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Elenco

Modello di solow

----Modello di solow con pop

----Modello di solow con progresso tecnologico

----Politiche per promuovere la crescita

----Teoria della crescita endogena

X Contabilità della crescita

X Fluttuazioni economiche

Modello ASAD (AD)

-Effetti degli shock su AD e su eq macroeconomico di lungo periodo

-Politiche di stabilizzazione su AD

Croce keynesiana ed effetti moltiplicativi di tassazione e spesa pubblica

Modello ISLM

----Possibili shock su IS e casi di derivazione IS

----Possibili shock su LM e casi di derivazione LM

-----Shock su ISLM

-----Benefici del coordinamento delle politiche (M/R/y costanti)

Derivazione AD da IS-LM in più casi e trappola della liquidità sotto

X ADmatemticamente da is-lm

X La grande depressione+ effetti stabilizzanti deflazione+ effeti destabilizzanti di

deflazione inattesa

Mundel-fleming ad in economia aperta+ derivazione IS* e LM*

---Tasso di cambio

---Effetti monetaria/fiscale/commerciale su regime flessibile

---Effetti monetaria/fiscale/commerciale su regime fissi

xDifferenziali di interesse

DA mundel-fleming nel lP, e pas saggioda BP a lP

3 modelli di derivazione AS OFFERTA AGGREGATA (salari vischiosi, prezzi vischiosi,

informazione imperfetta)

Curva di philips, aspettative razionali e adattive ( isteresi)

Politiche di satbilizzazione ( attive/passive, regole/discrezionalità, reola di taylor)

Debito pubblico

Lezione 1 ( indicatori e provenienza)

Oggetto della macroeconomia: studio degli insieme aggregati

Studio e analisi delle variabili macroeconomie

Per rispondere a domande del tipo:

quali politiche adottare per un paese sottosviluppato, o governato da un tiranno, come

funziona il sistema finanziario, che cosa determina l’andamento dei prezzi?

Lo studio avviene attraverso modelli economici

Modello economico

Rappresentazione stilizzata che rappresenta analiticamente una realtà complessa,

mantenendo di essa solo gli elementi essenziali

Con l’obbiettivo di:

comprendere il funzionamento dell’economia

 predisporre politiche per migliorare l’efficienza economica e il benessere degli

 individui

identificare le relazioni tra le variabili economiche

 modello di domanda e offerta

obbiettivo: determinare prezzo e quantità di mercato

ipotesi di base: elementi essenziali:

-il mercato è concorrenziale, e la quantità e il prezzo sono determinati

dall’equilibrio tra domanda e offerta

Variabili economiche di interesse:

P= prezzo QD=quantità domandata QO= quantità offerta y=reddito Pm=prezzo

fattori di produzione

Per esprimere la relazione fra queste variabili uso funzioni generiche e

specifiche

Funzione generica: indica soltanto una generica relazione tra le variabili es

QD=D(P,Y)

Funzione specifica: indica una precisa relazione quantitativa es. QD=60-

10P+2Y

Curva di domanda: esprime una relazione negativa tra quantità e prezzo

( date tutte le altre variabili cioè per un dato reddito ad esmepio) QD=D(P,Y)

Curva di offerta: esprime una relazione positiva tra quantità e prezzo ( a

parità di altri fattori) dei fattori produttivi QO=O(P,PM)

Al cambiare di reddito o PM traslano le curve di domanda e offerta

Il prezzo e la quantità che si realizzano sarà dove QD=QO “market

clearing”

Variabili endogene: determinate dal modello dato il valore delle esogene (P e

Q sugli assi)

Variabili esogene: determinate fuori dal modello e non dipendenti dalle

variabili endogene (Pm, reddito)

Effetto dell’aumento del reddito:

un aumento del reddito ( esogeno Y) comporta un aumento della domanda, per

ogni livello di prezzo. La curva di domanda trasla verso alto-destra Ne seguirà

un prezzo e una quantità maggiore dell’equilibrio precedente

Effetto dell’aumento del prezzo dei fattori di produzione Pm:

un aumento del prezzo di un fattore riduce l’offerta facendola tarsale verso alto-

sinistra, aumentando il prezzo e riducendone la quantità scambiata

NB se voglio informazioni su una var esogena di un modello, devo utilizzare un

modello in cui tale variabile è considerata endogena

Il funzionamento dei mercati:

Nel breve periodo i prezzi cambiano lentamente in risposta ai disequilibri dei

mercati ( differenze tra domanda offerta ) nel BP l’ipotesi di flessibilità dei prezzi

è meno ragionevole poiché ad esempio i salari sono fissati da contratti e i listini

prezzi non variano ogni giorno

Nella realtà i prezzi non si aggiustano istantaneamente per rendere uguali

domanda e offerta ( prezzi vischiosi)

Fino a quando i prezzi non variano in risposta delle variabili esogene, i

mercati non sono in equilibrio ( no market clearing) e possiamo osservare

disoccupazione ( eccesso di offerta di lavoro) o recessione( eccesso di offerta

di beni e servizi)

Nel lungo periodo prezzi e salari si ripristinano ripristinando il market clearing,

i prezzi sono flessibili

I dati prodotti dalla banca d’italia:

La Bdi pubblica Statistiche sulla bilancia dei pagamenti (BP) e sulla posizione

patrimoniale sull’estero

La bilancia dei pagamenti: è un documento contabile che registra le

transazioni economiche tra uno stato e il resto del mondo, definite tali le

transazioni che determinano il cambiamento di proprietà di un bene o di un

attività, o l’erogazione di beni e servizi ad esempio.

Conduce inoltre indagini congiunturali presso le famiglie e presso le

imprese come:

indagini sui bilanci delle famiglie italiani (risparmi spese)

 indagine sulle imprese industriali e dei servizi

 indagine sule aspettative di inflazione e crescita

 In generale per dati ed indici:

i dati possono riferirsi a misure di stock(fondi) o flussi, possono essere ad

alta o bassa frequenza, possono essere censionari o campionari

dati particolarmente usati dagli economisti sono gli indicatori congiunturali

( usati nelle analisi di breve periodo es produzione industriale) che si dividono

in:

indicatori quantitativi: che misurano la dinamica effettiva delle variabili. Essi

sono rilevati con cadenza mensile o trimestrale ( es indice di produzione

industriale, consumo di energia elettrica)

indicatori qualitativi: provenienti dalle indagini congiunturali che misurano il

sentiment degli operatori economici ( famiglie e imprese ) e in alcuni casi ne

anticipano i comportamenti

Esempio: l’indice del clima di fiducia delle imprese e dei consumatori

Le variazioni di breve periodo di un indicatore quantitativo ( in espansione o in

contrazione), si possono calcolare con i tassi di crescita congiunturali

(rispetto al mese precedente) o tendenziali (rispetto al mese dell’anno

precedente)

Tassi di variazione congiunturali considerano la crescita sul periodo

precedente:

g=(X1/X(0-1))*100 (prod.industrl dic 2020/prod.indus novembre

2020)*100

Tassi di variazione tendenziali considerano la crescita sullo stesso

periodo dell’anno precedente:

g=(x12/x0-1)*100 (prod.industrl dic 2020/prod.indus dicembre

2019)*100

La contabilità nazionale è la disciplina che misura le grandezze quantitative

macroeconomiche

I dati della macroeconomia riguardano:

la produzione e la spesa:

 -consumo

-investimenti

-spesa pubblica

-esportazioni nette

l’inflazione e i prezzi

 la popolazione=> occupati e disoccupati

Lezione 2: indicatori e PIL

L’Istat svolge attività di raccolta dati nell’ambito del programma statistico nazionale

che stabilisce le rilevazioni di pubblico interesse

L’istat raccoglie dati su:

finanza pubblica inviate dai ministeri

 economia reale ( PIL, produzione industriale)

 occupazione, salari, popolazione, attività economica ( produce i conti economici

 nazionali)

sia attraverso indagini campionarie ( su famiglie e imprese) sia attraverso i

 censimenti

Le indagini compiute dall’istat sono indagini campionarie, le informazioni

rilevate presso la popolazione costituiscono la base sulla quale vengono

derivate le stime ufficiali degli occupati e dei disoccupati, nonché le

informazioni sui principali aggregati dell’offerta di lavoro

I dati prodotti dall’ISTAT: Inflazione e censimento permanente

Inflazione: gli indici dei prezzi al consumo sono calcolati utilizzando

l’indice a catena del tipo laspeyres, in cui sia il paniere dei prodotti sia il

sistema dei pesi utilizzati p cambiato con cadenza annuale, in particolare a

dicembre

L’istat rivede l’elenco dei prodotti che compongono il paniere di riferimento

della rilevazione dei prezzi al consumo finalizzata alla misura dell’inflazione ogni

anno. L’aggiornamento serve a tenere conto delle novità emerse nelle abitudini

di spesa delle famiglie, ricadono nel paniere gli elementi più utilizzati

Gli ultimi censimenti (che prima venivano fatti ogni 10 anni), si è tenuto nel

2011, dopodiché si è passati al censimento permanente, cioè fatto ogni

anno ma in maniera campionaria

La rilevazione dei prezzi al consumi misura le variazioni nel tempo dei

prezzi di un insieme di prodotti ( paniere) rappresentativo di tutti i beni e

servizi destinati al consumo finale delle famiglie, acquistabili sul mercato

attraverso transazioni monetarie ( esclusi quelle a titolo gratuito, gli

autoconsumi, i fitti figurativi)

Il tasso di inflazione: è la variazione percentuale del livello

generalizzato dei prezzi

Tasso:= ((pt-pt )/(pt ) )*100 ( prezzo anno corrente – prezzo precedente/ prezzo

-1 -1

precedente )*100

Ovvero è una variazione media dei prezzi dei diversi beni e servizi in un

certo periodo di tempo

Conoscendo Pil nominale e Pil reale si può derivare una misura del

livello generato dei prezzi di un sistema economico che è il deflatore del PIL

Esso è definito come

Deflatore Pil= 100* (pil nominale/pil reale) mi da la variazione di tutti i prodotti

del paese

Il deflatore del pil è il prezzo relativo del bene rispetto all’anno base

Il pil nominale può essere espresso come prodotto di due componenti: una che

misura la quantità ( pil reale) e una che misura i prezzi ( il deflatore del pl)

Indicatori concatenati: con questa tecnica l’anno base viene cambiato

continuamente, garantendo un continuo aggiornamento dei prezzi per il calcolo

del pil, ogni anno il pil reale veniva riferito all’anno precedente

IPC: indice dei prezzi al consumo, indicatore insieme al deflatore

dell’inflazione

Misura i livello dei prezzi di un panniere tipico di consumo delle famiglie

Pubblicato dall’ISTAT

Usato per:

misurare il cambio del costo della vita delle famiglie

 indicizzare i contratti all’inflazione

 calcolare i valori reali e confrontare i dati di anni diversi

 mi consente di calcolare l’inflazione, ma è un indice riferito solo ad alcuni beni e

non tutti i beni e servizi che costituiscono il pil

L’istat conduce richieste per determinare il paniere di consumo tipico

Raccogli dati e calcola indice

IPC=100* (costo del paniere nel periodo in corso/ costo del paniere nel

periodo base)

Si fa ogni mese

Il prodotto interno lordo ( flusso)

Il PIL è il valore di mercato di tutti e beni e servizi finali prodotti in un

paese in un dato periodo di tempo

Valore di mercato= è valutato a prezzi di mercato correnti

 Tutti i beni e servizi: esclusi quelli non registrati che non passano per il mercato

 Finali: sono esclusi i beni intermedi ( doppia contabilità)

 Prodotti: non scambiati

 In un paese: indipendentemente dal fatto che chi li produce risieda o meno in

 quel paese

Dato periodo di tempo: grandezza flusso, non stock

 Misura la produzione di nuova ricchezza. È definito come:

spesa totale in beni e servizi finali prodotti nel paese in un anno

 reddito totale prodotto dai fattori di produzione localizzati nel paese durante

 un anno

Pil come valore della produzione al netto dei beni intermedi ( metodo

 del valore aggiunto)

Nel calcolo non vengono contati i beni usati per evitare la doppia registrazione,

mentre sono conteggiate le scorte di magazzino, la produzione che va in

magazzino alimenta il pil come quella venduta

Il servizio abitativo di una casa di proprietà viene imputato al pil ( affitti

imputati inclusi)

Non è calcolato il valore dei beni intermedi utilizzati ( mozzarella)

Regole per il calcolo del Pil: ( pil nominale e reale)

diversi beni e servizi hanno un valore diverso

 per sommare beni diversi, i valori dei beni sono espressi attraverso i prezzi di

 mercato

tale valore è espresso in termini nominali, perché può variare al cambio di

 quantità o prezzi dei due beni, ha valenza nominale, non mi dice realmente la

quantità. Infatti il Pil potrebbe crescere anche soltanto per l’inflazione, senza

che corrisponda un reale aumento quantitativo

il Pil misura il valore dei beni e servizi prodotti in un certo periodo ( aumenta lo

stock di ricchezza)

il pil nominale misura questo valore a prezzi correnti

il pil reale misura questo valore utilizzando come numerario di riferimento i

prezzi di un anno base

attualmente il pil viene calcolato a prezzi concatenati considerando il 2015

come anno di riferimento ( quindi il pil reale è calcolato in base ai prezzi del

2015, quindi paragonandolo con quello dell’anno precedente, escludiamo la

possibilità che ad aumentare il pil sia stata l’inflazione)

NB: PIL = somma dei valori aggiunti in tutti gli stadi di produzione oppure

valore dei beni finali prodotti

Dal 2014 è stato reso obbligatorio imputare anche i beni e servizi scambiati

nella cosiddetta Economia sommersa, cioè l’economia che si sottrae al

controllo dello stato o per evasione fiscale, o perché riguarda attività illecite

Le variazioni del pil nominale sono dovute a:

variazioni della quantità dei beni e servizi

 variazione dei prezzi

 NB. neutralizzando la variazione dei prezzi otteniamo il pil reale

Il pil per la sua incompletezza viene accompagnato da altri indicatori

Benessere equo e sostenibile (bes= introdotta nel 2016) rientrano nei

documenti di programmazione di bilancio, ad esse il governo ha allegato il

documento di programmazione economia e finanziaria ( def) un rapporto

previsivo e programmatico con riferimento quattro indicatori BES ( ora sono 12)

Pil diviso in tre categorie di spesa: spesa per consumi finali,

formazione lorda di capitale (investimento), esportazioni nette

Reddito toale=y spesa totale=pil C=consumi i=investimenti

G=spesa pubblica NX= esportazioni-importazioni (esportazioni nette)

Spesa totale= C+I+G+NX

Y=C+I+G+NX

Consumo ©

Definizione: il valore di tutti i beni e servizi acquistati dagli individui

Comprende:

beni durevoli : auto, case

 beni non durevoli: cibo, vestiti

 servizi: lavori fatti per gli individui

 Investimento (i)

Definizione: beni acquisiti per uso futuro

Comprende:

investimenti fissi delle imprese : impianti,attrezzature

 investimento residenziali: capannoni o abitativi

 investimenti scorte: magazzino

 Spesa pubblica (g)

Definizione: beni e servizi acquistati dalla pA

Infrastrutture, dipendenti pubblici spesa militare

 Esclude le spese per ridistribuzione e trasferimento in quando non

 rappresentano produzione di nuova ricchezza

NB la spesa pubblica per gli investimenti si trova negli investimenti fissi

Esportazioni nette (NX) (settore estero)

Def: valore totale delle esportazioni (ex) – valore totale delle importazioni ( IM)

NX= EX-IM

Pro: buon indicatore di prosperità economica, facilmente confrontabile a livello

internazionale, esiste di fondo una relazione fra ricchezza e benessere

Contro: non tiene in considerazione alcune importanti variabili ( lavoro

domestico, volontariato ecc, attività di piacere e svago)

Paradosso della felicità:

si può osservare che quando aumenta il reddito, e quindi il benessere

economico, la felicità umana aumenta fino ad un certo punti, poi comincia a

diminuire

Destagionalizzazione:

il pil ha un andamento stagionale, questo per via anche dei prodotti che

seguono consumi stagionali per via dei mesi tipici della loro produzione o del

loro consumo

data una serie storica xt la serie del pil può essere scomposta

in un parte ciclica e componenti stagionali e di errore

xt= CT+T+E+St X*t=Ct+T serie depurate della componente

stagionale

Gli indici dei prezzi al consumo ( pubblicati dall’istat)

NIC: indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività

 FOI: indice die prezzi l consumo per le famiglie di operai e impiegati, utilizzato

 per aggiornare i contratti

IPCA: indice armonizzato dei prezzi al consumi per i paesi dell’UE

 Indicatori del mercato del lavoro, anch’essi su base campionaria

I lavoratori rappresentano infatti

La pop è divisa in attiva e passiva

Attiva: eta tra 15 e 64 anni(pensionati)

Passiva: bambini e anziani

La pop attiva è classificata sulla base della condizione lavorativa

Forza lavoro: disponibilità di lavoro nell’economia= occupati+ disoccupati

Occupati: coloro che hanno un lavoro retribuito

 Disoccupati: i non occupati in cerca di lavoro

 Fuori forza lavoro ( inattivi): non occupati non in cerca di lavoro e no attivi

 Tasso di disoccuapzione: percentuale della forza lavoro disoccupata

Tasso di partecipazione: percentuale di popolazione adulta che ha un lavoro

o lo cerca attivamente

3 concetti:

occupato: se nella settimana precedente all’intervista lavora a tempo pieno o

parziale in modo remunerato

disoccupato: se non ha una occupazione, ma è disponibile ad iniziare a

lavorare entro 2 settimane e cha cercato lavoro nelle ultime 4 settimane

precedenti

economicamente inattivi: neet, non cercano e non hanno lavoro, seppur abili

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher antoniorescigno01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università internazionale degli studi sociali Guido Carli - (LUISS) di Roma o del prof De Santis Roberta.
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