Che materia stai cercando?

Lingua Inglese: Appunti di linguistica (tradotti in italiano)

Appunti di Lingua inglese basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Giampaolo dell’università degli Studi del Salento - Unisalento, facoltà di Scienze della formazione, Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Lingua inglese docente Prof. M. Giampaolo

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

LINGUA INGLESE • A.A. 2016/2017

Il Present Perfect è convenzionalmente tradotto in italiano come Passato Prossimo e ciò

significa che gli italiani enfatizzano una prospettiva passata nel periodo di tempo considerato.

4.3 Pragmatica dei verbi: Present Simple e Perfect nei discorsi

4.3.1 Funzioni pragmatiche di Tense e Aspects

La pragmatica riguarda la comunicazione – e, quindi, ha il focus sul tipo di messaggio che un oratore

intende comunicare all’ascoltatore. Per raggiungere i loro obiettivi comunicativi, gli oratori spesso

manipolano il linguaggio per produrre gli effetti voluti. Questa manipolazione del linguaggio

generalmente avviene inconsciamente quando gli oratori sono impegnati nelle comunicazioni sociali

quotidiane. In alcuni casi, dove sono coinvolte relazioni di potere tra gli oratori, il linguaggio viene

manipolato consciamente. Il recente campo di studi nella pragmatica che esplora i meccanismi della

manipolazione del linguaggio è chiamato Critical Discourse Analysis.

È necessario dire, d’altra parte, che molti significati pragmatici ascritti alle forme linguistiche sono

“socializzati” dentro una speech community, il che significa che le loro implicazioni di senso, o

connotazioni (connotations) – che eccedono i loro meri significati semantici, o denotation – sono

compresi automaticamente dalla maggior parte dei membri nativi di una speech community. Ciò

avviene perché queste implicazioni di senso sono parte degli schemi sociolinguistici (sociolinguistic

schemata) che i membri della comunità hanno sviluppato nel tempo attraverso la comunicazione tra

di loro nell’ambito di contesti nativi di interazioni socio-culturali. Gli schemi sociolinguistici

rappresentano il codice cognitivo pragmatico attraverso il quale i membri di quella comunità usano

la sintassi del loro linguaggio per comunicare i propri significati.

C’è un certo numero di problemi cognitivi che devono essere capiti pragmaticamente quando

dobbiamo usare le dimensioni Tense e Aspect degli English Verb Phrase. Focalizziamoci, per

esempio sugli usi metaforici del Present Simple e Perfect.

Why do Standard-English speakers use the Present Simple when they want to express general truths?

La risposta è che il Present Simple rappresenta semanticamente meri fatti (mere facts). Ciò perché

è la dimensione del Tense e Aspect che può esprimere al meglio nel discorso la mera rappresentazione

di verità fattuali (factual truths) nella loro completa nudità, senza alcun commento soggettivo –

anche senza alcun coinvolgimento affettivo – da parte dell’oratore. In altre parole, la funzione

pragmatica del Present Simple è primariamente quella di esprimere fatti oggettivi con l’intervento e

il coinvolgimento dell’oratore ridotti al minimo.

Why do Standard-English speakers use the Present Perfect when they want to indicate present

relevance of a past process?

Questa questione non può essere spiegata semplicemente per mezzo di una regola semantica. Infatti,

questa è una questione che riguarda l’uso pragmatico del Present Perfect per esprimere il

coinvolgimento soggettivo psicologico dell’oratore con quel che egli dice, ciò è il marchio della

differenza con la mera “affermazione dei fatti” implicata dall’uso del Present Simple.

Ricapitolando:

a. quando usiamo il Present Perfect, poniamo il focus sull’esperienza che il soggetto ha

costruito sino ad ora, non semplicemente sulla rilevanza di quella esperienza del passato sul

presente; e perché questa esperienza è stata costruita sino al tempo corrente, coesistono nella

forma del Present Perfect due componenti temporali-esperenziali: presente (Present) e passato

(Past);

10

A.A. 2016/2017 • LINGUA INGLESE

b. quando usiamo il Present Simple, poniamo il focus oggettivamente su un fatto presente,

senza nessun coinvolgimento emotivo diretto dell’oratore nell’esperienza.

5 Sequenze Temporali: Past Simple e Perfect

5.1 Past Simple: Semantics

Il Past Simple inglese è usato per azioni completate nel passato in un tempo definito.

Più specificatamente, il Past Simple è usato:

(a) per azioni passate quando è specificato il tempo:

- I worked with him yesterday.

(b) quando si chiede il tempo:

- When did you work with him?

(c) quando l’azione si è chiaramente svolta in un tempo definito anche se questo tempo non è

menzionato:

- The train was ten minutes late.

- She lived in London some years ago.

Ora, nota la differenza fra l’uso del Past Simple e del Present Perfect:

(1) I worked with Peter this morning. (Past Simple)

(2) I have worked with Peter this morning. (Present Perfect)

La frase (1) è detta nel pomeriggio, o nella sera dello stesso giorno: la mattina è già finita e, pertanto,

è percepita dall’oratore come passato (Past).

La frase (2) è detta nel corso della stessa mattina: la mattina non è ancora finita, e quindi entrambe le

azioni (il processo) e il momento del parlare sono percepite dall’oratore come presente (Present).

5.2 Past Perfect: Semantics

Il Past Perfect è usato per un’azione (o processo) che è iniziato prima di un’altra azione nel passato,

e: (a) che continuava ad essere svolta a quel tempo, o

(b) si interrompeva a quel tempo, o un po’ di tempo prima.

Esempi:

(a) She had worked as a welfare officer in the hospital for ten years; the she retired and went to

live in Rome.

(b) Jane was 23 years old when she moved to London. Her mother had died five years before

and since then Jane had lived alone. Her mother had advised her to get a job, and Jane

intended to follow this advice.

Come possiamo vedere, il verbo nella forma Past Perfect indica un tempo nel passato che è più

remoto del tempo segnalato da un altro verbo al Past Simple nella stessa frase. 11

LINGUA INGLESE • A.A. 2016/2017

La figura precedente illustra la rappresentazione semantica del Past Simple e del Past Perfect come

sequenza temporale (time-sequence). Essa mostra un processo passato reso nella forma del Past

Perfect che sarebbe senza significato senza la sua correlazione temporale con un processo passato più

recente reso nella forma del Past Simple. Questa correlazione temporale (time-correlation) si riflette

nella pragmatica del discorso effettivo, dove le forme del Past Simple e del Past Perfect sono sempre

correlate entro una sequenza temporale per veicolare l’idea della rilevanza esperenziale di un’azione

passata per una susseguente azione passata.

6 Word-Forms and Pro-Form – Modifying, Defining, and Inquiring

6.1 Free and Bound Morphemes

La Morfologia (Morphology) è la branca della linguistica che studia le strutture e il significato delle

parole. Come tale, è strettamente legata alla sintassi e alla semantica. Convenzionalmente, la sintassi

e la semantica si occupano, rispettivamente, della struttura e del significato di intere frasi. La

morfologia, invece, si occupa della “sintassi” di parole complesse e di parti di parole, o morfemi

(morphemes), e allo stesso tempo della “semantica” del loro significato lessicale (lexical semantics).

L’analisi a livello morfologico si occupa con gli elementi strutturali di significato chiamati morfemi

(morphemes). I morfemi sono classificati in due tipi:

1. Morfema Libero (Free Morpheme). Esso è un elemento lessicale che prende la forma di una

parola individuale con un significato completo. Come tale, esso può stare solo come una

parola indipendente in una frase.

2. Morfema Legato (Bound Morpheme). Esso è un elemento lessicale incorporato in una parola

come una parte dipendente. Come tale, non può stare solo, ma deve essere collegato ad un

altro morfema.

6.2 Derivational Morphology

La derivazione (Derivation) è quella parte della morfologia che si occupa del modo in cui i morfemi

sono connessi a forme lessicali esistenti come affissi (affixes).

Gli affissi sono di due tipi principali: prefissi (prefixes) e suffissi (suffixes).

a. I prefissi (prefixes) sono affissi attaccati all’inizio di un elemento lessicale (stem, o

root-form, o base morpheme) – per esempio: de-, dis-, un-, pre-, post-.

b. I suffissi (suffixes) sono affissi attaccati alla fine di un elemento lessicale – per esempio: -ure,

-age, -ing, -ize, -ful, -less, -able, -ness, -hood, -er, -ly.

La morfologia derivazionale non è una caratteristica esclusiva della grammatica inglese, ma può

essere trovata nella maggior parte, se non in tutte, delle lingue, e segue principi morfologici

sistematici – anche se con proprietà grammaticali differenti. Infatti, le proprietà grammaticali sono

specifiche di una particolare lingua o gruppo di lingue – come nel caso dell’Inglese e dell’Italiano.

L’Inglese e l’Italiano sono istanze dei Flectional Languages, in altri termini, linguaggi che derivano

dall’gruppo arcaico indo-europeo, che include inoltre il Latino e l’antico Greco, caratterizzate da

verbi con riferimento temporale (passato, presente e futuro), voci attiva e passiva (in dipendenza delle

12

A.A. 2016/2017 • LINGUA INGLESE

prospettive sull’azione) e parole classificate in singolare, plurale e spesso in casi (nominativo,

accusativo, etc.). La tendenza dell’inglese all’affixation (principalmente suffixation) è una

caratteristica tipica di tutte le lingue indo-europee.

La morfologia inglese (come quella italiana) è molto economica e produttiva, nella misura in cui

utilizza un numero limitato di affissi derivazionali per produrre un quasi illimitato numero di possibili

parole. Ciò è dovuto al fatto che in inglese (e in italiano) gli affissi derivazionali (derivational affixes)

o morfemi legati, sono semanticamente significativi, vale a dire, ogni affisso è basato su un

particolare schema semantico (un image schema) in grado di modificare il significato di una parola

già esistente e, spesso, anche la sua classe grammaticale.

Esaminiamo come accadono queste modificazioni.

1. Affissi derivazionali (derivational affixes) possono causare cambiamenti semantici:

a. Il prefisso derivazionale pre- significa “prima”; post- significa “dopo”; un- significa

“no”; re- significa “ancora”.

b. Il prefisso de- aggiunto ad un verbo porta un senso di “sottrazione”, mentre dis- e

un- hanno un senso di “negatività”.

2. Gli affissi derivazionali possono anche marcare cambiamento di categoria (category

change), cambiando una categoria grammatica in un’altra, come nella derivazione di aggettivi

e sostantivi da verbi, o aggettivi da sostantivi, o avverbi da aggettivi. Per esempio:

a. Il suffisso derivazionale –able deriva un aggettivo da un verbo, implicando una

“abilità” con una relazione passiva con il suo elemento lessicale.

b. Il suffisso derivazionale –er deriva un sostantivo da un verbo, indicando un agente

umano o uno strumento inanimato.

c. I suffissi –ful e –less derivano un aggettivo da un sostantivo, indicando,

rispettivamente “addizione”, “abbondanza”, e “riduzione”, “sottrazione”.

d. I suffissi –ure e –age derivano un sostantivo da un verbo.

e. Il suffisso –hood deriva un sostantivo astratto da un sostantivo concreto; il

suffisso -ness deriva un sostantivo astratto da un aggettivo.

f. Il suffisso –ly deriva un avverbio da un aggettivo.

g. Il suffisso –ing deriva un sostantivo da un verbo.

6.3 Inflectional Morphology

La flessione (inflection) è il processo morfologico che non crea nuove parole ma adatta quelle

esistenti in modo da farle funzionare effettivamente in frasi senza cambiare la categoria del morfema

base. L’inglese ha i seguenti suffissi inflessionali:

1. Suffissi inflessionali dei verbi

a. La funzione del suffisso –s nel Present Simple è la costruzione della terza persona del

verbo.

b. La funzione del suffisso –ed nel Past Simple è quella di marcatore di Past Tense nei

verbi regolari.

c. Il suffisso –ed (per i verbi regolari) e –en (per alcuni verbi irregolari) è usato nella

formazione del Past Participle e, in generale, nella costruzione del Perfect Aspect.

d. Il suffisso –ing serve per formare il Present Participle, il gerundio e, in generale, per

la costruzione del Continuous Aspect.

2. Suffissi inflessionali dei sostantivi

a. Il suffisso –s è usato per la costruzione del plurale dei sostantivi.

b. Il suffisso ’s è usato come marcatore di possesso (nel cosiddetto genitivo sassone).

3. Suffissi inflessionali degli aggettivi

a. Il suffisso –er funziona come marcatore comparativo.

b. Il suffisso –est funziona some marcatore superlativo. 13

LINGUA INGLESE • A.A. 2016/2017

I suffissi inflessionali inglesi sono anche descritti in termini di set di scelta di forme grammaticali o

paradigmi morfosintattici (morphosyntactic paradigms). Questo termine è scelto perché queste

scelte sono direttamente correlate a ruoli specifici sia morfologici che sintattici.

6.4 Compounding

La lingua inglese ha un processo speciale attraverso il quale nuove parole possono essere formate a

partire da parole già esistenti. In questo processo, definito come compounding, parole singole

possono essere unite insieme per formare una nuova parola composta (compound word) il cui

significato è dato dalla somma dei due significati delle “parole matrice” (“matrix words”).

In inglese vi sono alcuni tipi speciali di compound words:

a. Noun + Noun (sostantivo + sostantivo): l’ultimo sostantivo è quello principale mentre quello

che lo precede è il suo modificatore.

Esempi:

chainsmoker chain^smoker = someone who smokes one cigarette after another

troublemaker trouble^maker = someone who makes trouble

workplace work^place = place where people work

b. Adjective + Noun (aggettivo + sostantivo): l’aggettivo è il modificatore del sostantivo

primario.

Esempi:

blackboard black^board = board with a black or dark surface on which you can write with a

piece o chalk

wildfire wild^fire = lightening with no thunder or, figuratively, quick and popular fame

c. Verb + Noun (verbo + sostantivo): il verbo qualifica e modifica il sostantivo.

Esempi:

scarecrow scare^crow = a figure made to look like a person and put in a field to frighten birds

away

swearword swear^word = rude or offensive word

pickpocket pick^pocket = a person who steals money etc. from other people’s pockets

d. Preposition + Noun (preposizione + sostantivo): la preposizione modifica il sostantivo.

Esempi:

undertone under^tone = meaning that is not expressed directly but is noticeable from what

one says or does

overdose over^dose = too much of a drug taken at one time

e. Adjective + Adjective (aggettivo + aggettivo): il primo aggettivo qualifica l’ultimo aggettivo

che è quello principale.

Esempi:

bittersweet bitter^sweet = bitter and sweet at the same time, or sadness and pleasure at the same

time

icycold icy^cold = very cold

f. Noun + Adjective (sostantivo + aggettivo): il sostantivo ha la funzione di modificare

l’aggettivo.

Esempi:

sky-blue sky^blue = bright blue colour

skintight skin^tight = fitting very close to the body

14

A.A. 2016/2017 • LINGUA INGLESE

g. Preposition + Verb (preposizione + verbo): la preposizione funziona da modificatore del

verbo.

Esempi:

undermine under^mine = to make something weaker at the base, for example, by digging under

it

uproot up^root = to pull a plant out of the ground, or to leave a place where you have

lived for a long time.

7 The Continuous Aspect In English Discourse

7.1 Dimensioni sintattiche e semantiche del Present del Past Simple Continuous

Nel capitolo precedente abbiamo esaminato come il codice grammaticale inglese stabilisce le

coordinate del Past e del Present marcando il verbo con il Tense. Abbiamo quindi considerato come

il verbo è ulteriormente marcato per l’Aspect. Fin ora, abbiamo esplorato solo due Aspects del verbo:

il Simple Aspect (che indica che il periodo di tempo nel quale il processo considerato ha luogo è

lasciato non specificato) e il Perfect Aspect (che indica che il processo considerato ha luogo

all’interno di un periodo di tempo che si è concluso).

Esempi:

- I work (Present Simple)

- I worked (Past Simple)

- I have worked (Present Perfect)

- I had worked (Past Perfect)

Un altro aspetto del verbo è il Continuous (o Progressive) Aspect che indica che il processo

rappresentato da verbo sta avendo luogo in un periodo di tempo esteso e aperto.

8 Mental Processes

8.1 Processi mentali vs. processi materiali

Il Continuous Aspect del verbo è principalmente usato per esprimere azioni intenzionali – in altre

parole, azioni che le persone compiono deliberatamente, o azioni che accadono deliberatamente. Ciò

spiega perché la forma del Present Continuous costituisce sintatticamente i Tense e Aspect

non-contrassegnati (unmarked) della rappresentazione semantica dei processi materiali del fare

(Material Processes of Doing). Questi processi rappresentano azioni che coinvolgono il fare cose e,

come rappresentazioni semantiche, sono parte della funzione ideazionale della lingua (Ideational

Function of Language). 15

LINGUA INGLESE • A.A. 2016/2017

I processi materiali (Material Processes) possono essere sia transitivi (transitive) che intransitivi

(intransitive) nella loro rappresentazione di una azione reale.

Esempi:

(1) John [Actor] is eating [Material Process] (intransitive)

(2) John [Actor] is eating [Material Process] the sandwich [Goal] (transitive)

Ancora, alcune azioni non sono intenzionali, ma semplicemente involontarie, rappresentano

sentimenti, percezioni e stati della mente che semplicemente accadono senza intenzionalità,

inconsciamente. Queste azioni sono generalmente espresse dai cosiddetti verbs of affection,

cognition e perception. La forma del Present Simple costituisce sintatticamente, in questi casi, gli

unmarked (non-contrassegnato) Tense e Aspect per la rappresentazione semantica di questi verbi

come processi mentali del “sentire” (Mental Processes of Sensing).

I verbi che rappresentano i processi mentali sono sempre transitivi, in quanto coinvolgono entrambi

un Senser (es. l’essere animato che “sente”, “pensa” e “percepisce”) e il Phenomenon (fenomeno;

es. cosa il Senser “sente”, “pensa” o “percepisce”), anche quando il fenomeno è implicito nella frase.

I Mental Processes of Sensing possono essere raggruppati nel seguente modo:

a. Processes of Affection: verbi che si riferiscono a sentimenti ed emozioni;

b. Processes of Cognition: verbi che si riferiscono alle attività mentali;

c. Processes of Perception: verbi che si riferiscono alle percezioni sensoriali.

8.2 Dimensioni pragmatiche dei processi mentali:

Statives vs. Performatives

Sino ad ora abbiamo considerato le dimensioni semantiche dei processi mentali resi sintatticamente

in inglese come verbi che esprimono Affection, Cognizione, e Perception. Abbiamo segnalato che

l’aspetto unmarked (non-contrassegnato) di questi verbi rappresentanti stati interni della mente è il

Simple Aspect, per quanto il Senser esperisce questi processi mentali come permanenti e statici. Nella

pragmatica di Austin (1962), l’uso del Simple Aspect con verbi affermativi (constative verb) indica

1

che un enunciato è vero ad un dato tempo (presente o passato), mente un verbo performativo

(performative verb), dando deliberatamente un nome all’atto che si sta attualmente compiendo,

dovrebbe avere come suo unmarked Aspect il Continuous Aspect. Applicato alle frasi statiche (stative

sentences) contenenti verbi di perception, cognition e affection, l’uso del Continuous Aspect indica

un resoconto narrativo dei processi mentali durante il loro svolgimento. In questo senso i verbi

performativi sono auto-referenziali in quanto descrivono le loro stesse azioni e le eseguono nello

stesso tempo come in: I’m listening to your words

1 Linguistica: verbo che “compie un’azione”.

16

A.A. 2016/2017 • LINGUA INGLESE

In entrambi i casi, comunque, i verbi che esprimono processi mentali evocano l’occorrenza di questi

processi come “processi” esclusivamente attraverso la loro enunciazione, poiché all’esterno non c’è

in esecuzione alcuna azione esterna oggettiva che si interfaccia all’enunciato.

13 Agent and Causation:

Transitivity and Syntactic Movements

13.1 Generi transazionali e stili interazionali Visione Esperenzialista

Grammatica Funzionale + della

di Halliday Grammatica Cognitiva

È

Focus sull’uso della lingua come azione sociale

determinata dalla cognizione esperenziale.

Adotteremo un approccio che integra la grammatica funzionale di Halliday e una visione

esperenzialista della grammatica cognitiva. L’assunto di base è che tale modello integrato

dell’English Discourse Analysis ci permette di porre il focus sull’uso della lingua come azione sociale

determinata dalla cognizione esperenziale.

Una simile visione è stata proposta da Halliday nel suo costrutto sociale semiotico (Social Semiotic

construct) in accordo con il quale usare una lingua significa agire con il suo codice semantico

convenzionale che si è evoluto nel tempo in relazione al cambiamento della realtà socio-cognitiva dei

suoi utilizzatori e delle variabili necessità comunicative. Questo codice semantico determina le basi

fisse con le quali gli utenti tracciano i significati pragmatici comunicativi.

Alla luce di questo approccio cognitivo-funzionale alla lingua, ci focalizzeremo anche sull’uso

dell’inglese come lingua franca, ovvero come lingua utilizzata per comunicazioni intra-culturali

(all’interno della stessa comunità socio-culturale) e inter-culturali (fra differenti comunità

socio-culturali). Normalmente, una lingua franca è usata in contesti comunicativi sopranazionali

(supranational contest of communication) e, in particolare, in transazioni specializzate (es. situazioni

di comunicazione professionale o tecnica). Il tipo di lingua usato in queste situazioni è standardizzato

in specifici registri. I registri sono delle varietà tecniche del linguaggio che hanno sviluppato certi

marcatori identificativi della struttura linguistica, e al contempo un vocabolario speciale e un uso del

linguaggio che differiscono da quello proprio di altre situazioni comunicative in quanto tali

caratteristiche sono utilizzate da gruppi di esperti per comunicare in capi di studio prestabiliti.

Ciò significa che persone provenienti da background linguistici e socio-culturali differenti possono

imparare e utilizzare questi registri abbastanza facilmente perché tali registri spesso rappresentano

varietà semplificate del linguaggio che sono socialmente riconosciute per permettere precisione in

transazioni specializzate. Al contrario, nelle comunicazioni comuni di ogni giorno, queste stesse

persone utilizzerebbero le loro varietà dialettali del linguaggio nativo, cioè quelle che sono definite

pragmaletti (pragmalets), che riflettono le loro origini socio-culturali e le loro abitudini

interazionali. 17

LINGUA INGLESE • A.A. 2016/2017

Swales definisce i registri come variazioni linguistiche determinale dalle variabili di Hallyday/Hasan:

campo, tenore e modo.

• Campo (Field): specifica il tipo di attività e la materia (soggetto del discorso, argomento della

conversazione).

• Tenor (Tenore): descrive il ruolo delle relazioni di status tra i partecipanti alla conversazione.

• Mode (Modo): specifica il canale di comunicazione (comunicazione per iscritto,

comunicazione orale, comunicazione via email, via SMS, etc.).

Queste variabili vengono utilizzate dai membri delle comunità discorsive per creare genres. I genres

sono delle classi di eventi comunicativi che condividono gli scopi comunicativi riconosciuti da

membri esperti di specifiche comunità discorsive e caratterizzati da registri in testi completi di tipo

specializzato.

I pragmaletti (pragmalets), al contrario, rappresentano gli stili personali utilizzati nella lingua parlata

e si riferiscono ad un continuum di formalità discorsiva che dipende dai vari livelli di formalità

richiesti dalle situazioni quotidiane specifiche in specifici contesti socio-culturali.

Riassumendo possiamo dire che i registri (o varietà tecniche) sono usati per definire i genres che

riguardano transazioni specializzate, mentre i pragmaletti (o varietà dialettali) sono usate come stili

personali dell’oratore nelle normali interazioni di ogni giorno.

Suggeriamo che le differenze fra i registri e i dialetti, cioè fra quelli che noi definiamo generi

transazionali e stili interazionali, possono essere cancellate se consideriamo i contesti sociali come

schemi cognitivi, cioè come costrutti mentali della realtà sociale e del mondo in generale. La

supposizione (assunto di base) è che le persone hanno sviluppato, nelle loro menti, tali schemi

cognitivi durante l’interazione tra loro all’interno della propria comunità discorsiva.

Negoziazione dei significati: consiste nell’arrivare ad una comune identificazione di un aspetto

pragmatico condiviso.

Il punto che vogliamo sottolineare è che i registri non sono tipi discorsivi completamente

standardizzati e omogenei usati per interazioni sopranazionali specializzate. Infatti in essi c’è la

possibilità per l’espressione dei modi differenti di concettualizzare il mondo come schema cognitivo

e interagire con altre persone con differenti schemi cognitivi e differenti pragmaletti. In questo senso

la nozione di etnografia del parlato (ethnography of speaking), introdotta da Saville-Troike, può

aiutare a focalizzarci su una considerazione della speech community come comunità che possiede

una competenza comunicativa di stili, regole oratorie e interpretazione delle performance discorsive,

condivisa fra i membri che frequentemente interagiscono.

In questo concetto di speech community includiamo le comunità discorsive sopranazionali costituite

da specialisti in un determinato settore e che condividono una competenza comunicativa nei registri

specialistici e che spesso introducono in essi gli stili interazionali propri della loro cultura. In altre

parole, tali registri specialistici sono comprendono stili interazionali propri di varie culture.

18


PAGINE

22

PESO

782.96 KB

AUTORE

omazzeo

PUBBLICATO

7 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher omazzeo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Lingua inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Giampaolo Maria Teresa.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!