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universitaria.me@libero.it

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A

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D

U A L E E L A D

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U A L E E L A D

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A

N

D

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I M

E R C A

T O . 2

Le imprese producono Beni e Servizi che sono venduti ai Consumatori i quali li

richiedono per soddisfare i loro Bisogni.

L’Offerta e la Domanda si incontrano in quello che viene definito Mercato; nel

linguaggio ordinario ognuno di noi intende per mercato un luogo ben preciso, tuttavia,

in economia, invece, il significato del termine è molto più ampio, dato che il Mercato

comprende l’insieme dei Venditori e dei Consumatori che intendono vendere

e/o acquistare un certo prodotto.

Sul Mercato si presentano in veste di Contraenti, da una parte le Imprese, che

producono beni e li offrono sul mercato; e dall’altra i Consumatori, cioè, le famiglie,

che desiderano entrarne in possesso.

Si definisce Domanda la quantità di un bene che i Consumatori intendono

acquistare in corrispondenza di un certo prezzo.

Si definisce, invece, Offerta la quantità di un bene che i Produttori desiderano

vendere sempre in corrispondenza di un certo prezzo.

Di regola, quando il prezzo di un bene aumenta tutti noi siamo disposti a comprarne

una quantità minore; viceversa, quando il prezzo di un bene diminuisce siamo

propensi ad acquistarne una quantità maggiore.

La Domanda Individuale di un bene e, quindi, funzione inversa del prezzo del

bene stesso: ovvero essa aumenta quando il prezzo del bene diminuisce,

mentre si contrae quando il prezzo del bene aumenta.

N.B. la stessa regola vale anche per la Domanda complessiva, anche detta domanda

di mercato!

L

E G G

E D E L L

A D O M

A

N D A :

L

E G G

E D E L L

A D O M

A

N D A : all’aumentare del prezzo di un bene – fermo restando

le altre grandezze che influiscono sulla domanda – la quantità domandata

diminuisce e viceversa.

N.B. si è detto come la domanda vari al variare del prezzo del bene fermo restando le

altre grandezze che influiscono sulla domanda, ma cosa significa tutto questo?

Significa che la Domanda varia anche in relazione ad altre grandezza: ma quali

sono?

Se ad esempio, aumenta il prezzo del burro, alcuni sostituiranno la margherita al

burro; pertanto la domanda di margherita aumenterà all’aumentare del prezzo del

burro.

Infatti, la Domanda del bene aumenta se aumenta il Prezzo del Bene

Succedaneo ( = bene che può essere sostituito indifferentemente con un altro, in

quanto entrambi arrecano la stessa utilità al consumatore).

Se aumenta il prezzo della benzina probabilmente le persone compreranno meno

automobili. universitaria.me@libero.it

Generalmente, possiamo affermare che: la Domanda di un bene diminuisce se 3

aumenta il Prezzo del Bene Complementare ( = bene il cui consumo congiunto

produce una utilità maggiore).

Anche il Reddito influenza la Domanda, se, infatti, il nostro Reddito disponibile

aumenta allora aumenteranno anche i nostri consumi. Pertanto, la Domanda di un

bene è funzione diretta del Reddito.

Ancora, notiamo come al variare dei Gusti del Consumatore varia la domanda dei

beni; infatti, se ad esempio si diffonde la moda di un certo capo di abbigliamento, di

regola, i consumatori sono disposti ad acquistare quel bene anche nel caso in cui il suo

prezzo aumenti.

In conclusione, anche i prezzi dei Beni Concorrenti e dei Beni Complementari, il

Reddito ed i Gusti dei Consumatori influenzano la domanda di un certo bene.

Certo, però, che il prezzo del bene esercita l’influenza maggiore sulla domanda di

mercato di quel bene.

L

O F F E R

T

A .

 L

O F F E R

T

A .

Per produrre un bene l’imprenditore affronta un Costo. Si distinguono in particolare:

Costi Totali della Produzione, sono i costi dei mezzi impiegati per ottenere

 una certa quantità di bene;

Costi Unitari, sono i costi necessari ad ottenere la produzione di una sola unità

 di bene. Essi si ottengono dividendo il Costo Totale per il numero della quantità

di beni prodotti.

Se il prezzo di mercato fosse inferiore al costo unitario l’imprenditore produrrebbe in

perdita; pertanto, l’Offerta è nulla sino a quando il Prezzo di mercato non

supera il Costo Unitario!

Si può, per tale ragione, affermare che: l’Offerta è funzione diretta del Prezzo

ovvero aumenta all’aumentare del prezzo del bene.

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L’Offerta di Mercato di un dato bene è costituito dalla somma delle Offerte dei 4

singoli Produttori: più alto è il prezzo di mercato più numerosi saranno gli

imprenditori che offriranno il loro prodotto, in quanto il costo unitario da essi

sopportato nella produzione del bene è inferiore a tale prezzo!

L

E G G

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O F F E R

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A :

L

E G G

E D

E L L

O F F E R

T

A : all’aumentare del prezzo di un bene la quantità offerta

aumenta e viceversa.

Considerando congiuntamente nello stesso grafico la Curva di Domanda e la Curva di

Offerta otteniamo la Rappresentazione dell’Equilibrio di Mercato.

In quest’ultimo grafico è mostrata la perfetta Situazione di Equilibrio sul Mercato

tra Quantità Domandata di un certo bene e la sua Offerta.

In tale ipotesi né i Consumatori né i Produttori hanno motivo di modificare il proprio

comportamento! universitaria.me@libero.it

O S

S

E R

V

A Z

I

O N I

.

 O S

S

E R

V

A Z

I

O N I

.

 5

Andamenti della Curva di Domanda diversi da quello poco prima descritto si

possono riscontrare se si prendono in considerazione singolarmente gli altri

fattori (Prezzi dei Beni Succedanei, Prezzi dei Beni Complementari, Reddito ect..) che

influenzano la Domanda di un dato Bene.

Così ad esempio, se consideriamo la Relazione intercorrente tra la Domanda di un

dato Bene ed il Prezzo di Beni Succedanei possiamo verificare che: l’andamento

della Curva di Domanda sarà del tipo che appare nella Figura 1a

Se, invece, consideriamo la Relazione intercorrente tra la Domanda di un dato

Bene ed il Prezzo di Beni Complementari possiamo verificare che: l’andamento

della Curva di Domanda sarà del tipo che appare nella Figura 1b

universitaria.me@libero.it

Se consideriamo, infine, la Relazione intercorrente tra la Domanda di un dato 6

Bene ed il livello di Reddito di un qualsiasi Consumatore possiamo verificare che:

l’andamento della Curva di Domanda sarà del tipo (1) che appare nella Figura 2.

Infatti, per alcuni beni di consumo quando il desiderio del consumatore nei

confronti di un determinato bene è completamente soddisfatto ad un certo

livello di Reddito, variazioni successive di quest’ultimo non influenzeranno la

Domanda di quel bene: per esempio, la Domanda di sale da cucina non subirà

variazioni a seguito di un incremento del Reddito del Consumatore (Vedi Curva 2).

In altri casi, è possibile che un aumento oltre un certo livello di Reddito

comporti la diminuzione della Domanda di alcuni beni inferiori: per esempio, la

Domanda di pane comune si annulla, in quanto, il consumatore può adesso

permettersi di spendere qual cosina in più e può, dunque, acquistare pane di migliore

qualità (Vedi Curva 3).

Finora abbiamo potuto osservare come la Domanda Individuale sia Funzionale rispetto

al Prezzo del Bene domandato, al Prezzo dei Beni Succedanei e/o Complementari, al

Reddito del Consumatore ect…

Tuttavia, nella scienza economica ciò che interessa maggiormente è la c.d. Domanda

Collettiva – o di Mercato – di un certo bene.

La Domanda di Mercato di un bene di consumo ci indica la Quantità di Bene che

tutti i consumatori intendono acquistare ed è rappresentata dalla somma delle

Domande Individuali.

Graficamente, la Curva della Domanda di Mercato risulta dalla somma

geometrica delle varie Curve Individuali: essa, in genere, assume l’andamento

che appare nella Figura 3 e deve essere intesa come una Curva la cui quantità

sull’asse delle ascisse rappresenta la somma delle quantità domandate ad un certo

prezzo da tutti i consumatori. universitaria.me@libero.it

Anche la Domanda di Mercato di un certo bene – così come quella Individuale – è 7

influenzata, oltre che dal Prezzo del bene considerato, dal Prezzo degli altri Beni

Succedanei e/o Complementari, dal Reddito e dai Gusti del Consumatore.

Data una Curva di Domanda che – come abbiamo potuto osservare – pone in

relazione la quantità domandata (Q) di un certo bene con i vari alternativi Prezzi di

Mercato (P) una variazione nel Reddito – nel Prezzo degli altri Beni oppure dei Gusti

dei Consumatori – provocherà uno slittamento dell’intera curva di domanda

verso destra o verso sinistra.

Se, ad esempio, il Reddito dei Consumatori cresce allora ci sarà un aumento della

Quantità (Q) domandata di un certo bene a tutti i vari e possibili Prezzi (P) data,

per l’appunto, l’aumentata capacità di acquisto dei consumatori: la Curva di

Domanda si sposta allora verso destra.

Per ragioni analoghe, quando il Reddito diminuisce la Curva di Domanda si

sposta allora verso sinistra.

In generale, uno spostamento dell’intera Curva di Domanda verso destra significa che

una maggiore Quantità (Q) di bene è domandata a ciascun livello di Prezzo (P). Ciò

può essere causato da un aumento del Reddito, oppure da un rialzo nel Prezzo di un

Bene Succedaneo o viceversa dalla caduta nel Prezzo di un Bene Complementare,

oppure, infine, da un mutamento dei Gusti dei Consumatori in relazione al bene

considerato.

Al contrario, uno spostamento dell’intera Curva di Domanda verso sinistra significa

che una minore Quantità (Q) di bene è domandata a ciascun livello di Prezzo (P). Ciò

può essere causato da una diminuzione del Reddito, oppure da una diminuzione nel

Prezzo di un Bene Succedaneo o viceversa da un aumento nel Prezzo di un Bene

Complementare, oppure, infine, da un mutamento dei Gusti dei Consumatori in

relazione al bene considerato. universitaria.me@libero.it

D A L

L

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L

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M

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A

T O .

 8

La Domanda Individuale ci indica come vara la Quantità (Q) che il consumatore

domanda di un certo bene al variare del Prezzo (P).

L’insieme delle Domande Individuali di un bene di ciascun consumatore individua

la Domanda di Mercato di quello stesso bene.

Essa può essere ricavata attraverso un semplice processo di aggregazione come la

somma delle Domande Individuali di tutti i consumatori.

Mentre la Domanda Individuale ci indica quale è la Quantità (Q) domandata da

ciascun consumatore del Bene X a qualsiasi Prezzo (P); viceversa la Domanda di

Mercato ci indica quale è la somma delle Quantità (Q) domandate da tutti i

consumatori per ciascun livello di Prezzo (P) del Bene considerato.

F U N Z I O N E D I D O M

A N D A I N V

E

R S A .

 F U N Z I O N E D I D O M

A N D A I N V

E

R S A .

La sua rappresentazione grafica è del tutto analoga a quella della Funzione di

Domanda ad assi cartesiani invertiti.

La Domanda di Mercato e la Domanda Individuale ci indicano per ogni

Quantità (Q) del bene considerato quale dovrebbe essere il Prezzo (P) affinché

i consumatori scelgano di domandare tale quantità.

In altre parole, ci indicano la Misura della Disponibilità a Pagare del

Consumatore o del Mercato per una certa quantità del bene considerato.

Parallelamente, la Funzione di Domanda Inversa ci indica quale è il Prezzo (P)

che deve prevalere sul mercato affinché sia venduta una certa quantità del

bene considerato. universitaria.me@libero.it

L A T E O R I

A D E L

L A D

O M

A

N

D

A

L A T E O R I

A D E L

L A D

O M

A

N

D

A 9

La Teoria della Domanda è legata al concetto di Utilità Marginale, con la quale si

intende la soddisfazione che il consumatore riceve o attribuisce all’ultima dose

del bene considerato.

L’Utilità Marginale è data dal rapporto tra la variazione della Utilità Totale (ΔU) e la

variazione della Quantità (ΔQ) consumata di un determinato bene.

ΔU / ΔQ

L’Utilità Marginale è espressa graficamente da una Curva Decrescente da sinistra

verso destra a significare che all’aumentare della Quantità (Q) del bene

diminuisce la sua Utilità Marginale.

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Il consumatore è colui che decide circa quanti e quali bene consumare e, 10

dunque, domandare.

Il comportamento del consumatore nel prendere tali decisioni si presume sia un

comportamento razionale (= esso si ritiene tale quando è idoneo al raggiungimento

degli obiettivi individuali, ossia la massima soddisfazione).

L’insieme delle alternative tra le quali il consumatore sceglie è costituito da un

insieme di beni e servizi, necessariamente finito (Scarsità delle Risorse); le

diverse combinazioni di beni e servizi, invece, sono, normalmente chiamati “Panieri”.

Quando il consumatore compie delle scelte fra le varie alternative i panieri a sua

disposizione esprime delle preferenze. Ebbene, l’Utilità è interpretata come un

modo per descrivere tali preferenze, nel senso che il consumatore valuta tra le

diverse combinazioni di beni quali tra esse preferisce.

Una rappresentazione grafica delle preferenze dei consumatori si realizza attraverso

l’utilizzo delle c.d. Curve di Indifferenza. Ciascuna Curva è composta da infiniti

panieri di beni che arrecano al consumatore la medesima Soddisfazione / Utilità!

N.B. un problema che deriva dall’uso delle Curve di Indifferenza per descrivere le

preferenze del consumatore è che esse mostrano soltanto i panieri che il consumatore

preferisce come indifferenti l’uno all’atro, ma non quale siano i panieri migliori e quali

i peggiori.

Esistono infinite Curve di Indifferenza, esse hanno tutte le seguenti proprietà:

Sono Decrescenti, nel senso che all’aumentare della Quantità (Q) del bene [a]

 perché il consumatore rimanga indifferente è necessario che diminuisca in

qualche misura la quantità del bene [b]. infatti, soltanto in tal modo la sua

Utilità rimarrà costante!

Sono Convesse verso l’origine degli assi cartesiani;

 Non si incontrano mai.

 universitaria.me@libero.it

L’inclinazione della Curva di Indifferenza è uguale al rapporto tra le Utilità 11

Marginali dei due beni [a; b] ossia:

UM / UM

a b

tale inclinazione è nota come Saggio Marginale di Sostituzione (SMS). Esso ci

indica la Quantità (Q) alla quale il consumatore è disposto a rinunciare del bene [a]

per ottenere una maggiore unità del bene [b] mantenendo invariato il suo benessere.

ΔQ / ΔQ

 b a

Il rapporto tra le due variazioni corrisponde – come si è già detto – alla pendenza

della Curva di Indifferenza. Tale rapporto è negativo poiché la variazione della

disponibilità dei due beni debbono essere di segno opposto per potersi compensare!

Vediamo di chiarirci meglio con la prossima grafica.

Supponiamo di avere due punti K e k che rappresentano due diverse combinazioni

1 2

delle Quantità dei beni [a; b] in modo da avere nei punti K e k – come nel resto in

1 2

ogni punto della Curva di Indifferenza – lo stesso livello di Utilità; pertanto:

K = k

1 2

Se si aumenta la Quantità del bene [b] di una unità si dovrà rinunciare ad una

Quantità abbastanza consistente del bene [a]; viceversa, se si aumenta la

Quantità del bene [a] si dovrà rinunciare ad una Quantità minima del bene

[b].

Da ciò si ricava che: all’aumentare del livello di Utilità derivante da un aumento

del bene [a] corrisponde una diminuzione del livello di Utilità derivante dalla

diminuzione della Quantità del bene [b].

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In altre parole, abbiamo che: 12

ΔQ UM / - ΔQ UM

a a b b0

L’analisi del Saggio Marginale di Sostituzione è giustificata nel caso in cui i beni[a; b]

hanno tra loro almeno un certo grado di sostituibilità: infatti, in tal caso le Curve di

Indifferenza corrispondenti avranno un andamento regolare, senza, cioè, punti

angolosi.

Un importante eccezione è costituita dai c.d. Beni Perfettamente Complementari

(= beni la cui natura impone che siano consumati insieme).

In questa ipotesi il consumatore può trarne beneficio dal loro consumo soltanto se ne

ha disponibilità contemporanea!

Le Curve di Indifferenza per beni di questo tipo sono caratterizzati dalla

presenza di un punto angoloso. Muovendoci da un punto angoloso verso destra o

verso l’alto si modifica la Quantità di uno dei beni senza, tutt

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melyssa-votailprof di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Sobbrio Giuseppe.
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