; :
REATO FALSO NUMMARIO (453 c.p.)
Reato: falsificazione di monete e banconote, spendita e introduzione nello stato previo
concerto
Processi aziendali a rischio: effettuazione di pagamenti in contanti (Area Acquisti).
Possibili modalità attuative dell’illecito: un dipendente degli acquisti usa monete false per
pagare i fornitori, su ordine del responsabile che è consapevole della falsità delle monete.
Protocolli per ridurre ad un livello accettabile il rischio della commissione dei reati:
creare un’apposita procedura per verificare le modalità di gestione e controllo della genuinità
segregation of duties.
del denaro;
REATI SOCIETARI: (2622 c.c.)
Reato: false comunicazioni sociali a danno della società, dei soci o dei creditori.
Processi aziendali a rischio: Predisposizione di bilanci, comunicazioni sociali vs a soci/terzi
sulla situazione epf (AFC)
Possibili modalità attuative illecito: CDA approva bilancio falso (fatto dal CFO, sottoposto al
CDA), x frodare creditori.
Protocolli per ridurre ad un livello accettabile il rischio della commissione dei reati:
max trasparenza
procedure x nei rapporti tra C.d.A. e Società di revisione. (Se viene elusa, e la
.
società ext non è in grado di verificare, sicuramente è mal fatta)
SANZIONI
La finalità della 231 è avere un deterrente nei confronti di enti che non giocano
correttamente. Se non fosse previsto un regime sanzionatorio, il deterrente non ci
sarebbe e quindi non avrebbe senso il decreto.
Principali
Sanzioni :
INTERDITTIVA l’ente è un soggetto astratto per cui non può esserci la reclusione,
ma equivalenti sono le sanzioni interdittive: sanzioni che inibiscono alla società
la propria attività. ( Impedire la partecipazione a gare pubbliche è quasi più grave in
).
termini di conseguenze rispetto alla detenzione più grave)
Interdizione, temporanea o definitiva, dall’esercizio dell’attività (
Sospensione o revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla
commissione dell’illecito ( )
-
L’azienda come modello organizzativo della produzione
-
Modello di Mintzberg
-
Modello Cournot
-
Modello Arima
- Risolvere un problema di matematica
- Riassumere un testo
- Tradurre una frase
- E molto altro ancora...
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