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Microeconomia – II modulo

Capitolo 11 – Dietro la curva di offerta: fattori di produzione e costi

La funzione di produzione

Impresa = è un’organizzazione che produce e vende beni o servizi, trasformando fattori di produzione in prodotto. La quantità prodotta da un’impresa dipende dalla quantità di fattori di produzione impiegati.

Funzione di produzione = relazione che lega la quantità prodotta e la quantità di fattori di produzione impiegati.

Fattore di produzione fisso = è un fattore di produzione la cui quantità in un determinato periodo di tempo è data e non può essere modificata.

Fattore di produzione variabile = è un fattore di produzione la cui quantità può essere modificata dall’impresa in qualunque momento.

Lungo periodo = orizzonte temporale abbastanza lungo per cui le imprese possono modificare la quantità di qualsiasi fattore impiegato nella produzione (tutti i fattori di produzione sono variabili).

Breve periodo = arco temporale nel quale almeno un fattore di produzione è fisso.

Curva di prodotto totale = descrive il modo in cui la quantità prodotta dipende dalla quantità del fattore di produzione variabile, per ogni data quantità del fattore di produzione fisso. Ha pendenza positiva. All’aumentare del fattore di produzione variabile (quantità prodotta), la curva di prodotto totale diventa meno ripida a causa dei rendimenti decrescenti dei fattori di produzione. Questa curva si sposta se la quantità degli altri fattori di produzione varia.

Prodotto marginale del lavoro = è la quantità prodotta ottenuta grazie all’impiego di un’unità addizionale di lavoro.

P’ = variazione della produzione generata da una unità addizionale di lavoro

P’ = variazione della quantità prodotta = ΔQ

L Variazione della quantità di lavoro ΔL

Prodotto marginale di un fattore di produzione = è la quantità aggiuntiva che si ottiene utilizzando una unità addizionale di quel fattore di produzione. Questo prodotto diminuisce all’aumentare della quantità impiegata di quel fattore se la quantità impiegata degli altri fattori rimane invariata.

Rendimenti decrescenti di un fattore di produzione = si hanno se, all’aumentare della quantità impiegata di un fattore, mantenendo costanti tutti gli altri fattori di produzione, il prodotto marginale del fattore variabile diminuisce. Anche questo vale “a parità delle altre condizioni”: ogni unità addizionale di un fattore di produzione contribuisce a incrementare la produzione meno della precedente se la quantità di tutti gli altri fattori di produzione resta invariata.

Costi di produzione

Costo fisso = è un costo che non dipende dalla quantità prodotta. Corrisponde al costo del fattore di produzione fisso.

Costo variabile = è un costo che dipende dalla quantità prodotta. Corrisponde al costo del fattore di produzione variabile.

Costo totale = costo fisso + costo variabile => CT = CF + CV

Curva di costo totale = esprime la relazione tra il costo totale e la quantità prodotta. Ha pendenza positiva: data la presenza di costi variabili, quanto più la produzione aumenta, tanto maggiore è il costo. Questa curva aumenta all’aumentare della quantità prodotta.

I due concetti chiave: il costo marginale e il costo medio

Costo marginale = è la variazione di costo generata dalla produzione di una unità addizionale di un bene o servizio. Costo marginale = variazione del costo totale generata da una unità addizionale di prodotto

C’ = variazione del costo totale = ΔCT

variazione della quantità di lavoro ΔQ

All’aumentare della quantità prodotta, il costo marginale aumenta perché il prodotto marginale del fattore di produzione variabile diminuisce; perciò all’aumentare della quantità prodotta, bisogna utilizzare quantità sempre maggiori del fattore variabile per produrre un’unità addizionale di prodotto. Siccome ogni unità del fattore variabile ha un costo, aumenta anche il costo per unità addizionale di prodotto. Ha pendenza positiva: a causa dei rendimenti decrescenti, il costo di produzione di ciascuna unità di prodotto è sempre superiore a quello dell’unità precedente.

Costo medio (totale) = è pari al costo totale diviso per la quantità prodotta, e corrisponde perciò al costo per unità di prodotto. Indica al produttore quanto costa in media produrre una unità di prodotto. È la somma del costo medio fisso e del costo medio variabile.

CMT = costo totale = CT

quantità Q

Curva di costo medio totale = esprime la relazione tra costo medio totale e quantità prodotta. È convessa perché il costo medio totale prima diminuisce e poi aumenta all’aumentare della quantità prodotta. Ciò significa che all’aumentare della quantità prodotta, il costo fisso si ripartisce su una quantità sempre maggiore di unità di prodotto, perciò il costo medio fisso diminuisce.

Costo medio fisso (CMF) = si ottiene dividendo il costo fisso per la quantità prodotta, e corrisponde al costo fisso per unità di prodotto. Ha pendenza negativa a causa dell’effetto di ripartizione.

CMF = costo fisso = CF

quantità prodotta Q

Costo medio variabile (CMV) = si ottiene dividendo il costo variabile per la quantità prodotta, e corrisponde al costo variabile per unità di prodotto. È una funzione crescente della quantità prodotta, infatti la produzione di un’unità addizionale di prodotto è sempre più costosa della precedente, quindi il costo variabile aumenta più rapidamente della quantità prodotta. Ha pendenza positiva a causa dei rendimenti decrescenti ma in misura minore della curva di costo marginale perché il maggior costo dell’unità aggiuntiva di prodotto è ripartito sull’intera quantità prodotta.

Gli economisti ritengono che a bassi livelli di produzione la curva di costo marginale abbia pendenza negativa (non gode dei benefici della specializzazione e quindi i rendimenti sono crescenti) e assuma pendenza positiva solo a livelli di produzione elevati.

CMV = costo variabile = CV

quantità prodotta Q

Effetti della variazione della quantità prodotta sul costo medio totale

Un aumento della quantità prodotta ha due effetti sul costo medio totale:

  • Effetto di ripartizione = quanto maggiore è la quantità prodotta, tanto maggiore è la quantità su cui si ripartisce il costo fisso, e tanto minore è il CMF. Molto pronunciato a livelli bassi di produzione, perché aumenti anche modesti della quantità prodotta comportano una marcata riduzione del CMF; questo effetto prevale sull’effetto dei rendimenti decrescenti e la curva di CMT ha pendenza negativa.
  • Effetto dei rendimenti decrescenti = quanto maggiore è la quantità prodotta, tanto maggiore è il fattore di produzione variabile necessario a produrre unità addizionali, e tanto maggiore è il CMV. A livelli elevati di produzione il CMF è contenuto, e aumenti della quantità prodotta hanno un effetto di ripartizione trascurabile ma i rendimenti decrescenti diventano più marcati all’aumentare della quantità prodotta; questo effetto prevale sull’effetto di ripartizione e la curva di CMT ha pendenza positiva.

Il costo medio totale raggiunge il livello minimo nel punto più basso della curva. La produzione di minor quantità corrispondente al costo medio totale minimo è detta costo: In corrispondenza della produzione di minor costo, il CMT è uguale al costo marginale.

  • Per quantità inferiori alla produzione di minor costo, il costo marginale è minore del CMT e il CMT è decrescente
  • Per quantità superiori alla produzione di minor costo, il costo marginale è maggiore del CMT e il CMT è crescente

Se il costo marginale è inferiore al costo medio totale, la quantità prodotta si trova necessariamente nella porzione decrescente della curva (cioè se il costo di produrre un’unità addizionale di prodotto è minore del CMT, la produzione di quell’unità addizionale provoca una diminuzione del CMT).

Se il costo marginale è maggiore del costo medio totale, la quantità prodotta si trova necessariamente nella porzione crescente della curva (se il costo marginale è maggiore del CMT, la produzione di un’unità addizionale provoca un aumento del CMT).

Se il costo marginale è uguale al costo medio totale, la quantità prodotta corrisponde necessariamente alla produzione di minor costo, e si trova quindi nel punto di minimo della curva.

I costi di lungo e di breve periodo

Nel lungo periodo tutti i fattori di produzione sono variabili perciò il costo fisso diventa una variabile il cui valore può essere determinato dall’impresa. Per ogni dato livello di produzione esiste un livello di costo fisso che minimizza il costo medio totale; così l’impresa, una volta stabilito il livello di produzione che intende mantenere nel lungo periodo, dovrebbe scegliere il livello di costo fisso più sicuro, cioè quello che minimizza il costo medio totale.

In ogni momento l’impresa si trova sempre su una curva di costo di breve periodo, corrispondente al livello di costo fisso attuale; una variazione della quantità prodotta provoca uno spostamento lungo quella curva. Se l’impresa prevede che la variazione del livello di produzione sia permanente, probabilmente non considera più appropriato l’attuale livello di costo fisso; nell’arco di un lasso di tempo ragionevole modifica il proprio costo fisso in modo da minimizzare il CMT al nuovo livello di produzione.

Curva di costo medio totale di lungo periodo (CMTLP) = funzione che esprime la relazione tra la quantità prodotta e il CMT nel caso in cui l’impresa possa scegliere il proprio costo fisso in modo da minimizzare il CMT per ogni possibile livello di produzione. Ha forma convessa.

Nel lungo periodo il produttore è in grado di scegliere il costo fisso più adeguato al livello di produzione stabilito e si colloca in un punto della curva di CMTLP. Se varia il livello di produzione l’impresa non si troverà più su questa curva, ma lungo la curva di CMTBP corrispondente al livello di costo fisso prescelto, e potrà tornare sulla curva di CMTLP solo riaggiustando il costo fisso per adeguarlo al nuovo livello di produzione.

Le imprese che sperimentano effetti di scala (dimensione operativa) nella produzione hanno una curva di CMTLP che cambia considerevolmente pendenza in funzione della quantità prodotta.

  • Rendimenti di scala crescenti = si hanno se il CMTLP diminuisce all’aumentare della quantità prodotta; spesso sono frutto della specializzazione che livelli più elevati di produzione permettono di realizzare, possono dipendere dagli elevati costi di avviamento e infine dipende dalle esternalità di rete. Inducono l’impresa a espandersi.
  • Rendimenti di scala decrescenti = si hanno se il CMTLP aumenta all’aumentare della quantità prodotta; si verificano in imprese grandi che hanno problemi di coordinamento e comunicazione: al crescere dell’impresa diventa sempre più difficile organizzare l’attività e coordinare la comunicazione. Inducono l’impresa a limitare le dimensioni.
  • Rendimenti di scala costanti = si hanno se il CMTLP rimane costante all’aumentare della quantità prodotta; in corrispondenza dei livelli di produzione per cui vigono rendimenti di scala costanti la curva di CMTLP è orizzontale. La scala operativa non ha alcun effetto sul CMTLP di un’impresa, che rimane identico a prescindere dal livello di produzione.

Capitolo 12 – La concorrenza perfetta e la curva di offerta

La concorrenza perfetta

Produttori price-taker = è un’impresa le cui decisioni di produzione non hanno alcun effetto sul prezzo di mercato del bene che vende, perciò un produttore price-taker considera il prezzo di mercato come dato. In un mercato perfettamente concorrenziale tutti i produttori e consumatori sono price-taker.

Consumatore price-taker = è un individuo le cui decisioni di consumo non hanno alcun effetto sul prezzo di mercato del bene che acquista; il prezzo di mercato è indipendente dalle decisioni del singolo consumatore.

Affinché un settore sia perfettamente concorrenziale, i produttori devono essere in numero elevato, e nessuno deve avere una quota di mercato rilevante. La quota di mercato di un produttore è la percentuale della produzione del settore che fa capo al produttore stesso. Inoltre un settore può essere perfettamente concorrenziale solo se i consumatori considerano i prodotti di tutte le imprese come equivalenti (prodotto standardizzato).

In tutti i settori perfettamente concorrenziali è presente una molteplicità di produttori, con piccole quote di mercato e un prodotto standardizzato. In questi settori nuove imprese possono entrare e le esistenti possono uscire entrambe facilmente, perché non vi sono ostacoli (es. costi) che impediscono di entrare o uscire e perciò il settore è caratterizzato da libertà di entrata e uscita. Questa libertà garantisce che il numero di produttori operanti nel mercato si adegui alle condizioni economiche che vi prevalgono e garantisce che i produttori già presenti in un settore non possano far nulla per escludere altre imprese.

Produzione e profitti

Ricavo totale è pari al prezzo di mercato moltiplicato per la quantità prodotta: RT = P x Q

Profitto è pari al ricavo totale meno il costo totale: Profitto = RT – CT

Principio dell’analisi marginalista per la massimizzazione del profitto = il livello ottimo di un’attività è quello in corrispondenza del quale il beneficio marginale è uguale al costo marginale.

Ricavo marginale = è la variazione del ricavo totale generata da un’unità aggiuntiva di prodotto.

R’ = variazione del ricavo totale = ΔRT

variazione della quantità prodotta ΔQ

Regola del prodotto ottimo = il profitto è massimo in corrispondenza della quantità per la quale il ricavo marginale dell’ultima unità prodotta è uguale al costo marginale; cioè in corrispondenza della quantità di prodotto ottima R’ = C’

Regola del prodotto ottimo di un’impresa price-taker = il profitto di un’impresa price-taker è massimo in corrispondenza di una quantità di prodotto tale per cui il costo marginale dell’unità di prodotto è uguale al prezzo di mercato => per un’impresa price-taker, al livello di produzione ottimo il costo marginale è uguale al prezzo: C’ = P. Se un’impresa prende il prezzo per dato, il ricavo marginale è uguale al prezzo: R’ = P.

Curva di ricavo marginale = mostra come varia il ricavo marginale al variare della quantità prodotta

La singola impresa price-taker interagisce con una curva di domanda perfettamente elastica: una curva di domanda individuale che coincide con la sua curva di ricavo marginale; per massimizzare il profitto bisogna scegliere la quantità di prodotto tale per cui il costo marginale è uguale al prezzo.

Per capire se la produzione è redditizia o meno bisogna rammentare che il profitto è uguale a RT – CT:

  • Se produce una quantità tale per cui RT > CT, l’impresa realizza un profitto positivo
  • Se produce una quantità tale per cui RT = CT, l’impresa realizza un profitto nullo
  • Se produce una quantità tale per cui RT < CT, l’impresa subisce una perdita

Dividendo il profitto per la quantità, si ottiene il profitto per unità di prodotto:

Profitto/Q = RT/Q – CT/Q

RT/Q è il ricavo medio (prezzo di mercato), CT/Q è il costo medio totale.

Profitto per unità di prodotto: Profitto = (P – CMT) x Q

Un’impresa è redditizia se il prezzo di mercato del suo prodotto è maggiore del CMT della quantità che produce:

  • Se produce una quantità tale per cui P > CMT, l’impresa realizza un profitto positivo
  • Se produce una quantità tale per cui P = CMT, l’impresa realizza un profitto nullo
  • Se produce una quantità tale per cui P < CMT, l’impresa subisce una perdita

Prezzo di pareggio: Il costo medio totale minimo di un’impresa price-taker è detto prezzo al quale l’impresa realizza un profitto economico nullo.

  • Se il prezzo di mercato è maggiore del costo medio totale minimo, l’impresa è redditizia
  • Se il prezzo di mercato è uguale al costo medio totale minimo, l’impresa è in pareggio
  • Se il prezzo di mercato è minore del costo medio totale minimo, l’impresa è in perdita

Visto che il breve periodo non può essere modificato, il costo fisso è irrilevante perché bisogna pagarlo sia che si produca sia no perciò un’impresa dovrebbe produrre anche se il prezzo scende al di sotto del costo medio totale minimo; bisogna tener in considerazione però i costi variabili.

Curva di costo medio variabile di breve periodo = è convessa

Caso 1: prezzo di mercato è minore del costo medio variabile minimo

In questa situazione l’impresa dovrebbe cessare immediatamente la produzione, perché non esiste alcuna quantità di prodotto per la quale il ricavo totale copre il costo.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuly_b98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Mazzaferro Carlo.
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