INGEGNERIA DI PROCESSO
6 Novembre 2019
Oggi, vedremo, in generale, un’introduzione su tutto il recupero del prodotto, le principali caratteristiche,
alcuni aspetti sono già stati anticipati nelle precedenti lezioni, poi vedremo la filtrazione e faremo l’esercizio
su di essa.
RECUPERO DEL PRODOTTO
I bioprocessi, di fatto, quello che fanno è prendere una materia prima e modificarla per avere un prodotto
d’interesse. Nel processo di fermentazione, come già detto, la materia prima viene modificata attraverso delle
reazioni che avvengono nel fermentatore. Sono importanti anche tutte quelle unità che fanno avvenire delle
reazioni fisiche, ossia che modificano le proprietà delle sostanze prima e dopo la fermentazione: prima perché
servono a preparare la materia prima in quanto, magari, non è adatta, per com’è inizialmente, a essere trattata
nel fermentatore, e dopo per purificare il prodotto desiderato, eventualmente separare la materia prima
rimasta e ricircolarla nel fermentatore, quindi, ad arrivare all’obiettivo dell’intero processo.
Le operazioni unitarie sono tutte quelle operazioni o stadi del processo che modificano le proprietà di un
materiale, in particolare con modifiche di tipo fisico.
Un altro concetto, di cui abbiamo già parlato, è che, di fatto, le diversi operazioni in diversi processi hanno un
ruolo ben definito, non sono tutte presenti, dipende da processo a processo, però, quello che si rileva è che
abbiamo una serie di operazioni che sono sempre le stesse, anche se applicate a contesti diversi. La filtrazione,
ad esempio, ha la stessa unità operativa, il concetto di base è lo stesso, ma si può applicare ad ambiti diversi.
Nei differenti processi, infatti, vediamo che abbiamo la stessa operazione, ma viene messa all’interno di un
ordine di operazioni diverse, in condizioni operative diverse e può trattare materiali diversi, di conseguenza, il
prodotto finale è diverso. Alla fine, però, i principi ingegneristici alla base delle singole operazioni rimangono
sempre gli stessi.
È un esempio di tutte le operazioni unitarie che ci sono in un processo
di produzione di enzimi. Si può vedere che ci sono estrazione, filtrazione,
centrifugazione e cicloni per la separazione. Ci sono tantissime unità. Il
fermentatore c’è, ma è solo uno dei moltissimi step che sono presenti
all’interno del processo. Questo vale per moltissimi processi, noi ci
focalizzeremo sui downstream processing, ossia tutto quello che
avviene dopo la fermentazione, tutto quello che è il trattamento della
miscela ottenuta per arrivare ai prodotti finali con le purezze desiderate.
Con la fermentazione, spesso, il prodotto desiderato non si trova
purificato, ma si trova in una miscela complessa con diversi componenti,
quindi, servono dei trattamenti per purificare e concentrare il prodotto
→tutto ciò prende il nome di downstream processing: downstream
significa che avviene a valle del fermentatore, della fermentazione.
Questi trattamenti sono per lo più modifiche fisiche di quello che è la
miscela, quindi, modifiche alla composizione o alle condizioni per il
passaggio dallo stato solido a quello liquido: non sono mai modifiche
chimiche, perché quelle sono avvenute nel fermentatore.
È molto difficile questa fase di separazione, perché i prodotti di
fermentazione, spesso, si trovano nelle soluzioni che sono diluite: abbiamo il brodo colturale, acqua, la quale
è la componente principale sia del brodo che può essere recuperato sia della fermentazione. Ci possono essere
anche moltissimi altri prodotti: possono essere sia dei sottoprodotti che dei co-prodotti, quindi, altri prodotti
di interesse, sia della materia prima ancora presente, quindi, per isolare il prodotto finale, si devono rimuoverli
tutti o il più possibile. Questo, spesso, non si riesce a fare in un solo step di separazione, per cui servono più
step di separazione o di recupero del prodotto. Ogni step ha un costo, più step abbiamo più aumentano i costi
di separazione, di conseguenza, i costi del processo e in ultimo il costo del prodotto finale e l’accessibilità del
prodotto, perché se un prodotto è molto costoso, in meno persone possono accedervi.
Tuttavia, per alcuni settori, come quello farmaceutico, le impurezze del prodotto finale devono essere proprio
minime, perciò, spesso è necessario avere tutti questi step di separazione.
Un altro problema, soprattutto per i prodotti dei processi biotecnologici, è che i prodotti possono degradarsi
facilmente. Possono essere sensibili alla temperatura, quindi, non possiamo usare dei metodi di separazione
che si basano su riscaldamenti necessari, in quanto abbiamo la degradazione del prodotto e non ci serve più a
nulla. Possono anche essere degradati se entrano in contatto con altri solventi, quindi, non si possono usare
dei metodi di separazione che utilizzano dei solventi aggiuntivi o delle componenti aggiuntive che rimuovono
selettivamente solo quel prodotto. Lo stesso vale se abbiamo acidi o basi forti o concentrazioni saline elevate.
Questo, di fatto, ristringe notevolmente il campo di scelta tra le diverse unità di separazione che noi possiamo
applicare per ottenere la separazione del prodotto desiderato.
C’è anche il problema della contaminazione, quando si recupera il brodo colturale, contenente il prodotto dal
fermentatore, che è il più possibile sterile, abbiamo della possibile contaminazione. In tutto il downstream
processing è difficile mantenere completamente sterile. Le condizioni asettiche non sono sempre mantenute.
Il materiale, quindi, può essere soggetto a degradazione. Bisogna, perciò, limitare il più possibile questo
aspetto e di processare il brodo ossia di trattare il brodo abbastanza velocemente, senza lunghi tempi di attesa,
in modo tale da ottenere subito il prodotto finale e si limiti questo problema.
Un altro aspetto rilevante per quanto riguarda le separazioni a valle della fermentazione, come avevamo già
accennato, è che i costi dei prodotti di fermentazione sono significativamente influenzati da tutta la fase di
separazione. La percentuale di influenza dipende dal processo che stiamo considerando, ma è comunque
abbastanza significativa, ad esempio, per la produzione di penicillina abbiamo circa un rapporto dei costi di
fermentazione rispetto ai costi di recupero del prodotto, quindi, di separazione è di 60:40, il 40% è tutta la
fase di separazione e purificazione del prodotto. È già rilevante come costo. Se si pensa ai prodotti più recenti,
hanno una fase di purificazione molto costosa, quindi, si può arrivare ad avere a un 80-90% dei costi dell’intero
processo dovuti soltanto alla sezione di separazione. È fondamentale, perciò, scegliere accuratamente tutti gli
step di separazione, per massimizzare il recupero del prodotto e dimensionare tutte le unità in maniera il più
possibile realistica e vicina a quelle che sono le reali condizioni del processo, nel senso che si può anche avere
un’unità leggermente più grande per fare un tot di prodotto, però, a quel punto si possono avere degli
svantaggi che, poi, si riflettono sui costi. Tutto lo
studio del dimensionamento dell’impianto deve
essere molto accurato.
Abbiamo detto che spesso abbiamo soluzioni
diluite di prodotto, la concentrazione iniziale
ossia quella in uscita dal fermentatore, iniziale in
entrata per la sezione di separazione influenza:
più la concentrazione è elevata, meno step di
separazioni sono necessari. È una regola
generale, però, nel caso in cui le miscele sono
particolarmente complesse da separare può
essere necessario per avere la separazione del
prodotto avere diversi step. Se abbiamo meno
step di separazione, il prodotto finale è più
economico. Questo si vede in questo grafico. C’è
il prezzo di vendita, in dollari al kg, rispetto alla
concentrazione iniziale (alla separazione, in uscita dal fermentatore). La scala è logaritmica in base 10. Il prezzo
aumenta, ad esempio, il Factor VIII ha un prezzo elevatissimo, se la concentrazione è molto bassa. Nel caso del
trattamento dell’acqua, la concentrazione è già alta, per cui il prezzo è basso. È un andamento proprio
monotono decrescente.
Avevamo già visto questo grafico nella lezione introduttiva, dà
un po’ l’idea della maturità tecnologica e di utilizzo delle varie
operazioni, di alcune delle principali (separazioni…), questo si
riflette anche sui costi di una certa unità. Se ha già una certa
maturità tecnologica/di utilizzo, c’è già esperienza di
quell’unità in quel settore, quindi, le successive unità vengono
progettate e costruite in maniera più accurata, si hanno meno
perdite, anche in senso economico.
Ora vediamo un esempio di quelli che sono gli schemi di separazione, applicati al brodo colturali, in uscita dal
fermentatore, e come si differenziano.
Il primo aspetto da considerare è che cos’è il prodotto di interesse. Il prodotto è la cellula, il prodotto è dentro
la cellula o fuori, quindi, si trova nel brodo. Se il prodotto è la cellula, in realtà, gli step si riducono, si hanno 1
o massimo 2 step: si ha la rimozione dal brodo colturale e otteniamo direttamente il prodotto. La rimozione
può essere fatta con diverse tecnologie, filtrazione, microfiltrazione o centrifugazione. Dopo di che si ottiene
la cellula e il liquido, tutto il brodo da cui viene separata, che è mandato al trattamento per non essere più
utilizzato oppure viene riciclato (ricircolato e riusato). Nel caso in cui il prodotto è qualcosa che viene ottenuto
come prodotto, ma non è una cellula in sé, allora, si hanno diversi step. Questo è uno schema generale,
ovviamente questi step dipendo dal processo.
1. Rimozione cellule o particolato solido
2. Distruzione cellulare e rimozione detriti
3. Prima separazione/isolazione
4. Arricchimento del prodotto
5. Isolazione/separazione finale
Il primo è sempre la rimozione delle cellule e del particolato solido; in questi due casi, se il prodotto è dentro
la cellula o fuori dalla cellula, il prodotto non è la cellula, ma conviene sempre rimuoverla e isolarla dal brodo.
Nel caso in cui il prodotto sia fuori dalla cellula, si potrebbe procedere alla purificazione del prodotto, lasciando
dentro tutto, ma non viene comunemente fatto, in quanto si è visto che conviene in ogni caso rimuovere prima
di iniziare alla separazione dentro la cellula, poi, procedendo con il resto. Se il prodotto è dentro la cellula,
bisogna recuperarlo dall’interno, quindi, si hanno dei processi di distruzione della cellula, dopo di che
rimozione dei detriti rimasti, infine, si ottiene il prodotto che viene isolato e purificato. Se, invece, il prodotto
è esterno, si ha la separazione da tutto il brodo e dal brodo con diverse tecnologie si cerca di ottenere solo il
prodotto desiderato e si ha questo arricchimento del prodotto, che si ha anche quando il prodotto è
internamente alla cellula. Per arricchimento del prodotto si intende che si aumenta la concentrazione del
prodotto nella corrente finale, fino ad arrivare al prodotto finale, il più possibile puro, che si intende purezze
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