Linguistica clinica 2
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Lezione 1 09/09/2021
Ricevimento lunedì 15:45-17:45
Durante il corso sarà presentata la metodologia di ricerca in linguistica e saranno presentati alcuni
strumenti per condurre un'analisi quantitativa e qualitativa di dati linguistici ottenuti attraverso
l'utilizzo di test standardizzati e non standardizzati. Parallelamente saranno presentati alcuni studi che
indagano le competenze linguistiche nelle persone (bambini, adolescenti e adulti) con dislessia,
focalizzando l'attenzione sulle difficoltà che queste persone mostrano con alcune strutture
sintatticamente complesse dell'italiano (frasi relative, frasi interrogative, frasi passive, frasi
contenenti pronomi clitici, frasi scisse).
Libro: Lowie & Seton (2013) Essential Statistics for Applied Linguistics
- Tipo di ricerca che è possibile condurre
Variabili: cos’è una variabile e quali variabili ci sono
-
- Come si organizzano i dati in un file excel
- Popolazioni e campioni
- Statistica descrittiva (media, moda, mediana, variabilità e dispersione) (anche usando excel)
- Creazione di tabelle pivot
- Punteggi z
- Distribuzione binomiale - Statistica inferenziale (test statistici) - Test parametrici e non parametrici
- T-test/Anova/Wilcoxon/Mann Whitney
- Correlazioni
- Regressione
- Cenni ai software per condurre analisi statistiche (SPSS e R)
I disturbi di apprendimento: La dislessia
- Panoramica sui disturbi di apprendimento (dislessia)
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Cos’è la dislessia, com’è regolata dalla legge
-
- Strumenti compensativi e dispensativi
- Tipi di dislessia - Relazione tra dislessia e disturbo di linguaggio
➢ ➢
- Difficoltà linguistiche delle persone con dislessia: pronomi clitici e degli articoli frasi relative
➢ ➢ ➢
frasi interrogative frasi passive frasi scisse
La dislessia consiste in una minore velocità nella lettura a voce alta, in presenza di capacità cognitive
adeguate, non ci sono deficit neurologici. Alle persone con DSA sono garantiti strumenti
compensativi e dispensativi per l’aiuto con lo studio e il lavoro. Ci sono diversi tipi di dislessia.
Vedremo anche la relazione tra dislessia e disturbo del linguaggio. Ci sono diverse ipotesi al riguardo:
chi dice che siano lo stesso disturbo e chi dice che siano due disturbi diversi che si presentano in
concomitanza. Studi più recenti hanno dimostrati che persone con dislessia abbiano difficoltà non
solo in lettura ma con strutture sintattiche complesse: frasi con pronomi clitici e articoli, frasi relative,
frasi interrogative, frasi passive, frasi scisse. Le stesse frasi problematiche per chi ha DSL, proprio
per questo si cerca di capire le relazioni fra dislessia e disturbo del linguaggio.
Esame: stesura report (2 ore e 30 min)
- introduzione: si introduce il problema, il tipo di studio e lo scopo.
che hanno preso parte all’esperimento.
- partecipanti: descrizione dei soggetti
- materiali: descrizioni del tipo di materiali (test) utilizzati per la raccolta dei dati utili alla valutazione
linguistica dei soggetti e confronto fra i vari studi sullo stesso argomento.
- risultati: presentazione dei risultati delle analisi statistiche condotte.
- discussione: giustificazione (dal punto di vista linguistico) dei risultati ottenuti e confronto con altri
eventuali dati. 2
Esempio traccia: 3
Inserire un primo commento su come si comportano: i bambini con dislessia hanno percentuale più
bassa rispetto a bambini con sviluppo tipico. In un paper va sempre inserita prima la statistica
descrittiva (percentuale, DS e commenti) e dopo va riportata l’inferenziale.
La linguistica clinica
La teoria linguistica (Linguistica Teorica) cerca di descrivere un certo tipo di fenomeno linguistico,
rappresenta un punto di partenza per gli studi. La teoria però deve basarsi su dati sperimentali
linguistici (empirici) che la testino. Raccolgo i dati, gli analizzo e verifico la mia teoria per accettarla,
raffinarla o confutarla. Quindi c’è mutuo scambio tra teoria linguistica e dati sperimentali. Da un lato
c’è bisogni di una solida teoria linguistica per spiegare dei comportamenti linguistici, dall’altro ci
sono dati ottenuti da una determinata popolazione che permettono di confermare, raffinare o confutare
la teoria linguistica.
Metodologia di ricerca: un esperimento si sviluppa dagli obiettivi alla raccolta dati alla
sperimentazione/analisi linguistica dei dati raccolti.
1. Obiettivi della ricerca: perché si decide di intraprendere un determinato studio?
2. Strumenti
3. Modalità raccolta dati
4. Analisi linguistica dei dati 4
I dati
Il t-test per campioni indipendenti ha dimostrato che la differenza tra le medie dei due gruppi è
significativa:
t(27) = 2.4, p < 0.005
Risultato di un’analisi statistica che mi permette di vedere che confrontando due gruppi, questi si
comportano in maniera differente.
La metodologia statistica (in ambito linguistico)
Raccolta informazione ed elaborazione dati linguistici attraverso metodi statistici al fine di studiare
determinati fenomeni:
Valutare la competenza di determinate categorie di persone nell’uso di determinate proprietà
passive, frasi relative…).
linguistiche (pronomi clitici, frasi
Determinare quali fattori possono influenzare la performance linguistica (età, memoria…).
Prima di progettare lo studio si fanno delle ipotesi.
La statistica
La statistica consiste in metodologie finalizzate alla raccolta e analisi dei dati. Consiste in un insieme
di metodi per:
Progettare: pianificare come devono essere raccolti i dati necessari per le ricerche;
Descrivere: sintetizzare i dati (statistica descrittiva),
Inferire: formulare previsioni basate su dati raccolti (statistica inferenziale).
La statistica ci aiuta a dare un significato a diverse informazioni e a comprendere e interpretare i
risultati (linguistici).
Tipi di ricerche: Ricerche longitudinali vs. ricerche cross sectional (trasversali)
Studi longitudinali
Lo sviluppo di un individuo o di un gruppo di individui è studiato per un certo periodo di tempo, a
diverse età. Ci sono più momenti di misurazione. Per testare la lingua dei bambini piccoli i momenti
sono più ravvicinati poiché la lingua si sviluppa velocemente. Solitamente, serve parecchio tempo
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per la raccolta dei dati. Esempio: lo sviluppo delle frasi passive: test a 4-5 anni e poi a intervalli
regolari fino a 9-10 anni.
Studi trasversali/cross-sectional
Per studiare come evolve lo sviluppo linguistico in un determinato numero di soggetti, in un unico
momento. I dati sono raccolti in diverse fasi di sviluppo, però in un solo momento, cioè un
determinato soggetto viene testato solo una volta (lo sviluppo delle frasi passive in italiano,
confrontando bambini di 1, 2, 3, 4, 5 elementare). La performance potrebbe essere attribuibile a
caratteristiche specifiche che riguardano quel determinato gruppo in quel determinato momento.
Ricapitolando:
- studi longitudinali: stesso partecipante testato in diverse età della sua vita.
- test cross-sectional: I dati sono raccolti da partecipanti di diverse età (es. 6 mesi, 12, 18 mesi), ogni
gruppo di età è costituito da partecipanti diversi.
Casi singoli vs. gruppi
Studi longitudinali: solitamente raccolgono dati di casi singoli (case studies).
Studi cross-sectional: studi che coinvolgono gruppi più o meno numerosi di individui.
Studi di casi singoli: approccio olistico, si cerca di integrare quanti più aspetti possibili rilevanti per
lo studio.
Studi di gruppi: si cerca di rendere omogeneo un determinato gruppo di studio. Ci saranno delle
caratteristiche comuni che serviranno per rendere omogeneo il gruppo, mentre altri aspetti saranno
ignorati o controllati in altro modo.
Es: Studenti/bambini che hanno ottenuto la diagnosi di dislessia entro gli 8 anni.
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Lezione 2 16/09/2021
Ricerca qualitativa vs. ricerca quantitativa
Ricerca qualitativa: i dati sono raccolti soprattutto in forma non numerica: diari, interviste,
metodi in cui si propone un’attività e si
osservazioni e metodi introspettivi (protocolli think-aloud:
chiede alla persona di riflettere a voce alta su ciò che ha svolto).
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Ricerca quantitativa: i dati raccolti sono in forma numerica, le variabili sono manipolate per testare
ipotesi. Ad esempio, studi/esperimenti che misurano i tempi di reazione ad un determinato stimolo.
Oppure verificare se una determinata frase è più preservata di un’altra dello stesso tipo. Quella che
vedremo noi è essenzialmente la ricerca di tipo quantitativo.
Ricerca in situ vs ricerca in laboratorio
Ricerca in situ: un fenomeno viene studiato nel suo setting naturale durante le attività quotidiane.
Ricerca in laboratorio: un fenomeno viene isolato dal suo setting normale e studiato con un test
appositamente predisposto, ad esempio verificare la grammaticalità di frasi in isolamento attraverso
un test di giudizi di grammaticalità. In laboratorio ho il controllo sulle variabili e sul test.
Esperimenti vs. quasi-esperimenti
Esperimenti: i partecipanti sono assegnati casualmente alle condizioni sperimentali e ai gruppi (ad
esempio, testare l’effetto di terapia su bambini che balbettano, divisi in due gruppi in modo casuale,
ad alcuni propongo una terapia, all’altro gruppo un’altra terapia o nulla, per vedere quale terapia sia
efficace).
Quasi-esperimenti: non è possibile assegnare casualmente i partecipanti alle condizioni sperimentali
e ai gruppi (gruppo con disturbo del linguaggio vs. gruppo senza disturbo del linguaggio).
Noi ci concentreremo su ricerche di tipo quantitativo e in laboratorio.
Variabili
Raccolta dati: scegliere i partecipanti da includere nel campione di studio.
Le caratteristiche misurate su ciascun partecipante sono chiamate variabili (il valore della
caratteristica varia tra i partecipanti). Diversi partecipanti possono avere differenti valori di
una variabile (variabile 8 anni, partecipanti di 8;1/8;2, ecc.).
Devo scegliere quali variabili considerare nei partecipanti (es. età) e negli stimoli linguistici
(es. frasi passive con e/o senza complemento d’agente -> gli stimoli variano in base alla
presenza/assenza del complemento d’agente).
Non tutte le variabili sono dello stesso tipo.
Classificazione delle variabili
Quantitative: esprimibili tramite valori numerici:
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Età, anni di istruzione;
prodotte/comprese…
Numero di parole correttamente
Qualitative (categoriali): esprimibili tramite sostantivi, avverbi, aggettivi i valori assunti sono
categorie: sesso, stato civile livello di istruzione, ecc. tutte le categorie possibili si chiamano livelli di
una variabile.
Classificazione delle variabili:
Quantitative: esprimibili tramite valori numerici: •età, anni di istruzione, numero di parole
correttamente prodotte/ comprese...
Qualitative (categoriali): esprimibili tramite sostantivi, avverbi, aggettivi. I valori assunti sono
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categorie sesso, stato civile, livello di istruzione...
• Variabili nominali • Variabili ordinali • Scale di intervalli • Scale di rapporti
Variabili nominali
Variabili categoriali in cui non è possibile individuare un ragionevole criterio di ordinamento tra le
ha senso dire che una di loro è più grande o migliore di un’altra (colore
modalità (categorie): non
occhi, genere, mezzi di trasporto). Possiamo dire solo che sono diverse. Non possiamo calcolarne la
media. le quali l’unica cosa che è possibile dire sulle diverse opzioni è
Le variabili nominali sono quelle per
che sono differenti.
Variabili ordinali
È possibile istituire un ordinamento logico (crescente o decrescente) tra le modalità (livello di
istruzione, posizione occupata in una graduatoria, posizione di arrivo in una gara di corsa, giudizio
ottenuto in una prova). Si può stabilire una gerarchia ma non una media.
Scale di intervalli e scale di rapporti
Scale di intervalli: variabili che assumono un valore numerico. Le differenze tra i numeri sono
interpretabili ma le variabili non hanno un valore zero naturale (es. misurare la temperatura in gradi
celsius, 0 gradi non significa che non c’è temperatura, significa la temperatura alla quale l’acqua
gela).
Scale di rapporti: variabili che assumono un valore numerico. In questo caso zero significa davvero
zero. Esempio, i tempi di reazione/ risposta di un soggetto che risolve un problema o risponde ad una
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domanda. Entrambe rendono possibili confronti, considerando quanto una di esse è più grande o più
piccola di un’altra.
Sono variabili numeriche.
Variabili discrete e variabili continue
Variabili discrete: assumono come possibili valori numeri distinti (interi). Esempio: numero di
risposte corrette ad una prova di comprensione di un testo. Nessun valore può collocarsi tra una coppia
di valori.
Variabili continue: tra due estremi di un intervallo possono assumere infiniti valori. Una variabile
continua è una in cui per due valori è sempre possibile un valore in mezzo. Esempio: tempi di reazione
una determinata prova sono valori continui: 3,1 secondi, 2,3 secondi, ecc. C’è sempre un nuovo
ad
valore che si colloca tra qualsiasi coppia di valori.
Variabili discrete e variabili continue in linguistica
Variabili continue: misure on-line, ovvero misure relative al processo che si intende studiare nel
momento stesso in cui sta occorrendo: durata delle fissazioni, dei tempi di lettura…
Variabili discrete (categoriche): misure off-line, ovvero misure che rappresentano il prodotto finale
del processo:
- risposta scelta in un compito di accettabilità grammaticale;
- risposta scelta in un test di comprensione a selezione di figure;
- struttura sintattica, attiva o passiva, usata per descrivere un evento in un compito di descrizione di
immagini. 9
Misure on-line e off-line possono essere combinate.
Misure on-line (strumenti):
Self paced reading: misuro il tempo impiegato dalla persona per leggere da parola a parola e stringhe
o frasi.
Eye-tracking: strumento che registra i movimenti oculari durante la lettura. Misura le fissazioni.
Misure off-line (strumenti):
Prove di comprensione come il TCGB.
Variabili dipendenti/indipendenti
Variabile dipendente: quella che misuro.
Variabile indipendente: quella che manipolo. Manipolare significa variare, cambiare.
Esperimento linguistico: permette di valutare in quale misura un fattore, una variabile (indipendente)
influenza un fattore (variabile dipendente).
Esperimento linguistico: permette di valutare in quale misura un fattore (ad es. la lunghezza delle
– ‘casa’ vs. trisillabiche ‘carota’) influenza un comportamento umano misurabile
parole: bisillabiche
(ad es. il tempo di lettura).
Variabile indipendente: proprietà linguistica che viene manipolata dallo sperimentatore: lunghezza
parole in sillabe (bisillabe vs. trisillabe).
Variabile dipendente: comportamento umano che misuriamo tempo di lettura (in secondi).
La variabile indipendente ha un effetto sulla variabile dipendente se osserviamo una differenza
significativa nei tempi medi di lettura delle parole bisillabe e di quelle trisillabe.
Variabile indipendente: proprietà linguistica che viene manipolata dallo sperimentatore lunghezza
parole in sillabe (bisillabe vs. trisillabe).
Variabile dipendente: comportamento umano che misuriamo tempo di lettura.
La variabile indipendente ha un effetto sulla variabile dipendente se osserviamo una differenza
significativa nei tempi medi di lettura delle parole bisillabe e di quelle trisillabe. Come stabiliamo se
una differenza è significativa? Mediante un’analisi statistica.
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Lezione 3 23/09/2021
Variabile indipendente conduco l’analisi dei dati. La natura della variabile dipendente
Quella che posso misurare, su cui
determina il tipo di analisi.
Variabile dipendente –
Variabile categorica: corretto/sbagliato relativa/passiva
–
Variabile continua: tempo di lettura (reading time) tempo di reazione (reaction time).
A seconda del tipo di variabile si sceglie un tipo di analisi statistica.
La statistica
Statistica: metodologie finalizzate alla raccolta e analisi dei dati.
Statistica: insieme dei metodi per:
progettare: pianificare come devono essere raccolti i dati necessari per le ricerche;
descrivere: sintetizzare i dati (statistica descrittiva);
inferire: formulare previsioni basate sui dati raccolti (statistica inferenziale).
Per spiegare la differenza tra statistica descrittiva e statistica inferenziale è necessario introdurre i
concetti di: Popolazione e Campione.
Popolazione e campione
Le entità osservate in un ricerca vengono definite soggetti di studio,
Popolazione:
- totale dei soggetti di interesse in uno studio;
l’insieme di unità (soggetti) su cui vogliamo generalizzare un certo risultato.
-
Campione:
- sottoinsieme della popolazione di riferimento dello studio;
- un insieme più piccolo di unità (ma idealmente rappresentativo) estratte da una popolazione,
usato per determinare delle caratteristiche circa quella popolazione.
Obiettivo della ricerca: attraverso un campione acquisire conoscenze riferibili alle popolazioni.
Partecipanti ad un esperimento linguistico
Adulti/bambini/adolescenti;
Popolazioni specifiche/DSA/DSL/Sordi; 11
Quali criteri di inclusione?
Importante: somministrare un questionario sul background familiare e linguistico-culturale.
Qual è la popolazione oggetto dei nostri studi e del nostro corso? Le persone con disturbo specifico
di apprendimento, nello specifico le persone con dislessia.
I disturbi specifici di apprendimento (DSA) “Persistente difficoltà di
Il DSA secondo il manuale diagnostico internazionale DSM-V:
apprendimento delle abilità scolastiche chiave, con esordio durante gli anni scolastici (pe
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Linguistica applicata - Modulo 2
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Linguistica generale
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Linguistica clinica 1
-
Linguistica computazionale - parte 2