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Economia

Economia è la disciplina che studia i sistemi economici (ossia i meccanismi che coordinano le attività produttive di una società), a livello sia dell’individuo sia della società nel suo complesso.

Microeconomia

Microeconomia è la disciplina che studia come gli individui prendono decisioni (decisioni su cosa fare e quindi di conseguenza su cosa non fare) e come tali decisioni interagiscono tra di loro.

Una scelta si basa sul confronto fra costi e benefici in seguito all’attività che si decide di prendere. Quando il beneficio sarà maggiore del costo allora si attuerà quella scelta piuttosto che l’altra. Il beneficio e il costo li si possono monetizzare attraverso il prezzo di riserva, ossia quel prezzo per cui una persona sarebbe indifferente nello svolgere o meno una certa attività. Anche se non ci mettiamo a monetizzare ogni cosa che succede, è come se, dice il premio Nobel Friedman, il nostro cervello continuasse a svolgere questi calcoli.

Alcuni potrebbero replicare a quest’affermazione dicendo che non sempre noi ci comportiamo come gli economisti predicono, tuttavia la risposta è semplice: noi non ragioniamo sempre da esperti ma più come principianti, e quindi quello degli economisti sono solo modelli. Questi modelli, tuttavia, sono molto importanti perché ci portano ad ottenere più facilmente i risultati che vogliamo. Non ci si deve limitare tuttavia a considerare costi e opportunità ma bisogna tener anche conto di alcuni aspetti, o trappole, quali il costo-opportunità e i costi non recuperabili, che vanno invece ignorati.

Fattori che influenzano una scelta

  • Scarsità: Può essere di natura economica (soldi), così come temporale o altra.
  • Costo opportunità: Il vero costo di un bene, costituito da ciò che rinuncio per avere quel bene.
  • Decisione al margine: Sono decisioni quantitative, ossia scelte tra lo svolgere un po’ di più o di meno una certa attività. Tali scelte implicano dei trade-off e quindi delle comparazioni fra costi e benefici.
  • Sfruttamento delle opportunità: Un individuo sfrutta ogni opportunità pur di stare meglio. Con degli incentivi (qualunque cosa offra un premio a chi modifica comportamento) si può sfruttare questo fenomeno.

Le scelte sono prese con razionalità. Si possono però identificare due tipi di razionalità: quella secondo l’interesse individuale, di una persona che considera solo costi e benefici che la toccano direttamente (Homo Oeconomicus), e quella secondo i fini, di una persona che effettua una scelta in modo efficiente per perseguire i propri obiettivi.

Le scelte individuali hanno tuttavia delle ripercussioni anche sulle scelte degli altri e viceversa a causa dell’interazione. Tale interazione è guidata da cinque principi:

Principi dell'interazione

  • Lo scambio genera benefici: Attraverso lo scambio un individuo è in grado di ottenere più benefici rispetto ad una condizione di autosufficienza. È per questo che le persone hanno deciso di specializzarsi in un’attività che gli è più congeniale, facendo aumentare la produzione.
  • I mercati tendono all’equilibrio: In seguito ad ogni cambiamento i mercati tendono all’equilibrio, cioè ad una situazione in cui nessuno può migliorare la propria condizione comportandosi diversamente.
  • Le risorse devono essere impiegate in modo efficiente: Un sistema economico è efficiente se sfrutta tutte le opportunità per migliorare la condizione di alcune persone, senza danneggiarne altre. L’efficienza tuttavia deve fare i conti con l’equità (ossia una giustezza che vada bene un po’ a tutti), che comporta un costo in efficienza per l’appunto, e quindi bisogna operare un trade-off fra i due fattori.
  • I mercati sono solitamente efficienti: Grazie al fatto che ogni individuo segue i propri interessi e quindi cerca di vivere nel migliore dei modi possibili, sfruttando ogni modo che migliori la sua condizione.
  • In caso di inefficienza l’intervento pubblico migliora le condizioni sociali: Un mercato può divenire tale se o le azioni individuali hanno portato ad un effetto collaterale o se nello scambio fra due parti uno ha cercato di trarre maggiori benefici e più risorse o se si trattano alcuni beni poco ben gestibili dai mercati.

Modelli economici

Un modello è una rappresentazione semplificata della realtà, usata per comprendere meglio una situazione del mondo reale. Per elaborare un modello si possono osservare economie semplificate, utilizzare degli elaborati simulatori computerizzati oppure attraverso la speculazione intellettuale. I modelli più importanti sono:

  • La frontiera delle possibilità di produzione: È un sistema economico semplificato che si basa solamente su due soli elementi. La curva che si genera nel grafico corrispondente si chiama frontiera. Questa curva ci indica quelle combinazioni di due elementi che danno vita ad una produzione efficiente. Se la nostra produzione si dispone all’interno della curva allora sarà una produzione possibile ma non efficiente, se si dispone lungo la linea sarà possibile ed efficiente mentre se si colloca all’esterno sarà impossibile. Attraverso questo modello ci si può rendere conto maggiormente di come ogni costo di un bene sia in realtà il costo-opportunità. Si può notare poi che la frontiera è a costo-opportunità crescente e si spiega per questo motivo il forte inclinamento finale infatti è più facile produrre una piccola quantità mentre quando la quantità è elevata il sistema economico è carente di risorse particolarmente adatte. Questo grafico ci aiuta a capire anche il significato di crescita economica (l’economia cresce se può produrre una maggiore quantità di tutto; infatti magari non si producono certe cose ma c’è comunque il potenziale per farlo).
  • Il vantaggio comparato: È un modello che mostra come lo scambio possa portare beneficio. L’aspetto interessante dello scambio è che esso sia reciprocamente vantaggioso, anche se le due parti non hanno abilità specifiche. Tale modello mostra inoltre i vantaggi della specializzazione, infatti, attraverso di essa si può migliorare la condizione globale. Va anche fatto notare che quando le persone hanno costi-opportunità diversi allora tutti hanno un vantaggio comparato (si ha quando il costo-opportunità per la produzione di un bene è minore di quello degli altri) in qualcosa e uno svantaggio comparato in qualcosa d’altro. Quest’ultimo aspetto è molto importante perché anche se una delle due parti ha un vantaggio assoluto nella produzione di qualcosa, ciò non vuol dire che abbia un vantaggio comparato in tutto! Pertanto alla base dei benefici dello scambio vi è il vantaggio comparato e non quello assoluto.
  • Il diagramma di flusso circolare: Riproduce un sistema economico basato principalmente, nella sua forma più semplice, su due gruppi: i nuclei famigliari e le imprese (le quali producono un bene o servizio attraverso il lavoro dei membri di un nucleo famigliare). Il diagramma trascura molti elementi che complicherebbero la situazione tuttavia, anche se la situazione non è così semplice in un sistema economico di un paese sviluppato, esso semplifica di molto le cose. Si ha anche una suddivisione in mercato di beni e servizi (flusso di beni o servizi verso le famiglie, flusso monetario verso le imprese) e in mercato dei fattori dove i fattori sono quelle risorse usate per produrre beni e servizi (flusso monetario verso le famiglie attraverso il salario e un flusso di denaro entrante delle imprese per i costi di gestione).

L’utilizzo dei modelli lo si ha in quella branca dell’economia chiamata economia positiva, che si occupa di studiare il funzionamento dei sistemi economici (e quindi i modelli servono da aiuto). Esiste anche un’altra branca chiamata economia normativa che si occupa invece di formulare prescrizioni su come dovrebbe funzionare un sistema economico. La prima si occupa di fare previsioni, la seconda, prescrizioni.

Macroeconomia

Macroeconomia è il ramo della scienza economica che studia le dinamiche del sistema economico nel suo complesso. Essa si occupa di analizzare il comportamento aggregato dell’economia: il modo in cui le decisioni di tutti gli individui e di tutte le imprese interagiscono per generare la prestazione economica generale. La macroeconomia, basandosi comunque su concetti fondamentali come domanda e offerta, ha anch’essa delle basi.

  • Il tutto è maggiore della somma delle parti, infatti, l’azione combinata delle decisioni individuali può produrre un risultato molto diverso da quello che il singolo individuo intendeva ottenere. Un esempio su tutti è quello del “paradosso della parsimonia”: se tutti decidessero, in una situazione di crisi, di risparmiare riducendo le spese superflue si avrebbe un peggioramento della situazione generale in quanto le imprese non riuscirebbero più a vendere la quantità che vendevano fino a prima e così sarebbero costretti a licenziare producendo effetti deleteri da entrambe le parti.
  • Lo stato non deve intervenire nei mercati a livello microeconomico ma macroeconomicamente in quanto nel primo caso peggiora solamente il benessere sociale. Nel secondo aspetto, però, lo stato è molto importante poiché può gestire le fluttuazioni di breve periodo e gli shock negativi del sistema economico, come successe nel 1930 durante la Grande Depressione (la quale fu il motore per la nascita della macroeconomia, una scienza in grado di evitare un’altra depressione). Dopo quel periodo nacque la politica fiscale, ossia il controllo della spesa pubblica e della tassazione, e la politica monetaria, cioè il controllo di tassi d’interesse e della quantità di moneta in circolazione. Attraverso di esse è possibile attuare politiche di stabilizzazione per ridurre la gravità delle crisi.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ma_fack di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di Economia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università "Carlo Cattaneo" (LIUC) o del prof Helg Rodolfo.
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