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Letteratura Inglese - XVI, XVII, XVIII secolo

Appunti vari di letteratura inglese in italiano riguardanti il XVI, XVII, XVIII SECOLO con i seguenti temi:
The Restoration
The Glorious or Bloodless Revolution
Jacobitism
Literary genres in the 18th Century
Alexander Pope
John Locke
Aphra Behn
Daniel Defoe
Jonathan Swift
The decline of the court and the rise of the city as the... Vedi di più

Esame di Letteratura Inglese docente Prof. J. Clegg

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Colonisation e globalisation

Urbanisation

Literary genres in the 18th Century

Il diciottesimo secolo ha visto la nascita e lo sviluppo della Novel come un genere

letterario. I sottogeneri della novel furono: the epistolary novel, the sentimental novel,

histories, the gothic novel and the libertine novel. Autori di importanti romanzi furono

Daniel Defoe, Jonathan Swift, Samuel Richardson, Henry Fielding.

Modern Science

Alexander Pope

Alexander Pope (Londra, 22 maggio 1688 – Twickenham, 30 maggio 1744) è stato un

poeta inglese, considerato uno dei maggiori del XVIII secolo. Tradusse l’Iliade e l’Odissea,

la prima interamente da solo, la seconda aiutato da altri autori come Broome e Fenton.

Pope guarda con ottimismo l'intera umanità, ma detesta singoli individui ed è intollerante

alle imperfezioni umane, al contrario di Jonathan Swift che detesta l'intera umanità e ama

i singoli individui. Pope scrive in modo elegante, con neoclassica chiarezza. Utilizza uno

schema metrico rigoroso che adatta ad ogni tipo di testo. È cantore di sentimenti

universali in cui tutti possono riconoscersi e sostenitore del ruolo educativo della poesia.

Alla grandezza dei versi classici da lui utilizzati si opponeva la piccolezza dei valori che

Saggio sulla Critica,

animavano i salotti settecenteschi. Una delle sue opere più famose è il

scritto nel 1711 in cui Pope discute le leggi a cui un critico dovrebbe aderire nella critica

poetica e precisa che i critici hanno un'importante funzione nell'aiutare i poeti nel loro

lavoro, e non nel contrastarli.

John Locke

John Locke (Wrington, 29 agosto 1632 – Oates, 28 ottobre 1704) è stato un importante

filosofo britannico della seconda metà del Seicento ed è considerato il padre

dell'empirismo moderno e dell'illuminismo critico. Criticava l’innatismo, secondo lui non

potevano esistere idee innate, come l’idea di Dio o dell’infinito, i principi logici, i principi

morali universali. Tutto quello che ritroviamo nella nostra mente deriva dall'esperienza e

non esistono idee che si riscontrino nella conoscenza senza un'origine empirica di esse.

L'empirismo di Locke si differenzia dagli altri poiché il suo si fonda sulla convinzione che

non esista principio, nella morale come nella scienza, che possa ritenersi assolutamente

valido tale da sfuggire ad ogni controllo successivo dell'esperienza.

Aphra Behn

Il suo vero nome è Aphra Johnson ed è una scrittrice e drammaturga inglese. Lavorò per

Carlo II come spia politica, utilizzando lo pseudonimo di Astrea, con il quale in seguito

pubblicò molti scritti. Ma non veniva mai pagata da Carlo II, tanto che Aphra finì in

prigione per debiti. Quando uscì, grazie alla cauzione pagata da un anonimo, Aphra

divenne una delle prime donne che si manteneva scrivendo. Fu un’autrice di teatro, una

scrittrice e una poetessa. Come autrice di teatro ella non agì diversamente da come aveva

agito Shakespeare, riesumando intrecci e storie già esistenti e manipolandoli con il suo

genio, creando degli ottimi lavori teatrali. Come scrittrice indagò in modo originale e

spregiudicato sulle classi sociali, sulla politica, sui rapporti tra i sessi e le razze. Come

poetessa introdusse nei classici temi della poesia arcadica note di un erotismo allegro e

sfacciato, nonché un sano umorismo. Oltre al tema dell'impotenza, la Behn non si fa

scrupolo, nelle sue poesie, a trattare temi scabrosi come l'omosessualità, le sue relazioni

con uomini e con donne o la violenza sessuale. In un'epoca come questa il suo genio era

considerato “mostruoso”: era così poco femminile da guadagnarsi da vivere scrivendo. Fu

infatti insultata e sottoposta ad una forte censura per tutta la vita. Subito dopo la morte fu

additata come cattivo esempio. È stata ignorata o svilita come autrice per tre secoli.

Daniel Defoe

Defoe (Londra, 3 aprile 1660 – Moorfields, 21 aprile 1731) è stato visto più volte come il

padre del romanzo moderno, ovvero di una forma di romanzo in prosa in cui la figura di

un singolo personaggio o di un gruppo di personaggi e del loro destino sia al centro della

vicenda, e in cui si cerchi di rispettare determinati criteri di coerenza e verosimiglianza.

Defoe pubblicò i suoi romanzi cercando, in generale, di farli passare per storie vere

(memoriali e autobiografie) per renderli più appetibili al pubblico dell'epoca (non si deve

dimenticare che il motivo principale per cui Defoe scriveva era, a quanto pare, la necessità

di pagare i propri debiti). La messa in scena ebbe successo, e solo molto tempo dopo la

Robinson Crusoe

pubblicazione si comprese che i libri di Defoe mescolavano fatti veri (nel

la storia del marinaio Alexander Selkirk) con dosi generose di invenzione letteraria.

Jonathan Swift

È considerato tra i maestri della prosa satirica in lingua inglese, attraverso cui si occupò di

politica e religione, mettendo in luce certa follia e presunzione umana. Il capolavoro di

I viaggi di Gulliver (Gulliver's Travels),

Swift, fu pubblicato anonimo nel 1726 e riscosse

subito grande successo. Questo romanzo satirico, inizialmente inteso dall'autore come

aspro attacco allegorico alla vanità e all'ipocrisia delle corti, dei partiti e degli uomini

politici dell'epoca, nel corso della stesura, durata parecchi anni, si arricchì delle più mature

considerazioni di Swift sulla società umana; pertanto la satira, spesso graffiante e a tratti

scurrilmente oltraggiosa, finì col toccare l'umanità intera. Acuto, ricco di spunti fantasiosi e

al tempo stesso scritto con semplicità, il romanzo è diventato un classico della letteratura

per l'infanzia. È importante segnalare il fatto che Swift, con quest'opera, ma anche con

Una modesta proposta, si distingue come uno dei primi e più importanti autori del

linguaggio grottesco. In breve, la trama dell'opera può essere riassunta così: un marinaio

gull,

sfortunato, Gulliver appunto (il cui nome, si noti, contiene la parola ovvero

"gabbiano", ma anche "sciocco, credulone"), compie quattro viaggi approdando in

altrettante isole particolari:

Nella prima isola gli abitanti, i Lillipuziani, sono molto più bassi di lui (il termine

• "lillipuziano" è entrato nel linguaggio italiano comune come sinonimo di "persona

dalla bassissima statura").

Nella seconda isola gli abitanti sono dei giganti.

• Nella terza isola (volante) gli abitanti sono scienziati, parodia della Royal Society,

• dediti a esperimenti astrusi e inutili.

La quarta isola è occupata da animali, cavalli per l'esattezza, che si dimostrano

• "superiori" all'uomo in quanto a bontà d'animo.

Tutte le avventure, in una maniera o nell'altra, rappresentano l'ideologia pessimistica e

negativa di Swift, secondo la quale l'uomo è egoista, corrotto, ignorante e affamato di

potere, dotato di soli vizi e di nessuna virtù.

PARTE 2

The decline of the court and the rise of the city as the centre of cultural life

Nel XVI e XVII secolo in Inghilterra la corte era il centro della cultura. Ma alla fine del 17°

secolo la cultura uscì dalle mura della corte per diffondersi in diversi ambienti della città di

Londra: caffè, socità di lettura e club culturali. La corte inglese del 16° e 17° secolo era

centro di cultura e raffinatezza ed era ispirata alle grandi corte italiane: promuovevano

buona conversazione, gusto e cultura. Il monarca e il suo seguito pensavano alla corte

come un modello per l’intero regno, espressione di un ordine sociale armonioso e centrato

sul sovrano. Carlo I fu il più grande monarca protettore delle arti e creature di

un’immagine del potere reale così ricca e complessa. Dopo la sua morte, i regimi puritani

dei Cromwell amavano la scrittura e produssero moltisisme pubblicazioni ma non

divennero mai un significativo centro sociale e culturale. Con Carlo II e Giacomo II si

aspirò a ricreare ed emulare l’autorità regale di Luigi XIV a Versailles, rendendo la corte

aperta ed accessibile e dando via a nuove mode. Ma la corte di Carlo II trasudava

edonismo, era intemperante, dedita ai piaceri e agli eccessi e ciò rese impossibile la

rappresentazione di questa come a solida sede di un potere eroico. Con Giacomo II

etichetta e moralità furono riportate in auge ma egli ridusse il cuore della corte. Guglielmo

e Maria accentuarono il ruolo dei cortigiani ma non vollero mai giocare un ruolo di primo

piano perchè preferivano la rispettabile vita familiare. Con l’ascesa di Giorgio III infine, la

cote si ridusse e si chiuse sempre di più, e il monarca iniziò a perdere la sua immagine di

figura pubblica. Così la cultura cominciò a diffondersi per le strade della città e din

particolar modo a Londra. Essa era la città più grande d’Europa ed era piena di

opportunità e prospettive per gli inglesi. Londra era disseminata dai caffè, che divennero

centri di conversazione e di cultura, dove si potevano trovare periodici e pamphlet. Inoltre

si tenevano lezioni di scienza, medicina e retorica. Si diffusero i Kit-cat clubs ( di

ispirazione whig) e i Literary clubs (fondato da Johnson, dava il suo prestigio agli

esponenti delle professioni letterarie e artistiche che li frequentavano).

The pleasures (and dangers) of the imagination

C’è un ambivalenza nei confronti dei piaceri dell’immaginazione. Da una parte è un piacere

desiderato, dall’altra suscita paura in quanto non è facile distinguere da piaceri materiali e

piaceri effimeri, i quali suscitano paura e disagio di essere contaminati da superficialità e

corruzione. Vedasi la figura del libertino, figura del piacere per eccellenza, che nel ‘700

viene considerato una figura negativa corrotta dalle vanità e dalle passioni. Londra in

quegli anni era una città cosmopolita, nella quale si riversavano le culture di tuta Europa e

soprattutto quella italiana e francese. Si teme quest’ultima, molto forte nella critica

letteraria e nella formazione del gusto. Si tenta di rendere rispettabile questa fioritura

culturale con una moralità e cultura britannica. Si cerca inoltre di conciliare il piacere con

la morale protestante.

Taste and politeness

Il gusto (taste) è qualcosa che dipende più dalla sensibilità che dal gusto accademico ed è

qualcosa di innato che va coltivato in modo tale che tutti possano diventare Gentlemen

and Gentlewomen. Il gusto non è una cosa che dipende dalle origini sociali ma tutti lo

possono acquisire; però per svilupparlo serve istruzione e alfabetismo e per questo motivo

ci vogliono i mezzi di denaro. Quindi possiamo dire che il gusto è una cosa che possono

avere tutti, però ci ogliono i soldi per acquisirlo, quindi erano i più benestanti che avevano

il taste. E’ con il gusto che possiamo sviluppare opinioni. Nel 18° secolo comincia ad

essere più facile essere a contatto con l’arte, grazie all’ingrandimento e ristrutturazione di

molti teatri. Il gusto è la chiave di accesso alla gentilezza (politeness). La gentilezza era

una qualità fondamentale nel 700 e si poteva ottenere con la conversazione. Con essa le

persone potevano conversare senza opposizioni e controversie. Conversando si cerca di

essere persuasivi e amabili per abbassare la conflittualità sociale.

Authorship and publishing

Durante la guerra civile (1642 - 1660), il governo perde il controllo dell’editoria e vi è

finalmente una caduta della censura. Fino a prima gli stampati venivano iscritti in registri e

controllari con licenze ma ormai con la guerra il controllo non è più efficace. Inoltre, fino a

prima della guerra, erano solo 20 i stampatori che potevano stampare, ma poi anche

questo viene meno. In quel periodo nasce pure il copyright, gli autori vogliono possedere

originali,

la loro proprietà intellettuale. Perchè? Perchè sono caratteristica che fino al ‘600

non era pregio. Altro importante punto è che in quel periodo non tutti i libri avevano facile

riscontro commerciale, c’erano alcuni libri meno interessanti e quindi era più “rischioso”

stamparli. Così si passa alla sottoscrizione, un tot di persone assicuravano di comprare il

libro in modo che l’editore non potesse perderci. I libri erano costosi e gli sottoscrittori

acquisivano importanza e prestigio come persone colte dato che i loro nomi venivano

stampati all’inizio del libro.

Readers and reading

Si scriveva per i lettori. Lettori che erano aumentati perchè l’alfabetizzazione è aumentata.

L’alfabetizzazione femminile è più bassa di quella maschile ma è comunque ad un buon

livello. Come si legge? Si sviluppano due tipi di lettura: 1)attenta e intensiva, 2) rapida ed

estensiva. La lettura attenta e intensiva probabilmente persisteva nelle famiglie povere che

possedevano pochi libri e quindi leggevano solo quelli. Il secondo tipo di lettura è un

aspetto negativo per i conservatori, i quali preferivano il primo tipo. Si legge più in fretta,

c’è una più vasta scelta di generi. Si sviluppano diverse categorie: religione, scienze sociali

come la politica e l’economia, letteratura, storia e geografia.

Il libro si comprava, si affittava o si prendeva in prestito. Dal librario si potevano ordinare

titoli che arrivavano rapidamente. Inoltre molte persone affittavano i libri settimanalmente

perchè altrimenti costavano troppo. Era difficile distinguere i libri dalle biblioteche

circolanti. In più, i ricchi prestavano i libri e la biblioteca diventava un luogo importante e

fondamentale della casa. Si leggeva ad alta voce sia in famiglia che alla servitù.

PARTE 3


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti vari di letteratura inglese in italiano riguardanti il XVI, XVII, XVIII SECOLO con i seguenti temi:
The Restoration
The Glorious or Bloodless Revolution
Jacobitism
Literary genres in the 18th Century
Alexander Pope
John Locke
Aphra Behn
Daniel Defoe
Jonathan Swift
The decline of the court and the rise of the city as the centre of cultural life
The pleasures (and dangers) of the imagination
Taste and politeness
Authorship and publishing
Readers and reading
1. What does Hunter mean when he talks about “new readers”, and when did they appear? According to Hunter, what were their main characteristics? On the basis of what evidence does he deduce those characteristics?
2. What genres did new readers read “before novels”? Give some examples of each genres.
4. Discuss the presence (or absence) of the “confessional mode” in the two novels you have read. How had new readers been prepared for this mode?
5. In what sense, according to Hunter, do most novels “begin in epistemology”? What habits of mind do these epistemological concerns assume in readers?
6. “Empathy and vicariousness” in the two novels.
According to J.P. Hunter, events in 18th century novels “respond to a widespread taste of surprise and wonder”, yet “credibility and probability (...) are crucial to the novel”. Explain and discuss with reference to the Pamela and Tom Jones.
12. What does Hunter mean by “the novel’s engagement with taboos”? Explain and dicuss with reference to Pamela and Tom Jones.
13. What does Hunter mean by the novel’s tendency to “probe and promote loneliness” and how does he explain it? Discuss with reference to Pamela and Tom Jones.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e civiltà moderne e contemporanee
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher emmebivenezia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Clegg Jeanne Frances.

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