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Cosa studiano i sociologi?

Come studiano la sociologia?

Senso comune sociologico: È lo studio sistematico dell’interazione sociologica. Tutti noi viviamo in gruppi, quindi siamo sempre sottoposti a giudizi sociologici. Esistono dei comportamenti da adottare durante un evento, rispettando gli altri e convivendo, mantenendo relazioni sociali. Queste regole sono dette norme sociali:

  • Cosa si deve fare?
  • Cosa non si deve fare?

Il senso comune sociologico è l’insieme di tutte quelle regole di base che apprendiamo con l’esperienza (famiglia, vita vissuta...). Ci sono due pecche, ovvero delle limitazioni del “qui” e dell’”ora”.

Esempio: Io so come comportarmi durante un matrimonio, come vestirmi ecc. Ma come mi sarei comportato in una situazione analoga dell’inizio 900? (ORA) Come mi comporterei se fossi invitato a un matrimonio diverso da quello cattolico? (DOVE).

Il senso comune sociologico non è in grado di uscire dal contesto spaziale e temporale in cui le persone interagiscono. Caratteristica del sapere sociologico è l’essere in grado di uscire dalla normalità, dal contesto materiale in cui vivo e adottare un comportamento adatto ai differenti contesti. Imparo quindi a comparare le interazioni sociali che si svolgono in luoghi diversi e in tempi diversi.

Mutamento sociale

È un tema che tocca il cuore della sociologia. La sociologia nasce a metà dell’800, durante un periodo storico di cambiamenti (rivoluzione industriale, progressivo abbandono della religione a favore di un pensiero laico...). Il dare scontato dei comportamenti oggi, è dovuto al contesto sociale in cui viviamo (100 anni fa alcune cose non erano così scontate). L’osservazione e lo studio non sono improvvisati, ma sono strutturati tramite la “metodologia” che mi dice chi/cosa osservare, come comportarmi... in modo sistematico. A volte, anche se non è un sapere a 360°, il senso comune ci permette di giungere a una conclusione. La sociologia fa parte della storia dell’economia, della filosofia e del diritto. Infatti, ci permette di osservare un fenomeno nelle 3 scienze precedenti:

  • Gerarchia: Infatti, secondo Auguste Compte, la sociologia è la regina delle scienze, perché si occupa dei problemi più grandi. (posizione gerarchica).
  • Contemporanea: Infatti, secondo Steven Runciman, la sociologia è la più piccola delle scienze disciplinari (posizione residuale).
  • Annettici: La sociologia si distingue dalle altre discipline sociali perché studia le interazioni degli individui in modo scientifico, traducendo risposte a livello empirico (la filosofia manca di studio empirico, l’economia invece non risalta le relazioni tra gli individui ma solo problemi economici).

Prospettive sociologiche

Distinguiamo la microsociologia, macrosociologia e mesosociologia.

Microsociologia

L’attenzione è rivolta agli individui, in particolare alle interazioni individuali. La microsociologia si occupa del comportamento, all'interno di uno spazio ridotto (microsociale), di persone che sono tra loro in rapporto di interazione e soprattutto dei piccoli gruppi (face-to-face groups), concentrando l'attenzione sull'interazione tra individui.

Macrosociologia

L’attenzione è centrata ai grandi eventi esterni agli individui (grandi eventi economici e politici, mutamenti culturali). Gli individui sono come burattini, sono influenzati da questi cambiamenti macrosociologici. La macrosociologia, quindi, influenza la microsociologia.

Mesosociologia

Si trova a metà strada dei due e si pone l’obiettivo di creare un ponte tra microsociologia e macrosociologia.

Le migrazioni

Si cerca di capire le cause e le conseguenze di questi spostamenti migratori di grandi gruppi di persone. Le migrazioni sono spostamenti, geografici e culturali, in un lungo periodo o in modo permanente. Ciò porta alla modifica del proprio passato, con una cancellazione o una rilettura del proprio passato, conservando le proprie tradizioni. Secondi i macrosociologi, sono spesso i ceti medi ad iniziare una migrazione, quindi una minoranza. Inizia un nuovo dibattito tra individuo (micro) e società (macro): sono l’azione (micro) e la struttura (macro).

Paradigma della struttura e dell’azione

Teoria dei network: Per network intendiamo una rete sociale (social network). Questa teoria mette in evidenza i rapporti che si instaurano tra migranti e non migranti, ed in particolar modo l’influenza esercitata da tali rapporti nell’incentivare le migrazioni. I migranti al contatto con altri migranti o con non migranti nelle aree di origine attraverso il network accedono a risorse di tipo cognitivo (ad esempio sul lavoro, sull’alloggio, su contatti...) e normativo (informazioni sui permessi di soggiorno, sulle quote d’ingresso, sull’assistenza sanitaria) che riguardano le nuove situazioni che l’immigrato si trova ad affrontare.

La migrazione è un fenomeno fortemente mediato da reti amicali e parentali, definibile “network mediated” (Wilson, 1992). I legami tra individui che ci permettono l’adattamento di collocano nel mesosociologico. Le reti non sono solo una risorsa ma anche una relazione:

  • Reti informali: conoscenze, famiglia...
  • Reti formali: agenzie di supporto del territorio (stato, chiesa...)

Quindi micro, macro e meso sociologia hanno i loro limiti e le loro potenzialità.

Paradigma dell’ordine o funzionale

Riguarda l’organizzazione della società e fa parte del pensiero classico sociologico (Spencer disse che la società può essere paragonata ad un organismo vivente, costituito da diversi organi). Ciascun organo della società ha un compito differente (funzionalismo), ma tutti lavorano insieme per far funzionare “l’organismo”.

Nel funzionalismo la società è concepita come un insieme di parti interconnesse tra di loro. Nessuna di esse, quindi, può essere compresa isolata dalle altre, ma solamente nel suo contesto. Le relazioni che intercorrono tra le parti della società sono di tipo funzionale, ovvero ogni elemento svolge un particolare compito che, unito a tutti gli altri, concorre a creare e mantenere funzionante quell'apparato che noi chiamiamo società. Esiste dunque, per il funzionalismo, uno stato di equilibrio nella società, che si ha quando ogni parte svolge correttamente il proprio compito, portando ad un “bene collettivo”.

L’idea fondamentale di questo paradigma è curare l’organismo affinché esso torni a funzionare. I funzionalisti dicono che chi infrange le regole porta benefici all’interno della società, perché si porta alla riaffermazione dell’ordine sociale.

Disuguaglianze di reddito

Per i funzionalisti è un benessere per la società, perché c’è bisogno di tutti i tipi di lavori. Gli stipendi saranno diversi, ma tutti hanno la stessa dignità. Inoltre se tutti i lavori avessero la stessa retribuzione, nessuno perderebbe anni della propria vita a studiare per avere un lavoro remunerativo e prestigioso. Non c’è possibilità di rinnovamento e di mutazioni sociali, quindi è un'ideologia del tutto conservatrice.

Paradigma del conflitto

La società non è un organismo fatto da tanti pezzi che si collaborano, ma da tanti gruppi. Ciascuno vede i propri interessi e quindi c’è una guerra continua fra i vari gruppi sociali. Scuola, politica, religione sono in lotta tra di loro. C’è possibilità di mutamento sociale, che è caratterizzante della società. La gente non condivide le idee perché tutte le comunità sono in conflitto. Conflitto e ordine sono inconciliabili, però esiste qualcuno che suppone che questi convivono. Le società democratiche cercano di portare ordine durante i conflitti.

Socializzare

Per i sociologi è un processo attraverso il quale gli individui apprendono il modo in cui comportarsi nella società. I sociologi usano il termine “processo” per definire la socializzazione perché essa è durevole, cioè si costruisce per durare nel tempo. Si inizia a socializzare al momento della nascita, quando il neonato si ritrova circondato da persone finora estranee (parenti, medici...) e da qui inizia ad apprendere come funziona la società, perfezionando sempre più le proprie conoscenze (processo di lungo periodo). La socializzazione non finisce mai, è un processo continuo, perché in tutte le circostanze della vita, nel “Ciclo della Vita”, si porta l’individuo a sperimentare esperienze sempre nuove. Così come i giovani vengono socializzati alla vita, gli anziani vengono socializzati alla morte, alla vecchiaia, alle malattie.

Le 3 tipologie della socializzazione

  • Socializzazione primaria: È il processo che si sviluppa nei primi anni di vita: riguarda i bambini, i quali in questo primo processo apprendono le nozioni base della vita di gruppo.
  • Socializzazione secondaria: Caratterizza le fasi successive dell’apprendimento. Si perfezionano le nozioni di base della socializzazione e si affrontano nuove esperienze quali la scuola, il lavoro, il matrimonio...
  • Ri-socializzazione: È una situazione particolare, in cui accade che un individuo, che aveva già appreso le regole della società attraverso la socializzazione primaria e secondaria, deve in un certo senso azzerare ciò che aveva imparato riorganizzandosi e adeguandosi alle nuove regole.

L’esempio classico si svolge nelle “Istituzioni totali”: Il carcere ad esempio impone regole particolari, valide solamente all’interno dello stesso. Regole che sono ben diverse dal mondo comune esterno. Quindi la ri-socializzazione è un ribaltamento delle regole imposte. Un altro esempio studiato principalmente dai sociologi americani è la guerra: I ragazzi che vanno in guerra, catapultati un giorno all’altro da una situazione familiare a una guerra, risocializzano alcuni valori: principalmente il valore della vita umana, prima appreso come diritto imprescindibile poi cambiato attraverso il ruolo del soldato, rischiando la vita stessa. Alla fine della guerra, si torna a casa in un ambito familiare che necessita di una ri-risocializzazione, creando una perdita di valori in seguito alla forte confusione.

Agenti di socializzazione

Gli agenti di socializzazione sono tutti quei soggetti che insegnano le norme di comportamento agli altri soggetti. I principali agenti sono: Famiglia, Chiesa, Mezzi di comunicazione, il Gruppo dei pari (coetanei...), Scuola (che insegna competenze tecniche ma anche regole della società: Orari e puntualità, rapporti con i compagni, collaborazione...).

Inizialmente si pensava che i mezzi di comunicazione avessero un “proiettile invisibile” capace di colpire direttamente il bersaglio e influenzare i soggetti. Maggiormente influenzabili sono i bambini e ragazzini, meno gli adulti che sono dotati di “Filtri sociali” in modo tale che vengano moderatamente influenzati.

La socializzazione politica

Per la legge italiana i sondaggi politici non possono essere divulgati in periodo di elezioni per la paura di poter influenzare il voto, ma per i sociologi non è del tutto vero. Evitare l’“Effetto Bandwagon” cioè di essere influenzati dalla maggioranza. Nell’esempio in cui, un sondaggio segna la coalizione “A” in vantaggio con l’80% dei voti rispetto alla coalizione B, l’“Effetto carrozzone” incentiverebbe a votare la coalizione preferita dalla maggioranza. Invece i gruppi che resistono a questo effetto (votando B), vengono chiamati “underdog”, perdente in partenza. Quando invece le due o più coalizioni presentano sondaggi con percentuali di favoritismo molto vicine o addirittura uguali (48%;52% o 50%;50%), si ottiene una partecipazione massiccia alle urne, poiché ogni elettore sente il valore del proprio voto.

Le norme sociali

Le norme sociali sono l’insieme delle affermazioni che rendono comprensibile il comportamento che ci si attende dagli individui/gruppi in un determinato contesto di interazione. Le norme sociali possono essere formali o informali:

Formali Informali
Esplicite (scritte) Forma non scritta
Più articolate Norme non dette ma che tutti sanno
Più chiare Esempi: Cedere il posto ad una persona anziana in autobus, La bambina non usa tacchi o minigonna.
Esempi: Patente di guida a 18 anni, Leggi dello Stato: indica ciò che è legittimo e illegittimo.

L’insieme di queste norme fanno parte della cultura. La cultura per i sociologi non è un elemento fisso, ma in continuo cambiamento: cambia nel tempo e nei diversi gruppi d’interazione. Anche le leggi cambiano nel tempo e da Stato a Stato (diversi gruppi d’interazione).

Le sanzioni sociali

Sono una sorta di punizione in cui si imbattono gli individui che non rispettano le norme sociali. Le sanzioni, come le norme possono essere formali o informali:

Formali Informali
Quando si infrange una norma formale. Si applica una sanzione vera e propria. Quando si infrange una norma sociale informale. Ne può derivare la derisione (abbigliamento strano), l’esclusione dal gruppo (sanzione socialmente brutale).

I sociologi studiano i valori sociali ma non giudicano se un carattere è giusto o sbagliato.

Omogamia ed eterogamia

Norma dell’omogamia: Il partner va scelto all’interno del proprio gruppo sociale, con caratteristiche più simili possibili alle proprie. Se si infrange questa norma, ad esempio formando coppie eterogame, si incorre a sanzioni informali.

Il gruppo sociale

Robert King Merton (1910 Filadelfia – 2003), sociologo statunitense, sostiene che un gruppo sociale è un gruppo di persone che interagiscono, hanno rapporti tra di loro. I rapporti sono strutturati da modelli, facendo riferimento a modelli come norme sociali che strutturano i comportamenti. La legittimità sociale è ciò che l’ambiente sociale riconosce come legittimo o illegittimo (sanzioni sociali).

I gruppi

Primari: sono prevalenti in società tradizionali, generalmente formati da un numero ristretto di persone che interagiscono tra di loro in modo diretto. Queste interazioni coinvolgono molti aspetti della vita della persona. I legami dei gruppi primari non sono sostituibili, perché ogni soggetto ha un ruolo regolato da norme sociali, formando così i “legami forti”: il papà non può essere sostituito da un altro soggetto. Il gruppo primario influenza il soggetto come ad esempio in ambito politico. L’esempio più eclatante è la famiglia.

Secondari: sono prevalenti nelle società moderne, generalmente formati da un alto numero di soggetti che interagiscono tra di loro in modo indiretto. Non sono presenti un gran numero di legami che diminuiscono con l’aumentare dei soggetti all’interno del gruppo. Spesso i gruppi secondari si formano per raggiungere un fine, un obiettivo (specificità del gruppo). I legami sono facilmente sostituibili (sostituibilità), creando un “legame debole”. Un esempio classico è la situazione lavorativa. All’interno dei gruppi secondari possono crearsi gruppi primari, ad esempio tra colleghi, quando i rapporti si fanno più personali, coinvolgendo aspetti della vita umana. Es. In un’associazione sportiva composta da numerosi atleti di varie discipline, ci si allena in una squadra, ci si sostiene, si passa il tempo insieme fino a creare un rapporto stretto.

Max Weber ha studiato il “Fenomeno di Frenaggio”: Nello stabilire tempi di lavoro, di produzione, non possono essere compresi se non si tiene conto dei gruppi che si formano, capaci di accelerare o frenare la produzione. Proprio per questo motivo vengono effettuate Ricerche sul clima di lavoro. Gruppi di riferimento: l’individuo non appartiene direttamente al gruppo ma prende in riferimento le norme sociali dello stesso. Es. gruppi dei pari.

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Psymico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Arosio Laura.
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