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Lezione 1: definizione d'impresa

L'impresa sotto il profilo giuridico

L’impresa, sotto il profilo giuridico, è un’attività economica professionalmente organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. L’impresa è perciò caratterizzata da un determinato oggetto (produzione o scambio di beni o servizi) e da specifiche modalità di svolgimento (organizzazione, economicità e professionalità).

L'impresa sotto il profilo economico

Sotto il profilo economico, va aggiunto che deve essere condotta con criteri che prevedano un’adeguata copertura dei costi con i ricavi, altrimenti si ha consumo e non produzione di ricchezza.

Classificazione dell'OCSE

L’OCSE (organizzazione dello sviluppo economico) individua le classi dimensionali d’impresa in base agli addetti, nel seguente modo:

  • Micro imprese (meno di 10 addetti)
  • Piccole imprese (tra 10 e 50 addetti)
  • Imprese medio-piccole (tra i 50 ed i 100 addetti)
  • Medie imprese (tra i 100 e i 500 addetti)
  • Grandi imprese (più di 500 addetti)

A livello europeo e italiano però il sistema di riferimento non è questo.

Dimensioni dell'impresa (UE e Italia)

Il Ministero delle Attività Produttive, con DM 18 aprile 2005, ha dato l’applicazione alle direttive comunitarie e ha definito le categorie per individuare le differenti dimensioni d’impresa. La categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese (complessivamente definita PMI) è costituita da imprese che:

  • Hanno meno di 250 occupati e
  • Hanno un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, oppure uno totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

Nell’ambito della categoria delle PMI, si definisce piccola impresa l’impresa che:

  • Ha meno di 50 occupati
  • Ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

Nell’ambito della categoria delle PMI, si definisce micro-impresa, l’impresa che:

  • Ha meno di 10 occupati
  • Ha un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

Settori di attività economica

Si possono individuare tre principali settori di attività economica di un paese:

  • Settore primario: comprende l’agricoltura, l’allevamento, la pesca e lo sfruttamento delle risorse forestali. Queste attività praticano la raccolta o la produzione di risorse biologiche (vegetali o animali), al fine di un loro utilizzo immediato o per una loro successiva trasformazione.
  • Settore secondario: è costituito dalle imprese che si occupano di un processo di produzione e trasformano le materie prime in un prodotto finito; dunque compiono una trasformazione in senso fisico-tecnico della materia prima realizzando un nuovo prodotto che soddisfi i bisogni dei clienti. Il termine industria sta ad indicare il settore secondario. Il manifatturiero rappresenta la parte più consistente del secondario.
  • Settore terziario: è l’insieme delle imprese che offrono un servizio, quindi non producono materialmente un bene, ma offrono delle prestazioni che soddisfano dei bisogni. Tali sono le aziende che offrono servizi di trasporto, assicurativi, bancari, di vigilanza ecc. Appartengono al settore terziario le seguenti attività: circolazione delle merci (commercio e trasporti), circolazione del denaro (banche e assicurazioni), circolazione delle persone (turismo e affari), servizi per l’innovazione (ricerca e sviluppo, formazione, ricerche di mercato, servizi informatici), servizi pubblici di interesse generale.

Catena del valore e vantaggio competitivo

L’impresa crea valore attraverso una serie di attività che Porter identifica come catena del valore. La catena del valore descrive l’insieme delle relazioni competitive e cooperative che generano il vantaggio competitivo dell’impresa nel settore entro cui essa opera.

Il vantaggio competitivo è il risultato di una strategia che permette all’impresa di occupare e mantenere un posizionamento favorevole nei mercati in cui essa opera e che si traduce in una redditività superiore a quella media dei concorrenti effettivi e potenziali.

Porter definisce un modello di sintesi degli elementi che determinano il vantaggio competitivo delle imprese: si tratta del cosiddetto “diamante competitivo”. In esso assumono rilevanza esplicita alcune caratteristiche dei contesti territoriali in cui l’impresa opera.

Il diamante competitivo

  • Condizioni dei fattori della produzione: qualità e quantità di lavoro, risorse naturali, capitale, tecnologia, know-how, capacità imprenditoriale. Esempio: l’abbondanza di lavoratori a basso costo e ben addestrati fornisce alla Cina un vantaggio competitivo nella produzione di computer portatili.
  • Condizioni dei fattori della domanda: i punti di forza ed il livello di sofisticazione della domanda. Esempio: il Giappone è un Paese densamente popolato, caldo e umido d’estate, con una domanda molto esigente; queste condizioni spingono il Giappone ad essere uno dei principali produttori di condizionatori di livello superiore e compatti.
  • Settori collegati e di supporto: la presenza di fornitori, competitori e imprese complementari che eccellono in alcuni settori. Esempio: la Silicon Valley rappresenta il luogo ideale per lanciare un’impresa di software per computer perché questa localizzazione è ricca di aziende informatiche e di lavoratori specializzati e con elevate livello di competenza.
  • Contesto strategico e competitivo: la natura della competizione domestica determina le modalità con cui le imprese di un paese sono create, organizzate e gestite. Esempio: in Italia ci sono molte imprese nel settore della moda (tessili, design, forniture); il forte livello competitivo spinge le imprese ad un continuo processo di innovazione, portando l’Italia in una posizione di leadership mondiale nel campo della moda.

Vantaggio competitivo e territorio

Porter introduce il concetto di “diamante” trattando del vantaggio competitivo delle Nazioni, ma questa definizione è applicabile a qualunque scala amministrativa (Regioni, Province, Comuni) o a qualunque spazio geografico (sistema urbano, distretto industriale, sistema territoriale locale). Porter elabora un quadro interpretativo dell’azione imprenditoriale che sottolinea l’interdipendenza tra impresa e territorio in cui è inserita.

Grazie al contributo di Porter viene riconosciuta la rilevanza che assume il territorio come insieme di fattori che influenzano le capacità competitive delle imprese. L’insieme dei fattori offerti dal territorio spiega il livello di competitività delle imprese che vi operano e, allo stesso tempo, il livello di competitività del territorio stesso. Il concetto di vantaggio competitivo non si riferisce unicamente alle imprese. Per via del processo di globalizzazione, oggi la competizione riguarda...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher rosatallia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Analisi dei mercati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Piemonte Orientale Amedeo Avogadro - Unipmn o del prof Tadini Marcello.
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