Estratto del documento

Capitolo 1: Come funziona il linguaggio?

Comunicare sembra una faccenda semplicissima, tuttavia ogni tanto qualcosa va storto ed è in quel momento che cominciamo a riflettere sulle difficoltà della comunicazione e sulla ricchezza e complessità del linguaggio e dei meccanismi comunicativi. Nel dialogo di Campanile manca la comprensione delle parole da parte di Paolo (competenza semantica) e nemmeno la comprensione della loro combinazione per creare delle frasi (competenza sintattica). Francesca invece sembra non comprendere come parole e frasi vengono usate da Paolo, quello che le manca è una competenza pragmatica.

Distinzione tra sintassi, semantica e pragmatica

Sintassi

Studio dei segni come tali, dei modi in cui le espressioni linguistiche possono essere combinate da un punto di vista strettamente grammaticale, non tenendo conto del significato. Essa ha la funzione di stabilire se una sequenza di segni è malformata o meno concentrandosi sulla grammatica.

Esempio

  • C'è un ladro in biblioteca
  • Una biblioteca in ci è ladro
  • Ci sono un ladro in biblioteca

Le frasi sottolineate sono grammaticalmente scorrette.

Semantica

La semantica si occupa del significato delle espressioni e delle relazioni tra oggetti del mondo ed espressioni linguistiche. Le regole o convenzioni di una lingua, in questo caso l’italiano, ne fissano il significato. Come la sintassi essa ha la funzione di stabilire se una sequenza di segni è malformata o meno concentrandosi sul significato. Il significato viene concepito come un insieme di condizioni di applicazione, cioè le condizioni di un oggetto che un oggetto deve soddisfare affinché la parola gli si applichi, e di condizioni di verità ovvero le condizioni che il mondo deve soddisfare perché la frase ne costituisca una descrizione vera e appropriata.

La semantica è quindi:

  • Convenzionale: Il significato di una forma linguistica è determinato dalla forma dell’espressione
  • Vero condizionale: Il significato della frase si identifica con le condizioni di verità della frase, e il significato di una parola con il suo contributo alle condizioni di verità della frase in cui compare
  • Composizionale: Il significato di una espressione complessa dipende funzionalmente dai significati dei suoi componenti.

Pragmatica

Studio della relazione tra segni e parlanti, uno dei compiti della pragmatica è quello di spiegare perché frasi pur ben formate dal punto di vista sintattico e semantico possano non essere appropriate in certi contesti di uso. Il dominio della pragmatica è stato sempre definito in modo negativo, in essa venivano inseriti tutti i fatti per i quali spiegazioni a livello sintattico e semantico non erano sufficienti.

La distinzione tra sintassi, semantica e pragmatica ha spesso celato un'idea di pragmatica come pattumiera della semantica. Nella pragmatica ritroviamo alcuni aspetti:

  • Deissi: enunciati temporalizzati o contenenti avverbi di luogo come qui, ora. Esempio: qui piove. La frase deve essere integrata con elementi che non sono semantici
  • Omonimia: Il problema di Paolo sono i calcoli. Parola dal significato ambiguo può indicare conteggio matematico o malattia dei reni.
  • Polisemia come nel caso della frase Francesca ha finito un altro libro
  • Linguaggio figurato come nella frase bella è una gazzella. La parola gazzella può essere usata sia per indicare l'antilope africana oppure una persona agile e veloce
  • Atti linguistici come ad esempio nella frase la condanna è 11 anni di carcere.

Il significato della frase non sempre coincide con quello che il parlante può esprimere prendendo quella frase. È importante che due interlocutori conoscano il contesto inteso come la situazione particolare in cui le frasi vengono usate. Levinson elenca 14 definizioni di pragmatica. Le più importanti sono:

  • La disciplina che si occupa dell’uso del linguaggio
  • La disciplina che si occupa di ciò che un parlante comunica
  • La disciplina che si occupa del contesto
  • La disciplina che si occupa del significato in contesto
  • La disciplina che si occupa del significato delle interazioni sociali
  • La disciplina che si occupa della distanza fisica e sociale tra interlocutori.

La teoria pragmatica intraprende quindi due strati di ricerca complementari: Influenza del contesto sulla parola, l'interpretazione del linguaggio deve rendere conto dell’informazione sulla situazione del discorso di questo mondo. Dall'altro occorre tenere presente l’influenza della parola sul contesto. I parlanti si servono del linguaggio per modificare la situazione del discorso.

La pragmatica è per sua natura un crocevia di diverse aree di ricerca come ad esempio filosofia del linguaggio, linguistica, semiotica, sociologia, psicologia, analisi conversazionale. Nella filosofia del linguaggio contemporanea, semantica e pragmatica sono considerate discipline complementari. La semantica studia il significato convenzionale dell'espressione linguistica, mentre la pragmatica studia le espressioni concrete del discorso. La pragmatica esprime un contenuto completo soltanto se riferita ad un contesto.

I fondatori della pragmatica

I fondatori più importanti sono Frege, Russell, Quine che hanno come obiettivo l'ideazione di un linguaggio ideale privo di ambiguità e difetti. Negli anni '60 nascono la semantica formale e la filosofia del linguaggio ordinario i primi avevano come obiettivo quello di creare un messaggio filosofico e scientifico, i secondi fanno del linguaggio naturale l'oggetto primario di analisi all'interno del quale risolvere i problemi filosofici.

Secondo il paradigma semantico tradizionale una frase ha la funzione di descrivere lo stato del mondo, è vera se il mondo è come la frase dice che sia. Il significato di una frase viene quindi identificato in base alle condizioni di verità della frase. Questo modo di concepire la semantica trova la sua origine nelle opere di Frege e Russel. Il loro obiettivo era quello di realizzare una lingua universale, mettendo a punto uno strumento affidabile di comunicazione scientifica un vero e proprio linguaggio della scienza. Lo scopo viene perseguito ideando linguaggi artificiali o formali che sono immuni alle imperfezioni dei linguaggi naturali.

Secondo Frege infatti il linguaggio è l’estrazione del pensiero in quanto riflesso del pensiero stesso. Il linguaggio naturale viene criticato in quanto imperfetto e se ne sottolineano non solo le difficoltà ma anche i pericoli. Infatti il linguaggio naturale deve essere sostituito nelle opere filosofiche e scientifiche dal linguaggio formale. L’uso scientifico quindi precede l’uso logico discorsivo della lingua secondo una precisa gerarchia di fatti linguistici, si privilegia la dimensione descrittiva e rappresentativa del linguaggio si dà priorità al significato letterale che a quello figurato accantonando fenomeni linguistici centrali come polisemia e indicità.

La semantica tradizionale che viene presentata dai filosofi del linguaggio ordinario tratta perlopiù di proposte non pienamente articolate e che non si traducono in vere e proprie teorie. L'atteggiamento critico normativo nei confronti del linguaggio naturale cede il passo ad un atteggiamento descrittivo e benevolo verso quelli che sono considerati difetti del linguaggio naturale visti come segno della ricchezza e del suo potere espressivo.

I filosofi del linguaggio ordinario distinguono tra frase ed enunciato: la frase non rappresenta uno stato di cose, ma è il parlante che si serve della frase per dire qualcosa di vero, solo per produrre quella frase che può essere vera o falsa. Le frasi sono dunque uno strumento utilizzato dal parlante per fare delle affermazioni. Questo consente, ed inoltre sottolinea, la varietà degli usi del discorso nelle frasi del linguaggio naturale, che non hanno solo un senso cognitivo ma anche pragmatico e una funzione sociale, servono infatti per atti istituzionali come ad esempio sposarsi o battezzare, oppure atti linguistici come affermare, minacciare, esortare, ipotizzare.

L'attenzione rivolta ai contesti di uso degli enunciati spinge i filosofi del linguaggio ordinario a focalizzare il loro interesse su questa flessibilità ed elasticità del linguaggio. Il significato di ogni espressione ha confini definiti in modo solo parziale e in funzione della conoscenza dei parlanti, dei loro interessi obiettivi e delle attività in cui vedono coinvolti.

Esempio: Ecco un mio amico. Questo enunciato è vero o falso se quando mi avvicino l'uomo scompare oppure si comporta da uomo. Nel linguaggio naturale è in via di principio impossibile prevedere tutte le circostanze che ci spingerebbero a modificare un enunciato. Problemi analoghi sorgono quando ci imbattiamo in una combinazione di parole quando diciamo: il cane pensa creiamo un nuovo contesto. Usciamo dai limiti del discorso comune.

Ad esempio enunciati come x è esteso oppure quest'uomo è e non è in casa, siamo di fronte ad enunciati che non si limitano a mettere alla prova le nostre intuizioni empiriche ma sembrano uscire dallo spazio logico occupato dalla lingua fino ad allora. La questione della precisione dell’enunciato non ha infatti una risposta generale dal momento che gli standard di precisione dipendono dagli scopi. La precisione inoltre non è un valore in sé in quanto un linguaggio troppo preciso finirebbe inevitabilmente per essere meno flessibile.

Ad esempio nella frase La Francia è esagonale secondo Austin siamo di fronte ad una descrizione sommaria che corrisponde infatti solo in una certa misura. Oppure nell’enunciato la galassia ha la forma di nuovo al tegame viene considerata vera solo nel contesto dell'universo, va considerata falsa all'interno di un convegno scientifico. Oppure ancora in frasi come il gatto è sul tappeto, Austin afferma che sono frasi apparentemente pronunciate senza motivo quindi in casi estremi e marginali. Travis e Searle hanno evidenziato la preoccupazione di trasferire enunciati senza senso fuori da ogni contesto, in un contesto nullo o contesto 0. Ad esempio nelle frasi Paolo taglia l'erba o c'è del latte in frigorifero sono ancora una volta ipotizzati dei contesti bizzarri e devianti.

Quindi ogni frase ha un senso solo una volta specificato un sistema di assunzioni contestuali, che Searle chiama background, che fissa le condizioni di verità. Il sistema di assunzioni contestuali non è unico né costante, variando il contesto è possibile variare le condizioni delle frasi. Il senso di un'espressione linguistica dipende dall'uso che dell'espressione si fa, dipende quindi da quello che con quell'espressione si vuole fare, questa è la dimensione pragmatica del linguaggio.

Capitolo 2: Fare parole con le cose

Prendendo ad esempio queste tre frasi:

  • Oggi Silvio ha comprato il Corriere della Sera.
  • Sono qui da ieri e il tempo è splendido.
  • Lui ha finalmente deciso di sposarla ma proprio ieri l'ha scoperta nelle braccia di quell'altro. Nel frattempo lei è costata la madre e gli ha detto di essere ancora innamorata del figlio del fratello.

Nel primo caso ci basterebbe sapere se la conversazione sul tram verte sulle strategie editoriali di Silvio, nel secondo caso dovremo individuare chi, dove, e quando ha scritto la cartolina, nel terzo caso dovremo capire i soggetti di riferimento. La pragmatica ha due funzioni: la prima è quella di determinare il contenuto di particolari tipi di enunciati. La seconda si riferisce alla determinazione della tipologia di atto linguistico. L'interpretazione linguistica deve tenere conto delle informazioni sulla situazione di quel discorso e dunque sul mondo. In particolare ci si riferisce alle espressioni indicali come io, qui, lui, mediante le quali lingue naturali codificano i tratti del contesto.

Teoria semantica

Una teoria semantica dev'essere convenzionale, vero condizionale e composizionale. Enunciati di linguaggio naturale dimostrano l'importanza del contesto come fonte necessaria per comprendere lo stato di cose descritto dall'enunciato. Per quanto riguarda l'ambiguità possiamo prendere ad esempio due frasi:

  • Bea ha una vecchia credenza in cui il termine credenza è ambiguo poiché ha il significato di mobile oppure di convinzione.
  • Casi di deissi come: Io sono bionda in cui compare l'espressione ideale io che non ha nessun riferimento al contesto in cui viene usata.
  • Altro esempio sono gli enunciati metaforici come ad esempio Bea è una balena che comunicano un senso diverso da quello letteralmente espresso.

Abbiamo inoltre due tipi di contesto: il contesto semantico che si limita a determinare il contenuto di un piccolo numero di variabili in particolare fissare l'identità del parlante e degli interlocutori, il tempo e luogo di riferimento. Il contesto pragmatico che corrisponde alla rete di credenze, intenzioni e attività degli interlocutori e contribuisce alla determinazione dello intenzione comunicativa.

Una espressione viene considerata tale quando posso prendere convenzionalmente due più significati. Ad un enunciato ambiguo sono associati principi distintivi condizioni di verità. Esistono...

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Riassunto esame Logica e filosofia della scienza, prof. Laudisa, libro consigliato Pragmatica del Linguaggio, Bianchi Pag. 1 Riassunto esame Logica e filosofia della scienza, prof. Laudisa, libro consigliato Pragmatica del Linguaggio, Bianchi Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Logica e filosofia della scienza, prof. Laudisa, libro consigliato Pragmatica del Linguaggio, Bianchi Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Logica e filosofia della scienza, prof. Laudisa, libro consigliato Pragmatica del Linguaggio, Bianchi Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Logica e filosofia della scienza, prof. Laudisa, libro consigliato Pragmatica del Linguaggio, Bianchi Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/02 Logica e filosofia della scienza

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher r.greco di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logica e filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Laudisa Federico.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community