Macroeconomia
LA MACROECONOMIA COME SCIENZA
La macroeconomia studia il funzionamento generale del sistema economico. Studia la crescita di reddito e
ricchezza, il cambiamento di livello di prezzo e la sottoccupazione risorse.
Il tasso di inflazione misura la velocità con cui aumentano i prezzi.
Il tasso di disoccupazione misura la quota della forza lavoro priva di occupazione stabile.
Il PIL reale misura il reddito totale di tutti i soggetti che partecipano a un sistema economica. Il PIL reale è
un buon indicatore dello stato di salute di un sistema economico. Ci sono periodi nei quali il PIL reale
diminuisce moderata, o di depressione, se di entità maggiore. Quando i prezzi sono in diminuzione si dice
deflazione.
Le variabili endogene sono le variabili che trovano una spiegazione o una soluzione nell’ambito del modello;
le variabili esogene sono quelle che il modello prende per date. Esogene: P, Q. Endogene: Y, Pm.
P= prezzo
Q =quantità domandata
d
Y= reddito aggregato
P =prezzo delle materie prime
m
Funzione generica: indica soltanto una generica relazione tra le variabili
Q = D (P, Y)
d
Funzione specifica: indica una precisa relazione quantitativa.
Q =60 – 10P + 2Y
d
D (P, Y) = 60 - 10P + 2Y
La curva di domanda è negativa: Q = D (P, Y). La curva di domanda esprime una relazione negativa tra
d
quantità e prezzo date tutte le altre variabili.
La curva d’offerta è positiva: Q = O (P, P ). La curva d’offerta esprime una relazione positiva tra quantità e
o m
prezzi date tutte le altre variabili.
L'equilibro di trova quando Q = Q
o d
La curva di domanda è inclinata negativamente perché al crescere del prezzo i consumatori sono indotti a
consumare altri beni. La quantità del bene pertanto si riduce. La curva di offerta è inclinata positivamente
perché tanto più il prezzo del bene è elevato tanto maggiore sarà il profitto che si ottiene dalla sua vendita.
In equilibrio i consumatori domandano esattamente la qualità del bene che i venditori sono disposti a
offrire.
L'equilibrio del modello è individuato dall’intersezione tra curva di domanda e offerta. Al prezzo di
equilibrio la quantità domandata e offerta uguali: market clearing.
- Un aumento del reddito Y comporta un aumento della domanda di pizza per ogni livello di prezzo. I
consumatori vogliono consumare più pizza e l’offerta aumenta fino a q2. La curva di domanda si
sposta verso l’alto e il prezzo e quantità di equilibrio aumentano.
- Un aumento del prezzo di un fattore riduce l’offerta di pizza per ogni livello di prezzo. La curva
d’offerta si sposta verso l’alto.
Un modello spiega il comportamento delle variabili endogene in relazione alle esogene. Problemi diversi
richiedono modelli diversi:
Il modello di domanda e offerta determina l’effetto su prezzo e quantità di equilibrio in
seguito a una variazione del reddito e del prezzo dei fattori
Ma se vogliamo sapere perché il prezzo dei fattori è cambiato o perché il reddito subisca
variazioni è necessario utilizzare un modello in cui queste variabili siano endogene.
Nel breve periodo i prezzi cambiano lentamente in risposta ai disequilibri dei mercati, i prezzi sono
viscosi. Nel breakeven- point l’ipotesi di flessibilità dei prezzi è meno ragionevole.
Nel lungo periodo vale l’ipotesi di equilibrio dei mercati. I prezzi sono flessibili, non esistono frizioni e le
risorse disponibili sono pienamente impiegate.
I DATI DELLA MACROECONOMIA
Chi produce i dati per l’Italia:
- Banca d’Italia: bilancia dei pagamenti, documento contabile che registra le transazioni economiche
col mondo, redatto su base mensile sulle documentazioni del FMI
- Eurostat
- Commissione europea
- BCE
- Fondo monetario internazionale
- Banca mondiale
- Istat: raccoglie i dati nell’ambito del programma statistico nazionale
I dati sono indicatori quantitativi ovvero misurano il sentiment degli operatori economici. Possono essere:
1) Congiunturali rispetto al mese precedente
2) Tendenziali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente
La contabilità nazionale è la disciplina che misura le grandezze quantitative macroeconomiche. I dati della
macroeconomia:
1. La produzione e la spesa
2. L'inflazione e i prezzi
3. La popolazione
Il PIL è il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali prodotti in un paese in un dato periodo di tempo.
Il valore di mercato= è valutato a prezzi di mercato correnti
Tutti i beni e servizi= sono esclusi quelli non registrati che non passano per il mercato (consumo e
investimenti)
Finali= sono esclusi i beni intermedi
Prodotti= non scambiati
In un paese= indipendentemente dal fatto che chi li produce risieda o meno in quel paese
Dato periodo di tempo= grandezza flusso, non stock
Viene utilizzato come indicatore dell’andamento del sistema economico. Può essere inteso come:
Misura del reddito: reddito totale di tutti coloro che concorrono all’attività economica in
un sistema economico.
Misura della spesa complessiva: spesa totale per l’acquisto di beni e servizi finali prodotti
dal sistema economico
Per vedere come viene misurato il PIL iniziamo col considerare i flussi che intercorrono tra individui e
imprese nel caso di un sistema economico che produce un solo bene. Il circuito interno rappresenta il
flusso di beni e lavoro. Il circuito esterno rappresenta i corrispondenti flussi monetari.
Il prodotto interno lordo misura il flusso monetario corrisponde allo scambio di beni e servizi tra gli
individui e le imprese all’interno di un sistema economico. La spesa degli acquirenti di un prodotto è per
regola contabile uguale al ricavo dei venditori.
Cosa rientra nel computo del PIL?
1) Beni usati: no. È un trasferimento di ricchezza già esistente
2) Scorte magazzino: si. È la produzione di futura ricchezza
+ aumento scorte spesa a carico dell’impresa
3) Servizi abitativi: si. È incluso il canone che il proprietario paga a sé stesso
4) Beni intermedi: no. Solo i prodotti finali
5) Economia sommersa: si. Dal 2014 si imputano anche le attività illecite, sottrazione al fisco
Il PIL misura la produzione di nuova ricchezza. È definito come:
1. Spesa totale in beni e servizi finali prodotti nel paese in un anno
2. Reddito totale prodotto dai fattori di produzione localizzati nel paese durante un anno
3. PIL come valore della produzione al netto dei beni intermedi
Il valore aggiunto di una impresa è pari al valore del prodotto finale meno il valore dei beni
intermedi utilizzati per produrlo.
Fondi: misurano gli stock di una variabile in un certo periodo di tempo
Flussi: misurano la variabile degli stock di una variabile da un periodo all’altro
Il capitale è uno dei fattori di produzione. In ogni istante di tempo l’economia ha un certo stock
complessivo. L'investimento è il flusso di nuovo capitale che va ad aumentare lo stock.
Il pil misura il valore dei beni e servizi prodotti in un certo anno.
Il PIL nominale: misura questo valore a prezzi correnti
Le variazioni del PIL nominale sono dovute alla variazione delle quantità di beni e servizi e alla variazione
dei prezzi. Isolando la variazione delle quantità ovvero neutralizzando la variazione dei prezzi otteniamo il
PIL reale. ( (
= ∗ à) + ∗ à) + ⋯
Il PIL reale: misura questo valore utilizzando come numerario di riferimento i prezzi di un anno base.
L'anno base cambia di 5 anni in 5. L’anno base di ora è 2015.
= ∗ à
Il tasso di inflazione è la variazione percentuale del livello generalizzato dei prezzi.
Il deflatore del pil è il rapporto tra il PIL nominale e PIL reale. Misura il prezzo della produzione aggregata in
rapporto ai prezzi dell’anno base.
IPC è un indice dei prezzi al consumo, misura il livello dei prezzi di un paniere tipico di consumo delle
famiglie. L'indicatore del livello generale dei prezzi più utilizzato è l’indice IPC. Per costruire l’indice
aggregato a partire dai prezzi di tutti i beni considerati non è possibile effettuare una media semplice
perché ciascun bene ha un diverso peso economico nel mercato. Di conseguenza si considerano anche le
quantità. Di conseguenza si considerano anche le quantità.
Un altro indice frequentemente utilizzato è l’indice dei prezzi alla produzione che misura il prezzo del
paniere medio di beni acquistato dalle imprese.
il costo del paniere nel periodo in corso
IPC= costo del paniere nel periodo base
IPC DEFLATORE
Paniere di beni e servizi Tutti i beni prodotti nel sistema economico
Sia beni esteri che beni italiani Solo i beni nei confini nazionali
Pesi fissi Pesi variabili
Oltre alla produzione aggregata l’interesse degli economisti si rivolge anche all’allocazione della produzione
tra usi alternativi. Si adotta la convenzione secondo cui il PIL è suddiviso in tre grandi categorie di spesa:
Spesa per consumi finali
Formazione lorda di capitale
Esportazione nette
La spesa per consumi finali è la spesa per beni e servizi finalizzata al consumo. Sulla base del soggetto che
effettua la spesa viene suddivisa in:
Spesa per consumi delle famiglie
Spesa delle istituzioni senza scopo di lucro
Spesa per consumi delle amministrazioni pubbliche
Spesa relativa all’effetto netto del turismo sulla contabilità nazionale
La formazione del capitale si divide in investimento fisso lordo e investimento in scorte. L'investimento fisso
lordo si suddivide in:
Investimento fisso delle imprese: acquisto di nuovi impianti, macchine, attrezzature delle
imprese
Investimento fisso delle amministrazioni pubbliche: costruzione di scuola, ospedali,
autostrade e infrastrutture
Investimento residenziale: acquisto di immobili da parte delle famiglie
Le esportazioni nette sono date dal valore dei beni e servizi esportati negli altri paesi meno il valore dei beni
e servizi importanti. Le esportazioni nette sono positive se le esportazioni superano le importazioni e
negative in caso contrario.
Le componenti della spesa aggregata sono:
- consumo (C)
- investimenti (I)
- spesa pubblica (G)
- esportazioni nette (NX)
Reddito totale= Y
Spesa totale=C+I+G+NX
Y = C + I + G + NX
Consumo
Il valore di tutti i beni e servizi acquistati dagli individui.
Beni durevoli
Beni non durevoli
Investimento
Beni acquisto per uso futuro
Investimenti fissi delle imprese
Investimenti residenziali
Investimenti in scorte
La spesa pubblica
Beni e servizi acquistati dalla pubblica amministrazione
Le esportazioni nette
Valore totale delle esportazioni meno valore totale delle importazioni
La popolazione è divisa in:
attiva: età tra 15 e 64 anni
passiva: bambini e anziani
È anche divisa in:
Occupati: sono coloro che hanno un lavoro retribuito
Disoccupati: sono i non occupati in cerca di lavoro
Infine, gli economicamente inattivo sono chi non rientra nelle precedenti
La forza lavoro è la disponibilità di lavoro nell’economia= occupati + disoccupati
Fuori forza lavoro sono i non occupati non in cerca di lavoro e non attivi
Tasso di disoccupazione è la percentuale della forza lavoro disoccupata. Numero di disoccupati/ forza
lavoro
Tasso di partecipazione è la percentuale di popolazione adulta che è a lavoro o lo cerca attivamente. Forza
lavoro/ popolazione adulta
IL REDDITO NAZIONALE
Il grafico rappresenta in modo più completo il flusso circolare del reddito.
I riquadri blu rappresentano gli attori economici (famiglie, imprese e pubblica amministrazione).
I riquadri rossi rappresentano i mercati (mercato dei beni e servi, mercato dei fattori della produzione,
mercati finanziari).
Frecce nere rappresentano i flussi monetari che intercorrono tra gli attori economici attraverso i tre tipi di
mercato.
Il modello macroeconomico è composto da:
La produzione di beni e servizi
La domanda di beni e servizi
Determinazione dell’equilibrio
A) La produzione di beni e servizi
La produzione di beni e servizi dipende dalla quantità di fattori di produzione di cui dispone l’economia (K,L)
dalla capacità di trasformare i fattori in beni e servizi (tecnologia).
I fattori di produzione (input) vengono utilizzati per produrre beni e servizi e sono:
K= capitale; strumenti, macchinari e impianti utilizzati nella produzione e quindi è costituito da tutti gli
attrezzi e gli utensili che i lavoratori utilizzano con finalità produttiva
L= lavoro; l’impiego fisico e mentale dei lavoratori e quindi è costituita dal tempo di attività produttiva
La funzione di produzione viene indicata con Y = F (K, L).
Rappresenta la tecnologia disponibile per trasformare capitale e lavoro in beni e servizi. Indica quanta
produzione Y si ottiene da K unità di capitale e L unità di lavoro dato il livello della tecnologia produttiva
disponibile in un dato momento. Il livello della tecnologia è fisso. I livelli di capitale e di lavoro disponibili
nell’economia sono fissi e sono pienamente utilizzati.
I rendimenti di scala della funzione di produzione:
Una funzione di produzione ha rendimenti di scala costanti se ad uguale aumento
percentuale di tutti i fattori anche il prodotto aumenta della stessa percentuale.
Una funzione di produzione ha rendimenti di scala crescenti se ad uguale aumento
percentuale di tutti i fattori il prodotto aumenta in modo più che proporzionale
Una funzione di produzione ha rendimenti di scala decrescenti se ad uguale aumento
percentuale di tutti i fattori il prodotto aumenta in modo meno che proporzionale
Abbiamo visto che la produzione aggregata è uguale al reddito aggregato. Dunque, i fattori della
produzione e la tecnologia determinano anche il reddito. I fattori di produzione sono remunerati sulla base
dei loro prezzi di mercato.
I prezzi dei fattori rappresentano il pagamento per l’uso di una unità di fattore:
A) Il salario è il prezzo pagato per l’uso del lavoro L.
B) La rendita del capitale è il prezzo pagato per l’uso del K.
I prezzi nominali
W = salario (nominale)
R = rendita del capitale
P = prezzo del prodotto
I prezzi reali:
W /P = salario reale (misurato in unità di prodotto)
R /P = rendita reale del capitale (misurata in unità di prodotto)
Le imprese domandano fattori produttivi al fine di massimizzare i profitti.
La produttività marginale del lavoro è la quantità di prodotto ottenibile con una unità aggiuntiva di lavoro
(data la quantità di capitale):
PML = F (K, L + 1) – F (K, L)
La PML cala se la quantità di lavoro impiegato cresce. La pendenza della funzione di produzione è
la produttività marginale del lavoro.
Salario reale d’equilibrio: intersezione tra l’offerta lavoro e PML
Per il lavoro: PML = W/P. Ripetiamo lo stesso ragionamento per il capitale.
La produttività marginale è decrescente anche per il capitale: PMK diminuisce se K aumenta.
Quindi la curva della produttività marginale dell’impresa rappresenta la curva di domanda di capitale.
Domanda di capitale: L’impresa domanda capitale fino al punto in cui la produttività e il costo marginale
sono uguali: PMK = R/P
̅ ̅ ̅ ̅
= =
Il reddito totale distribuito a L è: . Il reddito totale distribuito a k è:
Ogni fattore di produzione è remunerato in base alla sua produttività marginale, quindi se la funzione è a
rendimenti di scala costanti il reddito viene interamente ripartito tra capitale e lavoro:
̅ ̅
= ∗ + ∗
̅ ̅
= ∗ + ∗ + se rendimenti di scala sono uguali a zero
Cobb-Douglas funzione di produzione
La distribuzione di reddito tra lavoro e capitale è più o meno in proporzioni fisse.
1−
=
A è un parametro maggiore di zero che misura la produttività della tecnologia disponibile.
B) La domanda di beni e servizi
Le componenti della domanda aggregata sono:
C= domanda per consumo di beni e servizi
I= domanda di beni di investimento
G= domanda di beni e servizi dello stato
In una economia chiusa, le esportazioni nette sono pari a zero NX=0.
CONSUMO
Il consumo delle famiglie dipende dal reddito disponibile dopo il pagamento delle tasse al governo.
Reddito disponibile: (Y – T)
La funzione di consumo indica quanta parte del reddito disponibile viene destinata al consumo:
C = C (Y – T)
Per propensione marginale al consumo si indica l’aumento di C indotto da un aumento unitario di reddito
disponibile.
Si suppone che un aumento del reddito disponibile porti a un aumento dei consumi.
INVESTIMENTI
Gli investimenti delle imprese dipendono dal costo di prendere a prestito i capitali necessari.
Il costo da prendere a prestito è dato dal
Tasso di interesse reale: r
La funzione di investimento mette in relazione la quantità di investimenti con il tasso di interesse reale:
I = I(r) con dI/dr<0
Il tasso di interesse reale misura:
il costo reale di prendere a prestito fondi mutuabili
il costo-opportunità di utilizzare i propri fondi per consumo o darli a prestito
In entrambi i casi maggiore è il tasso di interesse real
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