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Modelli della mente di Freud Appunti scolastici Premium

Appunti di psicologia dinamica sui Modelli della mente di Freud basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Mazzeschi dell’università degli Studi di Perugia - Unipg, facoltà di lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Psicologia dinamica docente Prof. C. Mazzeschi

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Transfert;

Sviluppo sessuale;

Nevrosi;

Traumi infantili.

Seconda fase: la teoria topografica (1897-1923)

Questa fase segna un rapido e sostanziale sviluppo per la pratica e la

teoria della psicanalisi. I principali motivi di questo cambiamento derivano

dal lavoro clinico di Freud e dalla sua autoanalisi. Freud era giunto alla

conclusione di poter comprendere gli eventi dell'infanzia che portavano ad

un determinato comportamento in età adulta e che provocavano sogni e

sintomi. Freud dedusse che i traumi infantili, specialmente quelli di natura

sessuale, non erano reali ma delle fantasie: sogni ad occhi aperti del

soggetto che venivano espulsi dalla coscienza e poi risultavano come

reali. Queste fantasie potevano trovare appagamento con forme diverse,

come sintomi e sogni.

La verità psichica è diversa dalla verità storica. I ricordi non sono sole

eventi ma pensieri e fantasie. In questa fase l'analisi dei sogni diviene il

metodo più importante per studiare il modo in cui questi impulsi

psicologici riaffiorano in superficie. Nel 1900, nell'opera "L'interpretazione

dei sogni", viene elaborato il Modello Topografico dell'apparato mentale:

conscio, inconscio e preconscio.

L'inconscio è la parte deputata al contenimento delle pulsioni e i desideri

istintuali che se fossero emersi in coscienza avrebbero rappresentato un

pericolo dando origine a delle sensazioni molto spiacevoli. Le pulsioni

dell'inconscio sono sempre dirette verso il bisogno di scarica. Di solito si

può avere accesso a questi contenuti solo sotto forma censurata o

distorta. L'inconscio ha un funzionamento primitivo, descritto da Freud

come processo primario. Al suo interno non c'è nessun tipo di relazione

logica o formale e le pulsioni e i desideri funzionano in accordo con quello

che Freud chiama principio di piacere, che ad ogni costo cerca sollievo.

Il preconscio contiene pensieri, conoscenze e ricordi che potevano

liberamente entrare in coscienza, senza difese. Questo sistema, insieme al

conscio, utilizza un processo secondario ovvero possiede logica, ragione e

riconoscimento della realtà. Il preconscio e il conscio seguono il principio

di realtà.

Quando Freud pubblicò l'opera "Psicopatologia della vita quotidiana"

scoprì come lapsus, azioni simboliche ecc fossero l'espressione di pensieri

inconsci che riaffioravano in coscienza. Nell'opera "Tre saggi sulla teoria

sessuale" Freud elaborò la teoria psicanalitica degli istinti: le pulsioni

istintuali sono alla base di tutta la varietà dei desideri sessuali. Freud

studiò le loro espressioni che vanno dalla normale sessualità alla

perversione. Stabilì che c'era un legame tra le tendenze perverse, consce

o inconsce, negli adulti e come era stata vissuta la sessualità infantile. La

psicanalisi divenne così la psicologia delle pulsioni.

Acquistarono grande importanza le fasi psicosessuali dell'infanzia che

davano una struttura di base dello sviluppo, ma allo stesso tempo

rendevano comprensibile il conflitto successivo. Le fasi libidiche furono

concepite sulla base dell'aumento dell'investimento libidico (o catessi) di

diverse zone erogene del corpo.

Fase orale: dura fino al primo anno di vita. Le fonti maggiori di piacere

sessuale vengono dalla bocca e le labbra a causa della loro importanza

nella nutrizione.

Fase anale: 2-4anni. La fonte di libido è data dalla zona anale, il bambino

si preoccupa dell'espulsione e del mantenimento delle feci (erotismo

anale). Le feci vengono simbolicamente viste come un dono.

Fase fallica: dai cinque anni in poi. I bambini sono preoccupati per i propri

organi genitali. È il periodo del complesso di Edipo in cui c'è un insieme di

desideri amorosi e ostili provati nei confronti dei genitori. Secondo Freud

l'esistenza dell'angoscia di castrazione e il complesso di castrazione sono

ciò che portano alla dissoluzione del complesso di Edipo e al

consolidamento del super-io (di cui ancora non parla nella seconda fase).

Fase di latenza: fino alla pubertà. In questo periodo c'è una riduzione

dell'interesse e dell'attività sessuale. Il soggetto in questo periodo

desessualizza le relazioni. Successivamente alla fase di latenza, durante la

pubertà, c'è un primato genitale e tutte le zone erogene diventano

subordinate ai genitali.

Nella seconda fase Freud si concentra sulle forze interne, non più su quelle

derivanti dall'esterno, che intervengono sul soggetto.

Egli inizialmente considerò i desideri istintuali come pulsioni

prevalentemente di natura sessuale e la loro energia fu definita libido.

Negli anni della seconda fase c'è un'evoluzione della Teoria dell'istinto: la

trasformazione in forma non sessuale dei desideri era dovuta ad un

processo definito sublimazione. Nel 1914 introdusse il concetto di

narcisismo per spiegare le relazioni dell'individuo con i suoi oggetti

d'amore e con se stesso in situazioni sia normali che patologiche. Freud

introdusse, anche, il concetto dell'ideale dell'io, interessandosi ai problemi

legati all'aggressività e introducendo l'idea dell'istinto/pulsione di morte.

Terza fase: la teoria strutturale (1923-1938)

La pubblicazione dell'opera "L'io e l'es" è ciò che data l'inizio della terza

fase, che insieme a "Inibizione, sintomi e angoscia", rappresenta questa

fase.

Già dalla fine della seconda fase Freud aveva iniziato a notare delle

incoerenze nella sua teoria: il termine inconscio aveva diversi significati

che venivano spesso confusi, e lo stesso succedeva con il termine

preconscio e con il termine Io.

La teoria strutturale fu introdotta quando Freud iniziò a parlare di un senso

di colpa inconscio, ovvero il super-io. Egli propose un modello diviso in tre

istanze/strutture: Io, es e super-io.

L'es era ciò che era approssimativamente incluso nel concetto di

inconscio, ovvero conteneva pulsioni istintuali primitive ed era governato

del principio di piacere. Durante lo sviluppo l'es si modifica (a causa delle

interazioni con il mondo esterno) e si crea l'Io. La funzione principale

dell'Io è l'autocoscienza e il fare da intermediario tra es e super-io,

ritardando così le scariche istintuali. Il super-io è il veicolo della coscienza

e contiene le norme della società.

Freud in questa fase cambia anche il concetto di angoscia che viene vista

come una risposta specifica dell'Io, come un vero e proprio segnale di

pericolo.

Cap.2

Per poter comprendere Freud bisogna conoscere alcune assunzioni di base

che fanno parte della sua teoria. Dal punto di vista metapsicologico egli

ne descrive tre:

Dinamico, i processi mentali sono visti come le interazioni tra forze che a

volte sono in conflitto.

Economico, bisogna tener presente la variazione delle forze mentali e la

quantità di queste nella loro intensità.

Topografico/strutturale, l'apparato psichico va visto come un elemento

composto ed è importante conoscere dove avvengono i diversi processi

psicologici. coazione a ripetere:

È inoltre importante il concetto clinico della Freud

notò che i pazienti tendono a ripetere modelli di pensiero, sentimenti o

comportamenti della vita infantile. La coazione a ripetere si verifica in

condizioni sia normali che patologiche ed anche al di fuori dell'analisi. La

coazione a ripetere è collegata anche con l'istinto di morte.

La psicanalisi è un metodo di trattamento che tramite il raccoglimento di

dati aiuta a comprendere il funzionamento psicologico sia normale che

patologico. La psicanalisi crede che la mente sia suddivisa in un apparato

mentale composto da diverse strutture psichiche e alla base dell'equilibrio

di queste si trova un "adattamento psicologico". Inoltre con Freud si

introduce il concetto di funzionamento mentale inconscio in cui si

evidenzia come gran parte della vita mentale sia inconscia anche idee ed

esperienze soggettive.

Un ulteriore concetto è quello di determinismo psichico, ovvero qualsiasi

comportamento è causato da qualcosa di inconscio (nulla, o quasi, è

casuale).

Cap. 3 La prima fase, il modello del trauma affettivo.

In questa fase l'apparato mentale ha la funzione centrale di adattarsi alle

esperienze che derivano dalla realtà esterna. Inoltre deve:

Controllare e scaricare l'eccitazione; difendere il soggetto da emozioni

incompatibili; lasciare tracce mnestiche (ciò che formerà i legami

associativi); avere attenzione; avere percezione; trasformare l'energia

mentale.

Durante lo sviluppo si produce una differenziazione dall'interno

dell'apparato e uno di questi aspetti è ciò che differenzia l'Io. L'Io è sia la

coscienza sia la capacità di svolgere funzioni difensive; nasce

dall'interazione tra necessità biologiche e mondo esterno. Quando questo

compare si sviluppa anche la capacità di separare i ricordi e le idee non

tollerabili dalla coscienza. Si crede, in questa fase, che l'apparato mentale

sia ciò che sistema e regola l'energia mentale. Questa può trovarsi in stato

di equilibrio, e quindi essere quiescente, oppure essere in disequilibrio, e

quindi esercitare una forza creando una scarica. L'apparato mentale ha

quindi lo scopo di mantenere un equilibrio con uno stato di eccitazione

basso e costante. Quando i processi mentali normali non sono sufficienti

per la scarica pulsionale entrano in gioco dei meccanismi di difesa che

servono per proteggere la coscienza. (se usati in maniera eccessiva

rimozione

possono portare alla patologia). La principale difesa è la in cui le

idee inaccettabili e le emozioni ad esse associate vengono respinte. Se

funzione, non ne rimane nessuna traccia, ma una piccola quantità rimane

censurata al di fuori della coscienza. Un altro importante meccanismo di

difesa è la sostituzione che implica il trasferimento da una certa emozione

ad un'idea compatibile per la coscienza. La trasformazione di un affetto

consiste nella sostituzione di un sentimento con un altro. Questa è

responsabile della comparsa di un sentimento di angoscia come

conseguenza si un'emozione soffocata. I processi patologici sono

considerati come processi di adattamento ad uno squilibrio dell'apparato

mentale. Una causa importante di squilibrio è il trauma che a causa della

necessità dell'Io di difendersi si trova un'espressione patologica.

L'interazione è ciò che porta alla psicopatologia, ovvero predisposizione

del soggetto aggiunta ad eventi della vita. L'apparato mentale può far

fronte solo ad una certa quantità di stimolazione alla volta e questo

dipende dal grado di maturità. Nell'infanzia l'apparato sarà più immaturo e

più soggetto ad essere sopraffatto. La condizione di sopraffazione è quella

traumi attuali

del trauma mentale, ne esistono di due tipi: in cui l'apparato

è sopraffatto da un'energia come risposta immediata ad un evento;

traumi retroattivi che differiscono dal precedente per la relazione

temporale, l'evento avviene e sul momento non viene vissuto come un

trauma. Il trauma è originato da qualcosa rimossa nell'infanzia che non è

più accettabile dagli standard attuali della maturità.

Nella prima fase il disturbo nervoso era considerato come la conseguenza

di un affetto rimosso o soffocato, il sintomo non è la forma camuffata di

questo. Freud distinse psiconevrosi (isteria e nevrosi ossessiva) da nevrosi

attuali (nevrastemia e nevrosi d'ansia).

Isteria: è una relazione specifica dell'apparato mentale ad un trauma

psichico. Freud credeva che fosse determinata da reali esperienze

traumatiche riprodotte in sintomi somatici (paralisi motorie- convulsioni-

dolori).

Nevrosi ossessive: il trauma resta nella coscienza ma la sua scarica

emotiva è libera e si lega ad altre idee producendo ossessioni (il

meccanismo di difesa utilizzato è la sostituzione accompagnato dalla

rimozione).

Nevrastemie: i sintomi fisici sono fatica, ipertenzione intracranica,

irritazione spinale; era considerata quasi coesistente con la nevrosi

d'ansia.

Nevrosi d'ansia: è un accumulo di tensione che provoca poi sintomi

psicologici ma anche fobie. Comprende irritabilità, aspettative ansiose,

attacchi d'ansia, vertigini ecc.

Cap. 4 La seconda fase

Le proposte teoriche principali della seconda fase furono avanzate da

Freud nel libro "l'interpretazione dei sogni" e "nei tre saggi della teoria

sessuale", deducendo tutte le maggiori teorie dall'autoanalisi e

dall'interpretazione dei sogni. In questa fase viene sottolineato il ruolo

delle forze istintuali nello sviluppo e nei successivi adattamenti

dell'individuo. Rispetto alla prima fase inizia ad avere un ruolo meno

importante la realtà esterna ed uno più importante quella interna. Il


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in Filosofia e scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Perugia - Unipg
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher galassogaia.98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Perugia - Unipg o del prof Mazzeschi Claudia.

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