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Modelli di Governance – Modelli organizzativi

Appunti di Modelli di Governance sui modelli organizzativi secondo Taylor-Ford, Mayo e Fayol. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La produzione di massa, Tappe nella storia dell'auto, I contributi di Taylor e Fayol, Hanry Ford: Fordismo,... Vedi di più

Esame di Modelli di Governance docente Prof. A. Consorti

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ORIGINI DEL TAYLORISMO/FORDISMO

LA PRODUZIONE DI MASSA

Nell'attività industriale il lavoro deve essere organizzato in un flusso lineare e scorrevole

➢ dall'inizio alla fine del processo

L'insieme delle operazioni deve confluire in sequenza nel momento saliente del

➢ montaggio

Disposizione funzionale degli utensili e una predisposizione di linee parallele degli

➢ elementi da montare

TAPPE DELLA STORIA DELL'AUTO

Per ridurre i costi all'aumentare della domanda l'industria automobilistica è costretta a fare

cose nuove e a trovare modi nuovi di fare le vecchie:

adozione del metodo scientifico del lavoro

➢ adozione della catena di montaggio

I CONTRIBUTI DI TAYLOR E FAYOL

HANRY FORD – FORDISMO

Industriale statunitense, famoso soprattutto per le conquiste pionieristiche nel settore

dell'automobile. Dopo aver lavorato come apprendista meccanico, dal 1888 al 1899 fu

ingegnere meccanico e quindi ingegnere capo alla Edison Illuminating Company di Detroit. Nel

1893, dopo aver fatto per anni esperimenti nei ritagli di tempo, completò la costruzione della

sua prima auto e nel 1903 fondò la società automobilistica Ford. Nel 1913 cominciò a usare nel

suo stabilimento componenti standardizzati intercambiabili e catene di montaggio, tecniche

peraltro già impiegate nel sistema di produzione di fabbrica, che egli applicò però su vasta

scala diventando il principale artefice della loro diffusione generale e della conseguente grande

espansione dell'industria americana.

Agli inizi del 1914, tuttavia, queste innovazioni avevano provocato una forte rotazione mensile

della manodopera, soprattutto a causa della monotonia del lavoro alla catena di montaggio e

delle quote di produzione sempre maggiori assegnate ai lavoratori. Per ovviare a ciò, Ford

raddoppiò il salario giornaliero dei suoi dipendenti rispetto agli standard delle altre industrie. Il

risultato fu una maggiore stabilità della manodopera e una riduzione dei costi di produzione.

Nel 1908 Ford aveva iniziato la produzione del famoso "modello T" che, fino al 1927, dominò il

mercato, vendendo circa 15 milioni di vetture. Negli anni seguenti la sua posizione di

predominio iniziò a vacillare a causa della scarsa propensione a proporre anch'egli, com'era

divenuto abituale tra i concorrenti, un nuovo modello di automobile ogni anno. Negli anni

Trenta, Ford adottò la politica dell'innovazione annuale, ma la sua società non fu più in grado

di riconquistare la posizione prima detenuta.

Nel periodo dal 1937 al 1941 Ford fu il solo grande produttore di autoveicoli nell'area di Detroit

che non riconobbe alcun sindacato in rappresentanza dei lavoratori nel processo di

contrattazione collettiva; venne anzi considerato responsabile di ripetute violazioni delle leggi

vigenti in materia di relazioni industriali; uno sciopero organizzato nell'aprile del 1941 in una

delle sue fabbriche lo costrinse a negoziare un contratto di lavoro regolare.

Ford fu attivo in diversi settori oltre a quello automobilistico; produsse componenti bellici e

anche aerei da combattimento su commissione del governo durante la prima guerra mondiale.

Lasciò la direzione del suo gigantesco impero nel 1945 e morì due anni dopo, lasciando una

fortuna personale stimata tra i 500 e i 700 milioni di dollari. Il suo ruolo-chiave nello sviluppo

dell'economia industriale moderna ha portato alla coniazione del termine fordismo per

descrivere il modello socioeconomico dominante nelle economie avanzate per gran parte del

XX secolo.

Sperimentò le prime linee di assemblaggio dei componenti standardizzati e intercambiabili

applicandole su vasta scala per la produzione di massa.

FORZA LAVORO

Ford inizia a dividere anche il lavoro negli uffici di progettazione

• gli operai non hanno prospettive di carriera

• conseguenti conflitti

• incrementi salariali (five-dollars day)

• conseguente decremento del turnover

• conseguente potere ai sindacati

• anzianità quale fattore determinante per decidere chi licenziare nei periodi di crisi

ORGANIZZAZIONE

Integrazione verticale

• Gestione completamente accentrata

• Prodotto standard non adatto a tutti i mercati del mondo

ATTREZZATURE

Le macchine utensili sono la chiave dell'economicità

• poiché Ford produce un solo articolo può mettere le macchine in successione

• Limite dato dalla mancanza di flessibilità (con il vecchio pezzo o modello veniva

• eliminato anche il macchinario)

FREDERICK WINSLOW TAYLOR -TAYLORISMO

Ai primi del ‘900 l’organizzazione veniva studiata prevalentemente come un problema di

produttività del lavoro umano. Le imprese erano scarsamente meccanizzate, di dimensioni

ridotte e con utilizzo intensivo del lavoro. In tale contesto si diffuse l’approccio noto come

organizzazione scientifica del lavoro, grazie, soprattutto, al contributo di Frederick Taylor.

Fu un ingegnere industriale statunitense, iniziatore della ricerca sui metodi per il miglioramento

dell'efficienza nella produzione. nacque a Germantown, in Pennsylvania (U.S.A.), da una

famiglia agiata; inizialmente destinato agli studi presso l'università di Harward, a causa della

sua salute cagionevole, fu costretto a cercare opportunità formative alternative. Nel 1874

divenne un apprendista operaio, apprendendo sul campo le dure condizioni delle fabbriche

dell'epoca. Riuscì ugualmente a laurearsi in ingegneria, grazie agli studi serali. I primi studi

sulla riorganizzazione dell'organizzazione della produzione furono condotti presso la "Midvale

Steel Company" nel 1883 e presso la "Bethlehem Steel", impresa che dovette abbandonare nel

1901 per le cattive relazioni con il resto del corpo dirigente. Al termine di questa esperienza

egli scrisse il suo primo libro "Shop Management", che ebbe un discreto successo e che fece di

lui il massimo esperto statunitense di direzione di stabilimento.

L'idea di Taylor consisteva nel superare l'amatorialità dei manager suoi contemporanei:

attraverso lo studio scientifico del lavoro e la cooperazione tra dirigenza qualificata e operai

specializzati sarebbe stato possibile un proficuo rapporto in cui ambo le parti avrebbero

ottenuto vantaggi. Il suo metodo prevedeva lo studio accurato dei singoli movimenti del

lavoratore per poter ottimizzare il tempo di lavoro. La teoria di Taylor si occupò inizialmente di

un ambito prevalentemente produttivo; sono qui riassunti i principali passi per la

determinazione dell'ottima sequenza di movimenti:

Considerare un gruppo di 10/15 operai, versati nel lavoro da analizzare;

 Studiare l'esatta serie dei movimenti componenti l'operazione che ogni operaio applica

 allo stato attuale;

Determinare il tempo necessario per ogni movimento e determinare se esiste una via

 più veloce per compierlo;

Eliminare ogni movimento lento o inutile;

 Stendere la serie ottima dei movimenti così determinata.

La sua ipotesi, che consisteva essenzialmente nel supporre l'esistenza di una "via migliore" per

compiere una qualsiasi operazione (la "one best way") è la base per la maggior parte delle

critiche mosse al suo modello; altre consistono nell'osservare che il suo metodo è altamente

analitico, ma scarsamente sintetico, in quanto guarda pochissimo al coordinamento dell'attività

degli operai. Ricerche successive a Taylor hanno dimostrato che non sempre il massimo grado

di specializzazione porta ai massimi risultati. Infatti, il grado di specializzazione dipende dal

tipo di attività svolta; inoltre, un elevato grado di specializzazione può portare ad un aumento

dei costi della complessità. I supposti vantaggi competitivi si sono rilevati poco sostenibili,

perché derivano da soluzioni facilmente imitabili e diffondibili. Il trasferimento e la diffusione di

know-how crea conflitti di interessi, in quanto gli operai di prim’ordine si sentivano espropriati

e più facilmente sostituibili. Infine, la critica più rilevante consiste nell’incapacità degli assunti

motivazionali di Taylor di predire i comportamenti reali dei conferenti il lavoro. Spesso, la via

indicata da Taylor per la direzione degli impianti industriali è definita, anche con connotazione

spregiativa, taylorismo. Le sue idee furono poi sviluppate, anche per l'avvento della "catena di

montaggio" da Henry Ford, nel fordismo. Taylor, morì a Philadelphia, nel 1915.

TAYLORISMO

• Organizzazione come problema di produttività del lavoro umano

• Massimizzazione della divisione del lavoro massimizzazione dell’efficienza

• Studio e diffusione delle procedure scoperte dagli impiegati di prim’ordine

• Le imprese organizzate scientificamente ottengono risultati migliori di altre

I punti chiave

Il pensiero di Taylor si può riassumere nei seguenti concetti:

• La massimizzazione della divisione del lavoro comporta la massimizzazione dell’efficienza. Il

termine efficienza è inteso come rapporto tra risultati ottenuti e risorse impiegate. Viene altresì

sottolineata l’importanza della specializzazione al fine dell’ottenimento di tali economie;

• Lo studio e la diffusione delle procedure di lavoro, scoperte dagli impiegati di prim’ordine, è

condizione necessaria per ottenere i massimi risultati. Sistemi di incentivazione legati al

volume (cottimo) realizzato dal singolo operatore;

• Le imprese organizzate scientificamente ottengono risultati migliori delle altre imprese

L'ordinamento scientifico del lavoro, contrariamente all'opinione comune, ha per ferma

convinzione che i veri interessi degli imprenditori e de lavoratori siano gli stessi. La prosperità

dell'operaio è legata alla prosperità dell'imprenditore

GLI OSTACOLI ALL'AUMENTO DI PRODUTTIVITA'

1. Errata convinzione che + produttività > - lavoro

Invece + produttività > diminuzione dei costi e dei prezzi, aumento dei salari, maggiore

domanda, maggiore occuppazione

2. COMPONENTE CARATTERIALE-MOTIVAZIONEALE (Abitudine a prendersela comoda

accentuata nel gruppo)

3. CALCOLO E VALUTAZIONI CONSAPEVOLI DA PARTE DELL'OPERAIO (convenienza a non

far conoscere al padrone i tempi di lavorazione, convenienza a prolungare la i tempi con

la remunerazione a ore, ecc...)

4. INEFFICIENZA DELL'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO COMUNEMENTE IMPEGATA

(INIZIATIVA & INCENTIVO)

L'ORDINAMENTO DEL LAVORO > INIZIATIVA-INCENTIVO

Gli operai imparano il mestiere dai compagni osservando acquisendo conoscenze

• empiriche

I direttori di stabilimento non hanno accesso al patrimonio delle conoscenze degli operai

• pertanto anche i direttori più esperti devono rimettere ai loro operai la soluzione del

problema di fare nel modo migliore e più economico

Il compito dei direttori è indurre il lavoratore ad usare la sua iniziativa per dare il

• massimo

Per attivare l'iniziativa del lavoratore occorre offrirgli qualche stimolo (avanzamenti di

• carriera, salari più alti, ecc...)

L'ORDINAMENTO SCIENTIFICO DEL LAVORO > I NUOVI DOVERI DEI DIRETTORI

Sviluppare una scienza per ogni elemento di lavoro che sostituisce il metodo empirico

• Scegliere e formare il lavoratore con il metodo scientifico

• Cooperare con i propri uomini assicurandosi che il lavoro sia eseguito secondo la

• scienza sviluppata

Realizzare un'eguale divisione del lavoro e di responsabilità tra la direzione e gli operai

LA DIVISIONE DEL LAVORO TRA LA DIREZIONE E GLI OPERAI

Con l'ordinamento scientifico la determinazione delle regole del lavoro sono svolte dalla

direzione perché, anche se l'operaio è ben addestrato per lo sviluppo e l'uso dei dati scientifici,

gli sarebbe materialmente impossibile lavorare alla macchina e a tavolino.

IL COMPITO

Il piano di lavoro di ogni operaio deve essere preparato il giorno dalla direzione almeno

• il giorno prima.

L'operaio deve ricevere complete istruzioni scritte (compito, mezzi necessari al lavoro e

• quanto tempo occorre).

Il lavoro così preparato è frutto degli sforzi congiunti dell'operaio e la direzione

IL METODO RAZIONALE DI TAYLOR


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AUTORE

Sara F

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Modelli di Governance sui modelli organizzativi secondo Taylor-Ford, Mayo e Fayol. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: La produzione di massa, Tappe nella storia dell'auto, I contributi di Taylor e Fayol, Hanry Ford: Fordismo, ecc.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e amministrazione delle imprese
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Modelli di Governance e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Gabriele D'Annunzio - Unich o del prof Consorti Augusta.

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