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Anatomia funzionale della spalla

Biomeccanica della spalla

La spalla è un’articolazione che ha un’incongruenza ossea sfavorevole, poiché vi è la presenza di una glena molto piccola e di una testa dell’omero che è molto grossa. Quindi, da un punto di vista funzionale, la spalla possiede un ampio grado di articolità e inoltre coordina l’attività di tutto l’arto superiore. È formata da un insieme di articolazioni sia anatomiche sia funzionali: quelle anatomiche sono connesse dal punto di vista scheletrico, mentre quelle funzionali sono degli spazi virtuali che si creano e che hanno la necessità di essere considerati dal punto di vista fisiologico delle articolazioni. La maggior parte del movimento avviene nell’articolazione gleno-omerale dove prevalentemente l’attività è una rotazione. Il concetto fondamentale della spalla è che deve essere stabile, altrimenti questa incongruenza articolare porterebbe a un’instabilità di spalla con la dislocazione dell’articolazione.

Quelle gialle sono le articolazioni scheletriche, hanno riferimento dei capi ossei. Quelle rosse invece sono delle articolazioni virtuali che sono favorite nel movimento dalla presenza di borse sierose costituite da tessuto sinoviale. Queste due cavità virtuali permettono sia lo scorrimento della scapolotoracica sia lo scorrimento della testa dell’omero al di sotto dell’acromion.

La testa omerale ha delle dimensioni molto grosse rispetto alla glena e deve potersi muovere su tutti i piani; il fine di questa articolazione è di dare un ampio movimento ma la necessità è che sia stabile. Deve avere la possibilità di non spostarsi e non dislocarsi eccessivamente per via del fatto che altrimenti il rapporto articolare viene perso e in questo caso avremmo una lussazione. Le attività che sollecitano la testa omerale possono essere diverse nella vita quotidiana e sono relativamente minime. Se noi non avessimo una serie di vincoli articolari che ci permettono di evitare la dislocazione, ci troveremmo di fronte a delle problematiche. La lesione di queste situazioni che vincolano la spalla sono delle patologie della stessa che spesso portano all’instabilità. Gli eccessi di movimento sono in genere vincolati da fattori sia statici che dinamici, che definiamo vincoli articolari.

Vincoli articolari

  • Statici
    • Superfici articolari
    • Labbro
    • Capsula e legamenti
    • Pressione intraarticolare negativa
    • Fattori idrodinamici
  • Dinamici
    • Cuffia dei rotatori
    • Capo lungo del bicipite
    • Mobilità scapolo-toracica

Per quanto riguarda le superfici articolari, un’articolazione è costituita da due capi articolari che possono essere congrui fra di loro; la testa omerale rispetto alla glena è relativamente incongrua poiché c’è una disparità di dimensioni; però esistono delle variabili anatomiche per cui nel 93% dei casi la glena è molto piatta e quindi ha incongruità minima, nel 7% dei casi c’è un po’ di convessità della glena per cui vi è un minimo di accompagnamento rispetto alla forma della testa omerale, raramente esiste il contrario ovvero un’incongruità totale nello 0% dei casi.

Un'altra condizione che favorisce la stabilità dell’articolazione relativamente ai capi articolari è la retroversione della testa dell’omero che in genere è di 20°/30° e la retroversione della glena omerale che è variabile in anatomia tra 0°/5°. Questa posizione della testa omerale e della glena che è relativamente retroversa permette una maggior stabilità sul piano posteriore.

Un vincolo articolare estremamente importante dal punto di vista anatomico è il labbro glenoideo. Si tratta di una struttura fibrosa che circonda completamente la glena omerale allargando la superficie di contatto. Questo labbro è fatto di tessuto fibroso con caratteristiche estremamente dure, poco vascolarizzato, estremamente resistente ma che da un punto di vista patologico quando si rompe produce degli effetti importanti sulle instabilità di spalla. In questi casi si tratta di capire dove questo labbro si è lesionato. Una lussazione (evento traumatico importante) che produce una fuoriuscita della testa omerale dalla sua cavità articolare con una lesione del cercine, questa non può ripararsi se non chirurgicamente e l’esito di questa lesione non riparata è la facilità ad andare incontro a dislocazione della testa omerale.

  • Il labbro glenoideo quindi:
    • Aumenta la superficie di contatto della glena
    • Aumenta la concavità della cavità glenoidea del 50% aumentando di conseguenza la stabilità
    • È come un riempitivo contro la dislocazione della testa omerale della glena
    • Distribuisce le forze di trazione che si scaricano sulla capsula e sul capo lungo bicipitale

Nella struttura articolare della spalla, capsula e legamenti si confondono da un punto di vista anatomico perché il legamento si struttura all’interno quasi della capsula. Infatti, l’espansione capsulare coinvolge anche le inserzioni di tipo legamentoso. I legamenti gleno-omerali sono elementi di stabilizzazione dell’articolazione gleno-omerale e si differenziano per la loro funzione nell’azione all’apposizione della testa omerale o comunque di tutto l’arto superiore. In abduzione, adduzione, extra e intrarotazione cambia completamente il rapporto tra la testa omerale e la glena, e i legamenti, a seconda di quelli coinvolti, vanno in tensione in misura maggiore o minore.

Distinguiamo un complesso superiore, il legamento gleno-omerale superiore LGOS (intraarticolare) e il legamento coraco-omerale (extraarticolare). Il LGOS può avere origine comune con il bicipite o anteriormente o con il legamento gleno-omerale medio (LGOM). Si oppone alla traslazione inferiore nella spalla addotta in rotazione neutra ed extrarotazione.

Il LGOM non è una struttura anatomica che viene rilevata sempre, in ogni caso è mal definito nel 10% dei casi e assente nel 30% dei casi. La funzione è una barriera alla dislocazione anteriore a 45-90 di abduzione. Evita la lussazione anteriore della testa dell’omero. Da un punto di vista anche patologico, quando vengono definite delle lesioni di tipo legamentoso della spalla con un’instabilità, definire la presenza o meno di questi legamenti è fondamentale o anche la ricostruzione di questi legamenti perché tutti gli interventi di plastica capsulare, plastica legamentosa, stabilizzazione di spalla sono finalizzati al riproporre alla struttura anatomica di queste o sostituire la struttura anatomica di questi legamenti.

Il legamento gleno omerale inferiore accoglie la testa dell’omero come in un’amaca, fa una tasca ascellare; abbiamo una parte anteriore e una posteriore dentro la quale si va a collocare la parte inferiore della testa dell’omero e a seconda dei movimenti questo legamento in abduzione e intrarotazione è diretto posteriormente e contrasta la traslazione posteriore della testa. In abduzione e extrarotazione è anteriore e contrasta la traslazione anteriore della testa. Presenta delle strutture fibrose che vanno sia anteriormente che posteriormente, a seconda del movimento della testa vanno a contrastare la lussazione anteriore o posteriore.

Come in quasi tutte le articolazioni, esiste una leggera pressione negativa all’interno...

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessiaalessia0000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia funzionale degli apparati locomotore e nervoso e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof De Giovanni Giuseppe.
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