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I modelli della mente di Freud

Capitolo 1

Prima fase: il trauma affettivo (1885-1897)

L'inizio della prima fase di Freud si data intorno a metà degli anni ottanta, periodo in cui Freud si laureò in medicina. Egli prese molto spunto dal suo medico Charcot per i suoi metodi clinici e per alcuni suoi studi riguardanti l'origine dell'isteria. Charcot ebbe due conseguenze principali: Freud si convinse che alcuni disturbi potessero avere delle basi psicologiche; sviluppò la nozione di dissociazione dei diversi aspetti del funzionamento mentale.

Freud tentò l'utilizzo dell'ipnosi con i pazienti che soffrivano di "malattie nervose" (gli attuali disturbi nevrotici). Iniziò la sua collaborazione con Breuer e insieme scrissero il libro "Studi sull'isteria". Breuer aveva scoperto che un paziente in stato mentale ipnoide poteva ricordare eventi collegati ai propri sintomi, che iniziarono ad essere considerati come l'aprirsi di un varco camuffato di forze emozionali bloccate da una pressione.

Freud pose in rilievo l'aspetto attivo di questo processo di dissociazione che era un vero e proprio processo di difesa della mente. (Ne parla nel libro "Neuropsicosi della difesa").

N.B. Freud mise in evidenza come nella mente di qualsiasi individuo ci fosse la divisione fra parte conscia e inconscia della mente. Ipotizzò che i sintomi insorgessero quando una certa quantità di energia affettiva doveva trovare una seconda strada per essere espulsa. Freud credeva che tale energia derivasse da esperienze traumatiche realmente avvenute. I ricordi legati a queste esperienze risultavano inaccettabili a livello di moralità e quindi non assorbibili normalmente. Il trattamento di Freud era basato sull'idea che questi potessero essere liberati riportandoli in coscienza con ricordi a questi associati tramite catarsi / abreazione (ovvero la liberazione dalle esperienze traumatiche).

Breuer si ritirò dalla collaborazione con Freud, nell'ultimo periodo della prima fase, si crede a causa del disgusto provato per il transfert erotico. In questi anni Freud iniziò ad allontanarsi dall'utilizzo dell'ipnosi dato che non tutti i pazienti risultavano ipnotizzabili e quando lo erano i risultati non erano sempre dei migliori. Iniziò così ad adoperare il metodo delle associazioni in cui i pazienti riferivano i propri pensieri via via che gli venivano in mente.

Nella prima fase Freud lavora con pazienti isterici, ossessivi e fobici.

Parole chiave della prima fase

  • Conflitto e difesa
  • Resistenza
  • Transfert
  • Sviluppo sessuale
  • Nevrosi
  • Traumi infantili

Seconda fase: la teoria topografica (1897-1923)

Questa fase segna un rapido e sostanziale sviluppo per la pratica e la teoria della psicanalisi. I principali motivi di questo cambiamento derivano dal lavoro clinico di Freud e dalla sua autoanalisi. Freud era giunto alla conclusione di poter comprendere gli eventi dell'infanzia che portavano a un determinato comportamento in età adulta e che provocavano sogni e sintomi.

Freud dedusse che i traumi infantili, specialmente quelli di natura sessuale, non erano reali ma delle fantasie: sogni ad occhi aperti del soggetto che venivano espulsi dalla coscienza e poi risultavano come reali. Queste fantasie potevano trovare appagamento con forme diverse, come sintomi e sogni. La verità psichica è diversa dalla verità storica. I ricordi non sono soli eventi ma pensieri e fantasie.

In questa fase l'analisi dei sogni diviene il metodo più importante per studiare il modo in cui questi impulsi psicologici riaffiorano in superficie. Nel 1900, nell'opera "L'interpretazione dei sogni", viene elaborato il Modello Topografico dell'apparato mentale: conscio, inconscio e preconscio.

L'inconscio è la parte deputata al contenimento delle pulsioni e i desideri istintuali che se fossero emersi in coscienza avrebbero rappresentato un pericolo dando origine a delle sensazioni molto spiacevoli. Le pulsioni dell'inconscio sono sempre dirette verso il bisogno di scarica. Di solito si può avere accesso a questi contenuti solo sotto forma censurata o distorta. L'inconscio ha un funzionamento primitivo, descritto da Freud come processo primario. Al suo interno non c'è nessun tipo di relazione logica o formale e le pulsioni e i desideri funzionano in accordo con quello che Freud chiama principio di piacere, che ad ogni costo cerca sollievo.

Il preconscio contiene pensieri, conoscenze e ricordi che potevano liberamente entrare in coscienza, senza difese. Questo sistema, insieme al conscio, utilizza un processo secondario ovvero possiede logica, ragione e riconoscimento della realtà. Il preconscio e il conscio seguono il principio di realtà.

Quando Freud pubblicò l'opera "Psicopatologia della vita quotidiana" scoprì come lapsus, azioni simboliche ecc fossero l'espressione di pensieri inconsci che riaffioravano in coscienza. Nell'opera "Tre saggi sulla teoria sessuale" Freud elaborò la teoria psicanalitica degli istinti: le pulsioni istintuali sono alla base di tutta la varietà dei desideri sessuali. Freud studiò le loro espressioni che vanno dalla normale sessualità alla perversione. Stabilì che c'era un legame tra le tendenze perverse, consce o inconsce, negli adulti e come era stata vissuta la sessualità infantile. La psicanalisi divenne così la psicologia delle pulsioni.

Acquistarono grande importanza le fasi psicosessuali dell'infanzia che davano una struttura di base dello sviluppo, ma allo stesso tempo rendevano comprensibile il conflitto successivo. Le fasi libidiche furono concepite sulla base dell'aumento dell'investimento libidico (o catessi) di diverse zone erogene del corpo.

  • Fase orale: dura fino al primo anno di vita. Le fonti maggiori di piacere sessuale vengono dalla bocca e le labbra a causa della loro importanza nella nutrizione.
  • Fase anale: 2-4 anni. La fonte di libido è data dalla zona anale, il bambino si preoccupa dell'espulsione e del mantenimento delle feci (erotismo anale). Le feci vengono simbolicamente viste come un dono.
  • Fase fallica: dai cinque anni in poi. I bambini sono preoccupati per i propri organi genitali. È il periodo del complesso di Edipo in cui c'è un insieme di desideri amorosi e ostili provati nei confronti dei genitori. Secondo Freud l'esistenza dell'angoscia di castrazione e il complesso di castrazione sono ciò che portano alla dissoluzione del complesso di Edipo e al consolidamento del super-io (di cui ancora non parla nella seconda fase).
  • Fase di latenza: fino alla pubertà. In questo periodo c'è una riduzione dell'interesse e dell'attività sessuale. Il soggetto in questo periodo desessualizza le relazioni. Successivamente alla fase di latenza, durante la pubertà, c'è un primato genitale e tutte le zone erogene diventano subordinate ai genitali.

Nella seconda fase Freud si concentra sulle forze interne, non più su quelle derivanti dall'esterno, che intervengono sul soggetto. Egli inizialmente considerò i desideri istintuali come pulsioni prevalentemente di natura sessuale e la loro energia fu definita libido. Negli anni della seconda fase c'è un'evoluzione della Teoria dell'istinto: la trasformazione in forma non sessuale dei desideri era dovuta ad un processo definito sublimazione. Nel 1914 introdusse il concetto di narcisismo per spiegare le relazioni dell'individuo con i suoi oggetti d'amore e con se stesso in situazioni sia normali che patologiche. Freud introdusse, anche, il concetto dell'ideale dell'io, interessandosi ai problemi legati all'aggressività e introducendo l'idea dell'istinto/pulsione di morte.

Terza fase: la teoria strutturale (1923-1938)

La pubblicazione dell'

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher galassogaia.98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Perugia o del prof Mazzeschi Claudia.
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