INGEGNERIA GENETICA
Modificazione dell’ingegneria genetica di un organismo attraverso la deliberata manipolazione del
suo materiale genetico . Ricerca di base: purificare, esprimere, amplificare geni .
Utilizzata Ricerca applicata/commerciale (biotecnologie): sviluppo microrganismi
ingegnerizzati per la produzione di specifiche sostanze (ormoni, vaccini,
farmaci, proteine).
Per poter manipolare un gene è necessario CLONARLO: isolarlo, purificarlo e farlo esprimere
(ovvero tradurlo in un sistema più comprensibile per l’operatore).
Gli strumenti dell’ingegneria genetica sono:
1. Vettori di clonaggio (utilizzati per portare le sequenze di DNA in batteri ricettivi e per
amplificare la sequenza desiderata) sono i plasmidi. Servono per inserire DNA esogeno al loro
interno e al tempo stesso essere in grado di replicarsi nella cellula ospite.
I vettori plasmidici sono pUC, pBR 322, pGEM e sono formatida circa 20 Kb;
i batteriofagi, come lambda, costituiti da circa 25 Kb;
cosmidici costituiti fino a 45 Kb.
2. Enzimi di restrizione servono per tagliare in modo riproducibile il DNA da amplificare in punti
precisi allo scopo di inserirlo nei vettori (sono le endonucleasi di restrizione).
Riconoscono sequenze specifiche di DNA che sono rappresentate da 4-5 basi e tagliano solo
quando ci sono questi indicatori. I siti di taglio sono specifici e si hanno solo in presenza di una
sequenza 5 basi.
3. DNA ligasi: è il processo inverso in grado di unire molecole lineari di DNA riformando l’unità
della catena nucleotidica. VETTORI DI CLONAGGIO
Piccole, ben caratterizzate molecole di DNA;
Contengono almeno un sito d’inizio (ori) replicazione nell’ospite prescelto;
Contengono uno o più geni che ne consentano l’identificazione;
PLASMIDICI:
Replicano indipendentemente;
Piccole dimensioni;
DNA circolare (stabile durante la manipolazione);
Multiple copie per cellula;
Trasportano geni per la resistenza agli antibiotici;
Introdotti in batteri mediante trasformazione/elettroporazione (costosa, solo per alcuni batteri);
Rimosso operone tra;
Siti per azione endonucleasi di restrizione (siti di taglio per gli enzimi, detto sito di
policlonaggio – multiple cloning site). Danno le estremità a cui far aderire il DNA da clonare.
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Gli enzimi di restrizione (endonucleasi): riconoscono una sequenza sitospecifica nelle molecole di
DNA se:
- taglio sfalsato nella molecola di DNA generano estremità coesive (stikcy ends); è più facile
l’inserimento;
- taglio non sfalsato nella doppia elica di DNA generano estremità piatte (blunt ends); non c’è
l’appaiamento delle basi e il plasmide non tende a richiudersi. L’opera delle ligasi è più
complicata.
Un gene non viene manipolato direttamente (per esempio un gene costituisce lo 0.05% del genoma
E. coli), ma si utilizzano dei passaggi intermedi per aumentarne la quantità e facilitarne la
manipolazione >>clonaggio.
1) Isolamento e frammentazione DNA.
2) Introdurre frammento desiderato.
3) Introdurre e mantenere il frammento clonato in ospite intermedio.
4) Identificare e purificare il clone desiderato.
5) Produrre grandi quantità di gene clonato per studiarlo.
L’uso di enzimi di restrizione non è sufficiente per clonare un gene.
Quando le sticky o blunt ends create dagli enzimi di restrizione sono allineate si formeranno solo
dei legami idrogeno tra le basi appaiate e non saranno sufficienti a mantenere l’integrità del DNA.
È necessario ricostruire la continuità dello scheletro della molecola di DNA utilizzando una DNA
ligasi.
TRASFORMAZIONE E SELEZIONE
Dopo aver ottenuto il DNA ricombinante, si amplifica introducendolo in un ospite adeguato:
l’introduzione avviene mediante trasformazione in un ospite batterico (E. coli).
Poi si deve rendere le cellule competenti (mediante trattamento chimico o shock termico).
Problemi → bassa efficienza
→ falsi positivi: cellule trasformate da plasmidi circolarizzati ma senza inserto.
Selezionare cloni con frammento di DNA clonato utilizzando un marker che abbia una certa
resistenza all’antibiotico.
CREAZIONE E SCREENING DI UNA LIBRERIA
Abbiamo inserito un segmento di DNA in un vettore di clonaggio o espressore: abbiamo
trasformato e piastrato dei batteri.
Come identifichiamo tra tutte le colonie ottenute quella che esprime il segmento di DNA (GENE)
che ci interessa?
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Ibridizzazione delle colonie con probe di DNA marcato con radioattivo (P ).
Screening immunologico per la proteina prodotta.
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Screening enzimatico per l’attività della proteina.
STRATEGIA PER CLONARE SEGMENTO DNA DA CELLULA PROCARIOTICA
1) Estrazione DNA > frammentazione (digestione con specifici endonucleasi di restrizione) >>
identificare segmento di interesse >>> clonaggio.
2) Frammentazione (digestione con specifici endonucleasi di restrizione) DNA >>clonare tutti i
frammenti (libreria) >>> identificare il gene giusto.
3) Sintetizzare il frammento di DNA desiderato (RT-PCR) > clonaggio nell’opportuno vettore.
STRATEGIA PER CLONARE SEQUENZA DI DNA DA CELLULA EUCARIOTICA
1) I geni delle cellule eucariote contengono “esoni” (sequenze non codificanti di DNA) >> non è
possibil