Macroeconomia primo parziale
Capitolo 2
Il PIL
Il PIL (prodotto interno lordo) è la misurazione della produzione aggregata nel contabilità
nazionale. Il PIL può avere diverse definizioni:
1. È il valore dei beni e dei servizi finali prodotti nell'economia in un dato periodo di tempo.
La parola chiave è FINALE in quante vogliamo considerare solo la produzione dei beni
finali.
2. È la somma del valore aggiunto nell'economia in un dato periodo di tempo. Il valore
aggiunto è definito come il valore della produzione al netto del valore dei beni impiegati
nella produzione.
3. È la somma dei redditi dell'economia in un dato periodo di tempo. Le fonti del reddito
sono le imposte indirette, reddito di lavoro e reddito da capitale o profitto.
Il PIL reale e il PIL nominale
Il PIL nominale (€Y) è la somma delle quantità di beni finali valutati al loro prezzo corrente.
Il PIL reale (Y) è la somma della quantità di beni finali valutati a prezzi costanti. Il PIL reale
permette di misurare la produzione e le sue variazioni nel tempo escludendo l’effetto dei
prezzi crescenti.
Il PIL pro capite è uguale al PIL/numero popolazione.
Gli economisti per valutare l'andamento di un'economia da un anno all'altro prendono in
considerazione il tasso di crescita del PIL reale o crescita del PIL. I periodi di crescita
positiva del PIL sono chiamati espansioni invece i periodi di crescita negativa del PIL sono
chiamati recessione
Il tasso di disoccupazione
L'occhio azione è data dal numero di persone che hanno un lavoro. La disoccupazione è
costituita dal numero di persone che non hanno un lavoro ma lo stanno cercando. La forza
lavoro è la somma delle persone occupate e di quelle disoccupate: FL = N + U
Il tasso di disoccupazione è definito come il rapporto tra il numero dei disoccupati e la
forza lavoro: u = U/FL
Bisogna tenere in considerazione che solo chi è in cerca di occupazione è considerato
disoccupato in quanto ci sono altri soggetti come chi non ha ancora raggiunto l'età
lavorativa, i malati o i lavoratori scoraggiati che pur non avendo un lavoro non sono
considerati disoccupati. Il tasso di partecipazione è definito come il rapporto tra la forza
lavoro e la popolazione in età lavorativa: TP =F L/P
Il tasso di inflazione
L'inflazione rappresenta un aumento sostenuto del livello generale dei prezzi o
semplicemente del livello dei prezzi .
Dal punto di vista pratico si pone il problema di come calcolare questo livello dei prezzi; ci
sono due modi:
1. Il deflattore del PIL: è un numero indice e permette di calcolare il prezzo Medio dei beni
finali prodotti in un'economia. È definito come il rapporto tra il PIL nominale e il PIL reale al
tempo t:Pt = €Yt / Yt
Il tasso di variazione del deflattore del PIL rappresenta il tasso di inflazione
2. Indice dei prezzi al consumo (IPC): è un numero indice e misura il livello dei prezzi medi
al consumo ed esprime il costo in valuta di un determinato paniere di consumo di un tipico
consumatore urbano. La variazione del indice di prezzi al consumo rappresenta il tasso
d'inflazione.
Quando il deflattore del PIL aumenta meno del IPC vuol dire che il prezzo dei beni
importati aumenta rispetto al prezzo dei beni prodotti all'interno, viceversa se il deflattore
del PIL aumenta più del IPC vuol dire che il prezzo dei beni importati diminuisce rispetto al
prezzo dei beni prodotti all'interno.
Capitolo 3
La composizione del PIL
1. Il consumo C, si tratta di beni e servizi acquistati dai consumatori
2. L'investimento I, è chiamato investimento fisso per distinguerlo dalle scorte di
magazzino, è definito come la somma tra l'investimento non residenziale (cioè l'acquisto di
nuovi impianti o macchinari) e l'investimento residenziale (cioè acquisto di nuove case o
appartamenti da parte degli individui).
3. Spesa pubblica in beni e servizi G: si tratta di beni e servizi acquistati dallo stato e dagli
altri enti pubblici comprendendo anche gli stipendi degli impiegati pubblici.
4. La somma delle prime tre voci rappresenta la spesa in beni e servizi da parte dei
residenti siano consumatori, imprese o settore pubblico. Detta domanda aggregata
5. Innanzitutto bisogna escludere le importazioni (IM) e includere le esportazioni (X), la
loro differenza è detta esportazioni nette o saldo commerciale. Se le esportazioni sono
maggiori delle impostazioni si avrà un avanzo commerciale per il paese, invece se le
esportazioni sono inferiori delle impostazioni si avrà un disavanzo commerciale per il
paese.
La domanda dei beni
La domanda aggregata: Z = C + I + G + (X-IM) però se assumiamo le seguenti ipostasi:
economia chiusa, le imprese producono beni che chiunque imprese individui e governo
posso usare indifferentemente e che le imprese sono disparte a fornire qualsiasi quantità
di bene a un dati prezzo; la domanda aggregata sarà: Z = C + I + G
Consumo C
La decisione di consumo dipendono da molti fattori primo tra tutti il reddito, o meglio il
reddito disponibile, quanto più il reddito aumenta tanto più le persone comparano
(C=CYd). Una otre parole è ragionevole assumer che la funzione del consumo sia
caratterizzata da due parametri:
1. C1 che è la propensione al consumo.( C1 è compreso tra 0 e 1 e se il reddito aumento il
consumo aumenta)
2. Co reo presenta il consumo desiderato in corrispondenza di un reddito disponibile nullo
(anche se il reddito è nullo il consumo è positivo perché anche senza reddito le persone
dovranno pur mangiare)
Quindi C = Co + C1 (Yd)
Dato che il reddito disponibile Yd = Y - T
Allora C = Co + C1 (Y - T)
Funzione del consumo:
Investimento I
Due tipi di variabile:
1. Spiegate all'interno del modelle e sono chiamate endogene.
2. Spiegate esternamente al modello e sono chiamate esogene.
I=Ī
Spesa pubblica G
Insieme alle imposte T, G descrive la politica fiscale del governo, consideriamo G e T
esogene. Si hanno due tipi di politica fiscale:
1. Politica fiscale espansiva quando lo stato aumenta la spesa pubblica e diminuisce le
tasse.
2. Politica fiscale restrittiva quando lo stato diminuisce la spesa pubblica e aumenta le
tasse.
La determinazione della produzione di equilibrio
Z=C+I+G sostituendo a C e a I le equazioni trovate prima avremmo: Z=Co+C1(Y-T)+Ī+G. L
domanda dei beni Z dipende dal reddito Y e dalle imposte T, dal l''investimento Ī e dalla
spesa pubblica G. Si ha l'equilibrio del mercato dei beni quando Y=Z detta equazione di
equilibrio. Di conseguenza sostituendo a Z l'equazione trovata prima avremmo:
Y=Co+C1(Y-T)+Ī+G, facendo dei passaggi matematici cioè la moltiplicazione e portando di
la tutti i valori con la Y e in seguito raccogliendola si avrà:
Y=(1/1-C1) (Co+Ī+G+C1T)
(1/1-C1) moltiplicatore
(Co+Ī+G+C1T) spesa autonoma A
Nel caso che la spesa autonoma aumenta avremmo:
Investimento = Risparmio
Il risparmio privato è definito come il reddito disponibile al netto dei consumi: S=Yd - C
sostituendo a Yd la sua definizione avremo: S = Y - T - C
Torniamo all'equazione di equilibrio nel mercato dei beni (Y=C+I+G) e sottraiamo T ed
otteniamo:
Y-T-C=I+G-T, se osservano il lato sinistro notiamo che é uguale al risparmio S quindi
possiamo scrivere: S=I+G-T per poi passare a I=S+(T-G).
Ī corrisponde al risparmio privato + il risparmio pubblico.
La condizione di equilibrio nel mercato dei beni è detto CURVA IS.
Capitolo 4
La domanda di moneta
Reddito: ciò che ricaviamo dal lavoro più le rendite
Ricchezza W: valore delle attività finanziarie al netto delle passività finanziarie
Moneta M: attività finanziarie che servono per acquistare beni. Può essere usata per
transazioni ma non paga interessi, ci sono due tipi di moneta:
1. Moneta circolante
2. Depositi bancari
Titoli T: pagano interessi attivi i ma non possono essere usati per transazioni.
Chiaramente è utile detenere sia moneta che titoli ma in quali proporzioni? La decisione
dipende da due variabili fondamentali:
1. Il livello delle transazioni
2. Il tasso di interesse sui titoli (se i titoli non pagassero interessi tutti la ricchezza sarebbe
detenuta in monta)
W=M+T
A livello aggregato la domanda di moneta Md può sapere espressa come il reddito
nominale per il livello del tasso di interesse: Md=€YL(i). Il tasso di interesse i ha un effetto
negativo sulla domanda di moneta infatti un aumento del tasso di interesse riduce la
domanda di moneta.
Grafico della domanda di moneta quando aumenta il reddito nominale, o diminuisce
mantenendo lo stesso tasso di interesse.
La determinazione del tasso di interesse
L’offerta di moneta è determinata dalla banca centrale e, condizione di equilibrio quando
l'offerta di moneta è uguale alla domanda di moneta: M=Md sostituendo ad Md la sua
equazione abbiamo che M=€YL(i). Ciò sta ad indicare che il tasso di interesse deve
essere tale che gli individui devono tenere una quantità di moneta pari al l'offerta di
moneta dato il loro reddito Y. Questo equilibrio nel mercato della moneta è detto CURVA
LM.
Grafico nel caso in cui aumenti o diminuisca il reddito nominale quindi la curva di domanda
di moneta si sposta:
Grafico nel caso in cui aumenti o diminuisca l'offerta di moneta
Politica monetaria e operazioni di mercato aperto
Operazioni di mercato aperto: nelle economie moderne la banca centrale modifica l'offerta
di moneta nell'economia attraverso l'acquisto e la vendita di titoli sul mercato dei titoli. Se
desidera aumentare la quantità di moneta compra titoli e li paga con moneta, creando in
tal modo nuova moneta. Se invece vuole diminuire la quantità di moneta vende titoli e
rimuove dalla circolazione la moneta che riceve in pagamento. Queste azioni sono
chiamate operazioni di mercato aperto perché avvengono nel mercato aperto dei titoli.
Due tipi di interventi della banca centrale:
1. Intervento espansivo di mercato aperto aumenta l'offerta di moneta.
2. Intervento restrittivo di mercato aperto riduce l'offerta di moneta.
i=(rimborso-prezzo oggi)/prezzo oggi; quanto più elevato è il prezzo del titolo tanto minore
sarà il tasso di interesse pagato dal titolo stesso.
Caratteristiche del mercato aperto:
- il tasso di interesse è determinato dall'uguaglianza tra offerta e domanda di moneta
- variando l'offerta di moneta la banca centrale può influenzare il tasso di interesse
- la banca centrale modifica l'offerta di moneta attraverso operazioni di mercato aperto
- con operazioni di mercato aperto che fa aumentare l'offerta di moneta fanno aumentare il
prezzo dei titoli e quindi riduce il tasso di interesse
- con operazioni di mercato aperto che fa diminuire l'offerta di moneta fa diminuire il prezzo
dei titoli quindi aumenta il tasso di interesse
La determinazione del tasso di interesse (2)
Le economie moderne sono caratterizzate dalla esistenza d'intermediari finanziari i quali
sono istituzioni che ricevono fondi dagli individui e dalle imprese e li usano per accordare
prestiti e acquisizioni titoli.
Differenze fra banca centrale e banca generale:
Le aziende di credito sono intermediari finanziari le cui sono moneta. Le banche
detengono parte dei fondi ricevuti sotto forma di riserve per tre ragioni:
1. Ogni giorno i correntisti prelevano dai propri conti oppure depositano, non è detto che le
due operazioni siano fatte in proporzioni uguali perciò la banca deve tener un po' di
contante a disposizione.
2. Allo stesso modo ogni giorno i correntisti di una banca emettono assegni a favore di
correntisti di altre banche e viceversa. Quanto la banca a causa di queste transazioni deve
alle altre banche potrebbe essere maggiore di quanto essa deve ricevere dalle stesse,
anche questa è una ragione per cui le banche devono tenere le riserve.
3. In Europe sono previste delle riserve obbligatorie per gli istituti di credito, determinata in
relazione alla composizione del suo bilancio.
Offerta e domanda di moneta emessa dalla banca centrale
Hd=CId + Rd, la domanda di moneta emessa dalla banca centrale è uguale alla domanda
di circolante da parte degli individui più a domanda di riserva delle banche.
L'offerta di moneta della banca centrale è sotto il controllo diretto della banca centrale.
Il tasso di interesse di equilibrio è tale per cui domanda è offerta di moneta emessa dalla
banca centrale sono uguali.
- la domanda di moneta: due decisioni di partenza: la prima è quanta moneta detenere, la
seconda devono decidere come ripartire questa moneta tra circolante e deposito. Il
circolante è più conveniente per le piccole transizioni invece gli assegni per le transizioni
maggiori, inoltre tenere moneta in conto corrente è più sicuro che tenerla in contanti.
Domanda di circolante=moneta circolante per domanda di moneta cioè CId=cMd
Domanda di depositi è Dd=(1-c)Md
- la domanda di riserva: quanto più alto è l'ammontare dei depositi, tanto maggiore
saranno le riserve che le banche devono tenere, sia per precauzione che per ragioni
legali. Sia ø il coefficiente di riserva all'ore R=øD dalla formula di D abbiamo che R=ø(1-
c)Md.
-la determinazione del tasso di interesse: supponiamo che l'offerta di monta della banca
centrale si H e la domanda di monta della banca centrale sia Hd, quindi dalla condizioni di
equilibrio H=Hd, la domanda di moneta sarà uguale alla domanda di circolante più la
domanda di riserve quindi sostituiamo e diventa H=CId+Rd sostituendo le loro espressioni
otteniamo: H=[c+ø(1-c)]€YL(i).
Consideriamo l'equilibrio H=Hd in un altro modo cioè:
[c+ø(1-c)]=€YL(i) che corrispondere alla moneta M. Di conseguenza (H)(1/c+ø(1-c)
questo risultato sarà >1 perché il denominatore è >1. L'offerta aggregata di moneta è
uguale alla moneta emessa dalla banca centrale per il moltiplicatore della moneta.
Casi particolari:
1. Se non ci sono le banche DeltaH=DeltaM
2: c=1 allora ø(1-c)=o domanda di deposito pari a 0 allora il moltiplicatore sarà pari a 1.
3. c=0 allora moltiplicatore = 1/ø ed assume il suo valore massimo.
Capitolo 5
Il mercato dei beni e la curva IS
Abbiamo caratterizzato l’equilibrio nel mercato dei beni come l’uguaglianza tra produzione
e domanda Y= Z chiamando questa condizione relazione IS. Ogni punto sulla curva IS
sarà un punto di equilibrio tra domanda e produzione. Prima abbiamo sempre considerato
che il tasso di interesse sia costante ma in realtà dipende da due fattori:
1. Il livello delle vendite
2. Il tasso di interesse
Per catturare questi due fattori scriviamo il tasso di interesse come segue: I=I(Y,i), sotto Y
metteremo un + che sta ad indicare che con un aumento della produzione provoca un aumento
dell’investimento, invece sotto i metteremo un meno perché indica che un aumento del tasso di
interesse provoca una riduzione degli investimenti. Di conseguenza la condizione di equilibrio nel
mercato dei beni diventa:
Y=C(Y-T)+I(Y,i)+G, per una dato tasso di interesse i la domanda è una funzione crescente della
produzione:
La curva IS:
L’equilibrio sul mercato dei beni richiede che la produzione sia una funzione decrescente del tasso
di interesse quindi la curva IS è negativamente inclinata.
Spostamento della IS:
Consideriamo ora un aumento/diminuzione delle imposte T. dato un tasso di interesse i fisso con
un aumento di T il reddito disponibile si riduce e di conseguenza anche il consumo riducendo la
domanda dei beni e quindi riduce anche la produzione di equilibrio (se diminuiscono le imposte
aumenta tutto).
Ogni fattore che fa diminuire la domanda dei beni fa spostare la curva IS a sinistra, ogni fattore che
aumenta la domanda di beni fa spostare la curva IS a destra. Se varia i la produzione di equilibrio
la si vede sulla curva IS senza alcun spostamento di essa.
I mercati finanziari e la curva LM:
l’equilibrio si ha un l’uguaglianza tra offerta e domanda di moneta cioè: M=€YL(i)
Riordiamo che il reddito nominale diviso il livello dei prezzi è uguale al reddito reale Y quindi
dividiamo entrambi i membri per P:
M/P=YL(i)
Quindi ora l’equilibrio sarà quando l’offerta di moneta reale (cioè in termini di beni e non in termini
di moneta) sarà uguale alla domanda reale di moneta che dipende dal reddito reale Y e dal tasso
di interesse i.
Un aumento del reddito provoca un aumento della domanda di moneta e di conseguenza fa
aumentare il tasso d’interesse di equilibrio. L’equilibrio sui mercati finanziari richiede che un
aumento del reddito sia accompagnato da un aumento del tasso interesse: la curva LM è
positivamente inclinata.
Spostamento della LM:
consideriamo ora un aumento/diminuzione dell’offerta di moneta; un aumento dell’offerta di moneta
fa spostare la LM in basso, invece una diminuzione dell’offerta di moneta fa sposare la LM verso
l’alto (per una dato livello di produzione).
Il modello IS-LM: equilibrio
Ogni punto della IS corrisponde all’equilibrio sul mercato dei beni. Ogni punto sulla LM corrisponde
all’equilibrio sui mercati finanziari. Solo nel punto E le due condizioni di equilibrio sono entrambe
rispettate cioè corrisponde all’equilibrio sia nel mercato dei beni che nei mercati finanziari.
Politiche economiche:
1.politica fiscale: variando G e T come si sposta l’equilibrio tra IS-LM.
a. aumento/diminuisco T:
Z=C+I+G
Aumento di T: C diminuisce I è ambiguo e G rimane invariato
Diminuisce T: C aumenta I è ambiguo e G rimane invariato
b. Aumento/diminuzione G:
Z=C+I+G
Aumento di G: C aumenta, I è ambigui e G aumenta
Dim
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