Linguistica italiana
Distinzione tra linguistica e grammatica
Bisogna cominciare col dire di non confondere la linguistica con la grammatica italiana. La grammatica, infatti, "regola" i fondamenti di una lingua, la linguistica, invece, costituisce quei fondamenti stessi, cioè il lessico. Ad esempio, una frase come "Ho visto a Luca", molto diffusa nella parlata degli Italiani del Sud, anche se grammaticalmente scorretta, per la linguistica non è sbagliata e ne spiega perché. (Ciò non significa che, in ogni caso, una tale costruzione sia ammissibile nel linguaggio scritto!).
Comunque è bene curare anche la lingua parlata, perché, per citare Nanni Moretti: "Le parole sono importanti. Chi parla male pensa male e vive male." In altre parole il linguaggio può non solo essere frainteso, ma anche manipolato per ingannare e plagiare i meno istruiti.
Utilità della linguistica
La linguistica è una disciplina utile anche per studiare le lingue straniere. Si può dividere in:
- Fonetica e fonologia;
- Morfologia (studio sulla classificazione delle parti del discorso e sulla formazione delle parole);
- Sintassi, divisa in analisi logica e del periodo;
- Semantica;
- Lessicologia.
Tipi di linguistica
Esistono vari tipi di linguistica:
- Linguistica interna, linguistica sincronica (solo un periodo) e diacronica (sviluppo nel tempo);
- Linguistica generale;
- Linguistica comparata (confronto fra lingue diverse);
- Dialettologia (studio dei dialetti).
Origini della linguistica
La linguistica nasce in Grecia, patria del primo sistema alfabetico, grazie ad Aristotele e poi a Roma con Quintiliano. In seguito c'è l'Umanesimo. In epoca più recente c'è il contributo di Graziadio Ascoli (morto nel 1907), fondatore della linguistica italiana moderna. Bisogna distinguere la linguistica dalla grammatica, in quanto la prima si limita a studiare una lingua e non a correggerla, come la grammatica.
Famiglie linguistiche
Esistono varie "famiglie" di lingue:
- Gruppo Italo-Romanzo: italiano, sardo, ladino;
- Gruppo Balcano-Romanzo: romeno;
- Gruppo Ibero-Romanzo: spagnolo, portoghese, catalano;
- Gruppo Gallico-Romanzo: francese, provenzale, guascone, franco-provenzale;
- Gruppo albanese (albanese);
- Gruppo anatolico;
- Gruppo armeno (armeno);
- Gruppo baltico (lituano e lettone);
- Gruppo celtico (gallico);
- Gruppo germanico (tedesco ed inglese);
- Gruppo greco (greco);
- Gruppo illirico;
- Gruppo indoario (hindi e sanscrito);
- Gruppo iranico;
- Gruppo italico;
- Gruppo slavo;
- Gruppo slavo (russo).
Lingue romanze
Si definiscono romanze le lingue derivate dal latino. "Romanzo" deriva da "romanice" popolare. Si possono classificare le lingue in base a confini politici.
Dettagli linguistici regionali
Romeno/Rumeno
Romania politica, Istria (istroromeno), Balcani, specialmente Macedonia (macedoromeno), varietà letteraria (regola della grammatica): daciano.
Spagnolo
Spagna politica tranne parte nord est (Catalogna), nord ovest (Galizia), area di Valencia. Caso a parte il basco, lingua di cui non si sa origine. Perseguitato sotto Franco, dal '78 è lingua protetta. Spagnolo parlato anche in America latina (tranne Brasile), alcuni stati USA (Texas, California, Arizona, Florida). Varietà letteraria: aragonese.
Catalano
Lingua "ponte" tra iberoromanzo e gallo romanzo, Catalogna storica (Barcellona), Valencia, Isole Baleari, Alghero (Sardegna).
Francese
Francia politica, Canada, Marocco, Algeria, Haiti, Repubblica Dominicana (dipartimenti d'oltremare), varietà letteraria: Franciano (Parigi).
Provenzale
Piemonte: Chisone, Susa (TO), provincia di Cuneo.
Guascone
Guascogna (imparentata al provenzale), non c’è una varietà letteraria.
Gruppo italo-romanzo
Gruppo Italo-Romanzo (Italiano, Sardo, Ladino, Dalmatico)
Ladino
È un insieme di parlate diverse, precisamente il Ladino Occidentale (Cantone dei Grigioni in Svizzera; dal 1937 è considerato la quarta lingua ufficiale della Svizzera accanto a Tedesco, Francese ed Italiano), il Ladino Centrale (Dolomiti) e il friulano (parte del Friuli-Venezia Giulia). Dal 1999 è considerato lingua di minoranza dall’importanza storica dallo Stato Italiano.
Dalmatico
È una lingua estinta e fu scoperta solo nel 1906. La Dalmazia era lunga striscia compresa fra Istria ed Albania, oggi corrisponde politicamente alle zone costiere di Croazia e Montenegro. Il Dalmatico cominciò ad estinguersi probabilmente con l’arrivo, dall’anno 1000 circa, coll’arrivo di popolazioni slave da est, a cui bisogna aggiungere l’influenza del veneziano e del genovese da Ovest (Genova e Venezia furono repubbliche marinare che toccarono anche le coste dalmate) e dell’albanese da Sud. Così nel ‘700 il Dalmatico era parlato solo in alcune isole della Croazia. La data della sua "morte" è il 1898, colla scomparsa del suo ultimo parlante, Antonio Udina, sull’isola di Veglia.
Sardo
È una lingua molto diversa dall’italiano. Dal 1997 è riconosciuto lingua ufficiale della Sardegna accanto all’Italiano. Ci sono diverse varietà di sardo, tra cui la più curiosa è forse il tabardino, dal nome di un’isola tunisina colonizzata dai da genovesi nel ‘500, poi cacciati un paio di secoli dopo dai francesi. Questi coloni si stabilirono nelle isole sarde di San Pietro e Sant’Antioco, dando origine ad un mix di genovese del ‘500, arabo e sardo.
Corso
Dal 2012/2013 è riconosciuto lingua ufficiale dell’isola insieme al francese. Come il Sardo, ha molte varianti, di cui le due principali sono il corso settentrionale e il corso meridionale. A Bonifacio, invece, si parla genovese.
Italiano fuori dall'Italia
Si parla a Malta, in Slovenia e in Croazia. Nel Principato di Monaco si parla il monegasco, un mix tra italiano e ligure.
Italiano
Il 5% della popolazione italiana non parla italiano. Questa percentuale è divisa fra:
- Lingue romanze come Francese (Valle d’Aosta), Ladino (Piemonte), Provenzale (valle Germanasca), Francoprovenzale (Valle d’Aosta e val di Susa), Sardo, Catalano (Sardegna);
- Lingue non romanze come Tedesco (Bolzano), diviso a sua volta in vari dialetti, Sloveno (Gorizia), Croato (Molise), Albanese (Italia centro-meridionale), Greco (Sud della provincia di Lecce e Reggio Calabria, Salento meridionale), Romance (un po’ in tutta Italia), unica minoranza linguistica non riconosciuta ufficialmente, lingua dei Rom.
- Lingue Allemaniche (Piemonte e Val d’Aosta).
Italiano come lingua ufficiale
L’italiano è la lingua ufficiale anche della Repubblica di San Marino e del Vaticano. Si definisce dialetto un sistema linguistico vero e proprio "fratello" dell’italiano. Il patrimonio linguistico italiano è definito da due tipi diversi di sistemi linguistici:
- Italiano;
- Dialetti autoctoni d’Italia.
Concetti di diglossia e bilinguismo
Si definisce "dia sistema" un insieme di sistemi linguistici tra loro molto comuni, tanto da poter essere considerato come un unico sistema linguistico. L’italiano stesso non è una lingua unitaria, ma ha molte varietà a seconda dei contesti. Bisogna fare un’altra distinzione fra diglossia e bilinguismo. Si cominci col dire che l’applicazione della prima o della seconda definizione dipende se si classifica l’uso di due "parlate" da parte di una persona dal punto di vista sociolinguistico o linguistico in senso lato. Se si sceglie il primo, si parlerà di diglossia qualora un soggetto usi una sola lingua (es. italiano) nei rapporti formali, mentre invece impiega l’altra (es. piemontese) nei rapporti informali. Con bilinguismo, invece, si definisce un caso in cui il parlante usa entrambe le lingue che conosce in qualsiasi rapporto, formale od informale. Se invece si giudica la questione solamente con la linguistica, si userà solamente il termine bilinguismo, perché nella linguistica tutte le parlate sono allo stesso livello, a prescindere dal loro uso o diffusione.
Dialetti italiani ed endogeni
Si definisce endogeno un dialetto appartenente al territorio in cui viene parlato. Alla fine degli anni ’90 la diffusione e l’uso dei dialetti in Italia erano questi:
- Maggioranza relativa usufruente sia dell’italiano che del dialetto della propria regione (per usufruente si intendono anche chi capisce una certa lingua, pur non sapendo parlarla);
- Minoranza significativa usufruente del solo italiano;
- Minoranza in decrescita usufruente del solo dialetto.
Ricerca ISTAT sulla diffusione dei dialetti
Di recente una ricerca ISTAT ha stabilito che la regione più "dialettofona" è il Veneto, con solo il 17% degli intervistati che dichiara di usare l’italiano nei rapporti informali. Al contrario, la regione più "italofona" è la Liguria; il 65% degli intervistati dichiara di usare l’italiano nei rapporti informali. Alla situazione di divisione fra italiano e dialetti locali sembrano sfuggire Firenze e Roma, la prima perché ufficialmente l’italiano è derivato dal fiorentino del ‘300 (Boccaccio e Petrarca), anche se ovviamente il fiorentino odierno è diverso e neppure l’italiano contemporaneo non è di certo la lingua di Boccaccio. Quanto a Roma, non si può più parlare di un dialetto "romanesco" vero e proprio, in quanto è stato abbattuto da due grandi eventi storici, ossia il Sacco di Roma (1527-1528), in quanto i lanzichenecchi spopolarono letteralmente la città e l’allora Papa Clemente VII, per evitarne l’estinzione, condusse presso di sé la corte originaria di Firenze (Clemente VII era un Medici). Il secondo evento fu la nomina di Roma a capitale d’Italia nel 1871. In tale occasione, considerando Roma come capitale culturale e non solo politica, si ritenne giusto imporre l’italiano come lingua comune della popolazione, al posto del dialetto. Di conseguenza ciò che oggi viene comunemente riconosciuto come "romanesco" è in realtà solo una variante d’italiano.
Evoluzione della lingua italiana
Italiano fiorentino letterario dal ‘300, eletto da Pietro Bembo lingua letteraria nazionale nel 1525 attraverso il suo manuale, processo di diffusione fino al 1954, diffusione completa per televisione. La parola dialetto deriva dal greco dialectos e significa varietà di greco letterario. 14 Dialetti individuati da Dante nel De Vulgari Eloquentia, classificati per prestigio. Il dialetto è lingua viva e parlata dal popolo, ha lessico adatto per amore, virtù e guerra. Salva solo il siciliano, il bolognese, il fiorentino, che elegge a lingua nazionale.
Definizioni e classificazioni dei dialetti
Varie definizioni: lingua, lingua minore, variante locale dell’italiano (no perché dialetto e italiano, molto diversi), parlata arretrata (no perché usata anche da ceti alti), lingua priva di tradizione letteraria (falso), sistema comunicativo di minor prestigio (per solo uso orale), minoranza linguistica (falsissimo perché fa parte del ceppo italo-romanzo). Dialetti fratelli dell’italiano (stessa origine). Sinonimi: parlata, patois, varietà (non spregiativo), vernacolo. Tre macro gruppi di dialetti italiani Nord (confine in Toscana Nord o Appennino), Centro (confine tra Roma e Pescara) Centro-Sud Lazio parte delle Marche Campania, Basilicata. Confine a metà Calabria e nel Salento. Estremo sud Siciliano e Salentino.
Dialetti primari e secondari
22/10/13 Dialetti primari: ciò che comunemente si intende come dialetti. Dialetti secondari: varietà di una certa lingua su scala geografica. Esempio: Inglese Americano. Italiano regionale: varietà italiana parlata in una certa regione. Esempio siciliano: ti ritorno il libro che mi hai prestato. Sino ad una trentina d’anni fa, il dialetto era considerato simbolo d’ignoranza. Più di recente, invece, lo si è riscoperto, soprattutto per la sua ricchezza espressiva, vicina al parlato, una qualità sfruttata dai nuovi media, in particolare dalla pubblicità.
Frammentazione linguistica in Italia
23/10/13 Il nostro Paese è quello che al mondo ha più frammentazione linguistica, secondo solo all’India. Sull’origine di tale frammentazione, a livello non solo nazionale (dialetti), ma anche europeo (lingue romanze) sono sorte tre teorie:
- Preistorica (Mario Alinei): i dialetti italiani e le lingue romanze sarebbero nate già nel Paleolitico Superiore, con la diaspora dell’Homo Sapiens dall’Africa. Ciò è indimostrabile, perché non esiste alcuna fonte scritta di quest’epoca che possa provarlo;
- Sostrato: coll’arrivo del latino in Europa, le lingue parlate in precedenza sarebbero gradualmente scomparse, lasciando però una traccia nella "lingua degli dei" e formando i dialetti attuali;
- Superstrato: quando il latino era ormai consolidato, sarebbero arrivate nell’Impero lingue germaniche e l’arabo, che pur non cancellando il latino, si sovrapposero ad esso e lo influenzarono.
Popolazioni pre-romane
Già prima dei Romani c’erano popoli numerosi e diversi nel territorio italiano. La teoria più gettonata riguarda due "ondate" di popolazione: IV-III millennio a.C. popolazioni mediterranee (Liguri), III millennio a.C. indoeuropei (Latini).
Varietà del latino e romanizzazione
La differenziazione riguarda anche il solo latino, senza influenze esterne. Bisogna infatti tenere in conto i fattori tempo, spazio (spesso i soldati romani importavano nelle province il latino popolare; accadeva anche, però, che una certa varietà di latino rimanesse in Italia), stile (il latino di Cicerone, ad esempio, era molto diverso a seconda del contesto formale od informale), livello d’istruzione dei parlanti, periodo e durata della romanizzazione.
Implicazioni etnico-geografiche
Sostrato: italico, etrusco, ligure... f intervocalica Esempio: bufalo Etrusco: -enna, -ina ecc. Esempio: Ravenna, aspirazione della c intervocalica. Spagnolo: aspirazione di parole inizianti in latino per f (ferro, hierro) Europa Francese sostrato celtico a= è, sistema numerico vintegesimale, lessico ad esempio chemise, dal celtico camina Super strato Lingue germaniche, lessico bellico e di parti del corpo per differente metodo di guerra, corpo a corpo Romani a squadroni.
Influenze linguistiche germaniche e arabe
Aggettivi germanici come blond e nomi come tovaglia per differenza fisica fra barbari e romani e vita domestica. Arabo Dominazione araba Penisola iberica 711-1492 Sicilia 827-1090 Arabismi 4000 spagnolo 400 siciliano Italiano lessico scientifico algebra e topografia gualdaquivir
Varietà dell'italiano contemporaneo
Diversificazione linguistica
Grande diversificazione 4 dimensioni variazione Mezzo fisico ambientale (scritto od orale): diamesia (attraverso il mezzo); Strato o gruppo sociale: diastratia Area Geografica (regioni italiane): diatopia Situazione comunicativa (grado di familiarità fra gli interlocutori): diafasia Quattro parametri o dimensioni tra loro connessi:
- Il gergo (linguaggio di una certa comunità di parlanti, in genere di livello medio-basso);
- "Annamose a ffà 'na bbira (romanesco; informale; orale; poco istruito)
Segmenti dell'italiano
Quattro segmenti dell’italiano:
- Diamesia: polo superiore: italiano scritto colto, polo inferiore: parlato informale;
- Diastratia: polo alto: italiano colto delle classi alte, polo inferiore: italiano popolare/dialetto;
- Diatopia: polo alto: italiano standard, polo basso: italiano regionale;
- Diafonia: polo alto: discorso fra governanti, polo basso: conversazione fra parenti/amici.
Tra i due poli opposti c’è il continuum, ossia una serie infinita di variazioni minime.
Rappresentazione grafica delle varietà linguistiche
Gaetano Berruto ha posto la questione ed ha rappresentato graficamente l’italiano contemporaneo sugli assi cartesiani. In totale ha contato nove varietà di italiano.
- Italiano aulico;
- Tecnico-scientifico;
- Burocratico;
- Standard-letterario;
- Neo standard (italiano parlato a livello colloquiale);
- Italiano regionale popolare;
- Italiano informale colloquiale;
- Italiano gergale.
Esempi di variazione linguistica
La variazione linguistica:
- Mi pregio di informarla che la nostra venuta non rientra nell’ambito del fattibile. (Italiano aulico);
- Trasmettiamo a Lei destinatario l’informazione che la venuta di chi sta parlando non avrà luogo (Italiano tecnico-scientifico);
- Vogliate prendere atto dell’impossibilità della venuta dei sottoscritti. (Italiano burocratico);
- La informo che non potremo venire (Italiano standard);
- Le dico che non possiamo venire (Italiano neostandard);
- Sa, non possiamo venire (Italiano regionale popolare);
- Ci dico che non possiamo venire;
- Mica non possiamo venire, eh.;
- Ou, apri ‘ste orecchie, col cavolo che ci si trasborda.
Varietà diamesica
29/10/13 Varietà diamesica Diversa natura semiotica del mezzo (scritto od orale) Architettura della lingua Diversi fatti su diversi livelli d’ordine Grande pianificazione del discorso ("architettura" del testo) Grado di importanza data al contenuto rispetto che alla forma L’interazione col partner (rapporto diretto o no col destinatario) Comunicazione non verbale (assente nello scritto; molto importante nell’orale) Tre ambiti diversi: Fenomeni che non riguardano lo scritto (espressione del viso, gesticolazione ...)
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