La coltivazione dei I terreni di coltura 1
batteri E1
Prima parte - LUNEDI Anno accademico ..........
Data ...................
LA COLTIVAZIONE DEI BATTERI
I TERRENI DI COLTURA
La coltivazione dei batteri in laboratorio richiede
l'impiego dei cosiddetti "terreni" o "mezzi di coltura", con i
quali si cerca di riprodurre artificialmente un ambiente in
grado di soddisfare le esigenze metaboliche del microrganismo
che si desidera coltivare. Il terreno, prima della semina, deve
essere sterile e contenuto in recipienti sterili dotati di un
sistema di chiusura che garantisca la sterilità del contenuto.
Tutte le operazioni relative alla semina devono essere condotte
osservando precauzioni necessarie a evitare la contaminazione
del terreno ad opera dei batteri presenti nell'ambiente.
Gli impieghi dei terreni di coltura sono numerosi:
-) conteggio dei microrganismi che contaminano alimenti e
superfici;
-) isolamento dei microrganismi;
-) mantenimento in coltura;
-) identificazione e studio delle caratteristiche biochimiche;
-) coltivazione per la produzione di antibiotici, enzimi,
tossine, antisieri, vaccini, colture starter;
-) valutazione dell'attività di preparati farmacologicamente
attivi (per es.: antibiotici; ricerca sostanze inibenti).
Componenti dei terreni di coltura
I componenti dei terreni di coltura devono soddisfare le
esigenze nutritive dei microrganismi che per moltiplicarsi
hanno bisogno di fonti di idrogeno, carbonio, azoto, ossigeno,
sodio, magnesio, fosforo, zolfo, potassio, manganese, ferro. I
componenti dei terreni di coltura sono suddivisibili nelle
seguenti classi: peptoni, carboidrati, indicatori, sali
minerali, agenti selettivi, agenti solidificanti, ingredienti
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aggiuntivi . La composizione chimica dei terreni di coltura è
differente in relazione alle necessità nutrizionali della
specie che si desidera coltivare. Per la maggior parte dei
batteri è possibile allestire terreni di coltura sintetici, di
composizione definita, nei quali sono presenti, in quantità ben
definite, le singole sostanze di cui necessita il germe in
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Vengono anche chiamati "arricchimenti" traducendo dall'inglese la parola
"enrichment", tuttavia questo termine potrebbe venire confuso con "terreno
di arricchimento" che è invece un terreno estremamente povero di sostanze
nutritive. 1
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esame. Tuttavia, nella routine diagnostica si ricorre a terreni
complessi contenenti sostanze naturali chimicamente non ben
definite (peptoni, siero, sangue, estratto di lievito). Questi
terreni derivano dai tradizionali "brodi" e hanno il vantaggio
di essere economici e di garantire una maggiore rispondenza
alle esigenze dei batteri patogeni nel corso del loro
isolamento.
Peptoni
Le fonti di azoto possono derivare da alimenti quali
latte, uova, infusi di carne, patate, pomodori, anche se oramai
vi è una enorme disponibilità di prodotti industriali altamente
affidabili e che garantiscono un'elevata riproducibilità delle
loro caratteristiche fondamentali. Si tratta di idrolizzati di
proteine di origine biologica detti peptoni. I materiali di
base per la loro produzione sono la carne, la caseina, la soia,
le cellule di lievito, la gelatina. I peptoni sono costituiti
da amminoacidi liberi e polimerizzati in catene di lunghezza
variabile in rapporto al tipo di idrolisi subita. Comunemente
vengono impiegati due tipi di idrolisi: l'idrolisi enzimatica
(con enzimi quali la tripsina, la pepsina ed enzimi estratti
dalla papaia) e l'idrolisi acida (con acidi inorganici forti
quali l'acido cloridrico e l'acido solforico). Con l'idrolisi
enzimatica è possibile agire in punti precisi della proteina e
preservare l'integrità degli amminoacidi e delle vitamine
presenti nel materiale di partenza; con l'idrolisi acida
vengono rotti tutti i legami peptidici e si producono
amminoacidi liberi.
Simili ai peptoni sono gli infusi e gli estratti di carne
ottenuti per coagulazione delle proteine con il calore.
Carboidrati
Gli zuccheri costituiscono un elemento nutritivo
fondamentale. Sono fonte di carbonio e vengono utilizzati anche
come substrati fermentabili per la differenziazione dei
microrganismi. I più utilizzati sono il glucosio, il lattosio,
il mannitolo e il saccarosio.
Indicatori
In microbiologia ve ne sono fondamentalmente tre tipi:
indicatori di pH, di ossidoriduzione e di idrogeno solforato.
Tra gli indicatori di pH vanno ricordati il rosso fenolo,
il rosso neutro, il blu di bromotimolo e il porpora di
bromocresolo (c.d. bromocresol-porpora). Il tornasole e
l'indicatore di Andrade sono in disuso, ma in certe
formulazioni sono ancora presenti. Gli indicatori di pH hanno
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lo scopo di evidenziare la formazione di acidi a partire dai
carboidrati e la formazione di basi (ioni ammonio) a partire da
peptoni, singoli amminoacidi o ammine. Tra questi, il rosso
fenolo è il più sensibile in quanto reagisce anche a minime
variazioni di pH nel terreno. Il rosso neutro trova impiego nei
terreni per l'evidenziazione degli enterobatteri (per es.:
terreno di Mac Conkey).
Gli indicatori di ossidoriduzione più utilizzati sono il
blu di metilene (da incolore a blu, se ossidato) e la
resazzurrina (da incolore a rosa, se ossidata).
Gli indicatori di H S, sono costituiti da sali di ferro
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(citrato ferrico, solfato ferroso, ferro ammonio solfato, ferro
ammonio citrato). L'idrogeno solforato, prodotto dai batteri a
partire da sodio tiosolfato, reagisce con i sali di ferro dando
luogo a ferro solfuro nero. Questa reazione è sfruttata sia nei
terreni di coltura solidi (caratteristiche colonie con parte
centrale nera), che in quelli liquidi ponendo cartine imbevute
di acetato di piombo all'estremità delle provette (l'acetato di
piombo viene trasformato dall'idrogeno solforato in solfuro di
piombo, nero).
Sali
Hanno tre funzioni fondamentali: fornire i metalli
necessari alla crescita microbica (Mg, Mn, Fe, Ca, Zn, Cu),
fornire un'azione tampone al terreno (KH PO e K HPO ) e
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mantenere una adeguata osmolarità al mezzo di coltura (con il
NaCl).
Agenti selettivi
Gli agenti selettivi consentono l'isolamento di una specie
batterica inibendo le altre. I primi agenti selettivi
utilizzati in microbiologia sono stati i coloranti, che ancora
oggi vengono inseriti in molte preparazioni. I più noti sono il
cristalvioletto e il verde brillante, impiegati in alcuni
terreni per enterobatteri. Tra le sostanze di origine biologica
vanno ricordati i sali biliari che trovano impiego nei terreni
per l'isolamento dei patogeni intestinali, avendo la capacità
di inibire la crescita dei Gram negativi. Altri agenti
selettivi sono gli antibiotici, che permettono di selezionare
in maniera mirata le specie microbiche da isolare. Infine, i
sali organici e inorganici: tra gli altri vanno citati il
cloruro di sodio (che ad alte concentrazioni inibisce sia la
flora Gram negativa che quella Gram positiva, eccezion fatta
per gli stafilococchi), la sodio azide (che consente
l'isolamento selettivo di streptococchi e di enterococchi), il
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sodio selenito, il sodio citrato, il sodio tellurito e il
trifenil tetrazolio cloruro.
Agenti solidificanti
L'agar-agar è l'ingrediente fondamentale per la
preparazione della quasi totalità dei terreni solidi. Fu
introdotto alla fine del 1800 da un medico tedesco (Walther
Hesse) e il suo utilizzo venne poi perfezionato da Robert Koch.
Gelidum
È una sostanza estratta dalle alghe rosse del genere ,
frequenti nei mari tropicali, e ha una struttura
polisaccaridica contenente agarosio (70%) e agaropectina (30%).
L'agar disciolto a caldo (temperature superiori a 80°C) in un
liquido, nella proporzione dell'1-2%, ne provoca la
gelificazione durante il raffreddamento.
agar solubilizzato gel
→
Liquido + agar → 80°C-45°C <45°C
L'agar solubilizzato ha la caratteristica di fondere a 100°C e,
raffreddandosi, di solidificare (quando la temperatura è
inferiore a 45°C). Allo stato solido forma una massa gelatinosa
polimerizzata che non viene utilizzata dai batteri a scopo
nutritivo. L'agar non è tossico per i batteri e solo pochissimi
possiedono enzimi (esoenzimi) in grado di attaccarlo
(depolimerizzarlo), liquefacendo il terreno. La superficie di
un terreno gelificato con l'1-2% di agar è sufficientemente
solida da consentire di operarvi agevolmente, e con umidità
tale da consentire la crescita dei batteri ma da non
permetterne il movimento (nel caso di batteri provvisti di
Proteus spp
flagelli, anche se certi germi, quali ., riescono a
migrare anche in agar all'1-2%). Vi sono alcuni terreni per la
valutazione della mobilità che contengono minori concentrazioni
di agar (0,2-0,5%). Il reticolo tridimensionale del gel lascia
passare le macromolecole ma, in genere, non permette che
batteri seminati in superficie riescano ad approfondarsi tra le
maglie. La caratteristica dell'agar di rimanere liquido (o
meglio "la caratteristica del liquido in cui l'agar è disciolto
di non trasformarsi in gel") fino a temperature di 45°C e
quella dei batteri di sopportare brevi esposizioni a queste
temperature (45-50°C) è alla base di un metodo di semina
cosiddetto "agar batteri" (detto anche "semina per inclusione"
o "per incorporazione" o "per dispersione"). Si tratta di
disperdere i batteri nel terreno ancora liquido. In conseguenza
della gelificazione che accompagna il raffreddamento, i singoli
batteri restano inglobati nelle maglie del gel dove possono
moltiplicarsi senza possibilità di diffusione. Questo tipo di
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coltura è utilizzato per l'enumerazione dei batteri presenti
negli alimenti.
Ingredienti aggiuntivi
Per migliorare le caratteristiche di fertilità dei terreni
di coltura e per la coltivazione di microrganismi esigenti si
aggiungono, dopo sterilizzazione in autoclave e raffreddamento
a 45-50°C, diversi ingredienti. Il sangue e il siero sono
quelli più comunemente impiegati, ma in rapporto al tipo di
ricerca da eseguire si ricorre anche all'emoglobina,
all'albumina, al rosso d'uovo e a uova intere. 5
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Classificazione dei terreni di coltura
In rapporto allo stato fisico
I terreni di coltura si distinguono in liquidi e solidi,
differenziandosi esclusivamente per lo stato fisico.
Terreni liquidi- Il più diffuso era il brodo di carne. Si
tratta di un terreno utile per la pratica corrente in quanto
consente lo sviluppo di quasi tutti i batteri, la sua
composizione esatta non è nota, né ripetibile (oggi è
sostituito dai vari brodi nutritivi a formulazione nota).
Anche il latte e l'acqua peptonata sono utili in certe
occasioni (diluizioni, prearricchimento, crescita di batteri
lattici).
Terreni solidi- I più antichi sono il siero di sangue coagulato
e la patata (patata glicerinata per i micobatteri). Oggi si
ricorre all'aggiunta dell'agar. I terreni solidi sono
indispensabili per l'isolamento di colture batteriche pure.
In rapporto alla costituzione chimica
Terreni minimi: servono alla coltivazione di stipiti auxotrofi
per determinate sostanze. Si tratta di terreni in cui il
fattore limitante la crescita batterica è aggiunto in
quantità minime. (Es. Minimal Glucose Medium per gli stipiti
auxotrofi per l'istidina del "Test di Ames").
Terreni comuni o normali: servono alla coltivazione di batteri
senza particolari esigenze nutritive (Es. "brodo normale", o
"brodo semplice"; "brodo normale solidificato con agar" o
"agar semplice"). Di uso comune sono il "brodo nutritivo" e
l'"agar nutritivo". Contengono peptoni, (0,5%); estratto di
carne, NaCl e tampone fosfato (pH ~ 7,0).
Terreni sintetici: la costituzione è nota in quanto i singoli
costituenti (organici e inorganici) sono stati aggiunti
nelle quantità volute. Si utilizzano quando si conoscono
tutti i fattori di crescita del germe in esame. Si possono
quindi allestire dei terreni che contengono soltanto le
sostanze di cui il germe necessit
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