METABOLISMO
Il glucosio entra nella via metabolica e viene trasformato in 2 molecole di piruvato. Il piruvato è una
molecola più ossidata. GLICOLISI
Ogni organismo usa il glucosio come fonte d’energia. Alcuni tessuti di alcuni organismi si basano in
modo specifico sulla glicolisi (eritrociti, midollare del surrene, cornea, tessuto nervoso…).
Avviene nel citoplasma di tutte le cellule. È la via iniziale del catabolismo del glucosio e di altri glucidi.
È la via iniziale del catabolismo del glucosio e di altri glucidi. È la classica via metabolica ma alcuni suoi
intermedi partecipano ad altre vie metaboliche. 10 reazioni che trasformano il glucosio in 2 molecole
di piruvato e producono 2 molecole di ATP e 2 molecole di NADH.
Dopo la glicolisi, in presenza di ossigeno il piruvato entrerà nel mitocondrio e verrà nuovamente
ossidato, in assenza di ossigeno andrà incontro a diversi tipi di fermentazione.
Il glucosio entra nelle cellule tramite le GLUT, le fanno entrare secondo gradiente. Le GLUT sono una
grande famiglia di molecole:
- GLUT1 e GLUT3 sono presenti nella maggior parte delle cellule di mammifero e sono
responsabili del trasporto basale del glucosio. Il GLUT 1 è soprattutto negli eritrociti;
- GLUT2 sono presenti nelle cellule beta del pancreas e in quelle del fegato. Quando la glicemia si
alza fa partire una serie di segnali intracellulari che determinano il rilascio dell’insulina. Anche
il fegato ha funzione di omeostasi della glicemia perché interviene quando si alza la glicemia
facendo entrare più glucosio negli epatociti e depositandolo come glicogeno (riserva);
- GLU4 presente soprattutto nei muscoli e nelle cellule adipose.
Sono reazioni che liberano molta energica e per questo dev’essere frazionata in più tappe. Nella
glicolisi ci sono quindi 10 reazioni.
3 fasi:
- 1-3 attivazione
- 4-5 taglio
- 6-10 recupero energia.
ATTIVAZIONE 1-3
REAZIONE 1 (Esochinasi) il glucosio viene
→
attivato mediante fosforilazione (fosfato aggiunto su
C6). Serve ATP, si forma il glucosio-6-fosfato. Le
esochinasi appartengono alle transferasi che
trasferiscono il gruppo fosfato da una parte all’altra e
hanno bisogno di magnesio come cofattore. Reazione
fortemente esoergonica. La fosforilazione trasforma
una molecola relativamente inerte in un composto
con maggior contenuto energetico. 1
Trasforma inoltre una molecola che passa liberamente la membrana dato che non ha carica, in una
molecola che viene intrappolata all’interno della cellula perché sulla membrana non ha sistemi di
trasporto per zuccheri fosforilati.
- Glucosio + ATP G-6-P + ADP esoergonica
→
- Glucosio + P1 G-6-P + H2O
→
- ATP + H2O ADP + P1 talmente esoergonica che la rende irreversibile in vivo
→
REAZIONE 2 (fosfoglucosio isomerasi) →
l’isomerasi trasformerà il glucosio-6-fosfato in
fruttosio-6-fosfato. Prima di “essere diviso a metà” la
molecola dev’essere nuovamente fosforilata per essere
resa simmetrica. REAZIONE 3 (Fosfofruttochinasi-1) il
→
fruttosio-6-fosfato in presenza di ATP e
magnesio, viene fosforilato a fruttosio-1,6-
difosfato. Molecola perfettamente simmetrica e
divisibile a metà! Molto esoergonica e
irreversibile in vivo.
Abbiamo fin qui utilizzato 2 ATP. Il F1-6P2 è
destinato a diventare piruvato.
TAGLIO 4-5
REAZIONE 4 (aldolasi) l’aldolasi che taglia a metà la molecola di fruttosio 1,6-difosfato. Si formano
→
2 triosi a 3 atomi di C quindi, sono diversi tra loro perché il diidrossiacetone fosfato è un chetone, l’altra
gliceraldeide 3-fosfato è aldeide. Ma hanno struttura simile al glicerolo che è la molecola di partenza di
tutti i monosaccaridi. Reazione molto endoergonica in reazioni standard ma in vivo ha ΔG negativo
perché le reazioni a valle tengono bassa la concentrazione dei prodotti spostando l’equilibrio verso
formazione dei prodotti. 2
REAZIONE 5 (triosofosfato isomerasi) reazione di isomerizzazione, quindi da diidrossiacetone
→
fosfato diviso avremo gliceraldeide 3-fosfato per avere due triosi uguali per proseguire nella glicolisi.
Reazione endoergonica anche in vivo ma avviene perché gliceraldeide 3-fosfato viene continuamente
sottratta da reazione trascinando reazione verso destra. Gliceraldeide 3-fosfato viene utilizzata nella
reazione successiva che è una delle reazioni chiave della glicolisi.
Le prime 5 reazioni della glicolisi sono servite a produrre 2 molecole di Gliceraldeide 3-P-attivata.
Metà della glicolisi è stata sostanzialmente usata per attivare il glucosio e dividerlo in 2 triosi uguali.
RECUPERO ENERGIA 6-10
REAZIONE 6 (Gliceraldeide-3-fosfato-deidrogenasi) le deidrogenasi fanno parte delle
→
ossidoreduttasi. Uno dei più importanti nel metabolismo. In presenza dell’enzima, di NAD e di fosfato
inorganico, il gruppo aldeidico della gliceraldeide viene ossidato a gruppo carbossilico.
Contemporaneamente il NAD viene ridotto a NADH e questa reazione è talmente esoergonica che
permette di legare il fosfato inorganico, senza ATP, a questo gruppo carbossilico. In questo caso è un
legame anidride. Si forma 1,3-bifosfoglicerato, una molecola altamente energetica. Reazione
esoergonica.
REAZIONE 7 (forfoglicerato chinasi) enzima che trasferisce dei gruppi fosfato usando l’ATP. Non è
però l’ATP a cedere il fosfato ma è il fosfoglicerato che ha un fosfato così energetico da poterlo cedere
all’ADP e a formare ATP. Questa chinasi usa magnesio. Abbiamo così formato la prima ATP della
glicolisi, questo tipo di fosforilazione si chiama fosforilazione a livello del substrato perché
abbiamo un substrato altamente energetico contenente questo gruppo fosfato che può essere usato
per creare ATP. L’1-3 difosfoglicerato in presenza di ADP, magnesio e della fosfoglicerato chinasi,
porta alla formazione di 1 ATP e resta una molecola di 3-fosfoglicerato che è scarica dal punto di vista
energetico (ha perso il fosfato ad alta energia ma ha ancora un fosfato da spendere!). Reazione
esoergonica, non irreversibile. 3
REAZIONE 8 (fosfoglicerato mutasi) è una mutasi che
sposta il gruppo fosfato dal C3 al C2. Lo mette in una
posizione molto più favorevole energeticamente per
formare un composto ad alta energia. Quindi passeremo
dal 3-fosfoglicerato al 2-fosfoglicerato. Richiede di nuovo
Magnesio. Questi composti acidi vengono indicati come
Sali, nella forma dissociata, perché il gruppo carbossilico è
ionizzato. La reazione è leggermente endoergonica ma il
2-fosfoglicerato man mano che viene prodotto viene
sintetizzato.
REAZIONE 9 (enolasi) quest’enzima, in presenza di magnesio, toglie una molecola d’acqua al 2-
fosfoglicerato diventando fosfoenolpiruvato (molecola ad alta energia).
REAZIONE 10 (piruvato chinasi) magnesio dipendente. Il
prodotto della reazione è il piruvato, prodotto finale della
glicolisi (in questo caso anaerobica). Questa reazione è
fortemente esoergonica in vivo è irreversibile. Fosforilazione
a livello del substrato che è altamente energetico, con un
contenuto di energia così elevato che dalla sua idrolisi si può
sintetizzare l’ATP. È diversa dalla fosforilazione ossidativa
che vedremo nella catena respiratoria. 4
PRODOTTI DELLA GLICOLISI ANAEROBICA
Glucosio + NAD + 2ADP + 2P 2 piruvato + NADH + H +2ATP + 2H O
→
+ + 2
2 molecole di piruvato (C6 a 2C3), 2 ATP, 2 NADH 5
Piruvato:
- Con ossigeno si ossida i carboni a CO2. Ciclo di Krebs coenzimi ridotti nella catena
→
respiratoria.
- Senza ossigeno: fermentazione. Producono molti prodotti finali. Avviene in particolare negli
eritrociti (non hanno né nucleo né mitocondri). Avviene nelle fibre bianche del muscolo.
Composti fosforilati ad alta energia: delta G molto negativo superiore a -30Kj/mol. Fosfocreatina
→
localizzata soprattutto nei muscoli riserva di fosfati ad alta energia usati nel muscolo per
→
sintetizzare l’ATP per la contrazione muscolare.
REGOLAZIONE ATTIVITA’ ENZIMATICA
- ISOZIMI (isoenzimi): enzimi che differiscono nella sequenza amminoacidica, nella
localizzazione tissutale/subcellulare, nelle caratteristiche cinetiche e/o regolatorie, ma
catalizzano la stessa reazione. Queste diverse isoforme catalizzano la stessa reazione chimica!
Le esochinasi presentano diversi isozimi: I-III vari tessuti (sono molto veloci nella
o fosforilazione del glucosio), inclusi muscolo e cervello; IV fegato e cellule beta del
pancreas. L’esochinasi ha un valore di Km molto basso, 100millimolare. La glucochinasi
(IV) ha un Km altissima a seconda delle specie può variare tra 5 e 10 millimolare. Il
fegato deve poter smaltire il glucosio in eccesso quindi l’enzima dev’essere in grado di
lavorare a concentrazioni così elevate. La glucochinasi va incontro anche ad un altro
meccanismo di regolazione: la compartimentalizzazione. Quando si forma il glucosio, si
forma tanto G6P e fruttosio-6-fosfato, la glucochinasi viene sequestrata/portata nel
nucleo e legata ad una proteina di regolazione e la tiene nel nucleo finché il fruttosio 6
fosfato non viene consumato e il glucosio 6-fosfato non torna alla sua concentrazione
ideale. La PFK catalizza la reazione limitante della glicolisi ed è il più importante punto
di controllo dell’intera glicolisi. Reazione irreversibile. Prima reazione obbligata della
glicolisi. SLIDEEEEE
Isozima del fegato è quello soggetto a maggiori regolazioni perché il fegato è un organo
o omeostatico.
Enzimi allosterici: presentano altri siti dove si legano questi fattori allosterici.
o
REGOLAZIONE DELLA GLICOLISI
L’esochinasi (HK) presentano molti isozimi => a seconda dei tessuti per le diverse esigenze di glucosio
(muscoli e cervello ne dipendono completamente). 1 e 3 => elevata capacità di fosforilare glucosio =>
muscoli e cervello. Fegato e pancreas hanno ruolo omeostatico e di controllo del glucosio => 4 che ha
un nome suo glucochinasi (GK). Isozimi hanno caratteristiche cinetiche diverse: HK ha una Km
piccolissima (0,1 mM) perché devono estrarre il più possibile glucosio quindi molta affinità; la GK ha
Km altissima (5-10 mM) perché deve smaltire glucosio in eccesso. Due diverse funzioni.
La GK va soggetta a un’altra regolazione => COMPARTIMENTALIZZAZIONE: quando la GK forma
troppo glucosio 6-fosfato e quindi fruttosio 6-fosfato, la glucochinasi viene sequestrata, portata dentro
al nucleo => legata a una proteina di regolazione fino a che il glucosio 6-fosfato non viene consumato.
Poi la proteina lo rilascia. Senno si accumula troppo fruttosio. Questo perché la GK era troppo veloce.
Fosfofruttochinasi 1: reazione irreversibile, prima reazione obbligata della glicolisi. Ci sono 3 geni
che catalizzano 3 tipi di subunità (L, M e K). È un tetramero (4 subunità=> tutte M nel muscolo, tutte L
nel fegato, oppure si combinano). Isozima del fegato: (enzimi allosterici oltre al sito attivo presenta 6
altri siti dove si legano i regolatori allosterici). Regolatori della PFK1: due inibitori allosterici (ATP e
citrato che è un intermedio del ciclo di Krebs) + attivatori (AMP e ADP, fruttosio 2,6-difosfato) perché
sono segnali di abbondanza di glucosio. AMPc era fame, ma AMP segna tanto glucosio. ATP è inibitore
ma anche substrato => si lega nel sito attivo o nel sito di regolazione. Se ATP regola => cambia
conformazione strutturale dell’enzima => meno affine. Con [ATP] alto rallenta la reazione. Curva di
saturazione è sigmoide.
Piruvato chinasi (PK) => enzima cooperativo e allosterico, regolata tramite fosforilazione e
defosforilazione. È un tetramero (4 subunità) => 2 geni (L, M). Gene L produce due isozimi => L
[fegato] e R [globuli rossi]. Sono enzimi allosterici sotto controllo ormonale. Vengono prodotti dallo
stesso gene L. Il gene M produce due isozimi anche lui => M1 [muscolo e cervello] e M2 [feto, cellule
meno differenziate e viene espresso di nuovo nelle cellule tumorali perché sono poco differenziate].
L'isozima M2 negli adulti sani non ci deve essere. M1 non è regolato, non è allosterico, è ad alta
velocità però. Regolazione allosterica della PK ha un attivatore (fruttosio 1,6 bifosfato che è un
intermedio della glicolisi, è un prodotto della PFK1) e un inibitore (ATP). Grazie al fruttosio c’è
collegamento metabolico feed-forward che la parte metabolica esercita sulla parte finale. Fruttosio 1,6
difosfato è il prodotto della reazione della PFK ed è un attivatore della PK stabilendo collegamento
metabolico tra i due più importanti enzimi che regolano glicolisi. Si produce molto fruttosio => attiva
PK che è l’ultimo enzima che catalizza l’ultima reazione della glicolisi => si attiva e sposta equilibri
delle reazioni a monte che sono reversibili => fa aumentare flusso metabolico e smaltisce eccesso
fruttosio. Regolazione anche mediante fosforilazione (meno attivo, quando c’è poco glucosio) e
defosforilazione (più attivo, quando c’è molto glucosio).
Carica energetica cellulare: rapporto fra forme cariche di energia e forme intermedie. Varia da 0 a 1 =>
parametro per valutare stato energetico di una cellula. Nelle cellule attive è tra 0,8-0,95. Se scende
sotto 0,6 la cellula in genere non è più vitale.
Le cellule tumorali nella fase di accrescimento hanno una glicolisi in assenza di ossigeno.
Ipossia/anossia funzionale (perché è collegato alla funzione del muscolo) nei muscoli sotto sforzo. I
molluschi ricavano ossigeno dall’acqua, se si trovano esposti all’aria non riescono a trarre ossigeno →
anaerobiosi ambientali che riguarda tutto l’organismo. In tutti questi casi la glicolisi viene chiusa dalla
riduzione del piruvato a lattato in presenza di una ossidoreduttasi chiamata lattato deidrogenasi.
NADH Riduce il C2 e trasforma il gruppo carbonilico in un ossidrile. Reazione spostata verso destra ma
non irreversibile. Reazione importante perché il NADH si riduce durante la glicolisi, l’enzima
gliceraldeide3P avrebbe ossidato tutto in NADH ma la lattato deidrogenasi, consumando il NADH
rimette in gioco il NAD ossidato che potrà essere riutilizzato dalla glicolisi.
Subunità H e M codificate da determinati geni. A seconda di come sono combinate tra loro queste
subunità possiamo avere 5 isozimi. LDH 4 sub H (cuore, eritrociti, rene), LFH 5 con 4 sub M (muscolo
scheletrico, fegato). La fermentazione lattica la troviamo nei lactobacilli, in alcuni tessuti (eritrociti,
muscolo scheletrico) in altre parti del nostro organismo (pH acido vaginale). Il piruvato può andare
incontro a molti tipi di fermentazione tra cui quella alcolica. Viene decarbossilato dalla piruvato
decarbossilasi in acetaldeide che viene ridotta dall’alcol deidrogenasi (riossida il NADH, stessa
funzione della lattato deidrogenasi) e forma l’etanolo.
Ambiente ruminale: anaerobico con pH acido.
I principali prodotti delle fermentazioni ruminali sono acido acetico, propionico, butirrico. 7
INGRESSO PIRUVATO NEL MITOCONDRIO
La glicolisi è una via citoplasmatica, le restanti avvengono nel mitocondrio. Il piruvato deve entrare nel
mitocondrio (struttura separata dal citoplasma da una membrana esterna più permeabile ed una
interna strutturata a creste). Il piruvato incontra l’MPC sulla membrana esterna, nella matrice
mitocondriale viene catturato dalla piruvato deidrogenasi che lo trasforma in acetil CoA che entra
finalmente nel cuore del metabolismo ossidativo (via ciclica che è il ciclo di Krebs). LA reazione della
PFH è una decarbossilazione ossidativa.
Dal piruvato si ottengono il lattato, l’etanolo dalla
fermentazione alcolica, l’alanina (amminoacido) dalle
transaminazioni e adesso vediamo anche l’Acetil-CoA.
Vediamo questa reazione in maniera sintetica. Dopo questa
reazione catalizzata dalla piruvato deidrogenasi, si perde
un’unità carboniosa sotto forma di CO , il piruvato viene
2
quindi decarbossilato (prima reazione di decarbossilazione
che incontriamo nel metabolismo). Lo scopo finale è
l’ossidazione delle molecole organiche in Co2 e H2O. siamo partiti da una molecola di glucosio, ne
abbiamo prodotte 2 di piruvato e adesso abbiamo ossidato il glucosio che era entrato all’inizio della
glicolisi togliendo 2 C + aggiunta di O. All’acetile è stato aggiunto del CoA mediante un legame
energetico. La reazione è molto complessa. È coinvolto un certo numero di Coenzimi ed è catalizzata da
un complesso multienzimatico (piruvato deidrogenasi composta da 3 attività enzimatiche). Procede
in vivo con una forte liberazione di energia (fortemente esoergonica) e darà la spinta all’inizio del ciclo
di Krebs. Queste molecole vengono portate come su di una collina di energia potenziali in cui si parte
per tutte le reazioni che avverranno in successione. I 5 coenzimi che partecipano sono CoA, NAD, FAD,
acido lipoico, tiamina pirofosfato e 3 attività enzimatiche che formano un complesso molto grande
costituito quindi da 100 subunità, 3 enzimi diversi e 5 coenzimi diversi. Queste 3 attività enzimatiche:
- Enzima 1 = piruvato deidrogenasi (decarbossilasi) coenzima TPP e serve a togliere la CO2 al
piruvato;
- E2 = diidrolipoil ha come coenzima l’acido lipoico che è legato fisicamente nel sito attivo
dell’enzima. Lega l’acetile al CoA che poi uscirà dal complesso e andrà nel ciclo di Krebs
- E3 diidrolipoil deidrogenasi= coenzimi FAD (gruppo prostetico legato fisicamente all’enzima) e
NAD (trasportatore mobile di atomi d’idrogeno) riossidano l’acido lipoico. H legato a NAD e
FAD ha potere riducente.
Coenzimi:
Tiamina pirofosfato = coenzima delle reazioni di decarbossilazione. Contiene un anello tiazolico
(parte attiva della tiamina
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