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Nel 1992 l’Italia esce dal mercato monetario e viene ammessa nell’UE nel 1998 (entra nell’euro l’anno dopo). Ci sono

stati 4 periodi storici in cui l’Italia ha registrato 4 punti di massimo relativo (punto massimo di una crescita del debito

rispetto al PIL seguita da una decrescita). Questi 4 periodi sono:

1) Post Unità d’Italia (1980)

2) Dopo la 1° Guerra Mondiale

3) Dopo la 2° Guerra Mondiale

4) 1994

C’è stato anche un periodo in cui l’Italia era “tedesca” e quindi ai livelli della Germania. Erano gli anni ’50 e aveva un d

= 50% (punto di minimo). Nel 1919 dopo la 1° Guerra Mondiale il debito pubblico ha invece superato il 130% e questo

è riaccaduto anche nel 2012.

Per concludere possiamo dire che è stato fissato il 60% per quanto riguarda il secondo requisito in modo che essendo

sotto una soglia così bassa vi sia la certezza di non avere rischi di insostenibilità del debito. Se l’obbiettivo è la

sostenibilità del debito il requisito più importante è sicuramente il secondo anche se per l’UE invece il più importante è

il primo invece. Ma se allora il secondo requisito è il più importante cosa c’è ne facciamo del primo? O meglio qual è la

connessione tra i due requisiti? Il primo requisito deve esserci perchè nel breve periodo non posso rispettare il 60%

prchè il processo D/Y è di lunghissimo periodo quindi utilizziamo il 3% che è un obbiettivo di breve periodo che se

rispettato mi fa giungere nel lungo periodo all’obbiettivo del 60% (possiamo dire che se il 60% è la meta allora il 3% è

la rotta/direzione).

Se ci troviamo in una situazione in cui d = D/Y è un valore molto alto ed è pure crescente l’obbiettivo di breve periodo

è quello di trovare il punto di massimo relativo (stabilizzare il rapporto D/Y) facendo così azzerare lacrescita del

rapporto. Il mio obbiettivo è quindi ∆d = 0 che implica:

∆D / ∆Y = 0 D / Y = D / Y D / Y = D / Y (1 + y) dove con y indichiamo il tasso di crescita nominale

  

0 0 1 1 0 0 1 0

D (1 + y) / Y = D (1 + y) / Y (1 + y) D (1 + y) / Y = D / Y D (1 + y) = D D + yD = D

   

0 0 1 0 0 0 1 0 0 1 0 0 1

D = D + BD* questa uguaglianza vale se la tesoreria è in pareggio cioè disavanzo di cassa, disavanzo di competenza e

1 0

fabbisogno sono uguali D + yD = D + BD* yD = BD* dove con BD* indichiamo il disavanzo stabilizzatore (e

 

0 0 0 0

non quello effettivo) cioè quel deficit che mette il tetto al rapporto debito PIL e permette di avere quindi ∆d = 0.

Se al posto di BD* (stabilizzatore) si considerasse invece BD (effettivo) avremmo tre tipi di situazioni possibile:

1) BD = yD ∆d = 0

0

2) BD > yD ∆d > 0

0

3) BD < yD ∆d < 0

0

Gli ostacoli alla sostenibilità del debito sono principalmente due ovvero la deflazione e la decrescita reale

dell’economia mentre “l’ingrediente” principale è rappresentato dalla crescita economica. Facendo delle politiche fiscali

restrittive sia BD* che y peggiorerebbero (si riducono) viceversa nel caso di politiche fiscali espansive. Quindi la

miglior cosa da fare sarebbe quella di fare delle politiche con impatto migliore per il rapporto debito PIL (vado a

valutare le politiche in base a costi e benefici).

Partendo dalla formula BD* / Y = yD / Y abbiamo che b = yd che significa che il rapporto deficit PIL stabilizzante

0

(non quello contabile) si ottiene moltiplicando tale rapporto con y. Per Maastricht noi sappiamo che b deve essere ≤ di

0,03 mentre d deve essere ≤ di 0,6 per tanto per essere compatibili abbiamo bisogno che y sia uguale a 0,05 (5%). Se

l’economia cresce nominalmente a un tasso del 5% all’anno e se si tiene la rotta del 3% nel lungo periodo sicuramente

si riuscirà ad arrivare al 60%. Se y = 0,02 per esempio b e d diventano incompatibili.

Lezione di Recupero

Ipotiziamo che BD = Fabbisogno e quindi avremmo le seguenti formule:

∆D = Fabbisogno ∆D = BD ∑ BD = D BD = I – A dove con A intendiamo l’avanzo primario ovvero tutte le

  

entrate del settore pubblico al netto delle spese esclusi gli interessi

I = i * D dove con i indichiamo il costo medio nominale del debito

0

Dobbiamo fare in modo che d1 = d0 D / Y = D / Y D (1 + y) / Y = D (1 + y) / Y (1 + y) dove con y

 

0 0 1 1 0 0 1 0

indichiamo il tasso di crescita nominale *D = D + yD dove con *D indichiamo il debito stabilizzante

 1 0 0 1

D + BD = D + yD *BD = yD dove con *BD indichiamo il deficit stabilizzante (che dipende tutto dalla crescita

0 0 0 0

econmica y)

I – A = yD iD – A = yD *A = iD – yD = D (i – y) dove con *A indichiamo l’avanzo primario stabilizzante

 

0 0 0 0 0 0

Se *BD / Y = D (1 + y) / Y b = dy d = b / y (se b deve essere 0,03 e d deve essere 0,6 allora y deve essere per

 

0 0 0

forza 0,05 il problema che lo 0,05 ovvero la crescita ragionevole ai tempi di Maastricht ora non c’è più e quindi gli

stati fanno fatica a raggiungere il requisito del 60%).

ANALISI NORMATIVA

L’analisi normativa cerca di rispondere alla domanda: quali sono i compiti del settore pubblico e quali invence non sono

suoi compiti?

Grafico Fondamentale

W Welness (Benessere)

U Utilità

F Felicità

La felicità può essere provocata anche da cose di area non economica a differenza dell’utilità che assieme al benessere

non è altro che i benefici che i beni materiali possono procurare agli individui. Sia W che U possono però dare stimoli

psicologici positivi infatti si parla di utilità marginale e utilità psicologica (la prima rappresenta la capacità di un bene di

soddisfare un bisogno mentre la seconda si avvicina molto a quella che è la felicità F). Nel nostro grafico ipotizziamo

due tipi di individui U e U e da esso possiamo osservare il loro livello di utilità. Non potremmo misurare

R V

cardinalmente il livello di benessere (potremmo fare solo delle comparazioni) però ipotizziamo che questo sia possibile

lo stesso. Sono fonti di benessere per i 2 individui : lo stock di richezza accomulata e il reddito prodotto annualmente.

La curva tracciata nel grafico prende il nome di Frontiera delle Possibilità di Benessere/Utilità. Questa curva ha 3

caratteristiche:

1) è decrescente perchè le risorse sono date e limitate nel breve periodo

2) concavità è spiegata dalla utilità marginale decrescente (quando io sottraggo ad un individuo delle risorse e

lui ne ha molte significa che gli riduco di poco il benessere viceversa quando io sottraggo ad un individuo delle

risorse e lui ne ha poche significa che gli riduco di molto il benessere)

3) simmetria rispetto alla bisettrice significa che con le stesse risorse abbiamo uguale benessere per i 2

individui (se non avviene ciò sarebbe asimmetrica)

La frontiera delle possibilità di benessere/utilità è detta anche Frontiera di Efficienza Paretiana perchè tutti i punti che si

trovano sulla curva sono pareto efficienti. Un punto è parete efficiente quando un miglioramento di un individuo

provoca un peggioramento per l’altro individuo (non c’è più possibilità di un miglioramento per entrambi).

Il punto α non è ne sulla bisettrice (e quindi non egualitario) ne sulla frontiera (e quindi non efficiente). A partire da α è

I

possibile avere un miglioramento paretiano rappresentato nel grafico da α .

α pt pareto inefficiente e non egualitario

I

α pt pareto efficiente e non egualitario

β pt impossibile (impossibilità economica)

ε pt pareto efficiente ed egualitario

δ pt pareto inefficiente ma egualitario

Egualitario è sinonimo di Equo?

A certe condizioni l’eguaglianza può essere considerata equa ma in altre non possiamo dire lo stesso. Esistono due tipi

di equità:

• verticale trattare in maniera proporzionale e diversa chi è in condizioni di differenziazione (esempio ai

 

compiti peggiori devo dare un voto minore mentre ai compiti migliori devo dae un voto maggiore)

• orizzontale trattare allo stesso modo chi è in condizioni di eguaglianza (esempio a tutti i compiti fatti

 

bene do lo stesso voto)

Come si ottiene il miglioramento?

Le risorse materiali sono distribuite solo dopo averle prodotte.

1 miglioramento che non ci porta all’efficienza paretiana

2 miglioramento che ci porta all’efficienza paretiana

Esempio

Ipotizziamo che i 2 individui producono U 20 pesci mentre U 100 noci. Per raggiungere un utilità migliore per

R V

entrambi i 2 individui dovranno scambiarsi i beni. Quindi possiamo concludere che il benessere materiale non si ottiene

manipolando le monete o attraverso l’intervento del settore pubblico ma si ottiene solo attraverso la produzione e lo

scambio (W,U produzione e scambio).

Scatola di Edgeworth

La curva tracciata sul grafico prende il nome di Frontiera delle Possibilità di Produzione. Anch’essa è una curva

decrescente perchè gli input produttivi sono limitati (un aumento del progresso tecnico farebbe slittare la frontiera in

alto e a destra). È caratterizzata come la prima dalla concavità perchè la produttività marginale dei fattori produttivi è

decrescente così come è decrescente la produttività del lavoro e il saggio marginale di trasformazione tra i 2 beni (pesci

e noci nel nostro esempio). Quest’ultimo è decrescente perchè se entrambi gli individui producono solo 1 dei due beni

significa che uno dei due individui non sfrutta a pieno le sue capacità in quanto è molto più bravo a produrre l’altro tipo

di bene. Abbiamo visto quindi che ci sono 2 diversi problemi da ridolvere:

• PRODUZIONE dobbiamo decidere il livello di produzione e il mix dei prodotti da produrre

α inefficienza tecnica (non sto adoperando al meglio i miei fattori produttivi)

β efficienza tecnica (con i fattori produttivi, il lavoro e il capitale che ho non posso produrre in un pt al di fuori

della frontiera esempio pt y)

γ efficienza tecnica ed efficienza economica

δ efficienza tecnica

In α e β il rapporto tra le due produzioni è uguale perchè stanno entrambi sulla stessa semiretta che parte

dall’origine. Inoltre β, γ e δ sono 3 panieri di produzione totale e tra questi bisogna scegliere quello con valore di

mercato più alto (per massimizzare i profitti devo massimizzare i ricavi).

max RT / Pp = (Pn / Pp) * Qn + (Pp / Pp) * Qp dove con RT indichiamo i ricavi totali

max Qp = RT / Pp – (Pn / Pp) * Qn Retta di Isoricavo

RT / Pp rappresenta l’intercetta della retta di isoricavo mentre Pn / Pp rappresenta il suo coefficiente. Non avrò

solo una retta ma avrò tante rette di isoricavo e si cerca di raggiungere quella più favorevole. Le rette di isoricavo

sono tangenti alla frontiera e quindi e per questo che solo in γ si ha anche efficienza econmica in quanto non solo

questo pt massimizza il livello di produzione ma massimizza anche il valore della produzione (pt γ sono

eguagliate le inclinazioni sia della retta di isoricavo che quella della curva).

Pn / Pp Saggio Marginale di Trasformazione dei due beni (SMT)

Nel pt γ in quanto non sono possibili più miglioramenti il SMT = ∆p / ∆n = Pn / Pp

Ci si può chiedere però a quante unità di pesce dobbiamo rinunciare per avere la quantità di noci aggiuntive. Se

ipotizzo che ∆p / ∆n = Pn / Pp = 1 / 10 significa che se noi rinunciamo a 1 pesce otteniamo 10 noci e viceversa se

rinunciamo a 1 noce otteniamo 10 pesci. Ma se SMT = ∆p / ∆n > Pn / Pp ed si ha ad esempio che ∆p / ∆n = 1 / 10

mentre Pn / Pp = 1 / 20 significa che non sono più in un pt di ottimo perchè è cambiato il rapporto tra i prezzi (ci

troviamo nel pt β) e siccome vogliamo più pesce avremmo che anche il rapporto ∆p / ∆n = 1 / 20

• SCAMBIO

Immaginiamo che Pn = 1 e Pp = 10 inoltre immaginiamo che U voglia oltre alle noci anche qualche pesce.

V

Ogni pesce che desidera fa si che esso debba rinunciare a 10 noci per averlo. La retta rappresenta nel grafico ed

evidenziata rappresenta il vincolo di bilancio per i due individui. Tutti i panieri raggiungibili da U si trovano

V

sotto la retta mentre tutti i panieri raggiungibili da U si trovano sopra la retta. Il reddito settimanale dei 2

R

individui sarà:

Y = 20 * 10 = 200

R

Y = 100 * 1 = 100

V

Per conoscere il pt in cui si fermerà lo scambio bisogna guardare le curve di indifferenza dei 2 individui. Nei

punto d’intersezione tra le curve di indifferenza di U ed U si ha che SMS = SMS (dove con SMS

V R V R

indichiamo il Saggio Marginale di Sostituzione). Nel pt ω SMS = SMS = Pn / Pp = 1 / 10 e quindi è

V R

sicuramente un pt di ottimo dello scambio. Per arrivare al pt h ho due possibilità: o cambio il rapporto tra i

prezzi (esempio Pn = 1 e Pp = 5 il rischio di questa politica è che così facendo sono meno incentivato a

produrre pesce e questo provoca una diminuzione del PIL nazionale) oppure posso ricorrere alla tassazione dei

redditi (non agisco sui prezzi ma sul reddito degli individui in modo da reiquilibrare questi il vincolo di

bilancio si sposta in parallelo rispetto a quello del pt ω).

Tutti i pt di intersezione delle curve di indifferenza dei 2 individui sono pt pareto efficienti e la curva che passa

da essi è detta Curva dei Contratti. Tra tutti i pt pareto efficienti però solo 1 sarà raggiunto e questo dipende dal

reddito dei soggetti economici.

Riepilogando

Efficienza Paretina Ottimo dello scambio

 Ottimo della produzione efficienza tecnica

  efficienza economica (SMT = ∆p / ∆n = Pn / Pp)

Questo grafico rappresenta l’utilità che i panieri (visti nella scatola di Edgeworth) producono. Inizialmente ci si trova

nel pt γ e dopo aver scambiato ci si sposta nel pt ω. Interviene il governatore ridistribuendo i redditi dei due individui e

per questo ci si sposta nel pt h. Questa non è altro che una sintesi di quello che dovrebbe essere il ruolo dello Stato

rispetto al ruolo complementare del mercato. Da γ a ω il passaggio è deciso spontaneamente dal mercato (scelte

volontarie del mercato scelte a vantaggio di tutti gli individui) mentre da ω a h il passaggio è deciso dallo Stato

perchè non si può raggiungere spontaneamente.

I

Abbiamo detto che i pt ε, α e β sono pt di efficienza paretiana (non si può più avere un miglioramento per entrambi). I

I

percorsi che possono essere fatti per ottenere un miglioramento e quindi passare dal pt α al pt α sono principalmente

due: 1) da un pt non efficiente si passa ad un pt non efficiente

2) da un pt non efficiente si passa ad un pt pareto efficiente

Le condizioni necessarie per il primo percorso sono:

• Razionalità degli Operatori Economici (pre-condizione) significa che gli operatori economici non fanno

cose che possono lesionare il loro benessere (auto interesse economico)

• Perfetta Informazione informazione completa, conosciamo tutto per fare la nostra scelta (è completa sia per

il venditore che per il compratore informativa simmetrica)

• Concorrenza Perfetta

Se queste tre condizioni ci sono significa che ogni scelta di produzione e di consumo sarà un miglioramento paretiano

I

(queste condizioni però non garantiscono di arrivare sulla frontiera e quindi sul pt α ).

Le condizioni necessarie per il secondo percorso sono:

• Razionalità degli Operatori Economici (pre-condizione)

• Perfetta Informazione

• Concorrenza Perfetta

• Assenza di Interdipendenze Economiche non di Mercato si verificano quando le scelte di un soggetto

provocano un danno o un beneficio ad un altro soggetto il quale però non prende nessuna decisione

Se queste 4 condizioni sono valide significa che ogni equilibrio di mercato è pareto efficiente (ammesso che il mercato

consenta equilibri) 1° TEOREMA FONDAMENTALE DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE

Le implicazioni a questi due percorsi sono rappresentate principalmente da:

• No Asimmetria Informativa quando una parte ha più informazioni rispetto all’altra (esempio venditore di

 

auto usate che conosce i difetti di queste rispetto al compratore). È un fallimento del mercato (fallimento del

singolo operatore economico che fa una scelta che danneggia il suo benessere)

• Possibilità di scelta tra Operatori Alternativi anch’esso considerato un fallimento di mercato

• Assenza/Insufficienza di Concorrenza anch’esso considerato un fallimento di mercato

• Interdipendenze due tipi di fallimento di mercato:

a) Beni Pubblici quando le persone utilizzano un bene senza ridurre il benessere di chi lo sta già usando.

Bisogna distinguere i beni pubblici puri da quelli privati. Alcuni beni pubblici tendono a diventare privati

quando la domanda eccede la capacità dell’offerta (congestione). Le opere d’arte di solito sono beni

pubblici mentre il supporto su cui sono distribuiti potrebbe essere un bene privato o un bene pubblico

impuro (esempio E-book è un bene pubblico puro a differenza di un libro acquistato in una libreria che

invece è un bene privato)

b) Esternalità è una forma più blanda di interdipendenza nella quale una scelta fatta da un soggetto

economico provoca un danno o un beneficio al benessere di un altro soggetto (almeno uno) che però non

ha partecipato alla scelta. L’esternalità c’è se non c’è il compenso per chi è stato danneggiato ed è

fastidiosa solo se, in presenza di pagamenti, l’impegno del decisore fosse stato più alto. Le esternalità

possono essere positive (se migliorano il benessere), negative (se peggiorano il benessere), di consumo e

di produzione. Positive Negative

studenti che vivono

giardino del vicino

Di Consumo fuori sede, alcuni

ben tenuto fumano altri no

Opere

Di infrastrutturali inquinamento

Produzione utilizzate da altre

imprese

Se ci sono implicazioni non andremmo mai nel pt ma rimaremmo sotto la frontiera.

Restando sulla frontiera possiamo fare il percorso n. 3 che ci porterebbe al pt ε ? Possiamo spostare in parallelo il

vincolo di bilancio della scatola di Edgeworth? A queste domande risponde il 2° TEOREMA FONDAMENTALE

DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE che oltre alle condizioni viste già nel 1° TEOREMA prevede altre due

condizioni:

• Convessità degli Insiemi di Produzione e Consumo (Isoquanti di produzione e le Curve di Indifferenza dei

consumatori) devono essere convesse perchè così sono tangenti in un solo pt (grafico

 

• Utilizzo di Strumenti di Redistribuzione (i cosidetti Non Distorti) gli strumenti di redistribuzione sono le

tasse per U e i sussidi/benefici in natura o in denaro dati a U . Gli strumenti sono detti non distorti quando chi

R V

è tassato non deve ridurre il suo impegno di lavoro e la stessa cosa vale anche per chi riceve il sussidio. È

invece distorsivo se l’impegno del lavoro è influenzato da tasse e sussidi

Se valgono tutte le condizioni il 2° TEOREMA dice che ad ogni allocazione pareto efficiente corrisponde un equilibrio

di mercato. Se gli strumenti sono distorsivi non posso percorrere la frontiera però questo non significa che non posso

redistribuire i redditi. Si ha una frontiera di First Best quando valgono tutte le condizioni. Se invece non valgono tutte

sono obbligato a fare un percorso più interno.

I

In α l’aliquota di tassazione è 0% però se noi ipotizziamo un aliquota del 100% il soggetto U se ne va in un altro paese

R

e questo potrebbe provocare peggioramenti anche per l’altro soggetto (U nel migliore dei casi non sta meglio ma resta

V

uguale). La frontiera di First Best è tangente con la frontiera di Second Best solo nel pt in cui t = 0%. Se volessimo

I I

avere equità dovremmo arrivare in E (l’unico modo per non perdere efficienza è quindi rimanere in α ).

Equità Distributiva

L’equità distributiva è diversa dall’efficienza paretiana. Essa ha un grosso vantaggio ovvero è unicamente definibile

(una sola definizione) però a fronte di una sola definizione abbiamo infiniti pt sulla frontiera. L’equità invece non ha

definizione univoca e essa dipende dalle scuole di pensiero (dipende quindi dai giudizi di valore delle persone). Inoltre

quando le persone scelgono la stessa scuola di pensiero nel grafico per tutti quei soggetti avremo un unico pt.

I

Se siamo Paretiani si sceglie il pt P (prima α ). Se siamo egualitaristi si sceglie che U = U e sceglieremo E sulla

V R

I

frontiera First Best ed E sulla Second Best.

Ordinamento di Preferenze di un decisore Egualitarista a parità di uguaglianza l’egualitarista sceglie l’efficienze (W

 E

: A > B) e inoltre non c’è trade off tra i due criteri. Sulla base del grado di ineguaglianza capisci come ordinare glia altri

pt ovvero devi tracciare delle semirette che partono dall’origine e poi guardare l’angolo visto che esso indica il grado di

ineguaglianza (più l’angolo cresce più c’è ineguaglianza). Nella nostra situazione abbiamo che A > B > F > G > C > D

> E

Se siamo Utilitaristi (U) il benessere sociale (W ) è dato dalla somma dei benesseri individuali

U

max W = U + U per gli italiani abbiamo max W = ∑ Ui l’utilitarista vuole massimizzare tale ∑

  

U V R U

U = W - U dove con indichiamo W l’unità totale della società di cui noi possiamo scegliere un livello a piacere

R U V U

L’utilitarista massimizza e sceglie la curva di livello più alta possibile cioè quella tangente con la frontiera. Le curve di

livello sono tutte rette con inclinazione -1 e rappresentano le curve di indifferenza sociale per il decisore utilitarista

(sono anche simmetriche alla bisettrice).Questa tipo di dottrina ha 3 caratteristiche:

1) è una dottrina conseguenzialista la bontà di una politica (di una azione) è la bontà dei suoi risultati

2) è una dottrina benesserista riguarda i risultati in termine di benessere

3) usa l’ordinamento somma

Le caratteristiche della scuola paretiana (Paretianesimo) invece sono:

1) è una dottrina conseguenzialista

2) è una dottrina benesserista

3) criterio parete efficiente

F > A > G > B , C e E

F > D > B , C e E

A e D non posso ordinarli perchè sono in parallelo (la stessa cosa vale per B e C e pure per C e E)

Se la Frontiera di First Best è concava e simmetrica rispetto alla bisettrice anche gli utilitaristi sceglieranno il pt E

(come gli egualitaristi). In Second Best (quando quindi c’è trade off tra efficienza ed equità trade off significa

scambio se in Second Best voglio più efficienza dovrò rinunciare ad equità e viceversa se voglio più equità) invece gli

utilitaristi sceglieranno il pt U e non saranno più come gli egualitaristi. In First Best possiamo raggiungere il massimo di

efficienza ed equità secondo le nostre possibilità (non c’è trade off). Gli utilitaristi adottano un utilitarismo della regola

e non deve essere quindi un utilitarismo dell’atto cioè la regola deve essere conforme all’utilitarismo mentre il singolo

atto deve essere conforme alla regola. Se ci trovassimo nel caso in cui la frontiera di First Best non dovesse essere

simmetrica (esempio U ha un handicap che non gli permette di produrre come U ) avremmo il seguente grafico:

 V R

La curva tratteggiata sul grafico rappresenta la frontiera di First Best asimmetrica. Questo significa che i due soggetti

I

non hanno più la stessa capacità di trasformare il reddito in benessere. Il pt U non è più un pt egualitario.

Oltre agli operatori sociali che abbiamo già visto ne esiste un ultima categoria che è rappresentata dai Rawlsiani (coloro

che seguono il pensiero del filosofo John Rawls). Secondo Rawls il livello di benessere sociale di una società è il livello

di benessere che quella società garantisce al soggetto che ha il livello più basso di utilità (chi sta peggio). Il Rawlsiano

vuole quindi che chi sta peggio debba migliorare e quindi si basa su un criterio detto maximin (massimizzazione del

valore minimo).

max W = min Ui

R

a b migliora U e nel pt a U è il soggetto che sta meglio quindi non c’è stato un miglioramento sociale per Rawls

 R R

I I I

a b migliora U e nel pt a U è il soggetto che sta meglio quindi c’è stato un miglioramento sociale di chi sta

 R V

peggio per Rawls

c d migliora U e nel pt c U è il soggetto che sta meglio quindi non c’è stato un miglioramento sociale per Rawls

 V V

Sulla curva di livello di benessere per Rawls tutti i pt hanno lo stesso benessere. In First Best il rawlsiano sceglie il pt

I II I

E = U = R mentre in First Best asimmetrico sceglie il pt R . In Second Best sceglie infine il pt R (non va nel pt E

perchè questo vorebbe dire peggiorare il più povero). Quindi se il più povero dovrebbe scegliere che tipo di operatore

sociale essere in First Best sceglierebbe di essere egualitarista ma in Second Best sceglierebbe di essere rawlsiano. Va

ricordato inoltre che per ogni decisore sociale c’è un solo pt in base alle curve di livello disponibili.

Riepilogo

Il paretiano mette al primo posto l’efficienza e non accetta trade off in quanto non scambia efficienza con equità;

l’egualitarista sceglie prima l’eguaglianza e poi l’efficienza (anche lui quindi non accetta il trade off i); gli utalitaristi

così come i rawlsiani accettano il trade off con la differenza che il rawlsiano è più disponibile a redistribuire di più

rispetto all’utilitarista e preferisce una società diseguale se il più povero sta meglio rispetto ad una società degli eguali

in cui il più povero sta peggio (cosa che non vale per l’utalitarista che sceglie la società degli eguali).

Efficienza (casi in cui essa non c’è)

Abbiamo detto che le componenti del benessere sociale sono:

1) efficienza paretiana

2) equità

Se valgono le condizioni del 1° TEOREMA mi sposterò in un pt sulla frontiera mentre se non valgone mi fermerò in un

pt non efficiente (non sulla frontiera). L’equità abbiamo detto che non è raggiungibile con delle scelte volontarie ma

attraverso decisioni coattive/imperative o meglio attraverso strumenti percetivi (esempio tassazione fatta dallo

Stato).

Istituzioni Sociali Strumenti Obbiettivi max W(benessere)

scelte volontarie efficienza (obbiettivo

Mercato prezzi P

implicito)

concorrenza E

W

autorità U

Stato equità distributiva

regole R

Un sistema di tassazione è un sistema di regole. Se non valgono le condizioni del 1° TEOREMA con quegli strumenti

descritti nella tabella precedente il mercato non raggiunge l’efficienza e quindi lo Stato deve intervenire per poterla

raggiungere. I compiti dello Stato per raggiungere l’efficienza dipendono da quale strumento manca fra i tre. Si parla di

Fallimento di Mercato quando le scelte di mercato di operatori volontari non riescono a raggiungere l’efficienza. Il

fallimento lo abbiamo quando:

1) Insufficienza di informazioni : azzardo morale (è anche chiamato o meglio è conseguenza di una azione

nascosta esempio quando un soggetto si assicura sulla vita evitando di dire all’assicurazione che ha un


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e amministrazione delle imprese
SSD:
Docente: Arrigo Ugo
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simopippo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza pubblica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano Bicocca - Unimib o del prof Arrigo Ugo.

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