Sierodiagnosi e sifilide
La sierodiagnosi serve a capire, analizzando il siero, se l'individuo è positivo a una infezione a trasmissione sessuale come la sifilide. Il Treponema pallidum è l'agente eziologico della sifilide. Questa malattia si diffuse in Europa dopo la scoperta dell'America: importarono la sifilide e esportarono la tubercolosi. La sifilide colpì tutte le classi sociali. Si trasmette per via orizzontale, ma esiste anche una sifilide congenita che può presentarsi se la madre si infetta durante la gravidanza.
Gravità dell'infezione e sintomi
L'infezione è più grave quanto più precoce, soprattutto è causa di aborto spontaneo nel secondo trimestre, con gravi danni alla nascita nel terzo trimestre, ma il feto può sopravvivere. La sifilide luetica può causare al feto malformazioni caratteristiche come denti a sega, fronte turrita e naso a sella.
Le malattie sessualmente trasmissibili sono in genere asintomatiche nelle donne e sintomatiche negli uomini. Questo germe è ancora sensibile alla penicillina, però se diagnosticata in tempo. Un sintomo è un'ulcera che si forma nel solco balano-prepuziale, molto ricca di germi e dolorosa, chiamata sifiloma primario.
Nelle donne, l'ulcera si forma nelle piccole o grandi labbra, ma non è dolorosa e quindi è difficile accorgersene. Dopo alcuni mesi, si ha la presenza di sifilide secondaria, che può avere varie complicazioni in base alle parti in cui si diffonde il batterio. L'unico sintomo comune sono delle vescicole (papule) che si formano sulle mani. Dopo anni appaiono i segni di una sifilide terziaria, che si manifestano sul cervelletto o sul sistema cardiovascolare (aneurisma cordico o sensibilità proteopatica, coordinazione del movimento).
Diagnosi e trattamento
Si ha spesso la formazione di un granuloma chiamato gomma. Nella sifilide terziaria, spesso la diagnosi è post-mortem.
Reazioni o sierodiagnosi di Wasserman
Viene prelevato il siero dal paziente per verificare se ha prodotto degli anticorpi. Si utilizza la cardiolipina, prelevata da un cuore eredo-luetico, che reagisce con l'epitopo senza produrre risposta immunitaria. Si cercano gli anticorpi contro la cardiolipina, chiamati reagine, che potrebbero formare un complesso.
Si sfrutta un sistema rivelatore costituito da globuli rossi di montone e anticorpi antiglobuli rossi di montone, formando un immunocomplesso. Se si forma l'immunocomplesso e si aggiunge il "complemento" (fattore dell'immunità naturale che ammazza i batteri), questi si legano e il risultato finale è l'attivazione di 9 fattori (divisi in altre subunità) attivati a cascata e il fattore 8 determina la formazione di pori su membrana e pareti cellulari.