Malattie genetiche
Le malattie genetiche possono interessare geni presenti in più tessuti (sindromiche) oppure essere geniche non visibili, cioè non alterare il tessuto o la struttura dell'organo (malattie silenti subdole). Le malattie genetiche si possono distinguere in:
Malattie recettoriali
Queste malattie colpiscono geni che codificano per recettori appartenenti ad un anticorpo o un substrato endogeno. Un esempio è l'ipercolesterolemia familiare, una malattia autosomica dominante con penetranza incompleta, che porta alcuni soggetti ad avere alti livelli di colesterolo cattivo. È facilmente tracciabile a livello familiare e permette l'identificazione dei soggetti più a rischio di avere malattie cardiovascolari. I geni coinvolti sono LCLR e il fattore PCKS9.
Malattie strutturali
Queste interessano geni che codificano per proteine del citoscheletro, in particolare:
Geni della membrana plasmatica dei cardiomiociti
- Cardiomiopatia ipertrofica: È una malattia estremamente rara, caratterizzata da un normale volume del ventricolo sinistro e dello spessore parietale, ma con disfunzione diastolica. Porta a un'incapacità di contrazione muscolare con conseguente ipertrofia miocitaria e immobilità miocardica. È una malattia ereditaria autosomica dominante e potrebbe anche essere associata a malattie da accumulo o mutazioni dei geni codificanti il sarcomero.
- Cardiomiopatia aritmogena: È una cardiomiopatia non ischemica caratterizzata da progressiva sostituzione fibro-grassa del ventricolo miocardico e da aritmie talvolta letali. È diagnosticabile attraverso l'analisi dell'elettrocardiogramma o biopsie endomiocardiche e lo studio della storia familiare, ricercando mutazioni patogene di geni codificanti per proteine dei desmosomi. Essendo una patologia ereditaria autosomica dominante, può colpire anche alterazioni di pelle o capelli. È una patologia a penetranza incompleta ed età-dipendente, quindi è molto importante una diagnosi precoce, che deve essere prima clinica e poi genetica.
- Cardiomiopatia dilatativa: Considerata la fase finale della cardiomiopatia ipertrofica, si caratterizza da un aumento del volume delle cavità ventricolari e una disfunzione sistolica in assenza di problemi coronarici. L'eziologia è molto eterogenea e nel 20-35% dei casi è familiare con una trasmissione autosomica dominante, recessiva, mitocondriale o legata al cromosoma X. I geni che potrebbero essere coinvolti sono responsabili del citoscheletro, sarcomero o della formazione della membrana nucleare come la TITINA o la LAMINA A/C. È molto importante la definizione genetica per effettuare lo screening familiare e identificare i soggetti portatori sani della mutazione o delle mutazioni, in quanto possono essere presenti più mutazioni nello stesso gene. L'origine non familiare può essere dovuta a ipertensione, fattori virali, tossicità da etanolo, malattie granulomatose, miocarditi, amiloidosi e malattie da accumulo.
Proteine collagene
Le alterazioni delle proteine collagene possono causare le sindromi di Ehlers-Danlos.