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Virus dell’immunodeficienza umana il quale provoca l’AIDS, la sindrome da

Infezione da HIV – immunodeficienza acquisita

Nel 1983 fu isolato, da un linfonodo di un paziente affetto da AIDS un retrovirus identificato

come il potenziale agente eziologico di tale sindrome. L’AIDS è una condizione morbosa a

eziologia virale che determina una progressiva compromissione dell’immunità cellulo-mediata

e che predispone all’insorgenza di gravi infezioni opportunistiche e neoplasie. Il virus in

questione provoca dei danni i quali, però, si manifestano clinicamente dopo anni.

AGENTE EZIOLOGICO: Il virus in questione è HIV-1, appartenente alla famiglia dei

retrovirus (utilizzano la trascrittasi inversa per convertire il proprio genoma da RNA a

DNA durante il ciclo re plicativo) e al genere Lentivirus. È un virus a RNA, di piccole

dimensioni. Il virione (singola particella virale, fisicamente isolabile ma priva di attività

metabolica) maturo è rivestito da un fosfolipidico, che deriva dalla membrana

ENVELOPE

citoplasmatica della cellula infettata e acquisito dal virus nel momento in cui avviene la

gemmazione dalla cellula. Sull’envelope troviamo le gp120 e gp41

GLICOPROTEINE VIRALI

(codificate dal gene env), essenziali per l’adesione alla cellula bersaglio (definite

). All’interno dell’envelope è racchiuso un , , costituito

ANCOROTTI CAPSIDE PROTEICO CORE

dalla proteina p24 sintetizzata dal gene gag. Il core racchiude al suo interno due eliche

singole di RNA virale insieme alle proteine enzimatiche essenziali per la replicazione del

virus: retrotrascrittasi o trascrittasi inversa o DNA polimerasi (che polimerizza

nucleotidi per formare acido desossiribonucleico) RNA dipendente (l’ enzima considerato

funziona solo se è presente RNA) – proteasi e integrasi tutte codificate dal gene pol. La

particolarità del virus è quella di essere molto variabile: nello stesso individuo possono

esistere popolazioni virali correlate ma geneticamente differenti (le cosiddette quasispecie)

MODALITA’ DI TRASMISSIONE:

P che si trasmette quindi attraverso il sangue o gli emoderivati

 ER VIA PARENTERALE

(trasfusioni, punture con siringhe infette, trapianti d’organo ecc..). Questa via di

trasmissione è prevalentemente quella . Vi è l’esposizione al

PROPRIAMENTE DETTA

sangue, che di conseguenza espone al virus e, se le condizioni dell’ospite sono

favorevoli, espone al contagio.

A - / . Il liquido seminale e le

 TTRAVERSO RAPPORTO SESSUALE OMO ETERO SESSUALE

secrezioni vaginali contengono, infatti, il virus.

P da madre a figlio, se il virus attraversa la placenta o durante il

 ER VIA VERTICALE

passaggio del feto nel canale del parto o con l’allattamento.

E’ possibile una del virus definita in quanto a volte il

VIA DI TRASMISSIONE INAPPARENTE

sangue è presente ma non si vede. Infatti tranne durante il primo rapporto sessuale e/o in

presenza di ciclo mestruale, non è possibile rilevare sangue macroscopicamente. Questo

è invece possibile attraverso sistemi di microscopia. Per esempio considerando le urine è

rilevabile l'ematuria, ovvero la presenza di sangue nelle urine. Si parla

di macroematuria se il quantitativo di sangue eliminato è tale da modificare il colore delle

Appunti Malattie Infettive


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Federika14 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microbiologia e malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Magna Graecia - Unicz o del prof Caroleo Benedetto.

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