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Lezioni di filosofia della comunicazione

Comunicazione come problema filosofico

Quando esiste civiltà umana, ha avuto fenomeni di comunicazione, arte politica, negoziati economici e rappresentazione religiosa. Leroi-Gourham: il fenomeno dell'ominazione ha al suo centro la liberazione delle risorse fisiche necessarie alla parola. Il linguaggio è il principale strumento comunicativo. A partire da Aristotele, l'uomo è politico e sociale. L'uomo non può essere senza l'altro e ciò lo lega alla natura linguistica. Heidegger insiste su natura linguistica del con-essere.

La voce per Aristotele, la parola e il discorso (foné e logos) specifici degli uomini, sono analizzati come strumenti di espressione o indicazione. Hanno anche la funzione di riportare contenuti tra altri animali o esseri umani, di renderli significativi o manifesti per loro, condividerli. Sono strumenti di comunicazione.

Vettori dell'attività comunicativa

Due vettori dell'attività comunicativa:

  • Uno è verticale-semantico: lega attività espressiva al mondo: cosa stai dicendo? Di cosa parli?
  • L'altro è comunicativo-orizzontale: unisce interlocutori intorno al discorso secondo domanda: a chi, con chi, per chi sto comunicando?

Il linguaggio e la dimensione sociale

Le capacità comunicative del linguaggio e del sistema dei segni costituiscono il fondamento della dimensione sociale degli umani e ne fondano dimensione politica ed etica.

Informazione e comunicazione

Informazione: si trova alla base di qualunque processo comunicativo o è un senso fisico-matematico: misura dell'improbabilità, non banalità, ripetitività. Es. l'orbita di un pianeta è prevedibile e porta scarsa informazione. Un eccesso di informazione è caotico e altrettanto insignificante.

La nozione di informazione si usa per misurare le probabilità statistiche dei processi fisici e per considerare questi processi in quanto portatori di probabilità. Le tecnologie dell'informazione consistono nella produzione artificiale e controllata del giusto grado di informazione da parte di un soggetto che permetta decodifica a riceventi secondo principi di pertinenza: la parte imprevedibile del processo artificiale deve essere correlata agli interessi di chi lo produce (emittente) o lo osserva (destinatario) oltre a qualche aspetto del mondo o della mente (significato). Questa è la base della comunicazione.

Processi fisici e interferenza

Il processo fisico è influenzato dall'interferenza (rumore) di altri processi, superabili con un costo es. amplificando processo fisico o modificandone le caratteristiche con ripetizioni e dispositivi di ridondanza. Questi processi fisici sono il fondamento materiale di diverse situazioni comunicative.

Codici ed enciclopedie vanno valutate per gli effetti che apportano al comportamento di interlocutori. Non è interessante fermarsi sui dettagli del meccanismo informativo sfruttato, del suo formato, salvo che certe caratteristiche non influenzino la comunicazione al di là della pertinenza esplicita. Lo stile di un'immagine o di una frase orale sono strati di informazione inevitabile.

Si determinano modalità di comunicazione stessa e si produce meta comunicazione determinante per stabilire relazioni fra interlocutori e loro identità. Secondo un'altra concezione dell'informazione, essa è la parte dei processi comunicativi che si caratterizzano per avere effetti prevalentemente cognitivi sui loro interlocutori e riferiscono loro contenuti al mondo reale esercitando implicitamente per tutti i loro significati una pretesa di verità che non appartiene ai materiali funzionali ma a quelli relazionali.

Iscrizione, interazione, significazione, traccia

Iscrizione

Derrida riprende contrapposizione fra oralità e scrittura rovesciandone il criterio di valore a favore della scrittura e ampliandone il senso in dialettica fra comunicazione e iscrizione. Platone: oralità superiore a scrittura, incapace di trasmettere contenuti decisivi perché fraintendibile; Derrida: l'oralità è preceduta comunque e necessariamente e costituita dal fenomeno fondamentale, quello del deposito di tracce capaci di stabilire il doppio fenomeno fondamentale riassunto dalla “differance”: la posizione o percezione di una diversità percettiva come portatrice di senso e la sua capacità di perdurare, di differire i propri effetti nel tempo.

Per Ferraris si tratta anche di entità come moneta, letteratura, matrimonio, che non sono né oggetti logici né immagini puramente soggettive. Per Ferraris è anche possibile interpretare la crescita di documenti caratteristici del contemporaneo e la loro dematerializzazione.

L'iscrizione è una delle condizioni preliminari necessarie di ogni possibile comunicazione perché i singoli messaggi per agire devono essere memorizzati e lasciar traccia. L'uso di un suono o di forma visiva stabilito socialmente implica il suo riconoscimento come esemplare di una certa forma, convenzionale o naturale, che presuppone deposito di questi modelli e una loro traccia mnestica o sociale: un'iscrizione.

La comunicazione ha bisogno di tracce modello, materiali stabilizzati. Trasformare certa caratteristica materiale in segno richiede di iscriverla, marchiarla con una discontinuità, o isolare la pertinenza di una discontinuità già presente in essa (es. lettura fondi caffè) e rapportare queste forme a modelli sociali esistenti e già iscritti nella memoria sociale o individuale. Il carattere di fissazione o iscrizione influenza il funzionamento dei suoi strumenti caratteristici: testi, segni o messaggi.

Le tracce fanno sì che questi oggetti agiscano comunicativamente sempre dall'esterno e richiedano sempre lavoro interpretativo perché siano compresi. Il carattere di traccia è essenziale alla comunicazione. Tracce e iscrizioni si limitano a sottolineare certe discontinuità materiali di oggetti e processi che si ritrovano continuamente nel mondo.

Le tracce quando sono volontarie rientrano nell'ambito delle iscrizioni, ma molte sono insignificanti. Doppia relazione che la comunicazione analizza: una fra traccia significante e contenuti del mondo o del pensiero (intenzionalità), che la comunicazione è capace di indicarli, crearli e ritagliarli nel continuum del reale; e relazione comunicativa tra produttori e destinatari del segno.

Un segno deve annodare o intessere diverse tracce di diversi ordini: es. deve mettere insieme certe linee visibili sulla carta, tracciate con la penna. La traccia sociale del modello riprodotta nella memoria inconsapevole del lettore; le immagini acustiche di Saussure, tracce sonore di queste linee; il loro montaggio secondo certe logiche; è essenziale che la struttura di questo rimando non sia semplice ma doppia: relazione sociale non è mai fatta da iscrizione ma da due in relazione asimmetrica fra loro: la prima, fenomeno fisico/percettivo rimanda all'altra che è oggetto mentale o sociale e non viceversa.

Interazione

Goffman: persone interagiscono fra loro in modi regolati in maniera complessa da grammatiche socialmente determinate. Queste interazioni derivano da progetti individuali che calcolano le possibili reazioni degli altri interlocutori. Conseguono strategie complicate e non trasparenti in cui hanno uno spazio importante le credenze, aspettative e reazioni reciproche. Le relazioni sociali e le azioni che le formano sono simboliche: si svolgono attraverso costruzione e manipolazione del senso.

Significazione

Greimas: è essenziale per l'analisi dei testi comunicativi la sua intuizione per cui essi vanno visti come oggetti sociali costituiti su molti livelli di articolazione diversi e non per quel che sembrano dire alla superficie. La struttura profonda dei testi ha sempre un certo carattere narrativo e si riferisce alla circolazione sociale di valori che il testo serve in definitiva a legittimare.

Il presupposto dell'autonomia del testo e dell'autosufficienza del primato della significazione rispetto alla comunicazione è insostenibile: i testi non si producono da soli ma sono frutto di un lavoro umano allo scopo di produrre certi effetti (cognitivi, emozionali, pratici). È la significazione a essere prodotta per la comunicazione e non viceversa.

Schema elementare della significazione

Queste relazioni avvengono per mezzo di oggetti o fenomeni materiali iscritti secondo certe regole complicate in maniera da riferirsi a un contenuto. Questo rapporto di significazione implica la determinazione di un repertorio di unità e relazioni culturali fra cui il contenuto è precisato e può iterarsi molte volte. La significazione è realizzata in vista di un destinatario.

Jakobson: codice, emittente, messaggio, destinatario, contatto, contesto, emittente e destinatario: persone, gruppi o istituzioni. Il primo fa sì che dal secondo possa venir percepito un fenomeno materiale, un messaggio, organizzato secondo un codice comune a entrambi. Messaggio, segnale o traccia è già pensato nella dimensione materiale, oggettivata, iscritta. Perché il messaggio possa raggiungere il suo obiettivo è essenziale che vi sia contatto fra emittente e destinatario, un canale materiale che permetta il trasferimento dell'informazione del messaggio.

Il contesto: la comunicazione si realizza con qualunque cosa possa essere assunta come segno. Segno è ogni cosa che possa essere assunta come sostituito significante di qualcos'altro. Questo qualcos'altro non deve necessariamente sussistere. La comunicazione è l'ambito in cui la falsità e la menzogna diventano possibili. La possibilità della menzogna non è messa in evidenza dalla linearità di questo schema.

La qualità più importante della comunicazione umana e del linguaggio rispetto a quella animale è la sua capacità di produrre senso intorno a ciò che non esiste o non è presente, cose che non ci sono e che sono rese presenti da opere d'arte.

Messaggio: è sempre doppio perché funziona grazie a capacità di richiamare o sostituire qualcos'altro, di essere assunto in quanto richiamo di qualcos'altro da parte del ricevente. Il messaggio appare come qualcosa di più di quel che è materialmente, un eccesso che costituisce uno dei nuclei problematici della filosofia della comunicazione. Provoca presenza dell'assenza: richiamo di qualcosa che non è e che non c'è; è estraneo rispetto a ciò che dice senza ridursi a meno di ciò che è.

Ambienti comunicativi

Sfere, cerchi, aree

La comunicazione ha dimensione spaziale perché avviene in determinate condizioni di spazio che determina per il solo fatto di porsi fra esseri umani, stabilendo certi rapporti logici strutturali e fisici fra loro. Arendt e Habermas. Sfera. Bisognerebbe parlare di cerchio. Sloterdijk: figura sfera è connessa a globalizzazione. Si parla di ambienti comunicativi.

All'inizio, la comunicazione

Siamo animali che comunicano. La comunicazione è costitutiva della condizione umana. Il linguaggio e le varie abilità comunicative sono dentro di noi, danno forma alla nostra attività intellettuale e cognitiva. Sul piano filogenetico dell'ominazione come su quello ontogenetico dello sviluppo di una persona, la comunicazione è condizione preliminare all'acquisizione dell'umanità. La comunicazione è intorno a ogni neonato prima che acquisti capacità intellettuali e di conoscenza. Nel circolo virtuoso dell'evoluzione umana, la comunicazione è stato un elemento propulsivo fondamentale. Es. religione: dio ha creato il mondo con la parola.

Il discorso, dentro e fuori di noi

Siamo sempre immersi in ambiente di comunicazione. La comunicazione è intorno e dentro di noi perché la nostra mente è plasmata dal linguaggio. La disponibilità di nomi e relazioni tratte dal nostro ambiente comunicativo determina in maniera profonda la nostra capacità di concepire la realtà e farci immagini del mondo. La comunicazione non può non entrare nella definizione filosofica dell'essere umano.

Gli esseri viventi sono isole provvisorie in cui l'entropia non cresce secondo la seconda legge della termodinamica, ma il negativo dell'entropia è equivalente all'informazione. La vita è informazione. La comunicazione umana è diversa perché è tutta determinata dall'innovazione del linguaggio.

Ipotesi Sapir-Whorf: ogni singolo concreto linguaggio determinerebbe il pensiero delle popolazioni che lo parlano; teoria innatista e universalista: grammatica universale; relativista e particolarista; il linguaggio è un momento essenziale del nostro rapporto cognitivo e affettivo col mondo della nostra attività intellettuale.

Le forme e gli stili della comunicazione determinano aspetti centrali del nostro rapporto con la vita sociale e col mondo fisico. Le grandi convenzioni musicali marcano il ritmo delle attività corporee nelle società, i modi della narrazione influenzano le descrizioni degli avvenimenti individuali e collettivi. La comunicazione e i suoi modi plasmano la coscienza dei singoli e delle società. Il linguaggio è la condizione del modo specifico che instauriamo in rapporto al mondo. Siamo linguaggio.

Il linguaggio esiste fuori di noi, fra noi. Il linguaggio può interagire con la nostra cognizione anche quando non lo usiamo perché ci ha presentato il mondo secondo certe categorie, secondo certe etichette. La soggettività e la memoria sono costituite da qualche forma di dialogo interiore di continua auto narrazione in cui scriviamo la nostra coscienza. Il linguaggio e la comunicazione è un tramite che unisce e distingue le persone nella loro pluralità irriducibile. Ciascuno è unico, è possibile interlocutore, soggetto di linguaggio condiviso. La dimensione dell'io e del tu è prevalente nella comunicazione rispetto a quella del noi biologico. Gli esseri umani hanno comportamento determinato dalla cultura, da regole stabilite per via non genetica ma comunicativa.

La comunicazione esercitata tra gli uomini è il discorso, verbale, visivo, gestuale. È variabile nei contenuti e nelle occasioni. Semioticamente la nozione di discorso si contrappone a quella di testo come atto al fatto che ne consegue, come contrapposizione deve dar ragione dell'attività enunciazionale. Sutura: fenomeno di coinvolgimento semiotico: partecipazione virtuale di lettore a vicende descritte, identificazione con un personaggio; interpellazione: capacità che i testi hanno di rivolgersi a loro eventuali destinatari in quanto qualcuno. Si creano spazi di esistenza in cui possono manifestarsi.

L'ambiente comunicativo è lo spazio che circonda la vita e che definisce come animale che comunica sempre anche quando non se ne rende conto. L'ambiente comunicativo è sempre specificato concretamente.

Tempo e spazio degli ambienti comunicativi

Un'area comunicativa è una struttura temporanea. Ogni discorso è interlocuzione. Flusso: allude a dimensione temporale; stesso vale per strutture sintagmatiche della semiotica per quelle linguistiche e narrative, lineare e organizzate secondo il tempo; e per quelle comunicative non lineari come le immagini, predisposte e concepite secondo ordine preciso e linearizzate nel corso del processo comunicativo.

Gli ambienti comunicativi si collocano nello spazio naturalmente. L'interlocutore avviene fra soggetti compresenti nello spazio. Tutte le sistemazioni cerimoniali, i cortei, le processioni e gli schieramenti sono per necessità spazialmente determinati. La dimensione spaziale è sempre presente nell'esteriorità degli interlocutori.

Goffmann: in ogni comunicazione c'è scena e retroscena, spazio esterno fatto per essere visto e spazio interno in cui i protagonisti si preparano e gestiscono gli effetti che vengono fatti percepire al pubblico. La verità della comunicazione è pubblica.

L'area comunicativa si sviluppa quasi sempre in forma circolare o ellissoidale: già in Omero si trova menzione del cerchio. Spazio centrale è riservato a preda comune da dividere o a eroe che parla. La posizione dell'eroe dà sacralità alla parola. Oggi questa struttura è sempre più mediata da elettronica. La progressiva sostituzione di mezzi di comunicazione sembra confermare impressione frammentazione dell'unità del cerchio.

Linguale

Scelte linguistiche e comunicative non sono isolate: ogni ambiente ne privilegia alcune e ne sfavorisce altre. Ogni area discorsiva è determinata dai linguaggi della comunicazione, è aperta e realizzata da un'attività di linguaggio. Essa autorizza un certo uso del linguaggio e non altri. Questo regime può essere garantito da qualcuno che se ne fa carico col consenso più o meno esplicito e spontaneo degli altri partecipanti all'area discorsiva. Possono essere ammessi certi contenuti e non altri, previste certe regole, possono essere richiesti certi titoli o competenze per partecipare.

L'ambiente discorsivo si definisce secondo certi fini, usa certi mezzi di comunicazione.

Apertura e chiusura dell'area

Ogni ambiente discorsivo costituisce uno spazio aperto. La sua struttura è disponibile a discorsi dei suoi partecipanti. Vi sono limiti alla partecipazione dal punto di vista semiotico si tratta di competenza acquisita rispetto a ruolo tematico/attanziale. Un'area discorsiva è spazio aperto ai discorsi che ha bisogno dei discorsi per sussistere. Un parlamento è luogo per discutere della politica ecc.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

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