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Introduzione

"I migliori attori del mondo", descrive Polonio nell'Amleto, "entrambi

per tragedia, commedia, tragicommedia, per genere tragi-storico,

storico pastorale e comico pastorale. Seneca non può essere troppo

pesante, nè Plauto troppo leggero. Per la legge della scrittura e la

libertà questi sono gli unici uomini." Questo passaggio notoriamente

controverso sembrerebbe rifletterela varietò elisabettiana di stili

teatrali come pure la libertà degli attori dalla rigidità delle leggi

classiche. Nonostante il ruolo pagliaccesco, Polonio mostra di essere

almeno un esperto frequentatore di teatro: elogia la promiscuità

generica del teatro, decanta l'eredità lasciata dalla nuova commedia

romana e dalla tragedia di Seneca e mostra apprezzamento per il

migliore uso di copioni scritti e scenari improvvisati. Clubb e Henke,

nell'opera La cultura italiana nel teatro di Shakespeare e dei suoi

contemporanei, fanno riferimento alla declamazione di Polonio ed

evidenziano la consapevolezza di Shakespeare dei diversi modelli

teatrali italiani, distinguendo il teatro fatto da una sceneggiatura di

cinque atti (Aristotele - "Low of writ"), dall'azione teatrale

improvvisata ( "The liberty" - commedia dell'arte). Aristotele

considerava la tragedia la più nobil forma d'arte e distingueva tra il

vero e il particolare nella storia e la verosimiglianza e l'universalità

della poesia teatrale; mentre vedeva la commedia come una vile

imitazione adatta a rappresentare brutti personaggi allo scopo di

ridicolizzare i vizi degli uomini. Le sue opinioni non furono criticate fino

alla riscoperta di Plauto che riaprì il dibattito umanista sulla poetica di

Aristotele e l'utilizzo di nuovi esperimenti comici nel rinascimento

italiano: nel 500 i teoristi italiani misero in discussione le leggi

classiche inventando nuovi modelli. La "imitatio" di Aristotele divenne

più complicata a causa del più rivoluzionario termine "contaminatio"

che permetteva di sperimentare nuovi generi amalgamando quelli già

esistenti. Nell'opera I suppositi, Ariosto afferma di essere ilpadre della

"nuova commedia" nata dalla contaminatio di opere di Plauto e

Terenzio. Nell'opera Orbecche Giraldi Cinthio creò la sua "tragedia

nuova" teorizzando l'idea di una formale catarsi e riassumendo

un'ideologia dell'orrore per purificare le passioni del pubblico

attraversola cruda rappresentazione dello "scelus". Più tardi Cinthio

avanzò la necessità teatrale di un terzo genere: la tragedia a lieto fine,

basata su intrighi e azioni, amori ostacolati e disegni provvidenziali. La

"commedia dell'arte" determinò l'uso di tecniche d'improvvisazione e

favorì il frequente affidamento sull'azione improvvisata basatasu parti

fisse o personaggi di repertorio; la cosiddetta "commedia

all'improvviso" divenne il principale veicolo per la diffusione del

repertorio teatrale del tardo cinquecento in tutta Europa. Senza

dubbio questi tipi di commedia influenzarono la scena inglese e furono

assimilati da Shakespeare e colleghi, soprattutto nella seconda parte

dei primi anni dell'età moderna. Il terzo genere, chiamato

"tragicommedia", fu quello attraverso cuila produzione di opere di

genere misto si espanse in Inghilterra. Il genere tragicomico segue

linee di sviluppo differenti comprendendo espressioni romantiche e

pastorali, vicino a modelli italiani come Giraldi Cinthio, e anche

evoluzioni satirichetipiche del periodo puritano e giacobino. Malgrado

la loro mentalità isolana, i teoristi inglesi ammiravano gli antichi ma

non gradivano la passiva imitazione dei costui stranieri. Roger Aschom

fu il primo ad affrontare questo argomento definendo la

contaminazione italiana come la principale causa della corruzione

della poesia inglese; in seguito siunirono a lui anche Stephen Gosson e

George Whetstone. Ciò che appariva particolarmente indecoroso era

la mescolanza di buffoni e sovrani, comepureilfallimento di creare una

netta distinzione tra i due ruoli. Philip Sidney provò a sistemare le

cose in modo corretto, insistendo sul ruolo del decoro e della

proporzione attraverso cui lo scopo della poesia dovrebbe realizzarsi:

"La commedia è un'imitazione degli errori dellanostra vita,

rappresentata dall'autore nel modo più ridicolo possibile, tanto che

nessuno ne sia contento... L'uso corretto della commedia nonpuò

essere biasimato da nessuno, nè tantomeno dall'eccellente tragedia".

Ciò che è meno conosciuto è che Sidney non si ispirò soltanto ad

Aristotele e Orazio ma ad un autore del cinquecento italiano, Giraldi

Cinthio. Nel Discorso intorno al comporre delle commedie e delle

tragedie", Giraldi argomenta nello stessomodo di Sidney, modificando

Aristotele per adottare la sua stessa visione della poesia drammatica

e del teatro didattico. Non si sa se Shakespeare abbia letto l'Apologia

di Sidney e ammirato il suo stile; comunque, la percezione di

Shakespeare della "teoria del genere" sembra inmolti casi più vicina a

quella di Giraldi che a quella dibattuta dai suoi contemporanei inglesi.

Infatti, come indica Kiernan, il teatro di Shakespeareprivilegia la

natura del corpo umano, lamateria sulla quale il suo teatro è fondato.

Nel ricostruire le difese di Shakespeare attraverso le sue opere,

Kiernan evidenzia una drammaturgia anti-aristotelica basata sul rifiuto

del concetto imitativo dell'arte, l'importanza del corpo degli attori,

l'inevitabile anacronismo della storia e la necessità teatrale di

adattare la temporalità e i cambiamenti. Questo atteggiamento risulta

essere un rifiuto dell'arte imitativa e una sovversione delle

convenzionali teorie teatrali, fortemente sostenute damolti

contemporanei di Shakespeare, tra cui Sidney e Jonson; quest'ultimo

attaccava l'improbabilità dell'ambiente e la mancanza di esattezza

geografica nell'opera The winter's tale, insistendo sull'importanza

topografica dell'ambientazione. Possiamo avere una chiara idea della

distinzione tra i generi teatrali (ispirati dalla poetica di Orazio) dalla

copertina dell'opera The works of Benjamin Jonson. Le figure

personificate della tragediae della commedia stanno alla base della

struttura, ma in parti opposte e indossando abiti differenti. La

tragicommedia sta in cima all'arco, tra la satira e la poesia pastorale:

ciò che risulta chiaro dalla copertina è che ogni genere mantiene il suo

proprio stile. Comunque, (ciò che i teoristi elisabettiani consideravano

troppo rigido) per quanto il classicismo di Jonson includesse

l'osservanza di unità, di tempo e di spazio, il bisogno di separare le

figure reali dalla gente comune e il distinguere tra azioni comiche e

serie, esso non fu mai osservato dal teatro dell'epoca. Come disse

Medeleine Doran: "I drammaturghi inglesi non furono mai schiavi del

decoro". Proprio questo caratterizzò l'opera di Shakespeare:

sviluppando la neoacquisita sensibilità teatrale lasciata intendere da

Giraldi, Shakepeare percepiva l'unità tra parole e azione come l'unico

principio per la sua stessa teoria del teatro. Se la mescolanza di re e

buffoni era consideratauna grande violazione della natura, la

promiscuità linguistica delle figure reali era considerata il difetto più

grande. Shakespeare trasgredì queste regole in molte coppie dei suoi

personaggi: le sue figure reali trascurano costantemente la norma e si

concedono a semplici ma significanti discorsi con i loro umili

interlocutori. Oltre la rottura con le distinzioni sociali, viene anche

evitata l'osservanza delle distinzioni generiche, essa non ha mai

occupato un posto importante nel teatro dell'epoca. La disputa sulla

teoria teatrale e letteraria ha giocato sempre un ruolo importante nel

campo angloitaliano degli studi rinascimentali. Comunque, la

propaganda nazionalista non riuscì ad evitare che scrittori e teoristi

del rinascimento italiano fossero considerati dei modelli nella

produzione letteraria del cinquecento e le loro opere erano spesso

ricercate per soddisfare la cuoriosità dei drammaturghi inglesi.

Probabilmente, anche il concetto di Jonson sugli "humours" è stato

derivato dalla letteratura italiana: nell'opera Del trattato della poetica

di Salviati, troviamo una definizione di "umore" molto vicina a quella

di Jonson ("una peculiare qualità della natura secondo cui ognuno è

incline verso una cosa speciale più degli altri").

Art, rethoric, style

La prima parte del volume è dedicata alla caratteristiche artistiche e

alle strutture, e presenta esempi dal teatro italiano e da quello

shakespeariano che evidenziano la ricorrenza di elementi mancanti

nella linea narrativa delle opere, la cosiddetta arte "della

dimenticanza". Nella discussione su Il cromuele di Graziani e sulla sua

prefazione di essere una tragedia-rivoluzionaria poichè mette in scena

la sostanza della storia contemporanea, Orgel sostiene che la teoria

della storia in quest'opera illumina la teoria shakespeariana della

costruzione teatrale e la sua arte di dimenticare. Nel capitolo di Robin

Headlan Wells, la poetica umanista è vista come ilnucleo del teatro

shakespeariano e di età moderna. Secondo Wells, la professione di

scrittore era una norma importante nello spirito del'epoca; la poesia

non era vista solamente come ispirata dallamente delpoeta, ma si

pensava che i più grandi scrittori fossero benedetti con poteri innati e

le loro opere considerate nobile vocazione, essenziale per civilizzare la

società. Gli umanisti condividevano il senso di Milton sullamissione

spirituale del poeta. L'importanza dell'infuenza classica e umanista

nella poetica viene ripresa da John Roe che, nel suo capitolo,

promuove l'importanza del piacere e della sensibilità nella poesia del

rinascimento; si schiera con i critici del linguaggio letterale che

portanola nostra attenzione sui caratteri formali e materiali della

parola. Roe considera l'applicazionedei principi aristotelici e le teorie

stilistiche delprimo rinascimento come il progetto retorico erasmiano

di "copia" e la sua assistente categoria "divisione". Se riprendiamo e

ampliamo la nostra conoscenza della retorica, possiamo valutare i

motivi della poesia ed evitare la falsità che essa concerne. Ciò può

anche chiarire la funzione teatrale della retorica in Shakespeare e

come essa fornisca indicazioni per l'individuale caratterizzazione,

svolgendo il suo naturale compito di liberazione sia del linguaggio che

dell'azione.

Genres, models and forms

Il gruppo di saggi che compongono la seconda parte si occupa dell'uso

( spesso promiscuo) di generi, modelli e forme. Frances K. Barasch

espone il ruolo creativo di Amleto nella commedia dell'arte. Amleto,

più delle altre opere, rivela le radici italiane della creatività

shaspeariana. Con la commedia dell'arte come intertesto, Barasch

sostiene che Shakespeare abbia modellato Polonio e la sua famiglia

sulle figure comiche di Pantalone, suo figlio e sua figlia; comunque,

avedo situato la "cornice" famiglia nel tragico mondo della sua opera,

Shakespeare ha deviato radicalmente dagli scenari italiani

impregnando i personaggi con un nuovo significato. Nelle interazioni

con la commedia dell'arte Shakespeare crea unametafonica

equivalenza tra la morale inconsistenza della "commedia" e il

consapevole male dellefmaiglie reali. Shakespeareindebolisce il valore

comico dei modelli italiani: nell'utilizzo della commedia dell'arte, egli

trova un modo per esaminare l'incurante teatro delle masse

esplorando la "banalità del male" molto prima che il concetto si

diffondesse. Hugh Grady identifica un periodo di 5 anni nella carriera

di Shakespeare nel quale le opere compiono una distaccata analisi del

potere politico. Questo piano può essere giustamente definito

"machiavellico" in quanto si avvicina alla visione umanista di

Machiavelli in opere come Il Principe e I Discorsi, che abbandonano la

storiografia in favore di un approccio analitico alla politica. Machiavelli

fu un'icona culturale del rinascimento inglese, per il quale rappresentò

due immagini correnti: la prima e più conosciuta è quella di

Machiavelli come macchinatore e intrigante, la seconda è quella di

Machiavelli come umanista e colui che inventò la scienza della

politica, intesa come creazione di un approccio laico alla storia.

Shakespeare può aver adottato questa struttura analitica per diretta

conoscenza o meno, ma non vi è dubbio che questo discorso

dell'umanista laico circolava nella classe politica elisabettiana e anche

nel mondo teatrale in molte opere di Christopher Marlowe. Grady

considerava Julius Caesar l'opera machiavellica per eccellenza, con il

suo raggruppamento di questioni relative alla morale, giusta o

sbagliata e nell'analizzare l'attuale condotta politica. Anthony Ellis

argomenta la figura del senex nella shakespeariana As you like it e

nell'ultima commedia di Ruzante L'Anconitana, producendo una

traiettoria culturale di significative situazioni parallele e analoghi che

ruotano attorno al personaggio di Sier Tomao. Il saggio si concentra

sull'uso della caratterizzazione tradizionale del vecchio comico in due

commedie che utilizzano il conflitto intergenerazionale al servizio di

critiche sociali ed economiche più ampie . Il senex comico dimostra

sempre qualche spia come fa nell'Italia del Cinquecento e

nell'Inghilterra elisabettiana . Allo stesso tempo , però , distinte

caratteristiche personali e morali variano da regione a regione .

Quando queste peculiarità (sia linguistiche che comportamentali) sono

analizzate nel contesto delle norme sociali e della convenzione

teatrale rivelano tracce di obiettivi singolari di un determinato

drammaturgo . Il problema della vecchiaia spinge entrambele opere in

esame verso il dominio dell'anticommedia . Ruzante visualizza un

animus nei confronti del suo vecchio personaggio veneziano che è di

classe -based, orientato geograficamente e infine inestirpabile

dall'apparato generico a sua disposizione . Anche se Shakespeare non

sarebbe stato direttamente familiare con l'opera di Ruzante, i due

drammaturghi probabilmente sono stati esposti a molti degli stessi

theatregrams che animano la commedia erudita degli inizi del

Cinquecento italiano. In As you like it, mentre gli accostamenti

multistrato di Shakespeare del senex e puer lo portano a sondare le

vicissitudini della vecchiaia più filosoficamente ( e caritevolmente ) di

Ruzante, gli permettono un altrettanto penetrante critica delle cause

latenti di disagio sociale di turno in Inghilterra. Il capitolo di Robert

Henke fa chiare un numero di sorprendenti affinità tematiche e

strutturali con Shakespeare. Entrambi gli autori testano i limiti generici

della commedia . Le somiglianze riguardano il teatro e una profonda

esperienza di vita rurale . Erano entrambi attori che lavorano durante

tutto il corso della loro carriera di drammaturghi , sia insider e outsider

in relazione ai centri di potere e di cultura con portamento inquieto di

sperimentazione formale. La seconda parte del saggio mette a

confronto la rappresentazione dei drammaturghi della povertà, della

fame e della carità nel contesto di alcune omologie economiche e

sociali tra Venezia e Londra. Anche in varie commedie mature , da

All's well that ends well a Measure for measure, è possibile notare

alcuni tratti tipici del nascente terzo tipo, identificati con la satira e la

tragicommedia fin dal primo dibattito umanista. Questi tratti sono

entrati nella cultura inglese per mezzo di traduzioni, riscritture,

imitazioni e prestiti diretti e indiretti dalle prime pratiche di teatro

"regolare" cinquecentesco alla poesia bucolica e gli scenari pastorali

della commedia dell'arte. La commedia all'improvviso è diventata il

modello più popolare per la diffusione in tutta Europa del vasto

repertorio di theatregrams del tardo Cinquecento, un fenomeno

favorito dalla natura transnazionale e itinerante delle più importanti

troupes di attori professionisti. La rappresentazione della cultura

italiana contemporanea diventa un'ideologica appropriazione del suo

patrimonio mitologico e letterario, in cui i "vizi italiani" sono spesso

contrapposti alle "virtù inglesi" e sostituiti coni valori post-Tridentini di

pazienza, costanza e resistenza. La presenza di questi theatregrams

nelle prime commedie di Shakespeare potrebbe essere spiegata con

l'impatto sulla scena inglese della commedia grave. L'esplicito intento

didattico, contenuto nell'azione decisiva delle figure femminili,

giustifica un'ancora maggiore influenza che si estende ai romanzi

shakespeariani e alle tragicommedie Giacobine e Caroline. Il tema

della Provvidenza può essere trovato in Pericle e nelle tarde

rappresentazioni anglo -italiane di donne sottoposte al giudizio o un

processo con l'arroganza del potere maschile. La donna meravigliosa

che emerge da queste caratterizzazioni è spesso rappresentata come

una figura "santo", sul modello dei principi cristiani di rinuncia e di

resistenza attraverso l'uso di immagini e metafore religiose. Elevato al

rango di promotore del processo di ricongiungimento familiare e di

riconciliazione, questo ruolo salvifico è coerentemente incluso nel

processo di femminilizzazione dei modi iconici, miti, riti e simboli su

cui si basa tutta la costruzione ideologica dei romanzi.

Spectacle, Aesthetics, Representation

L' idea dello

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _marilù_90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Marrapodi Michele.
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