Microbiologia Virologia
Virus veleno
⇢ Come si elimina un virus?
Sono agenti patogeni in grado di infettare animali, piante e batteri (i
parassiti endocellulari obbligati⇢
batteriologi o fagi) . Sono Creando ambienti in cui non
vi siano cellule viventi
Incapaci di moltiplicarsi in assenza di cellule viventi permissive; inoltre suscettibili all’infezione,
sono sprovvisti di enzimi metabolici e organelli. ovvero delle popolazioni
resistenti⇢vaccini (profilassi
Dimensioni molto piccole (18-300 nm), si possono distinguere: indiretta)
- ⇢ Parvovirus parvus
Piccoli virus 18 – 20 nm (dal latino piccolo)
=
- ⇢ Herpes
Medi virus 80 – 180 nm
- ⇢ Poxvirus
Grossi virus 180 – 300 nm (vaiolo)
Cenni storici
Nel 1800, l’unico metodo di sterilizzazione era dato dall’ultrafiltrazione; venivano
soprattutto usati filtri di porcellana che filtravano i batteri ma non filtravano altri
microrganismi più piccoli che erano anch’essi capaci di produrre una malattia(
i virus).
La prima malattia virale studiata (1892 da parte degli scienziati Iwanowski e
mosaico del tabacco,
Beijerinck) fu il una malattia delle piante:
Venne dimostrato che il fluido ottenuto da piante infette conservava la propria
infettività, anche dopo aver attraversato filtri di porcellana con porosità tale da
fermare tutti i batteri. Inoltre, esclusero che fosse implicata una tossina nella
malattia, perchè nonostante venisse inoculata nella pianta una piccolissima quantità
di succo infettante, che poi veniva notevolmente diluita nei passaggi da una pianta
all'altra, il succo ottenuto dall'ultima pianta aveva lo stesso potere infettante di
alla base della malattia vi doveva essere
quello della prima. Era quindi chiaro che
un agente in grado di replicarsi che per fare ciò doveva venire necessariamente
sfruttare le sue strutture biosintetiche.
inoculato in una pianta e “contagium
Beijerinck descrisse l’agente del mosaico del tabacco come un vivum
fluido vivente contagioso “.
fluidum - trasmissibilità in serie
Negli stessi anni (1898) Loffler e Frosh dimostrarono la
dell’afta epizootica tramite inoculazione in animali sani di materiale patologico
filtrato (privo quindi di funghi e batteri). I ricercatori si convinsero che dovevano
particelle infettive submicroscopiche, “virus
esistere coniarono il termine di
filtrabili”. batteriofagi
Un'altra scoperta interessante fu quella dei (1915) . Essa offre
infatti la possibilità di studiare comodamente e velocemente i rapporti virus-
cellula ospite (batterio). Batteriofago
tecniche di allestimento e
Solo più tardi (1920) lo sviluppo delle
mantenimento in vitro delle colture cellulari tessuti animali
partendo da
1 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
connesso alla scoperta degli antibiotici,
(strettamente senza i quali è molto
difficile evitare contaminazioni batteriche o fungine letali per le cellule ospiti) ha
ciclo replicativo
finalmente consentito di studiare il anche dei virus animali.
Altra tappa fondamentale, mentre si sviluppavano le moderne tecniche di analisi
fu l'impiego della microscopia
chimica e fisica, adatte allo studio dei virus,
elettronica (1939) che rivelò i dettagli morfologici anche dei virus più piccoli.
Morfologia e struttura
l'acido nucleico, proteine carattere
All'interno del virus vi è solamente delle
strutturale proteine a carattere replicativo,
e in funzione di intermediari della
replicazione virale.
❗ enzimi metabolici e di organelli⇢
sono sprovvisti di NON presentano enzimi
capaci di degradare i nutrienti (lipasi, amilasi..) e di tutti gli organelli che possono
contribuire alla biosintesi, es i ribosomi.
una singola molecola di acido nucleico
I virus più semplici sono costituiti da
( DNA RNA ) , capside.
o circondata da un involucro proteico esterno denominato
L'acido nucleico proteine a funzione stabilizzante,
è associato a nell’insieme
core.
denominato
• core: è il contenuto del capside, formato
dall'acido nucleico associato a proteine
• Nucleocapside: core + capside
• Capsomeri: sono proteine di rivestimento dei
virus, sono le unità morfologiche che
compongono il capside.
Una particella infettante completa viene
virone.
denominata
Alcune famiglie virali presentano una struttura
envelope,
accessoria: una membrana limitante
natura lipoproteica.
esterna di Rappresentazione schematica dell’ultrastruttura
tridimensionale di un virus con envelope
Capside unità morfologiche, capsomeri,
Il capside è composto da un numero definito di i
collegate tra loro da legami non covalenti. La formazione del capside avviene
all'interno della cellula infetta, l'arrangiamento dei capsomeri attorno all'acido
simmetria del capside.
nucleico determina la
Nelle particelle virali sono state servate 3 tipi di simmetria del capside:
• simmetria elicoidale: elica
la struttura è quella di una
sinistrorsa subunità proteiche, capsomeri
costituita da i si
associano strettamente una fianco all'altro seguendo
a spirale
l'andamento dell'acido nucleico.
2 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
rigido,
Il nucleocapside dei virus elicoidali può essere come in alcuni virus
vegetali, ed avere l'aspetto di un bastoncello, oppure, in alcuni virus animali,
può rotolarsi su se stesso ed assumere forme diverse, esempio la forma a
Paramyxovirus
“gomitolo di lana”⇢ tipica dei
• simmetria icosaedri (cubica) : I singoli capsomeri si
icosaedro
distribuiscono lungo gli spigoli e le facce di un (solido
20
con 12 vertici e facce).
Tipici virus animali con questa simmetria⇢Parvovirus e
Picoronavirus
• Complessa ⇢Poxvirus, Retrovirus Virus della peste suina
Virus ad elevata complessità e
africana
Envelope
I virioni acquisiscono l'envelope durante la maturazione, che avviene mediante
envelope è di origine
budding (gemmazione) attraverso le membrane cellulari⇢
cellulare- della cellula infetta.
L’envelope è di natura lipoproteica: la componente lipidica deriva dalla cellula e
ha la tipica struttura bilaminare fosfolipidica; le proteine invece sono codificate dal
virus.
Tutti i virus presentano al loro esterno dei sistemi anti recettoriali che consentono
l'aggancio stabile ai recettori target, presenti sulla cellula suscettibile all’infezione.
Tra le proteine più importanti vi sono le particolari protrusioni superficiali che
peplomeri.
nell'ambito dei virus minuti di envelope prendono il nome di
peplomeri sono glicoproteine transmembrana,
I la cui funzione principale è
legare il virus al recettore cellulare favorirne l'ingresso
proprio quella di e di
nella cellula. Sono sono ancorati all’envelope mediante un
peduncolo/stelo e possono avere forme diverse : forma di aculei- ❗ emoagglutinazione virale
acuminata (Spikes), oppure assomigliare a piccoli globi (Knobs). i residui degli acidi sialici sono
presenti sulla membrana dei globuli
Alcuni esempi: rossi, la carica negativa fa in modo
che essi si respingono tra loro; i
virus contenenti le emoagglutinine
emoagglutinine HA: legano
• sono particolari glicoproteine che si sono in grado di legarsi ai globuli
rossi e di causare
al residuo terminale dell'acido sialico; servono per l'aggancio l’emoagglutinazione, ovvero
l’aggregazione dei globuli rossi fra
del virus a specifici recettori posti sulla membrana cellulare al fine loro.
di iniziare l’infezione.
⇢Paramyxovirus Orthomyxovirus
e dei Test di inibizione dell’emoagglutinazione:
• neuraminidasi NA È una prova sierologica utilizzata in campo medico
e
per identificare alcuni virus (Orthomyxovirus
Parvovirus) in grado di provocare il fenomeno
dell’agglutinazione del sangue.
di anticorpi in grado di
Prova si basa sull'uso
legarsi alle HA del virus impedendo al virus di
legarsi ai globuli rossi (vengono saturati i recettori
3 Giulia Costanzini
virali)
Microbiologia Virologia
quadro antigienico.
Le protusioni esterne del virus vanno a comporre anche il
proteina di matrice (M),
Un'altra proteina dell’envelope è la disposta a formare un
rivestimento strettamente aderente al foglietto interno dell’envelope stesso,
svolge un ruolo fondamentale di ancoraggio del nucleo capside durante la
maturazione. conoscere
L’envelope è un criterio di selezione tassonomica molto importante:
presenza o assenza dell’envelope permette mettere in atto concretamente e
consapevolmente delle misure di prevenzione del rischio perchè la presenza/
assenza determina la resistenza del virus nell’ambiente esterno (la sua stabilità
fisica), ovvero l’infettività.
Affinché avvenga un'infezione è necessario che i sistemi anti-recettoriali posti sul
virus entrino in contatto con i recettori cellulari, se la superficie esterna di un virus
⇢non
viene deteriorata sarà più in grado di legarsi alla cellula e l’infezione non potrà
procedere. Data la natura lipidica della componente dell’envelope, i virus dotati di
questo rivestimento esterno risulteranno molto più labili agli agenti esterni, di
conseguenza, una volta deteriorati, non saranno in grado di infettare.
• virus nudi -virus privi envelope !
⇢Parvovirus canino molto resistente nell’ambiente
⇢(Picoronavirus) Virus dell’afta epizootica molto resistente nell’ambiente
• Virus con envelope- questi virus risultano più soggetti al deterioramento fisico-
ambientale quindi sono POCO resistenti nell’ambiente. Necessitano di modalità di
trasmissione più dirette. ⇢Retrovirus;
⇢Virus Herpes felino
4 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
Acidi Nucleici
genomi virali sono aploidi,
Tutti i contengono una sola copia di ogni gene, fatta
diploide.
Retrovirus
eccezione per il genoma dei che è invece
un solo tipo di acido nucleico: DNA RNA
Vi è o
• virus a DNA : ❗
doppio filamento-dsDNA, Parvovirus Circoviridae
La maggior parte è a e
singolo filamento- ssDNA.
sono a circolare o lineare.
Il DNA può essere segmentato NON segmentato.
Il DNA può essere o 6 6
Dimensioni medie: Parvovirus 1,5 · 10 ; Poxvirus 200 · 10
• Virus a RNA: singolo filamento- ssRNA,
La maggior parte dei virus animali è a ma vi
doppio filamento- sdRNA
sono anche virus a
lineare circolare legame
RNA può essere o ( le estremità sono legate da un
a idrogeno, un legame debole vs il legame covalente che caratterizza i
virus a DNA circolare ).
segmentato NON segmentato.
RNA può essere o 6 6
Dimensioni medie: Picornavirus 2 · 10 ; Reo 15 · 10
Deve essere convertito in mRNA
polarità + -
RNA può essere a o da polimerasi-RNA-dipendente
Agisce direttamente da mRNA
proteica : DNA - RNA- proteine
➛sintesi
I virus che hanno il genoma a base di RNA possono
inserirsi direttamente nell'ambito della sequenza di
eventi cellulari della sintesi proteica; la cellula ospite considera il genoma virale
come un proprio RNA messaggero, per questo motivo l'RNA virale potrà andare
direttamente a livello ribosomiale (nel citoplasma), dove verranno codificate le
polarità
⇢
proprietà virali questo avviene per i virus che hanno il genoma a RNA a
+. polarità - ,
I virus a RNA con per inserirsi nell’ambito della sintesi proteica,
necessitano di un enzima specifico, una RNA polimerasi-RNA dipendente, in grado
convertire il genoma virale in RNA +, grazie a questa conversione mRNA
di per
potrà essere inserito nel ciclo cellulare a livello ribosomiale.
5 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
6 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
RNA virus
DNA virus
7 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
Lipidi
derivazione cellulare envelope,
Sono di nei virus provvisti di il 50% è
fosfolipidi colesterolo,
rappresentato da mentre rimanente è con qualche traccia di
grassi neutri.
Dal momento che l’envelope non è codificato dal virus, se non per la sua
la diversa composizione chimica
componente proteica, che caratterizza virus
dipende strettamente dal tipo di cellule
diversi da cui essi provengono.
⚠ condiziona la loro relativa
la composizione lipidica dei virus con l’envelope
sensibilità detergenti solventi etere cloroformio
ai e ai dei lipidi, in particolare e
Carboidrati
I carboidrati sono presenti come :
catene laterali oligosaccaridiche glicoproteine glicolipidi
- di e dei
- mucopolisaccaridi
Sono codificati dal virus, ma la loro composizione rispecchia quella originaria della
cellula ospite. recettori virali
la sede dei
✓Sono ⇢Ac
✓Sono Ag neutralizzanti
glicopreteine⇢ peplomeri
✓ Alcune presenti come nell’envelope (emoagglutinine
HA neuroaminidasi NA)
,
Proteine proteine strutturali proteine
Un genoma virale (DNA o RNA) può codificare sia sia
a carattere funzionale.
• proteine strutturali: nucleocapside
proteine che costituiscono il e l’envelope.
Oltre a queste nei virus più complessi ( ) esistono
Polyomavirus, herpesvirus, adenovirus
proteine strettamente associate all'acido nucleico, tali proteine sembra che
abbiano la funzione di favorire la condensazione e assicurare la stabilità del DNA
all'interno del capside.
l'acido nucleico dalle nucleasi
✓Proteggono all'aggancio del virus alla cellula
✓Partecipano struttura virale
la
✓Determinano l'antigienicità
✓Determinano
agglutinare emazie
✓possono
8 Giulia Costanzini
Microbiologia Virologia
• proteine NON strutturali- carattere funzionale: attività
proteine spesso ad
enzimatica, coinvolte nelle diverse fasi della replicazione virale
RNA polimerasi-RNA dipendente
✓ DNA polimerasi-DNA dipendente
✓ DNA polimerasi-RNA dipendente
✓
virochine: sono proteine in grado di agire a distanza cellule non infette: inibiscono
•
l'azione dell'interferone*, riducono il processo infiammatorio oppure ostacolano la
risposta immunitaria.
* Interferone⟶ Gli interferoni (IFN) appartengono alla vasta classe di
glicoproteine citochine.
note come Sono potenti citochine con attività
antivirale, immunomodulatrice e antitumorale. Sono molecole dotate di breve
emivita in circolo, pertanto vengono utilizzati elevati dosaggi per via
sistemica, che risultano però piuttosto tossici. Gli effetti collaterali più
frequenti sono i sintomi simil-influenzali, leucopenia, trombocitopenia e
problemi neurologici.
NON sono strettamente virus-specifici⇢
Gli IFN svolgono un ruolo
prima difesa
determinante nella dell'organismo verso le infezioni, vengono
prodotti entro 12-24 ore. La proprietà interessante degli IFN è che quando
inducono uno stato antivirale in una cellula, questa è in grado di trasferire
l'attività antivirale ad altre cellule attraverso il contatto cellula-cellula⇢
amplificazione dell'effetto antivirale.
interferire con la sintesi proteica
Esistono poi proteine in grado di o altre
•
funzioni delle cellule ospiti. deregolare l'espressione di geni cellulari,
Possono
inibire la sintesi cellulare, trasformazione neoplastica della cellula
portare alla e
indurre il fenomeno dell’apoptosi.
❗ indurre nelle cellule il fenomeno dell'apoptosi
alcuni virus possono mediante
la sua diffusione
produzione di specifiche proteine: il vantaggio per il virus è che
nell'organismo è favorita perché il contenuto delle cellule, compresi i virioni
corpi apoptotici
neoformati, viene impacchettato nei connessi alla membrana che
successivamente incorporati dalle cellule adiacenti.
vengono
❗ proteine in grado di rallentare i processi di
altri virus invece producono
apoptosi, per esempio inibendo l
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.