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Introduzione al corso di meccanismi fisiologici della produttività della pianta

Meccanismi fisiologici

Fisiologia: studia come funzionano gli organismi viventi e del loro fenotipo:

  • Crescita, differenziamento, riproduzione e interazione con l'ambiente
  • La fisiologia è in relazione alle proteine ed ai metaboliti

Livello dimensionale di studio

Il livello dimensionale di studio avviene a diversi livelli: sistemico → organico → cellulare → molecolare. Il funzionamento dipende dalle caratteristiche delle molecole che compongono le strutture e dalla loro interazione. E quindi al contrario in modo olistico: molecolare → cellulare → organico → sistemico.

Le piante

  • Utilizzano per crescere e differenziarsi e produrre energia luminosa e nutrienti minerali
  • Sono sistemi complessi composti da molti sottosistemi responsabili di specifici processi. Il rendimento di questi sistemi è determinato dal processo limitante
  • L'incremento della produttività delle piante si ottiene individuando il processo limitante e migliorandolo

La struttura e le funzioni di una pianta dipendono da:

  • Caratteristiche ereditarie della pianta stessa (genoma: determinato dall'evoluzione)
  • Interazione con l'ambiente esterno (temperatura, luce, disponibilità di nutrienti) e l'ambiente interno (disponibilità di nutrienti, metaboliti di controllo e molecole segnale)

Fattori limitanti

I fattori limitanti vanno individuati e cercare di eliminarli con:

  • Tecniche colturali: fertilizzazioni, tecniche meccaniche di coltura, protezione (pratiche spesso invasive)
  • Caratteristiche biologiche delle piante:
    • Utilizzando organismi, specie, adatti in relazione alle condizioni ambientali (grano, mais)
    • Selezione di cultivar utili (selezione genetica: evoluzione mirata) organismi produttivi in certe condizioni, non necessariamente in tutte le condizioni trascinamento di caratteri indesiderati
    • Miglioramento mediante selezione assistita da marcatori molecolari (DNA o proteine o metaboliti)
    • Cambiamento indotti da modifiche del patrimonio ereditario: mutagenesi, modificazione dei geni (cis-trans-genesi)
  • Le limitazioni dipendono da:
    • Aspetti endogeni: fattori differenziativi (crescita armonica)
    • Aspetti esogeni in senso lato: condizioni ambientali, fisici, chimici
    • Nutrienti: luce ultravioletta, nutrienti minerali, H2O, CO2

Produttività

Problema quantitativo

  • La necessità di prodotti alimentari ma anche non food (energia) aumenta più della produzione di questi:
    • La popolazione mondiale incrementa e gli alimenti dovranno aumentare
    • Quindi è necessario incrementare e stabilizzare le produzioni (e prevenire rischi di riduzione da cause ambientali) attraverso l'applicazione della conoscenza scientifica e il trasferimento tecnologico
  • Produttività: coltivazione delle aree potenzialmente utilizzabili non risolve l'incremento di produzione necessario

Problema qualitativo

  • Qualità del prodotto: recupero della qualità e adattamento alle nuove esigenze
  • Nuovi prodotti: molecole ed energia

La fotosintesi clorofilliana

Introduzione

La vita sulla terra dipende fondamentalmente dall'energia che proviene dal sole. La fotosintesi è l'unico processo biologicamente importante in grado di raccogliere tale energia. Gli organismi fotosintetici utilizzano l'energia solare per sintetizzare composti organici complessi: carboidrati e ossigeno dal biossido di carbonio e dall'acqua.

Formula della fotosintesi: 6CO2 + 6 H2O → C6H12O6 + 6O2

L'energia accumulata in queste molecole viene poi usata in seguito per dare energia ai processi cellulari vegetali e rappresenta la fonte di energia di tutte le forme viventi.

Concetti generali

La luce possiede caratteristiche sia di particelle che di onda:

  • La luce è un'onda trasversale elettromagnetica, che consiste di campi elettrici e magnetici oscillanti perpendicolarmente rispetto agli altri e alla direzione di propagazione della luce
  • La luce viaggia alla velocità di 3x108 m s-1
  • La lunghezza d'onda è la distanza che intercorre tra due picchi successivi di un'onda
  • La luce è anche una particella che chiamiamo fotone. Ogni fotone contiene una determinata quantità di energia chiamata quanto
  • Lo spettro di assorbimento fornisce informazioni circa la quantità di energia luminosa catturata o assorbita da una molecola o sostanza in funzione della lunghezza d'onda

Quando le molecole assorbono o emettono luce, cambiano il loro stato elettronico:

  • La clorofilla appare verde ai nostri occhi, poiché assorbe la luce nelle regioni rossa e blu dello spettro, riflettendo così ai nostri occhi solo la luce verde (circa 550 nm)
  • Equazione di assorbimento della luce: Chl + hv → Chl*
  • Nello stato di eccitazione superiore la clorofilla è estremamente instabile e cede un po' della sua energia all'ambiente circostante passando ad uno stato di eccitazione minore.
  • In questo stato la clorofilla eccitata ha quattro vie alternative per dissipare l'energia disponibile:
    • Fluerescenza: la clorofilla eccitata emette un fotone e torna allo stato basale
    • La clorofilla eccitata può tornare allo stato basale senza emettere fotoni
    • La clorofilla può partecipare al trasferimento di energia da una molecola eccitata ad una non eccitata
    • Fotochimica: l'energia dello stato eccitato permette che avvengano reazioni chimiche

I pigmenti fotosintetici assorbono la luce che dà energia alla fotosintesi:

  • L'energia della luce solare è assorbita dai pigmenti fotosintetici che si trovano all'interno del cloroplasto
  • Le clorofille a e b sono abbondanti nelle piante verdi mentre le clorofille c e d si trovano nei protisti e nei cianobatteri
  • I carotenoidi sono pigmenti accessori di colore arancione-rosso la cui energia luminosa assorbita è trasferita alle clorofille per fotosintesi e rivestono un ruolo fondamentale nel proteggere l'organismo dai danni causati dalla luce
  • La luce permette la riduzione del NADP e la formazione di ATP2

La luce e la materia

La terra è un sistema isolato. L'energia non si crea o si distrugge: si trasforma → la terra riceve una quantità di energia (hv) dal sole e la perde per irraggiamento. L'energia elettromagnetica è trasformata in energia chimica:

  • Prima a basso rendimento con reazioni chimiche (abiotiche)
  • Poi con alto rendimento con reazioni biochimiche (biotiche)

Interazione luce e materia e piante:

  • Sotto 280 nm: radiazioni ionizzanti tossiche e penetranti producono radicali importanti effetti su molecole biologiche ma in particolare H2O
  • 280-400 nm: UV vicino e lontano, radiazioni dannose. Con minore efficacia, meno penetranti
  • 400 – 510 nm: fotosintesi (uso quantitativo morfogenesi) e movimenti tropici
  • 510 – 610 nm: scarso effetto (finestra del verde)
  • 610 – 700 nm: fotosintesi (uso quantitativo)
  • 700-800 nm: fotomorfogenesi (fitocromo)

Le piante assorbono la luce in modo stechiometrico per trasformarla in energia chimica

  • hv = incrementa potenziale ox/red elettroni – fotosintesi stabilizza questa energia
  • λ= 400/500 e 600/700

Le piante assorbono la luce inducendo fotomorfogenesi: un evento induce cascata di eventi a catena: poca energia per indurre cambiamenti. hv agisce su recettori (proteine ma non solo)

  • Recettori → moltiplicazione e trasduzione del segnale → evento morfogenetico → smorzamento

Nella moltiplicazione e trasduzione del segnale sono coinvolti:

  • Proteine kinasi, proteine G, canali ionici, degradazione e sintesi di proteine ecc. per attivazione di geni

Reazioni alla luce

Il tessuto fotosintetico più attivo nelle piante superiori è il mesofillo fogliare le cui cellule possiedono un gran numero di cloroplasti che contengono i pigmenti verdi, le clorofille, specializzati nell'assorbimento della luce. Nella fotosintesi l'energia solare è utilizzata dalla pianta per ossidare l'acqua con la conseguente liberazione di ossigeno e per ridurre il biossido di carbonio in composti organici (principalmente zuccheri).

La serie complessa di reazioni che culminano con la riduzione della CO2 comprende:

  • Le reazioni dei tilacoidi: processo che si compie nelle membrane interne specializzate del cloroplasto (tilacoidi). I prodotti finali delle reazioni luminose sono i composti ad alta energia ATP e NADPH, che sono utilizzati per la sintesi di zuccheri nelle reazioni della fissazione del carbonio
  • Le reazioni della fissazione del carbonio: processo sintetico che si compie nello stroma del cloroplasto (porzione acquosa che circonda i tilacoidi) con il ciclo di Calvin-Berson

Nel cloroplasto l'energia luminosa è raccolta da due unità funzionalmente differenti definite fotosistemi:

  • Il fotosistema I assorbe preferibilmente la luce nel rosso lontano (>680 nm) e produce un forte agente riducente (capace di ridurre il NADP+) e un debole agente ossidante
  • Il fotosistema II assorbe preferibilmente la luce rossa (<680 nm) e produce un forte agente ossidante (capace di ossidare l'acqua) e un debole agente riducente
  • L'energia luminosa assorbita è utilizzata per innescare il trasferimento di elettroni tramite una serie di composti che fungono da donatori e da accettori di elettroni
  • La maggior parte degli elettroni riduce il NADP+ che viene ridotto a NADPH e ossida l'H2O a O2
  • L'energia viene anche utilizzata per generare attraverso la membrana tilacoidale una forza proton-motrice

Reazioni del carbonio

Il ciclo di Calvin (efficienza 90%)

Nello stroma l'ATP e il NADPH prodotti nella fase luminosa sono consumati dal ciclo di Calvin-Benson in una serie di reazioni catalizzate da enzimi che riducono la CO2 atmosferica a carboidrati (trioso fosfati).

Il ciclo di Calvin-Benson procede attraverso 3 tappe:

  1. Carbossilazione: lega covalentemente il carbonio inorganico (CO2) ad uno scheletro carbonioso. Reazione tra CO2 e acqua con una molecola accettore a 5 atomi di C (ribulosio 1,5-bisfosfato) per generare due molecole di un composto intermedio a 3 atomi di C (3-fosfoglicerato)
  2. Riduzione: del 3-fosfoglicerato a 3 atomi di C (trioso fosfato = carboidrati) tramite due reazioni enzimatiche guidate da ATP e NADPH generati fotochimicamente
  3. Rigenerazione: dell'accettore di CO2 per continuare il ciclo
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Scienze biologiche BIO/04 Fisiologia vegetale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simone.raspagni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Meccanismi fisiologici della produttività della pianta e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Cocucci Maurizio.
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