Introduzione
La pedagogia fondamentale è una specifica scienza che studia i fondamenti dell’educazione, cioè
temi e problemi di fondo del fenomeno educativo.
Ci si occupa in particolar modo di due fenomeni:
Il senso dell’educazione che realtà intendiamo usando questo concetto.
Il metodo dell’educazione come si deve educare.
Si parla del passaggio dalla modernità alla post modernità.
Per Hanna Arendt l’educazione ha a che fare con l’eredità da trasmettere.
Oggi ci si concentra sul presente, con una conseguente perdita della memoria e la presa di
distanza dalle tradizioni.
Prima educazione poi pedagogia.
Husserl l’atteggiamento fenomenologico consiste nel riflettere sulle configurazioni della nostra
comprensione originaria.
La riflessione pedagogica si articola in tre momenti:
La ricognizione empirica, in cui si darà un primo sguardo alla situazione e si effettueranno
delle ricerche a riguardo;
Riflessione di prima istanza, in cui avverrà l’epochè e si terrà un excursus storico
Riflessione di seconda istanza, parte finale della riflessione che si divide a sua volta in due
parti:
I. Riflessione di senso: si avrà la conversione delle riflessioni in teoria
grazie ai pedagogisti, aiutando gli educatori attraverso la
compilazione delle teorie finali (senso = teoria)
II. Riflessione di metodo: si avrà la descrizione di un metodo educativo di cui gli educatori
potranno usufruire per il processo educativo da svolgere con gli educandi. ( metodo = pratica)
Capitolo 1
(educazione intesa come fenomeno universale):
Ogni società produce una cultura (valori, comportamenti, norme..). Essa viene trasmessa ai
giovani per garantire la continuità.
Indagine empirico storica individuare le molte educazioni a cui ha dato vita il genere umano:
Preistoria:
Educazione naturale e spontanea, informale e basata sul linguaggio.
Essa verrà arricchita a poco a poco. L’educazione orale aveva carattere comunitario.
L’educazione consisteva in un processo di socializzazione basato sulla conformazione.
Società educativa africana ogni individuo era costituito da un insieme di rapporti sociali.
Villaggio come unica famiglia.
Era fondamentale il linguaggio, non solo per comunicare ma perché rappresentava il legame della
comunità.
L’educazione non aveva termine, ognuno continuava ad apprendere fino alla morte. 1
Dal 5000 al 3000 a.C. :
Era presente una rigida stratificazione sociale nella quale nasce l’educazione informale. In questi
secoli nasce e si sviluppa l’uso della scrittura. L’educazione era riservata ai ceti più alti della
società.
Una di queste popolazioni erano gli ebrei, l’educazione era basata sulla religione e le sacre
scritture. L’educazione era collegata al sapere biblico e si basava su un modello educativo rigido e
autoritario.
I modi e i tempi dell’educazione avvenivano in base alla casta di appartenenza. Le caste più alte
prendevano parte al rito di iniziazione (seconda nascita).
Un elemento di novità introdotto dal buddismo in india autoeducazione sotto la guida di un
maestro.
In Cina si dava maggiore importanza all’educazione formale e alla scrittura come mezzo di
trasmissione culturale. L’educazione cinese fu fortemente influenzata da Confucio il quale pensava
che lo stato dovesse educare il popolo importanza della formazione morale di ogni individuo.
Educazione tra Greci e Romani :
Dal VII secolo l’educazione fu strettamente collegata alle questioni di ordine politico e sociale. Due
diversi modelli: Sparta e Atene.
Sparta: educazione di stato, volta alla guerra. Addestramento militare per giovani maschi e
femmine.
Atene: educazione del cittadino, donne escluse. La formazione avveniva in luoghi pubblici
ed oltre all’insegnamento di scrittura, lettura e calcolo c’erano anche l’insegnamento della
musica e della ginnastica. L’uomo perfetto doveva armonizzare la sfera estetica con quella
etica.
Tra il V e il IV secolo nasce il concetto di paideia formazione integrale dell’uomo e del cittadino.
Con il declino della poleis e l’ampliamento dell’area geografica la paideia si diffonde arrivando a
Roma. Qui si sviluppa in una formazione che prevedeva studi umanistici e scientifici.
Per i primi sette anni l’istruzione era nelle mani della famiglia, poi entrano in gioco due figure:
Maestro insegnava a leggere.
Pedagogo ripeteva le lezioni del maestro.
istruzione
superiore.
efebia
istruzione
secondaria
istruzione
primaria
Antica roma: il modello educativo viene influenzato dal mondo greco.
Periodo monarchico principi del mos maiorum (tradizione degli antenati)
Periodo repubblicano Figura del pater familias (leggi delle dodici tavole).
Nuove figure:
Paedagogus (schiavo greco)
Ludi magister (maestro privato, preparazione di base). 2
Nuove istituzioni:
Ludus litterarius (scuola elementare)
paedagogium
collegium (scuole professionali)
L’educazione era basata su metodi di coercizione e punitivi.
L’impero Si allarga l’intervento dello stato per diffondere i valori romani. Stato attento
all’incremento dell’istruzione. Vuole favorire coesione culturale nell’impero. Si da importanza
all’oratoria e alla preparazione degli insegnanti.
Solo i romani aristocratici ricevevano l’insegnamento aristocratico e superiore.
Educazione cristiana dalla tarda antichità al medioevo:
Il cristianesimo fece una rivoluzione educativa.
Si hanno nuovi valori: umiltà, solidarietà, importanza dei lavori manuali.
La paideia viene sostituita con la perfectio cristiana, incentrata sulla figura di Gesù.
Amore come agape (amore con cui Dio ama) divenne il centro dell’educazione cura di sé come
cura dell’anima nuovo fine: salvezza dell’anima.
Educazione:
Prima persone che si improvvisavano maestri
Poi sacerdoti
Istruzione lettura dei libri sacri
Educazione esercizio delle virtù cristiane e della preghiera, pratica dei sacramenti.
Successivamente l’educazione religiosa diviene a cura delle famiglie, nascono scuole superiori di
Teologia.
Questo periodo viene detto della Patristica dei padri della chiesa.
Fu in questo periodo che si cominciò l’elaborazione della dottrina cristiana esponente:
Sant’Agostino, il quale scrive un trattato sulla figura del maestro “De Magistro”.
Nell’alto medioevo l’educazione viene affidata principalmente alla chiesa periodo della
scolastica principale esponente: San Tommaso d’Acquino (anche lui autore di De Magistro).
Fondamentale fu la “Regola Magistri” di San Benedetto da Norcia vengono fissate le norme
educative per la formazione di giovani e novizi.
Vengono valorizzati:
Lavoro
Cultura
Pratica religiosa.
Ci si concentrò sull’alfabetizzazione dei fanciulli fine di leggere la Bibbia.
Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, fondò:
Scuola palatina educazione figli della nobiltà laica istruzione primaria e secondaria
o Scuola urbana educazione popolazione laica ai fini dell’alfabetizzazione
o evangelizzazione attraverso predicazione e partecipazione alle cerimonie religiose.
Nel basso medioevo nascono strutture educative di lunga durata:
Università
Botteghe
Istituti caritativo-educativi 3
Famiglia come primo luogo educativo
L’educazione Islamica:
Il fine era la conoscenza del Corano.
L’educazione era inizialmente affidata alle famiglie primo luogo di educazione:
Tradizioni
Usi e costumi
Rispetto per Allah
Si trattava di un’educazione informale.
Per educare si raccontavano favole o fiabe come “Le mille e una notte”.
Dai 7 ai 12 anni Istruzione di base per i maschi, le bambine rimanevano a casa con le madri ad
occuparsi dei lavori domestici.
Solo le ragazze di alta classe sociale potevano continuare gli studi (canto o musica).
In questi anni si aveva un’istruzione mnemonica.
Dai 13 ai 18 anni istruzione superiore, prime nelle moschee poi nella madrasa luogo che
ospitava maestri e docenti, dove si insegnavano le scienze coraniche, giurisprudenza, teologia..
Il metodo educativo consisteva nella memoria e nei modelli da imitare.
Era un metodo autoritario rapporto allievo-maestro la parola del maestro valeva più dei libri.
L’ascesa dell’occidentale: l’educazione dalla modernità all’età
contemporanea:
Nell’età moderna in Europa l’educazione cambiò notevolmente influenza dell’Umanesimo e del
Rinascimento.
Cambiarono i fini educativi con l’affermarsi della borghesia.
Si vuole crescere l’HOMO FABER soggetto attivo nella società capace di trasformarla.
Nuove istituzioni educative:
Ospedali
Manicomi
Prigioni
Collegi
Essi operavano attraverso il controllo e la conformazione sociale.
Scuole e famiglia acquisiscono sempre più importanza.
Fondamentale la famiglia nucleare madre, padre, figli.
Famiglia prepara i figli alla vita.
Scuola funzione correttiva, diventa organo statale.
Fra XIX e XX secolo si ebbero grandi cambiamenti con la rivoluzione industriale.
Si limitano i compiti delle famiglie per darli allo stato, sia nelle sue forme totalitarie (totalitarismi) sia
nelle democrazie occidentali. scolarizzazione di massa.
Nel ‘900 si sviluppa sempre più l’educazione non formale o informale (famiglia, ambiente, lavoro..)
La ricerca pedagogica ha quindi avviato una riflessione, oggi in corso, allo scopo di chiarire
l’educazione come un fenomeno umano complesso.
Oggi si riconosce una povertà educativa e una crisi mondiale dell’apprendimento (dati UNESCO e
Save the Children).
In molti paesi, sia industrializzati che in via di sviluppo, si riconosce la mancanza di educazione di
qualità. 4
Capitolo 2
LE EMERGENZE DELL’EDUCAZIONE CONTEMPORANEA
Società post-industriale Società dell’immagine.
Nella comunicazione l’informazione va smarrendo il contenuto verbale. Si usa quindi l’immagine
che diventa essa stessa il messaggio.
La società dell’immagine è anche detta società della comunicazione.
La parola è dominata da ciò che si vede.
La velocità del flusso di immagini e informazioni genera messaggi a volte non interpretabili
incomunicabilità.
Oggi si parla di una società e di una politica post-verità ciò che è di facile accesso è verità.
Comunicazione virtuale riguarda le nuove generazioni “native digitali”
Altro importante aspetto di questa nuova società è la velocità dei consumi sembra esserci un
volere compulsivo.
Si ha pressione in quanto si percepisce mancanza di tempo.
Le nuove tecnologie ci danno un sovraccarico di informazioni Accreditamento culturale della
velocità come valore primario, cultura della fretta.
Tutto ciò porta alla Schizocronia sensazione di vivere le diverse temporalità in maniera
antagonista.
Ci sono anche eccessi di tempo involontarie (ex. Disoccupazione) che porta malessere.
Tutto ciò incide nel contesto educativo: scuola e famiglia.
I bambini sono sempre più soli, sia nelle relazioni tra pari sia nelle reti verticale distanza di età
maggiore tra genitori e figli instabilità dei nuclei familiari.
Si ha quindi una diversa organizzazione familiare, cambiano i ruoli questo determinato anche
dall’entrata delle donne nel mondo del lavoro.
Inoltre si vuole avere il controllo della procreazione figlio più adorato che amato. mitizzazione
dell’infanzia.
Prima era la famiglia a fare il bambino oggi è il figlio a fare la famiglia.
I bambini sono carichi di impegni attività sportive o ricreative che sono più un dovere imposto dal
mondo degli adulti.
Iniziative già pensate per loro.
L’affettività è segnata da un ‘emotivisimo difficoltà relazionale e comunicativa
sottoalimentazione emotiva ovvero ipossigenazione affettiva.
L’adolescenza ‘nasce’ nel XIX secolo tra 1880 e 1890.
Si comincia a vedere che l’adolescente ha cambiamenti e problematiche psico-fisiologiche.
L’adolescenza inizia ad essere considerata una fase psicopatologica.
Ci sono diversi studi ma in generale si dice che per le società occidentali esistano 3 fasi:
Pre adolescenza dalla pubertà.
Adolescenza dai 15 anni in poi
Giovinezza dai 24 anni all’età adulta
Oggi l’adolescenza dura più che in passato e si parla quindi di post-adolescenza.
Questa fase nasce perché non si assolvono tutti gli sviluppi tipici dell’adolescenza: 5
Indipendenza dai genitori
Costruzione della propria identità
Creazione di relazioni sociali e intime più mature
Consumismo esperienziale Spinge gli adolescenti ad ‘essere’ attraverso ciò che posseggono.
Le nuove generazioni vengono divise in:
Generazione degli sdraiati non sa tenere schiena dritta
Generazione mongolfiera sembra vagare nel tempo sena fretta di crescere
I genitori nel tempo hanno acquisito un modello educativo quasi solo affettivo che soppianta quello
etico-normativo.
I genitori hanno il desiderio di proteggere e far dipendere da loro i figli piuttosto che favorire la loro
indipendenza.
Psicanalista G. Pietropolli Charmat prende in considerazione il complesso di Edipo e Narciso per
dire che i figli sono sempre più unici e vengono visti come ‘preziosi’. Non si ha più il distacco
genitori figli: mamme che vogliono essere amiche/sorelle.
Con le nuove generazioni si ha una crisi del dialogo intergenerazionale, non si ha più un conflitto
tra genitori e figli ma una sorta di rassegnazione.
Si assiste dunque alla nascita di un modello genitoriale permissivista e caratterizzato da un
orizzontalismo comunicativo, no regole.
Si parla di ‘famiglia negoziale’ c’è una contrattazione continua tra genitori e figli.
In questo modello si assiste all’incomunicabilità tra genitori e figli, i genitori.
Si può quindi parlare di NUOVA ADOLESCENZA.
Il pedagogista Garelli concorda con ciò sostenendo che esista “un nuovo modo d’ingresso
nei ruoli adulti”.
Pedagogista V. Lori l’adolescenza diventa interminabile, c’è un problema educativo: non
c’è comprensione tra le diverse generazioni.
Per il sociologo Donati gli adolescenti perce
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Pedagogia generale, lezioni
-
Riassunto completo lezioni di Fondamenti di Automatica
-
Chimica - Appunti lezioni
-
Biologia (lezioni)