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LINGUISTICA ITALIANA

07/10/19

L’italiano e le lingue romanze

La linguistica è una scienza del linguaggio e delle leggi. È una disciplina

scientifica umana che studia il linguaggio umano e le lingue che sono la

realizzazione concreta del linguaggio stesso. Il linguaggio è una facoltà propria

del genere umano di comunicare servendosi di strumenti comunicativi

simbolici. La lingua è una delle realizzazioni concrete del linguaggio. La

linguistica sia occupa sia del linguaggio si delle sue realizzazioni concrete: le

lingue.

La linguistica si suddivide i sottocategorie a seconda degli ambiti di studio:

Fonetica/fonologia: studia i suoni che vengono articolati dall’apparato di

 fonazione. Vengono studiati i modi e i luoghi dove vengono articolati i

suoni

Morfologia: lo studio dei morfemi delle parole e delle parti di parole; e

 delle relative regole che determinano la formazione delle parole

Sintassi: lo studio della frase, della struttura della frase semplice o

 complessa; dei costituenti frasali e dei costituenti logici

Semantica: lo studio del significato delle parole e della combinazione

 delle parole (parole polirematiche: ferro da stiro, essere al verde…)

Lessicologia/lessicografia: studio del lessico ossia studio delle parole di

 una lingua. Una delle realizzazione della lessicografia è il vocabolario

A seconda delle finalità che si propone, la linguistica si può dividere in:

- Interna/esterna: lo studio della lingua può essere condotto senza tener

conto delle influenze esterne, lo studio puramente teorico (= linguistica

generale); lo studio della lingua ufficiale (italiano, dialetti o minoranze

linguistiche) in relazione con l’ambiente e le comunità parlanti, con

particolare attenzione agli aspetti sociali contemporanei

- Sincronica/diacronica: lo studio della lingua in un determinato periodo;

attraverso il tempo, l’evoluzione della lingua nel corso del tempo

- Generale/applicata: la linguistica generale ha un’impostazione più teorica

e interna; può essere applicata ad altri ambiti come ad esempio alla

traduzione (disciplina traduttologica), all’insegnamento di una lingua

(glottodidattica)

- Storica: può essere vincolata alle fasi storiche più brevi (esempio il

linguaggio di Dante) o anche più lunghe

- Comparata: basata sullo studio scientifico e sistematico di più lingue,

soprattutto delle lingue che appartengono alla stessa famiglia linguistica

(esempio linguistica romanza che studia le lingue che ne sono derivate).

Ci sono anche delle sottocategorie:

- Dialettologia e geografia linguistica: studia i dialetti italiani a questa

sottocategoria possono essere applicati tutti gli altri punti precedenti

(interna/esterna; sincronica/diacronica…); la geografia studia la

distribuzione geografica dei fenomeni linguistici (esempio cicless).

- La sociolinguistica: studio della lingua italiana in relazione agli aspetti

sociali

- Etnolinguistica: lo studio di una lingua attraverso le relazioni che questa

ha con le culture umane a metà tra la linguistica e l’antropologia

- Neurolinguistica: lo studio tra le connessioni delle patologie del

linguaggio

- Psicolinguistica: ramo della linguistica che studia i rami psicologici che

stanno alla base della formazione di frasi e dell’utilizzo delle lingue

La linguistica italiana è l’insieme di queste parti (o alcune di esse)

 applicati alla lingua italiana, ai dialetti o alle minoranze linguistiche

Ci sono diverse fasi della nascita e della diffusione della linguistica:

1) L’alfabeto è l’associazione del morfema al grafema: questo risulta essere

il primo ragionamento fatto sulla linguistica. La messa a punto

dell’alfabeto è una sorta di atto di nascita della linguistica

2) Aristotele: studia il fine del linguaggio De

3) Roma: Varrone e Quintiliano autori di libri di lingua; il primo scrive

lingua latina che si occupa di etimologia (origine delle parole); il secondo

Institutio oratoria

è autore di è finalizzata alla formazione dell’oratore, è

la somma delle competenza per parlare e scrivere bene

4) Nel Medioevo: scompare il latino e compaiono molte lingue romanze

questo impone non poche riflessioni sulla lingua tra cui anche Dante con

De Vulgari eloquentia. Dante studia dal punto di vista geolinguistico

l’Italia e individua 14 volgari (organizzati da Ovest a Est con l’Appennino

come divisore) Date primo dialettologo italiano.

Nel corso del ‘500 si sviluppa un dibattito sulla lingua italiano, si cerca di

trovare un’unica lingua che possa andare bene per lo scritto. Viene

Prose della Volgar lingua

pubblicato nel 1525 le scritto da Pietro Bembo e

ivi identifica il fiorentino di Dante, Petrarca e Boccaccio come lingua

adatta per lo scritto. Con questa classificazione tutte le lingue che erano

considerati Volgari e allo stesso livello, retrocedono e diventano i

Dialetti infatti la parola dialetto nasce introno al 1550

5) La linguistica diventa una scienza vera e propria verso la fine dell’800. In

Italia Graziadio Isaia Ascoli lingua e glottologo è inventore della

linguistica italiana, padre della glottologia e scopritore delle lingue. Si

dedica allo studio delle lingue antiche e anche delle lingue moderne

come lo zingaro.

Scopre due lingue: il ladino italiano e il francese franco-provenzale.

Fu il primo a riconoscere la dignità linguistica dei dialetti come lingue con

la propria fonetica, morfologia, lessico ecc. Studia anche l’origine dei

dialetti.

08/10/19

LE LINGUE INDOEUROPEE Le lingue nel mondo sono un

numero superiore ai 7 mila

(non considerando i dialetti);

e questo numero di lingue è

in continua variazione:

dovuta quasi sempre alla

scomparsa ad alcune di esse

ma quasi mai nella creazione.

L’italiano appartiene secondo

un criterio genealogico, alla

ceppo indeuropeo. Le lingue

indoeuropee sono un grande

numero e rappresentano la

grande maggioranza delle

lingue parlate. Tutte queste

lingue rimandano ad un

antenato comune:

l’indoeuropeo. Alcuni linguisti

della linguistica comparata e i glottologi hanno ipotizzato l’esistenza di questa

lingua grazie degli studi compiuti.

Le principali sottocategorie della lingua indoeuropea:

- Il blu: le lingue romanze (latine)

- Il rosso: le lingue germaniche

- L’arancione: le lingue celtiche (il gallico, il gallese, irlandese, il bretone)

- Il verde: le lingue slave

- Il verde chiaro: le lingue baltiche (lituano e il lettone)

- L’azzurro: il gruppo albanese autonomo

- Il giallo: l’insieme del gruppo greco autonomo

- Il verde oliva: l’insieme delle lingue indo-iraniche

- Il viola: la lingua armena autonoma

Le Lingue Romanze

Le lingue romanze possono essere divise a loro volta in delle sottocategorie:

tutte le lingue si dice che derivino dal latino. Ma sarebbe più corretto dire che le

lingue romanze ‘continuano’ il latino e non ne ‘derivino’. La derivazione

presuppone una brusca interruzione, cosa che non è successa.

Le lingue romanze sono parlate da più di 1 miliardo di persone, anche al di fuori

dalla sede originaria della lingua romanza in particolare, in seguito al

colonialismo la lingua romanza si è estesa negli altri continenti.

Se si somma il numero di parlanti che parlano le lingue romanze come L2 allora

il numero arriva a 1,5 miliardi. Si dice che le

lingue romanze

siano neo-latine

perché: le lingue

romanze non

continuano il latino

classico (letterario)

ma continua il

latino volgare,

quello parlato dalle

persone.

Gli studiosi

conoscono meglio

il latino classico

perché ha lasciato

molte

testimonianze

scritte; il latino

volgare al

contrario, essendo

stato

principalmente

orale, ha fornito

poche

testimonianze le poche testimonianze però sottolineano l’assomiglianza con

le lingue romanze.

Ad esempio:

1. Latino classico: AURIS=ORECCHIO da qui potrebbe derivare il

termine ‘auricolari’

Latino volgare: ORICLA=ORECCHIO molto più vicine alle lingue

romanze

Italiano=orecchia

Francese=oreille

Spagnolo=oreja

2. Latino classico: POSSE=V. POTERE

Latino volgare: manca gli studiosi della linguistica comparata,

procedendo al contrario attraverso le regole fonetiche, dalle lingue

romanze arrivano al latino volgare

Latino Volgare =*POTERE

Italiano=potere

Francese=pouvoir

Spagnolo=poder

Le Lingue Romanze si chiamano così perché: l’aggettivo ‘romanze’

- Deriva dall’avverbio latino ‘romanice’=parlare alla romana (la lingua che

parlava la gente dell’Impero Romano, si opponeva al modo di parlare

Latino.

- termine ‘romanz’ indicava il testo scritto in lingua ‘romanice’ porta

Il 

alle lingue romanze.

- Romània= insieme dei territori antichi di lingua romanza; si può sentire

anche il termine ‘romània nuova’=tutti i territori in cui si utilizza oggi la

lingua romanza (anche i continenti che sono stati invasi)

Si può parlare anche di ‘romània perduta’= territori che inizialmente

erano di lingua romanza ma che poi si sono perdute, ad esempio l’Africa

Settentrionale.

Le ragioni della differenziazione del latino e quindi della formazione delle lingue

romanze:

1) Il primo motivo: diverso periodo di invasioni e conquiste da parte dei

Romani ad esempio la Sicilia viene romanizzata molto presto; mentre la

Dacia (attuale Romania) è stata romanizzata nel 2°secolo d.C. (4 secoli

dopo la Sicilia).

Il latino delle conquiste siciliane era ben diverso da quello parlato

durante le conquiste della Dacia

2) L’intensità della romanizzazione: in alcuni territori la conquista è molto

rapida e duratura (esempio Sud della Francia); in altre invece la

conquista è lenta dovuta alla resistenza delle popolazioni indigene, dura

anche poco (ad esempio la Dacia dura meno di 2 secoli)

3) La diversità del latino: il altino come tutte le lingue naturali possedeva

numerose varietà, varietà determinate dalla posizione geografica, dai

fattori cronologici (latino classico e quello volgare), dai fattori sociali

(latino influenzato dalla condizione sociale dei conquistatori: il latino dei

personaggi pubblici era diverso da quello dei soldati e dei soldatiqueste

due categorie erano quelli che alla fine avevano conquistato i territori)

4) La modalità della trasmissione: la diffusione avveniva attraverso

l’ascolto più il territorio era accessibile e vicino al territorio originale del

latino è più era influenzato

5) Reazioni etnico linguistiche: il rapporto tra il latino e le lingue autoctone

dei territori conquistati. All’inizio le due lingue convivono, poi il latino si

impone sulle lingue preesistenti e le cancellaqueste lingue preesistenti

vengono dette sostrato.

Le lingue del sostrato, pur scomparendo, lasciano delle tracce e

influenzano il latino.

Sul manuale: l’ultimo capitolo importante ma non lo chiede.

chiederà poco: il capitolo 1

Il superstrato (inventato sempre da Isaia Ascoli): è l’insieme delle lingue che

sono entrate in contatto con il latino successivamente alla romanizzazione.

Sono considerate sopra il latino perché sono arrivate dopo. Ma queste lingue

non hanno sovrastato il latino per vari motivi:

- Il latino era una lingua prestigiosa

- Era conveniente che il latino fosse parlato nei territori conquistati

Nonostante le nuove lingue non sovrastino il latino, ma le modificano.

Le lingue del superstrato sono:

1. Arabo: più di 7 secoli di convivenza tra gli arabi e gli spagnoli (vengono

cacciati nel 1492?): l’arabo ha modificato il latino della spagna a tal

punto da farlo diventare spagnolo; nello spagnolo gli arabismi sono circa

4 mila, su una media di 5-7,5 mila di parole che un parlante usa nella sua

L1.

Gli arabi arrivano anche in Sicilia: 400 arabismi nel dialetto siciliano.

Nell’italiano sono circa 1000 gli arabismi (sull’intero dizionario) tutti

derivanti dallo spagnolo. I termini arrivati sono principalmente di ambito

scientifico: termini che cominciano con ‘al’ (algebra, alchimia, ma anche

albicocca); ma anche termini che riguardano il commercio: piante, frutti

(arancia, albicocca), magazzino, dogana (anche il divano ha la stessa

origine di ‘divano’, nelle dogane c’erano i divani per attendere).

2. Le lingue delle popolazioni germaniche (la lingua dei franchi, longobardi,

visigotiinsieme di lingue germaniche). L’impero romano comincia a

frantumarsi quando da nord arrivano popolazioni di lingue germaniche (i

Barbari), queste si sistemano nelle varie zone (franchi, longobardi,

visigoti…) e le loro lingue entrano in contatto con le lingue latine e le

influenzano. I termini che più influenzano il latino sono di ambito bellico

(scudo, elmo) perché combattevano in maniera diversa. Il termine

‘guerra’ ad esempio ha sostituito il ‘bellum’ latino; il bellum era riferito

all’esercito schierato, le popolazioni germaniche combattevano invece

corpo a corpo. Ma anche parti del corpo: schiena, fianco, spalla sempre

legati al combattimento, nei combattimenti corpo a corpo ad essere

colpiti erano appunto queste parti che nell’armatura romana erano più

scoperte.

Anche i colori: bianco (in latino ‘albus’ da cui poi albume, alba, album);

bruno; biondo perché le popolazioni germaniche erano particolarmente

chiare in opposizione alle popolazioni brune romane. Comincia a girare

‘albus’ per indicare solamente il colore bianco ma i germanismi per

indicare il bianco della pelle e capelli.

Alcuni aspetti di differenziazione e similitudine delle varie lingue romanze

rispetto al latino:

- I tratti in negativo:

1. La perdita dei casi: in tutte le lingue romanze (tranne il Rumeno che ne

conserva qualcuno) che arrivano dal latino. I casi vengono sostituiti dagli

articoli e preposizioni; questo probabilmente è dovuto al fatto che già

probabilmente nel latino volgare si erano persi sennò non tutte le lingue

romanze gli avrebbero persi.

2. La perdita del neutro: fanno eccezione il rumeno, siciliano, catalano,

napoletano; qualche parola italiana come il pronome ‘ciò’. I termini che

erano neutri in latino sono stati ricategorizzati, ossia collati all’interno del

maschile o del femminile (in italiano ad esempio i neutri sono diventati

principalmente maschili; ma in francese invece principalmente

femminili).

Il neutro plurale (termini che terminano in a) finisce spesso nel femminile

e acquisisce un valore collettivo (le mura della città, i bracci)

- I tratti in positivo:

1. Introduzione degli articoli e le preposizioni. Gli articoli a loro volta

derivano dal latino ma avevano la funzione di pronomi (es ‘il’ deriva da

‘illo’).

2. Introduzione di tempi verbali (passato prossimo) e i modi (il

condizionale)

Il Sardo è tra le lingue romanze quello che si è allontanato meno dal latino

(mantiene ad esempio ‘domus’; 8/100). L’Italiano è abbastanza conservativo, lo

spagnolo una via di mezzo, mentre quello che si è allontanato di più è il

francese. Il rumeno si è trovato ben presto isolato: è venuto in contatto con le

lingue slave ed è rimasto per molto tempo isolato dalle lingue romanze

conserva quindi aspetti del latino abbastanza antico proprio perché non è

venuto a contatto con le lingue romanze ma anche evoluto per il contatto con

le lingue slave.

14/10/19

Classificazione delle lingue romanze

Sono lingue diverse tra loro: si passa dalle lingue parlate da mezzo miliardo di

persone, a lingue parlate da poche decine di persone.

Per il criterio geolinguistico si dividono in 4 gruppi:

1. Gruppo italoromanzo: Italiano, dialetti italoromanzi, sardo (dialetto ma

rispetto agli altri dialetti è più completo), il retoromanzo (o ladino: un

insieme di lingue parlate nell’antica Rezia), dalmatico (non più in uso,

parlato nella Dalmazia)

2. Gruppo balcanoromanzo: romeno

3. Gruppo ibero-romanzo: spagnolo, portoghese e catalano

4. Gruppo galloromanzo: francese, provenzale, guascone (una varietà del

provenzale), francoprovenzale.

Il gruppo balcanoromanzo La distribuzione

geolinguistica comprende

la Romania e la Moldavia.

Il rumeno ha una

caratteristica: è stata

romanizzata per circa

due secoli, ma

nonostante il periodo di

conquista sia stato breve,

hanno portato avanti il

latino anche se nella

propria caratteristica. Il

rumeno è parlato nella

Romania politica, in

Moldavia, ma anche nella

regione settentrionale

della Serbia (è la lingua coufficiale accanto al Serbo). Il rumeno ora è diffuso

anche in altri paesi, dopo le immigrazioni si è diffuso anche in altri paesi, in

Italia è una delle comunità più diffusa.

In seguito ai fenomeni migratori antichi si sono diffusi nel sud dei Balcani (

Macedoromeno in rosso, parlato da 250 mila persone; Meglenoromeno (prende

il nome da Megleno a Salonicco, in giallo scuro, 10/112 mila persone, questi

si sono insediati in tempi diversi e per questo sono considerate diverse; giallo

chiaro, nella penisola di Istria, attuale Croazia, detta Istroromena e parlata da

poche centinaia di persone è in via di estinzione).

La varietà letteraria linguistica e delle grammatiche è il Dacoromeno (antica

Dacia) come per l’Italia è il fiorentino.

Il gruppo iberoromanzo 1 – lo Spagnolo, il Portoghese, il Catalano

Le lingue nella zona iberica. È

principalmente com

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ruslanadovganyuk95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Bellone Luca.
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