Lingua inglese A.A. 2016-2017
Appunti
1. Linguaggio, mente e interazione sociale
1.1 Definizione di linguistica
La linguistica è lo studio scientifico del linguaggio umano. Essa riguarda i modi in cui i membri di una specifica comunità discorsiva concettualizzano la loro esperienza, la codificano in forma linguistica, e usano tale codice nell’interazione sociale. Il linguaggio condiziona profondamente il nostro modo di pensare i problemi e i processi sociali. Ciò spiega perché lo studio sistematico del linguaggio riguarda necessariamente sia la cognizione (cognition) – il modo in cui il linguaggio struttura i pensieri nella mente umana – che la comunicazione (communication) – il modo in cui il linguaggio viene usato nell’interazione sociale.
Infatti, noi mentre acquisiamo il linguaggio nell’infanzia, scopriamo:
- La nostra identità come individui (quando ci riferiamo a noi stessi e alle nostre idee o opinioni);
- La nostra identità come esseri sociali (quando comunichiamo con altre persone).
Per queste ragioni la linguistica ha un importante impatto su diverse discipline, come sociologia, psicologia cognitiva, antropologia, filosofia, apprendimento e insegnamento del linguaggio, neuroscienze, intelligenza artificiale. La psicologia cognitiva, per esempio, è alla base della visione psicolinguistica sviluppata da Noam Chomsky, la sociologia, dall’altra parte, fornisce informazioni alla visione sociolinguistica proposta da Michael Halliday.
1.2 Linguaggio come cognizione
Nella Grammatica Trasformazionale-Generativa (Transformational-Generative Grammar) di Chomsky, lo scopo della linguistica non è semplicemente focalizzato su come il linguaggio è strutturato. Infatti, egli è interessato principalmente ad una maggiore comprensione del linguaggio al fine di capire maggiormente i processi della mente umana.
Chomsky parte dall’osservazione che sebbene differenti gruppi di persone parlano differenti linguaggi, tutti i linguaggi umani sono governati similarmente da regole comuni, o principi, che sono universali. Ogni linguaggio ha regole che governano la pronuncia, la formazione delle parole, la costruzione delle frasi, fornendo un modo per fare affermazioni e richieste, domande, e così via. Ciò significa che i linguaggi si differenziano l’un l’altro solo al livello della loro struttura superficiale, ma la loro struttura profonda è la stessa e riflette le regole generali di un sistema linguistico universale degli esseri umani.
Il sistema linguistico universale è una dotazione genetica di tutti gli esseri umani. Chomsky lo definisce come un dispositivo di acquisizione del linguaggio – Language Acquisition Device (LAD) – programmato geneticamente nel cervello umano. Il LAD fornisce una serie di principi di grammatica comuni, o grammatica universale – Universal Grammar (UG) – e le loro realizzazioni come parametri variabili che sono adattati ai vari “setting” dei diversi linguaggi.
La presenza del LAD nel cervello umano spiega perché lo sviluppo del linguaggio nei bambini avviene in maniera così spontanea, e non richiede nessun insegnamento esplicito delle regole grammaticali da parte degli adulti. Inoltre, i bambini sono estremamente creativi nell’uso del linguaggio perché posso dire e capire parole e frasi che non hanno mai sentito prima.
Nella prospettiva di Chomsky, pertanto, il linguaggio, nella mente umana, è esclusivamente uno sviluppo di conoscenza cognitivo, astratto e completamente scollegato dai contesti sociali nei quali è usato. Ciò, infatti, rappresenta un altro modo di considerare il linguaggio, che è un sistema socialmente motivato e sviluppato per permettere la comunicazione sociale.
1.3 Linguaggio come comunicazione
Nella Grammatica Sistemico-Funzionale (Systemic-Funcional Grammar) di Halliday, lo scopo della linguistica ha a che fare con lo studio del linguaggio come semiotica sociale, vale a dire, come un sistema di segni che sono stati sviluppati per essere al servizio della necessità comunicative delle persone che vivono in contesti sociali. In altre parole, Halliday considera il linguaggio non come un’evoluzione biologica del cervello degli esseri umani, ma come un’evoluzione socio-culturale sollecitata dal bisogno degli esseri umani di comunicare fra di loro all’interno delle proprie comunità.
Ciò significa che il linguaggio si è evoluto all’interno di una specifica comunità nel modo da soddisfare tre funzioni principali:
- La Funzione Ideazionale (Ideational Function), che studia la produzione del pensiero per mezzo del linguaggio in modo da interpretare l’esperienza;
- La Funzione Interpersonale (Interpersonal Function), che studia la produzione di azioni con il linguaggio in modo da realizzare la comunicazione interpersonale;
- La Funzione Testuale (Textual Function), che studia l’organizzazione linguistica del messaggio.
Queste funzioni, nella visione di Halliday, sono realizzate in modo diverso nei diversi linguaggi perché sono codificate nelle strutture semantiche e sintattiche che riflettono la diversa semiotica sociale delle diverse comunità. All’interno di ciascuna comunità, questo codice semantico e sintattico (che rappresenta il “sistema grammaticale” del suo linguaggio) permette l’espressione del comportamento sociale delle persone attraverso il suo uso in vari contesti situazionali. Attraverso le risorse grammaticali del loro codice, le persone sono libere di scegliere quelle strutture che meglio descrivono i loro intenti espressivi e comunicativi.
1.4 Prospettiva della competenza
Chomsky sostiene che la linguistica dovrebbe riguardare esclusivamente una conoscenza astratta del linguaggio, che egli definisce competenza (competence). Egli, quindi, dissocia la competenza dall’uso effettivo del linguaggio, o prestazione (performance). In opposizione a tale concezione, Dell Hymes sostiene che il linguaggio non è semplicemente una conoscenza di regole idealizzata e astratta, ma è anche l’uso di queste regole per realizzare la comunicazione (competenza comunicativa, communicative competence).
Gumperz e Levinson sostengono che le regole d’uso dei vari linguaggi sono diverse perché riflettono le diverse esperienze socio-culturali dei loro utilizzatori (relatività linguistica, linguistic relativity – l’idea che la cultura, attraverso il linguaggio, influenza il modo in cui pensiamo, specialmente la nostra classificazione del mondo che esperiamo).
1.5 La prospettiva esperenzialista
Un più recente approccio cognitivo-funzionale alla grammatica, derivato dalla visione esperenzialista della linguistica cognitiva è riuscito a mettere insieme queste due teorie sotto una comune razionale. Per i linguisti cognitivi-funzionali, il linguaggio è sistematicamente radicato nella cognizione umana in quanto è un sistema concettuale che emerge dall’esperienza quotidiana che la gente fa del proprio ambiente fisico e socioculturale.
2. L’incorporamento dei suoni inglesi
2.1 Studi sincronici e diacronici della lingua
La Linguistica Sincronica studia lo stato attuale di una lingua, generalmente ignora la sua evoluzione e supporta il concetto di arbitrarietà. Il linguista svizzero Ferdinand de Saussure (1959) sostiene che le parole sono associate con le cose reali, alle quali si riferiscono, solo in maniera arbitraria. Ciò è dimostrato dal fatto che parole differenti in differenti linguaggi indicano la stessa cosa. Saussure sostiene che la lingua è “pensiero organizzato accoppiato con il suono”. Ciò significa che ogni elemento linguistico è un membro, un “articulus”, in cui un’idea è fissata in un suono e il suono diventa il suono dell’idea. In altre parole un’immagine “uditiva” diviene associata con un concetto. Saussure formulò la teoria del segno che “risulta dall’associazione di un significato con un significante”; ma il legame tra il significante e il significato è arbitrario.
La Linguistica Diacronica studia l’evoluzione della lingua nel tempo e sostiene che i suoni delle lingue sono originati da una “radice comune” non arbitraria che riproduce l’esperienza fisica iniziale che la gente fa del mondo attraverso i cinque sensi: udito, tatto, gusto, olfatto, e vista. Ciò è dimostrato dal fatto che parole che indicano, per esempio, il rumore di un cane nelle varie lingue derivano dalle stesse radici di suono /b/: “bark” (Inglese); “abbaiare” (Italiano); “aboyer” (Francese); “bellen” (Tedesco).
2.2 L’incorporamento esperenziale del significato e Image Schemata
“[…] La nostra realtà è formata dai pattern dei movimenti del nostro corpo, i contorni del nostro orientamento spaziale e temporale, e le forme della nostra interazione con gli oggetti. […] La mia discussione inizia mostrando che il movimento del corpo umano, la manipolazione degli oggetti, e le interazioni percettive comportano pattern ricorrenti senza i quali la nostra esperienza sarebbe caotica e incomprensibile. Io chiamo questi pattern “image schemata”, perché funzionano principalmente come strutture astratte di immagini […] per mezzo delle quali la nostra esperienza si manifesta in un ordine discernibile” (M. Johnson, The Body in the Mind, 1987: xix)
2.3 Fonetica Inglese
La Fonetica è l’area della linguistica che studia le proprietà articolatorie e acustiche dei suoni di una lingua – vale a dire, come questi suoni sono prodotti dai parlanti e percepiti dagli ascoltatori. Le seguenti sono differenze fra parole scritte e pronunciate:
- Parole omofoniche (homophonic words): parole scritte in maniera diversa ma pronunciate nello stesso modo;
- Parole omografiche (homographic words): parole scritte nello stesso modo ma pronunciate in maniera diversa.
Per risolvere questo tipo di problema, i linguisti hanno elaborato l’Alfabeto Fonetico Internazionale – International Phonetic Alphabet (IPA) – che contiene un simbolo per ciascun suono o fonema (phoneme). Esso è adottato per trascrivere il suono di qualunque parola in qualunque linguaggio, e queste trascrizioni sono generalmente poste dopo ciascuna parola nel dizionario. Il modo in cui tali fonemi sono usati convenzionalmente per trascrivere i suoni dell’inglese parlato attualmente si ritrova nel cosiddetto Received Pronunciation o Standard English, rappresentato da simboli fonemici graficamente racchiusi in oblique strokes //.
Gli allofoni (allophones) sono differenti pronunce (realizations) dello stesso fonema, dipendenti dalle varietà dello stesso linguaggio, e sono graficamente racchiuse in parentesi quadre [].
3. Il linguaggio in contesti socio-culturali
3.1 Varietà diatopiche e diastratiche
Dobbiamo iniziare dall’esame delle variazioni del linguaggio e da come è classificato convenzionalmente in varietà (varieties), dialetti (dialects), e accenti (accents).
- Le varietà sono variazioni generali che si trovano all’interno del codice dello stesso linguaggio (es. British English, American English).
- I dialetti sono varietà locali, regionali, che differiscono dal codice del linguaggio standard per la morfologia, il lessico, la sintassi e la fonologia.
- Gli accenti sono varietà regionali di un linguaggio che differiscono dal codice standard solo per la fonologia. La variazione di accento ha anche una dimensione sociale, e ciò è spesso definito in termini di status sociale e prestigio del oratore. In Inghilterra, l’accento considerato di prestigio è lo Standard English (la variazione sviluppata e parlata nel sud-est dell’Inghilterra – in altri termini, nell’area che include Londra, Cambridge e Oxford). Lo Standard English è anche chiamato Pronuncia Accettata (Received Pronunciation) ed è codificato nei fonemi dell’Alfabeto Fonetico Internazionale (International Phonetic Alphabet).
Le variazioni del linguaggio possono, pertanto, essere riassunte in:
- Variazioni Diatopiche (Diatopic Variation): in relazione del posto in cui vengono parlate (es. l’inglese parlato come prima lingua, inglese parlato come seconda lingua, inglese parlato da persone che vivono in un paese non madrelingua inglese).
- Variazione Diastratiche (Diastratic Variation): in relazione allo stato sociale dei parlanti la variante (es. inglese parlato la classi operaie londinesi, Cockney). In altre parole, la nostra pronuncia, sia del linguaggio L1 (lingua nativa) che di L2 (seconda lingua o lingua straniera) rivela un sistema complesso di significati sociali che acquisiamo nel corso della nostra vita.
- Variazione Diafasica (Diaphasic Variation): in relazione alla dimensione pragmatica. Lo stile linguistico del registro si diversifica in ragione del contesto situazionale in cui ha luogo la comunicazione.
- Variazione Diamesica (Diamesic Variation): dipende dal significato e dai canali della comunicazione.
- Variazione Diacronica (Diachronic Variation): si riferisce allo sviluppo storico della lingua.
3.2 Varietà pidgin e creole
Un’altra sorgente di valutazione diastratica dello status sociale su basi diatopiche è rappresentata dalle varietà pidgin e creole dell’inglese. Queste varietà sono parlate da persone appartenenti alle ex colonie britanniche.
La varietà pidgin è una versione semplificata di una lingua non nativa che si è sviluppata in contesti coloniali ed è utilizzata dalle popolazioni indigene in contesti di commercio o contatti ufficiali/burocratici. Come tale, spesso contiene diverse caratteristiche lessicali e grammaticali trasferite dalle lingue indigene.
La varietà creole è un linguaggio sviluppato da una varietà pidgin per mezzo dell’acquisizione di una grammatica più complessa. Come tale, può avere parlanti nativi (essere una lingua L1).
Spesso, i parlanti le varietà pidgin e creole si rifiutano di conformarsi alla varietà inglese standard perché la considerano come “il linguaggio dei colonizzatori”, mentre considerano le varietà pidgin e creole come espressioni delle loro identità nazionali e socioculturali. Quindi, in molti casi, i parlanti le varietà pidgin e creole hanno addirittura rifiutato l’ortografia convenzionale della lingua standard, preferendo le trascrizioni fatte secondo il loro spelling fonetico indigeno.
Molte persone istruite delle ex colonie britanniche di India e sud-est asiatico sono impazienti di lasciare il loro accento inglese locale per acquisire una pronuncia Inglese Standard. Schumann definisce questo fenomeno come Acculturazione (Acculturation). L’Acculturazione è il processo attraverso il quale le persone si adattano a una nuova cultura internalizzandone i sistemi di pensiero, le credenze, insieme ai sistemi di comunicazione per mezzo dell’acquisizione della lingua di tale cultura. Le persone che si acculturano a un nuovo linguaggio hanno una motivazione integrativa, che utilizza il loro uso del linguaggio come segno di appartenenza al quel particolare gruppo sociale al quale desiderano appartenere. Al contrario, quando le persone vogliono sottolineare la propria distanza socioculturale e psicologica dal gruppo sociale dominante che impone ad essi la propria lingua, allora prevalgono i processi di pidginization e creolization.
3.3 Movement and Position Schemata: una concezione cognitiva delle proposizioni inglesi
Il significato di base delle preposizioni
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