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Microcircolo

Le componenti dell’unità microcircolatoria sono tutte immerse nel tessuto connettivo (molte patologie del connettivo hanno infatti un riferimento clinico e sintomatologico sul microcircolo) e concorrono assieme per svolgere particolari funzioni. Ogni piccola componente che si rompe, va in qualche modo a compromettere tutta la funzione dell’unità microcircolatoria.

Capillari

Sono piccoli vasi di 8-10 micron di diametro, di solito lunghi circa 1 mm. Hanno una permeabilità selettiva tra sangue e tessuti (fondamentale per gli scambi gassosi), possono presentare pori e formano una rete interposta tra arteriole e venule. La differenza di calibro è notevole (differenza in genere da 1 a 2,5 fra la parte arteriosa del capillare e la parte venosa). Alla capillaroscopia, le arteriole non si vedono perché sono troppo profonde e non sono trasparenti abbastanza per essere viste.

Il flusso sanguigno del capillare o vasomotion è regolato da segnali locali e sistemici e regola l’edema periferico. La densità o l’estensione della rete capillare determina la superficie totale disponibile. Per spiegare meglio, tutta la nostra cute, tutto il nostro organismo, parenchimi compresi, hanno una rete capillare. Tuttavia, se tutte queste reti fossero contemporaneamente aperte nello stesso momento, ci vorrebbero tanti cuori e una quantità maggiore di sangue (mentre nell’organismo troviamo solo 5 litri di sangue e un solo cuore). Infatti, la superficie, espressa in area, del circolo capillare è quasi quanto quella di un campo da calcio. Quindi, per attivare tutta la rete capillare ci vorrebbe un motore troppo grosso e ci vorrebbero non 5 ma forse 500 litri di sangue per irrorare tutto contemporaneamente.

Per questa ragione ci si regola a settori, in relazione all’attività metabolica del tessuto che dipende dalla concentrazione di CO2 e O2 e dal loro equilibrio. Se c’è un eccesso di metaboliti acidi, il circolo capillare si apre per drenare, se c’è un eccesso di pressione oncotica si chiude perché si deve prima metabolizzare ciò che è già presente.

  • Anastomosi artero-venosa è un piccolo circuito che unisce l’arteriola alla venula, presenta dispositivi regolatori a cuscinetto. Questi sistemi non regolano soltanto la vasomotion (flusso microcircolatorio) ma regolano anche la pressione sistemica, in quanto se si apre tutto il microcircolo cade la pressione; quindi questi circuiti si aprono o si chiudono a seconda delle necessità metaboliche del tessuto e a seconda della pressione sistemica.
  • Metarteriola: fa seguito ad un’arteriola, si continua con la venula e non partecipa agli scambi metabolici (vi passano i tre quarti del volume di sangue).

L’obiettivo finale di tutte queste strutture anatomiche è di consentire il circolo capillare dove ha luogo lo scambio emato-tissutale. La contrazione degli sfinteri pre-capillari costringe il flusso di sangue a passare direttamente in un’anastomosi arterovenosa, bypassando il circolo capillare, per poi alla fine drenare in una venula. Svolgono tre funzioni:

  • Termoregolazione (soprattutto a livello cutaneo)
  • Controllo della pressione arteriosa sistemica
  • Controllo del flusso microcircolatorio

Microcircolo cutaneo

  • Plesso capillare papillare
  • Plesso dermico superficiale: i vasi di nutrizione non contengono più del 5-10% del flusso ematico totale, mentre i vasi di termoregolazione hanno il 95% del flusso ematico cutaneo (leggermente più profondo).

Per quanto riguarda la disposizione delle anse capillari, queste assumono conformazioni diverse a seconda dei siti corporei e si possono distinguere in tre tipi:

  • Primo tipo: sono anse parallele al piano cutaneo a due a due.
  • Secondo tipo: sono perpendicolari al primo tipo e al piano cutaneo, quindi al microscopio si vede solo l’apice.
  • Terzo tipo: sono parallele al piano di osservazione però si tratta della cosiddetta microangiotettonica speciale (non rispetta i canoni del primo gruppo) che comprende vallo ungueale e sclera (quando si tirano le pellicine dalle unghie si alzano le anse, da coricate all’in piedi, e per questo motivo spesso non si può eseguire la capillaroscopia a causa di una manicure eseguita recentemente).

Il microcircolo può essere patologico: fisiologicamente i globuli rossi nel microcircolo devono essere disposti in fila, al massimo in due file, e addirittura si devono deformare in modo da avere il contatto diretto tra la parete dell’eritrocita e quella del capillare, per far avvenire gli scambi emato-tissutali; in situazioni patologiche il flusso rallenta moltissimo e si formano dei pacchetti di globuli rossi.

Endotelio

È costituito da un singolo strato di cellule endoteliali, ha forma di un cilindro e ha occasionali periciti. I capillari sono di tre tipi:

  • Continui (somatici): hanno una assenza costante di “fenestrae”, si trovano in tessuto nervoso, polmoni e tutto il connettivo e in parte nel tessuto muscolare e nelle ghiandole esocrine.
  • Fenestrati: possiedono le fenestrae, hanno una lamina basale continua (non è bucata), si trovano nelle ghiandole endocrine, intestino, pancreas e glomerulo renale.
  • Sinusoidali: hanno delle fenestre enormi, si trovano in fegato, milza e midollo osseo, sono delle strutture che filtrano e scambiano moltissimo con il tessuto circostante.

Occorre considerare l’endotelio come un organo, con attività e funzioni (non serve solo a coprire la parte muscolare dell’arteria).

Funzioni endoteliali

  1. Nutrizione: esempio tipico è dato dai capillari dei villi intestinali che trasportano le sostanze all’interno.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rityanel di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Angiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Di Pino Luigi.
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