Valutazioni conti d'ordine
I conti di memoria sono scritti in calce, per esempio, nelle cambiali allo sconto pro solvendo. L'acronimo è CO. Quando la banca mi concede i soldi della cambiale, devo mettere i CO. Se il cliente non paga, mi torna indietro tutta la cambiale, non solo quella che mi è stata anticipata. Chiudo tutto quando l'operazione finisce in qualsiasi caso: sia se va a buon fine sia se no, perché tanto la cambiale insoluta torna da noi.
Effetti scontati salvo buon fine
Banca effetti scontati
Rimanenze
Le rimanenze sono produzioni a cavallo tra due esercizi. La formula è:
Rimanenze = quantità x valorizzazione
La quantità è la conta fisica. Prima devo contare la merce in magazzino per categorie di beni: materie prime A, materia prima B, semilavorati A, ecc.
La valorizzazione è il minore tra costo d'acquisto e di mercato:
- Costo: Ricavi - costi sostenuti e costi da sostenere. C'è prudenza ma non competenza.
- Scissione margine formazione: No prudenza (modesta) ma competenza. % = costi sostenuti/costi totali. RF = costo + % sul margine.
- Provento netto atteso: RF = ricavo - costi da sostenere. No prudenza e no competenza.
Esempio
Ricavo presunto 600
Costi sostenuti x1 100
Costi da sostenere x2 300
Margine 200
Caso 1
CE x1
- Costi 100 Ricavi 0 RF 100 Utile 0
CE x2
- Costi 300 Ricavi 600 RI 100 Utile 200
Caso 2
Costo 100 Ricavi 0 RF 150 Utile 50
RI 150 Ricavi 600 Costi 300 Utile 150
Caso 3
Ipotesi perdita 350 100 300 -50
Primo caso: costo
CE x1 Costi 100 Ricavi 0 RF 100 Utile 0
CE x2 Costi 300 Ricavi 350 RI 100 Perdita -50
Non c'è prudenza perché tutti i ricavi vengono attribuiti al secondo esercizio. No competenza.
Secondo caso: margine
Costo - % margine = 100 - 25% (-50) = 100 - 12,5 = 87,50
CE x1 Costi 100 Ricavi RF 87,5 Perdita 12,5
CE x2 Costi 300 Ricavi 350 RI 87,5 Perdita 37,5
C'è prudenza ma è minore perché la divide su più esercizi. Sì competenza.
Terzo caso: provento netto atteso
RF = 350 - 300 = 50
CE x1 Costi 100 Ricavi 0 RF 50 Perdita 50
CE x2 Costi 300 Ricavi 350 RI 50 Perdita 0
In questo caso ho attribuito la perdita tutta all'esercizio 1. Questo caso è più prudente perché anticipa tutta la perdita (costi sempre se di competenza, ricavi anche se presunti). No competenza.
Minore tra costo e valore di mercato
Il criterio più prudente se mi attendo una perdita è scrivere le rimanenze con il valore di mercato. Se invece ho un guadagno atteso, allora è più prudente scegliere il minor valore tra valore di mercato e costo. Il costo ci favorisce solo se c'è un guadagno, perché il costo è minore del valore di mercato. Il valore di mercato è il prezzo a cui rivenderò le mie rimanenze nell'esercizio successivo.
Per ogni tipologia di beni rimanenti calcolo l'inventario della merce scegliendo il minore tra i valori:
Q x V → V è il minore tra i valori di costo e valore di mercato.
Macrocategorie
| CE civile | Tipologia di beni | Costo | Valore di mercato |
|---|---|---|---|
| Costi della produzione | Materie prime, sussidiarie e di consumo | Costo d'acquisto: prezzo di listino – sconti commerciali/abbuoni/ribassi/prezzi di sostituzione + oneri accessori [dogana, trasporto] | Valore a cui posso riacquistare gli stessi beni a condizioni normali |
| Semilavorati (compro già fatti) | |||
| Merci (compro per rivenderle) |
I beni non fungibili hanno una propria identità ed è sempre possibile recuperare il loro costo specifico d'acquisto. I beni fungibili sono beni facilmente scambiabili in termini di caratteristiche proprie e non è facile ricostruire il costo specifico → algoritmi che ne determinano il costo (es. chiodi acquistati a due prezzi diversi).
- CMP costo medio ponderato: costo ponderato di tutti i lotti che sono entrati.
- FIFO first in first out: Il primo lotto che è entrato è il primo che è uscito. Magazzino valorizzato alla last in (ultimo rimasto è ultimo entrato).
- LIFO last in first out: il magazzino è composto da first in (prime materie entrate) perché le ultime entrate sono le prime a essere uscite.
Il costo trovato con l'algoritmo scelto deve sempre essere confrontato con il valore di mercato al 31/12 (ovvero al costo di sostituzione) perché devo scegliere il minore! Con questa operazione di algoritmo ho solo determinato il costo d'acquisto. Scelto un criterio non può più essere cambiato a meno che non rappresenti più la situazione.
La quantità è:
Quantità iniziale + quantità acquistata nell'esercizio (carichi dell'esercizio) – quantità utilizzate/vendute dell'esercizio (scarichi dell'esercizio).
Data RI e carichi
| 1/1 50 | 2 |
| 5/2 30 | 3 |
| 20/4 40 | |
| 16/7 30 | |
| 19/9 10 | 4 |
| 20/11 5 | 5 |
| 15/12 5 |
Voglio calcolare il valore del magazzino. Q x V
Q = 50 + 45 – 75 = 20
Nota: Il LIFO sottostima, il FIFO sovrastima e il CMP adegua.
Caso 1: FIFO
Costo d'acquisto = 5x5 euro + 10x4 euro + 5x3 euro = 80 euro. Costo unitario = 80/20.
Costo di sostituzione = 3,5 euro → 3,5x20 = 70 euro.
Il valore del magazzino è 70 euro, il costo di sostituzione.
Caso 2: LIFO
Costo d'acquisto = 20x2 euro = 40 euro.
Costo di sostituzione = 3,5 euro → 3,5x20 = 70 euro.
Il valore del magazzino è 40 euro, il costo d'acquisto LIFO.
Caso 2: LIFO continuo
Costo d'acquisto = 10x2 – 5x4 + 5x5 = 65 euro. Devo tenere conto delle uscite di merci.
Accettabile
50+30-40-30=10 ne avanzano 10x2
10-5=5 rimaste 5x4
5 non ancora uscite 5x5
Caso 3: CMP di acquisto
CMP di acquisto (no rimanenze iniziali) = (30x3 + 10x4 + 5x5)/(30+10+5)=3,4 euro
3,4 x 20 = 68 accettabile. Non tengo conto delle RI e divido per la quantità acquistata. Accettabile.
Caso 3: CMP di periodo
CMP di periodo: (50x2 + 10x4 + 5x5)/95= 2,7 euro
2,7 x 20 = 54 accettabile. Tengo conto delle rimanenze e quindi di tutta la quantità.
Caso 3: CMP di movimento
Creo una tabella: ho le quantità e i costi, trovo quanto valgono. Aggiungo gli acquisti e quanto valgono. Segnalo le rimanenze e quanto valgono (la somma dei totali sopra) e calcolo il prezzo unitario delle rimanenze.
| Q | Consumi | Costo medio | Totale |
|---|---|---|---|
| RI | 50 | 2 | 100 |
| Acquisti | 30 | 3 | 90 |
| Rimanenze | 80 | 2-190/80=2,4 | 1-190 |
| Vendita | -40 | 2,4 | -96 |
| Rimanenze | 40 | 94/40=2,4 | 190-96=94 |
| Vendita | -30 | 2,4 | 72 |
| Rimanenze | 10 | 22 | |
| Acquisti | 10 | 4 | 40 |
| Rimanenze | 20 | 62/20=3,1 | 62 |
| Vendita | 5 | 3,1 | 15,5 |
| Rimanenze | 15 | 46,5 | |
| Acquisti | 5 | 5 | 25 |
| Rimanenze | 20 | 71,5 |
Non è accettabile perché 71,5 è maggiore del prezzo di mercato.
Costo Valore di mercato
- Prodotti finiti: Costo di produzione Valore netto di realizzo.
- Semilavorati di produzione: Costi diretti di produzione + Quota costi indiretti di produzione + (eventualmente) oneri finanziari.
- Prodotti in corso
I costi indiretti li attribuisco solo se c'è un nesso di causalità. Non possono aggiungersi costi di amministrazione.
Oneri finanziari: interessi passivi, costi di un finanziamento specifico per creare quel prodotto. Gli interessi passivi si possono capitalizzare se rimangono in magazzino per tanto tempo. Costi di vendita: trasporto, pubblicità.
Esercizio
- Rimanenze: 500
- Parei prodotti: 3200
- Vendite: 2800
- Costi di taglio e cucitura: 12000 euro
- Costi amministrativi: 5000 euro
- Quantità medio-normale di produzione: 4000
Non ci sono oneri finanziari perché non resta per lungo tempo in magazzino.
Magazzino stoffe
| Quantità (carico) | Costo | Scarico |
|---|---|---|
| 4000 | 8 | |
| 2000 | 9 | |
| 4800 | 11 | |
| 1200 | 10 | |
| 12000 - 9600 = 2400 | metri di stoffa |
CMP = 4000x8 + 2000x9 + 4800x11 + 1200x10/12000 = 9,6
Costo = 9,6x2400 = 23040 da confrontare
Magazzino parei
400 parei rimasti. Quanti metri di stoffa ci sono in questi parei? Per farne uno ne ho usati 3 metri.
Costi diretti (stoffa) = 3x400 x9,6 (metri x parei x CMP) = 11520
Costi indiretti di produzione (taglio e cucitura) = 12000/4000=3 per un pareo =3x400=1200
Non devo attribuire questi costi a ciò che ho prodotto, ma a quello che avrei potuto produrre (4000). No amministrativi, no ricerca e sviluppo, no costi di vendita. Costo medio ponderato di produzione = 11520 + 1200 = 12720.
LIFO a scatti
Anno Q in rimanenza CMP di acquisto LIFO a scatti
| 2005 | 50 | 3 |
| 2006 | 60 | 2 |
| 2007 | 55 | 1,5 |
| 2008 | 75 | 2,5 |
Nel primo anno coincide con il costo medio ponderato. Lo scatto è la variazione di anno in anno. Fino a 50 (quelle dell'anno prima) valorizzo il magazzino come l'anno precedente alle first in. L'anno successivo, quelle in più rispetto al primo anno, le valorizzo al nuovo costo medio ponderato. Se sono avanzate meno rimanenze allora sono avanzate quelle che sono entrate per prime. Uso il 2,5 perché 55 sono meno di quelle che avevo prima e non le posso utilizzare.
Commesse: lavori in corso su ordinazione
A cavallo su due esercizi c'è un lavoro di specifica ordinazione che deve essere ancora completato. Queste commesse sono lavori eseguiti su una specifica richiesta mentre i semilavorati o lavori in corso sono prodotti per il mercato non per uno specifico cliente. Si possono valutare ai corrispettivi pattuiti (non devono): è possibile valorizzarli o al costo o la scissione del margine (corrispettivi pattuiti).
- Costo → metodo della commessa completata.
- Scissione del margine → metodo della percentuale di completamento → cost to cost.
Esercitazione
- Prezzo = 1500
- Costi 2012 → 500
- Costi 2013 → 300
- Costi 2014 → 200
- Margine atteso: 500
Percentuale di completamento
CE 2012
- Costi 500 Ricavi 0 Utile 0 RF 750
- Costo sostenuto + %margine = 500+50%500=750
- Cost/cost=500/1000=50% incidenza dei costi del primo anno corrisponde al SAL [stato di avanzamento lavori]
SP 2012
Magazzino lavori in corso su ord 750
CE 2013
- Costi 300 Ricavi 0 RI 750 RF 1200 Utile 150 (30% di 500)
- Incidenza costi=300/1000=30% ora lo stato di avanzamento lavori SAL non è più solo 50% ma dobbiamo aggiungere 30%. SAL=(500+300)/1000=80%. Costo complessivo (tutti gli esercizi).
- Valutazione RF=500+300+80%500=1200
SP 2013
Magazzino 1200
Libro giornale 2013
- Rimanenze iniziali 740 Magazzino 750
- Magazzino 1200 Rimanenze finali 1200
- Variazione rimanenze 2013: 450
CE 2014
- Costi 200 Ricavi 1500 RI 200 RF 0 Utile 100 (20% di 500)
SP 2014
Magazzino 0
Variazione rimanenze 2014: -1200
Commessa completata
CE 2012
- Costi 500 Ricavi 0 Utile 0 RF 500
SP 2012
Magazzino lavori in corso su ord 500
CE 2013
- Costi 300 Ricavi 0 RI 500 RF 800 Utile 0
- Devo calcolare tutti i costi sostenuti negli esercizi. Variazione lavori in corso su ordinazione [RF – RI]: 300
CE 2014
- Costi 200 Ricavi 1500 RI 800 RF 0 Utile 500
SP 2014
Magazzino 0
Commessa completata: consigliata per commesse brevi.
Percentuale di completamento: consigliata per commesse lunghe.
Ricavi
Non abbiamo principi contabili sui ricavi, ne abbiamo sui crediti. I crediti derivano dai ricavi e quindi attraverso i crediti studio i ricavi. Il ricavo è derivante dalla cessione di beni/servizi derivanti dalla gestione caratteristica [gestione principale].
80 euro il prezzo del biglietto. La società che li vende prende il 10% del prezzo, quindi li vende a 88. Il ricavo generale se vendesse 100.000 biglietti sarebbe 8.800.00, ma il suo ricavo è 800.000. Abbiamo 2 tipologie: vendita di beni e prestazione di servizi.
Vendita di beni
Riconoscimento del ricavo [quando devo iscrivere nella contabilità il ricavo]:
- Si è concluso il ciclo produttivo che lo riguarda;
- Si è avuta la consegna del titolo di proprietà:
- Merci o prodotti finiti [comprati per venderli]. Deve prevalere la forma economica su quella giuridica. Quando consegno la merce allora devo iscrivere nel bilancio "fatture da emettere" e quando le ricevo "fatture da ricevere".
- Per società che vendono immobili o beni per i quali si stipula l'atto pubblico. Prevale la forma giuridica su quella economica.
Quando si verificano queste 2 ipotesi si trasferiscono i rischi e benefici che riguardano il bene. L'azienda che cede perde il controllo sul bene. Si viene a creare in molti casi un trade off tra forma e sostanza. Occorre osservare la clausola contrattuale per verificare che prevalga la forma o la sostanza. Un esempio è la vendita di un bene con patto di riacquisto: vendo un bene e mi impegno a ricomprarlo a una certa scadenza.
Caso 1
31/12 si vende un impianto per 5.000. Il costo di produzione dell'impianto è stato 3.500. La società si impegna a ricomprare il bene con patto irrevocabile dopo 3 anni il medesimo impianto al prezzo di 2.600. Tale società rappresenta una merce perché si vende e si compra e quando torna in azienda rientra nel magazzino e non come attività immobilizzata. Il ricavo è quindi il prezzo di cessione meno il prezzo di riacquisto. È come se non avesse mai perso il controllo sul bene. Il ricavo è di competenza del periodo per cui il bene è a disposizione della controparte. Dal 1/1 al 31/12/x+3. Devo però stornare come risconti passivi. È un risconto pluriennale a cavallo tra più esercizi. Il valore di mercato al x+3 è 3100. Pago il riacquisto subito.
Crediti v/clienti SP Ricavi CE 5000 2400
Debiti V/cliente SP 2600
Banca C/C Crediti V/clienti 5000 5000
Ricavo Riconti passivi 2400 2400
Risconti passivi (1/1/x+1) Ricavo 2400 2400
Ricavo (31/12/x+1) Risconti passivi 1600 1600
Risconti passivi (1/1/x+2) Ricavo 1600 1600
Ricavo (31/12/x+2) Risconto passivo 800 800
Risconti passivi (1/1/x+3) Ricavi 800 800
Magazzino (31/12/x+3) Rim. Finali merci CE 3500 3500
Svalutazione magazzino CE Magazzino 400 400
Debito v/cliente (31/12/x+3) Banche C/C 2600 2600
O scrivo il bene al costo di acquisto e poi aggiungo una svalutazione del magazzino di 400 che è la differenza tra il costo e valore di mercato. Ma posso farne anche una sola [la prima] ma con solo il valore più basso tra costo e valore di mercato [magazzino a rim finali].
Caso 2
Un editore cede i libri in conto vendita agli edicolanti. L'azienda dà tot libri e quello che non vendi lo ridai indietro. I libri ceduti sono 20 a 50 euro l'uno. Dopo 90 giorni la libreria restituisce 18 libri. Non sa quanti libri venderà quindi contabilizza il ricavo solo a fine operazione. Il ricavo in questo caso sarà 50x2=100.
Caso 3
Vendita rateale. Viene rateizzato il pagamento del bene. Si rileva il ricavo al momento del trasferimento del bene indipendentemente dalla fase di incasso delle rate.
Caso 4
Vendita con consegna differita. Il ricavo di vendita si registra alla cessione contrattuale solo se tutti i beni della vendita sono presenti nel magazzino del venditore. Se i beni non sono nel magazzino del venditore, indipendentemente dal contratto, il ricavo si rileva solo quando il venditore li ha in magazzino disponibili per la vendita. Vendo 1/10 e consegno 1/12. Se ne ha solo una parte in magazzino, rileva solo il 50%.
Prestazione di servizi
Riconoscimento del ricavo:
- Si è concluso il ciclo produttivo che lo riguarda:
- Se il ciclo produttivo è inferiore o uguale a un anno il ricavo si deve contabilizzare alla conclusione della prestazione;
- Per quelli ultrannuali alla conclusione del servizio.
- Si eroga la prestazione.
Si vende il 30/11 un biglietto a 125 euro. Il volo sarà effettuato il 7/1/x+1. La clausola contrattuale: se il cliente disdice entro il giorno di partenza il prezzo sarà interamente rimborsato. Finché non si eroga la prestazione non si può contabilizzare il ricavo. Se non ci fosse stata la clausola allora il ricavo è da segnare subito perché non importa se il cliente paga o no [banche a ricavo].
Banche C/C (20/11/x) Clienti c/acconti 125 125(1)
Clienti c/acconti(7/1//x+1) Ricavo 125 125(2)
Clienti c/acconti Banche C/C(1) Cliente parte(2) Cliente non parte
Prevale la clausola.
Esercizio sui pacchetti
Banca (1/9/x) Clienti C/anticipi 700 700
Clienti C/anticipi Ricavi per servizi CE 300 300(31/12/x)
Clienti c/anticipi(5/4/x+1) Ricavi per servizi 400 400
IAS: Cerco di capire il valore del pacchetto se lo avessi venduto sul mercato separato. Alfa vende caldaie e fornisce servizi di manutenzione. Ha venduto un pacchetto per 650 euro con caldaia e manutenzione per un anno. Caldaia 600 e servizio 150 senza pacchetto. Il ricavo totale sarebbe stato 750. 150/750 ottengo quanto incidono i servizi sul pacchetto 20% di 650 = 130. 650 – 130 è 520 di valore della caldaia. 130x(10/12) per trovare il risconto.
Crediti v/clienti Ricavi di vendita (caldaia) CE 650 520
Ricavi per servizi CE 130
Banche (1/11/x) Crediti V/clienti 650 650
Ricavi per servizi Risconti passivi 108,33 108,33(31/12/x)
Risconti (1/1/x+1) Ricavi per servizi CE 108,33 108,33
Se io faccio un prestito ovvero elargisco la possibilità di pagare a 12 mesi, ho un interesse implicito. Se l'interesse è in fattura io lo rilevo, ma se l'interesse è da riscontare, devo attualizzarlo.
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