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Elementi due porte in regime permanente

Per componente due porte si inietta un picco in uno dei morsetti e si osserva la risposta nell'altro, i morsetti sono accoppiati. Elementi due porte si rompono permanentemente per comporre due porte e l'uscita è interna a un quadripolo 1z12 dove la comune interconnessione di un morsetto coincide con l'uscita dell'altro; i morsetti sono accoppiati. Due morsetti accoppiati possono definire una porta se i1 + i3 = 0 ovvero i1 = -i3 uguali e opposte. i2 + i4 = 0 quindi i2 = -i4.

Induttori accoppiati

Gli induttori accoppiati sono componenti con memoria che devono fare zero come segue: L1 e L2 sono in autoinduttanza primaria e secondaria e M è il coefficiente di mutua induttanza.

v1(t) = L1 di1(t)/dt + M di2(t)/dt
v2(t) = L2 di2(t)/dt + M di1(t)/dt

Dove M dii2(t)/dt al secondo membro indica l'influenza proporzionale che è tra M e i2 e viceversa. Gli induttori accoppiati quindi se alimentati passivi, avranno una fonte di energia esterna benché non la accumulino. Avendo Eimm in acc > sempre => Potenzeacc sempre!

Eimm = ∫ p(t) dt

America è la condizione di possibilità dell'induttore accoppiato ed è sempre sussistente perché non è visibile una fonte di energia esterna all'elemento.

Potenza e condizioni di passività

p(t) = p1 + p2 = VIi + V2c2 =>
(L1di1(t) + H di2(t) / dt) i + (L2 di2(t) + H di1(t) / dt) c =>

1/2 L1i12 + 1/2 L2c22 + H (i1c2) > 0

Per quale valore di H le disuguaglianze è verificata?

h2 ≤ 4L2 => |H| ≤ √4 L2

Posto x = x1/L2, se la disuguaglianza diventa:

1/2 L2c22 [L1/L2 + 2H/L2 + 1] > 0

Per tutte le x si ottiene:

(H/L2)2 - 4/L2 ≤ 0 => condizione di assintoticità
L > 0; L2 > 0; H2 ≤ 4L2 E > 0 per h2 ≤ 4L2 per tutte le x
E > 0 per H ≤ 4L2 per x = x0

Si può dire che tra due restitutori è perfetto se |H|/√4 L2 2

p(t) = Pi + Pe = V1i1 + V2i2 =>

(1 L1 di1(t) + H di2(t) dii) + (L2 di2(t) + H di1(t)) di i = 1/2 l1 ii2 + 1/2 L2 i22 + Hi1i1 > 0?

Per quale valore di H le disequaglianze è verificate?

H2 ≤ L1L2 => |H| < √L1L2

Prendiamo x = √L2i la disequazione diventa:

1/2 L2i22 [ L1/L2 + 2H/L2 x(1 + ) > 0 per tutte le x sopponendo > 4L1L2

Si offre:

(H/L2)2 - 4/L2 ≤ 0 => Condizione di passività
L1 > 0, L2 > 0, e H2 ≤ L1L2

E = 0 per H2 ≤ L1L2 per tutte le x

E > 0 per H < L1√L1L2 per x ≥ xo

Si può dire che tra due mutori è un accoppiamento perfetto se L / L1L2.

Trasformatore ideale

Indice di accoppiamento

Trasformatore ideale: 1:1 rapporto di trasformazione dove, se n > 1, si dice che il trasformatore è innalzato.

V1 = Le di1(t)/dt + nL di2(t)/dt
V2 = le di2(t)/dt nL di1(t)/dt

Iª Applicazione

V2 = - Ris(t)
R = R02

IIª Applicazione

V1 = n V2
V1 = V2i1 = di1 i2 i2 = - i2

Tutta la potenza entrante si dissipa sulla resistenza; la potenza inviata da sola porta 1 alla 2, non la subito dissipa. Nelle applicazioni, questo tipo di trasformatore, con rapporto di trasformazione unitario, viene chiamato separatore e permette alcuni svantaggi. Coincidono riferimenti.

Funzionamento in regime permanente

FASORE => F ej è numero complesso costituito da una fase iniziale φ e da un'ampiezza.
1 Fasori servono funzione canto di w (pulsazione)
F oscilla tra F e-F f(t)-F(cos(wt+φ))

ADDIZIONALE (può riconduce ella si riferisce a una tensione e a una corrente, servono Volt o Ampere)

RADIANE

Supponiamo che stacco sulla circonferenza un arco lungo quanto il raggio. In una circonferenza, un radiano ci sta 2π volte.

μida = cos(α-π2)cos α = \(\tfrac{π}{2}-α\)α rad = l∡ (°) = α rad 180°%π

Bipoli in regime permanente; potenza attiva e reattiva.

Nel dominio del tempo, dobbiamo usare v(t) e i(t)

v(t) = V cos(ωt+φ) = Re[V ejωt]
i(t) = I cos(ωt+ψ) = Re[I ejωt]

con V = Vm e I = Im e

Nel dominio dei fasori, la tensione è potenza:

p(t) = v(t) · i(t) potenza istantanea
p(t) = Re[V ejωt] · Re[I ejωt]

Usando il complesso coniugato essendo

v(t) = 1/2 [V ejωt + V* e-jωt]
i(t) = 1/2 [I ejωt + I* e-jωt]

p(t) = 1/4 [V ejωt + e-jωt] [I ejωt + I* e-jωt]= 1/2 Re[V I ejωt] + 1/2 Re[VI*]

Potenza attiva

Espressa in termini di fasori e ampiezze

P = 1/2 VI cos(φ-ψ) con cos φ = φv - φi fattore di potenza
Veff = V/√2 ; Ieff = I/√2

VALORI EFFICACI

Pa = VeffIeffcosφ se φ>0 V è in anticipo su I se φ<0 I in anticipo su V

Annulip(t) = 1/2 Re IVI ejwt + Pa il suo valore medio è sempre Pa e oscilla intorno a t. Così che lo fa traslare è Pa in base al suo valore

p(t) ha ampiezza d’oscillazione pari a VI/2 → Pa in regime permanente per f = 0 → corrente continua

Pa è la parte reale della potenza complessa!

Potenza complessa, reattiva e apparente

Pc = ½ VI* = P + jQRe[] Im[]
Q = ½ Im[VI*] espresso in Lemini di
Q = ½ VI sen(φ - ψ) => espresso in Lemini di ampiezza e fase φ = fattore di potenza
Q = Veff Ieff sen φ

Esprimere eu Vlt. leupere

Papparent, riledo, o esrierno eu Vlt. lematched

Pappt = Veff Ioff inverso ero ee ampiezze eone io biff d fase (φ)tra V e I φ = ψ

Vettore rotante

Vettore che è ottenuto facendo ruotare un raggio con velocità angolare ω1, il fasore cambiando da sua fase cresce con la legge ωt+φ f(t) = F cos (ωt + φ)

Funz. speriodata (oscilla) fase iniziale ante (velocità angolare) F picco T0 (ampiezza totale quadro) – PICCO - PICCO

Il vettore rotante ruota con una certa ω1, la quale completa un certo numero di giri completati d’arco di circonferenza hanno necessaria π radiani; quindi indicato in “ν”, quale della Frequenza del Vettore, ovvero il più efficaci al massimo:

f = w/ ovverato in hertz (Hz) (cicli/s) 1/f = T periodo del vettore rotante - distanza tra due punti aumentati della sinusoide.

- Il vettore rotante viene utilizzato per trasformare, tramite metodo grafico, una proiezione d’onda del suo fasore:
- Punto t=0 proiezione di F sull'asse reale Re F per come l'evidente Fpercome mvneang F.

Eseguito "passi sequenziali" nell'unità di "tempo" la proiezione su l’eff. diminuisce e cadenzata, il movimento mantiene una forma del diminuito mentre le idee eria de proiezione. Diconde, la proiezione nell’asse lm+ diminuisce. Passando vol il producente si inverte l’orientamento, questo la proiezione su l’eff. diminuisce ma raddoppia il suo valore; Neanche l’eff+ due unne. Volendo invertendo alle componenti tensione mensiode:

P(t) = Re [ F ejwt ]

Ĩ = Ĩo ejwt vettore rotante P(t) = Re [ Ĩ e4 ]

Rifasamento

Il rifasamento è molto importante nella progettazione e ottimizzazione dei sistemi di impianti di distribuzione.

Parametri parassiti

  • I reali mediativi: Rp wL ≠ Rp
  • Re Importante: Tanfi φ deve essere piccolo ←
  • La potenza attiva e reattiva trasporto al carico sono perciò φu
  • P=Vett Ieff cosφ → importante al fini della bassa tariffazione dell'utente
  • Q=Vett Ieff sinφ → sinφ>0 → cosφ0 non compensato il condensato ne (Φ il rifasamento si ottiene ponendo in fase Iₚ e Iₑ 1. Questo si spiega che tutta la portata, l'impedenza è minima per Zₚ.

Così è diritto prevedere ↓Zₚ —-> ↑ distribuzione sulle linee e nelle Zₚ quindi si distribuisca poca pj!

Calcolo di C Razionale pure …
C = Richtienen pure bimbo che pur anche con benotata quanto be Vₑ e lo L bico V geomino quino mi fase.

|im[Y]| = 0 e si calcola Y come un toujours portefeuille tra complementi!

C = L/R² + ω²L²

Teorema di Thévenin

Il teorema di Thévenin permette di semplificare un circuito complesso in uno più semplice costituito da un generatore di tensione, che verrà un b. e un bipolo deve sostenere tutti i componenti del circuito e se il sito, il generatore e il bipolo che sono per la serie il circuito potrebbe contenere altri generatori ed è per questo che devono essere distrutti ovvero sostituiti con un circuito e con un circuito aperto.

v => Tensione a vuoto ovvero e la tensione che si ha ai capi dei morsetti esterni in quanto non è più carico collegato al generatore.

BIPOLO => È un bipolo disattivato equivalente al circuito iniziale.

Circuito generico complesso

Applicando Thévenin

BIPOLO DISATTIVATO
Il equivalente di Thévenin nel dominio del tempo ma può essere usato anche nel dominio da Po, scambia il circuito iniziale, con tutto di componenti elevati.

L'equivalente numerico semplificato prevede il bipolo disattivato e può essere rappresentato con l'uso numeroso.

Applicazioni

  1. Circuito in regime permanente considerato passivo per calcolare Vo e impedenza interna

Fasori dei generatori

ψp(t) = senωt, ig(t) = cosωt
V = λe-jψ = λ(cosφp + jsin φp) = λ(cosπ/2 + jsinπ/2) = sia (ωt + π/2) = cos (ωt + π/2) == - j I = 1 e - 1 (cosψp + jsenψp) - λ1 = 1

C non è connesso al carico quindi non scambia corrente nel condensatore => V2 e Vth sono uguali e Vc = 0

In tal modo Vo:

(1/jωL + 1/R) V2 - (1/R) Vg = (1/jωL + 1/R) Vth - (1/R) Vg = -(j + 1) Vth = - j Ig => Vth = 1

Impedenza interna

Devo annullare il generatore, cioè porre a zero le grandezze imposte dai generatori. Si ri-configura il circuito con la L.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Betta_1991 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elettrotecnica I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Costantini Giovanni.
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