Letteratura inglese III
Introduzione al corso
Anno accademico 2017/2018
03/10/2017 Programma vedere nel profilo docente. Uguale per frequentanti e non. Il corso si suddivide in:
Parte 1: Lezioni teoriche/metodologiche
(natura della narrazione)
- Che cosa è un romanzo?
- Come i romanzi si legano al problema della conoscenza
- I nuovi saperi e il loro rapporto con la letteratura
- Inquadramento storico/sociale (dalla fine dell’età vittoriana alla età Edoardiana e Georgiana, gli anni di cui ci occupiamo)
- Cosa è la narrazione? Inquadramento narratologico (la teoria della narrazione)
- Lettura di due saggi critici. I grandi romanzieri sono anche grandi critici, si interrogano sul romanzo, il senso della scrittura, il compito dello scrittore. Saggio “Modern Fiction” di Woolf (the common reader) si scaricano da internet. Altro saggio: E.M. Forster “Aspects of the novel”
- Libro della docente per riferimenti, li si sviluppano gli aspetti teorici della letteratura nuova del flusso di coscienza
Parte 2: Lettura dettagliata
La seconda parte del corso prevede la lettura dettagliata di due romanzi di Virginia Woolf (solo in inglese).
Esame
Orale con possibilità per frequentanti di fare scritto. Orale: 3 domande su argomenti teorici generali o storici culturali. Lettura e interpretazione di tutti i testi (critici e romanzeschi). Lettura e traduzione. Scritto: 3 blocchi di domande (1 traccia per ogni blocco).
Background storico/culturale
La rivoluzione industriale è l’inizio della modernità, processo che permette un passaggio da un sistema di produzione di beni, materie di tipo artigianale incentrata a livello individuale o familiare (bottega del vasaio) e da questo tipo di produzione si passa a un altro modo di produzione basato sulle macchine. È una rivoluzione anche sociale, cambiano gli assetti della vita quotidiana, sconvolge la vita dei lavoratori che devono diventare operai.
Agricoltura si va verso una economia che supera la gestione del piccolo appezzamento di terra e si creano delle aggregazioni agricole, delle estensioni agricole ma soprattutto l’agricoltura cede parte dei terreni all’allevamento che diventa la base della produzione di lana. Restringimento delle aree agricole a favore di quelle di pascolo. Enclosures terreni circondati da steccati e destinati all’allevamento delle pecore per la produzione della lana. Il fenomeno si allarga dopo la rivoluzione industriale.
La tessitura è il settore in cui in Inghilterra ci sono le maggiori innovazioni tecnologiche. L’invenzione del telaio meccanico si combina con quella della macchina a vapore, crea una rivoluzione importante nell’industria. Il treno è rivoluzionario nella seconda metà del Settecento in Inghilterra, diventa un fattore chiave, permette spostamenti vertiginosamente più veloci. Anche questo ha sconvolto la vita quotidiana di molti agricoltori. Pensavano che il treno fosse una macchina creata dal diavolo perché le scintille del carbone incendiavano i raccolti. La velocità è un dato sicuro della modernità, a livello concreto (treno) e a livello mentale (bisogna fare più velocemente).
Il treno favorisce il commercio e lo spostamento delle merci e delle persone, si creano raccordi fondamentali fra le nuove città industriali (Birmingham, Liverpool, Leeds). Tutta questa rivoluzione investe tanti settori, il cotone viene importato dalle colonie inglesi. Dalle colonie si importano cotone e molti minerali. Il cotone importato viene lavorato in Inghilterra grazie ai telai meccanici e poi viene esportato in tutto il mondo.
L’Inghilterra diventa una grande potenza economica in pochi decenni, è la prima potenza industriale a livello mondiale, soprattutto a fine Ottocento. Hengels prende l’Inghilterra come oggetto di studio per cominciare a studiare i processi della industrializzazione moderna. Entrano in gioco due grandi potenze rivali dell’Inghilterra che competono: Germania e Stati Uniti. Entrano anche loro nel procedimento dell’industrializzazione, Inghilterra che deve cominciare a fare i conti, si scatenano delle dinamiche nuove.
Free trade libero mercato, non c’erano regolamentazioni, protezionismi, isolazionismi o divieti internazionali. Questa fase è quella della massima potenza economica dell’Inghilterra che non ha ancora rivali che si trova avvantaggiata. C’è un’altra industria fondamentale in Inghilterra: l’industria estrattiva (le miniere). L’industria estrattiva dava impulso a questo sviluppo industriale. Tuttavia in epoca vittoriana, i bambini andavano in fabbrica a 8 o 9 anni ma lavoravano 15 ore al giorno senza regolamento. Vi era un grande disagio sociale, vero è che nell’Ottocento si fanno varie riforme, quella del lavoro minorile che sposta l’età di 12 per entrare in fabbrica o miniera.
A livello metallurgico ed estrattivo vi era anche il ferro che consente di costruire ponti per la ferrovia, vi erano anche l’acciaio e la ghisa che rendono le comunicazioni più veloci. Le materie prime inglesi: lana e cotone. Il cotone viene importato dalle colonie. L’avventura coloniale inizia nel 500 in Inghilterra quando viene fondata la East India Company che gestisce tutti i commerci con l’India, tra cui il monopolio del tè. Al culmine dell’impero gli inglesi occupavano l’80% circa dell’Africa e il 60% dell’Asia. La regina Vittoria regna fino al 1901 e da qui inizia l’età Edoardiana.
Nel ‘500 la colonizzazione inglese comincia come pirateria, gli ammiragli della regina Elisabetta I erano metà pirati e ammiragli, attaccavano i galeoni spagnoli e portoghesi (il colonialismo spagnolo e portoghese inizia almeno 80 anni prima di quello inglese). Gli inglesi non potevano inserirsi come colonizzatori, preferiscono l’Africa dove concentrano la loro colonizzazione. Virginia Woolf parla del Colonialismo nel romanzo “the voyage out”.
Nel Settecento, l’Inghilterra perde le colonie del nord America, questo è un colpo all’espansione britannica. In pochi decenni l’America diventa una grande potenza commerciale e industriale. L’Inghilterra si installa in Birmania, Sudan, Nigeria e Sierra Leone. Questa conquista dell’Africa continua fino agli inizi del Novecento guerra boera. Gli inglesi vogliono cacciare i coloni olandesi del sud Africa chiamati boeri. Tutta questa strategia di graduale occupazione, gli inglesi cacciavano o combattevano i coloni precedenti.
Il Canada diventa uno dei primi stati a chiedere lo status di dominion, questo crea un processo di emancipazione a livello mondiale (India per esempio). Gli inglesi cacciano gli occupanti, i francesi in Egitto guerre napoleoniche. Era una potenza non rivale sul piano economico ma su quello politico.
Egitto importante per la produzione del cotone, con l’apertura del canale di Suez diventa uno stato strategico con avvicendamenti inglesi e francesi. Diventa un punto strategico inglese, diventa la rotta più veloce del commercio con l’estremo oriente. L’Inghilterra fa del Sud Africa un dominion, il Canada parzialmente indipendente. Il Colonialismo gradualmente si erode, la potenza coloniale dell’Inghilterra viene meno. Nella prima guerra mondiale combattevano soldati delle colonie inglesi (c’erano soldati australiani nelle trincee in Francia).
All’inizio del Novecento comincia il movimento anti-coloniale, pian piano si inizia a cambiare la prospettiva di come viene vista la colonia. Si passa ai protettorati come l’Egitto con delle pesanti interferenze inglesi. La lotta per l’indipendenza è molto lunga. Nell’epoca edoardiana abbiamo una erosione dell’assetto coloniale, in questi anni abbiamo una fortissima emigrazione dall’Inghilterra verso le colonie. Il consolidamento dell’impero è avvenuto grazie all’emigrazione.
L’Inghilterra pian piano comincia a misurarsi con i governi delle colonie, moltissimi inglesi fanno gli ambasciatori o i governatori in queste parti del mondo. Il marito di Virginia Woolf fu funzionario in India e scrisse un libro contro il colonialismo inglese. Cosa cambia a cavallo dell’Ottocento? Per esempio l’urbanizzazione che nell’Ottocento registra un picco notevole e che per questo crea degli scompensi, dei nuovi assetti sociali. I contadini si urbanizzano perché vanno a lavorare nelle fabbriche. Manchester, Liverpool, Leeds (grandi città industriali).
I romanzi di Dickens danno una visione dell’Inghilterra, di Londra più tosto cupa, grigia (gloomy). L’effetto della urbanizzazione industriale produce inquinamento a vasta scala delle città. Nella età edoardiana si pensa alla creazione di parchi all’interno delle città. Gli effetti della rivoluzione industriale sulla città e i correttivi messi in atto in quest’epoca. La regina Vittoria regna dal 1837 al 1901, le succede il figlio Edoardo VII (età edoardiana dal 1901 al 1910), dal 1910 al 1936 regna Giorgio V poi abbiamo Edoardo VIII che abdica al favore del fratello che è Giorgio VI che è il padre dell’attuale Elisabetta II.
Cambiamenti sociali e politici
In quest’epoca le cose grosse che cambiano sono la sfida sul piano economico della Germania e degli USA. Richiesta di emancipazione sul piano britannico, sul piano della industrializzazione vanno avanti questi procedimenti, si comincia a porre correttivi alla industrializzazione senza freni. In Inghilterra cominciano delle riforme per correggere difetti, questa è una cosa tipicamente inglese. Per esempio il Marxismo non attecchì mai in Inghilterra perché c’è un atteggiamento riformista e non rivoluzionario, l’Inghilterra si incanala su una strada riformista, crea delle riforme che vanno a beneficio delle classi operaie, per esempio una maggiore istruzione, si creano scuole serali nell’età edoardiana, c’è una maggiore cultura.
Questo permette ai lavoratori di associarsi in associazioni cooperative, in associazioni proto sindacali, si creano delle strutture all’interno delle classi lavoratrici. In campo politico si formano delle alleanze riformiste (Lib-Lab). La prima organizzazione operaia molto strutturata si chiama labour representation committee, diventerà il partito laburista fondato nel 1906. Questo primo governo laburista chiede la nazionalizzazione dei mezzi di produzione.
Le ideologie che combattono sono il liberalismo assoluto appoggiato ad una dottrina del Laissez-faire (stato al di fuori dell’economia) e l’ideologia socialista che prevede il coinvolgimento dello stato su vari livelli. Il socialismo che predomina in Inghilterra è quello riformista e non socialista. Questa dottrina del laissez-faire che difendeva le dinamiche dei mezzi di produzione porta ad una esasperazione della industrializzazione. All’interno di questa dottrina vi era una sottodottrina che era l’utilitarismo (dottrina economica dell’epoca). Idea era: lasciate fare agli industriali che creeranno maggiore felicità per un maggior numero di persone. Non ha funzionato, c’erano un maggior numero di persone scontente. Vi era un potenziamento dell’istruzione delle classi meno abbienti, potenziamento delle biblioteche aperte al pubblico e anche biblioteche circolanti che raggiungevano anche le zone più rurali e isolate. La classe operaia o gli agricoltori delle zone rurali venivano ad acquisire una certa cultura, cominciavano tutti ad andare a scuola.
Il diritto di voto era stato già concesso nel 1884 anche alla classe operaia. Votavano solo i possidenti della terra e aristocratici, fino ad allora la gran parte della popolazione non votava. Con la riforma dell’Ottocento si estende il voto ma non alle donne, ai pazzi e ai delinquenti. Non furono ammessi al voto in questa riforma, bisogna arrivare ai primi decenni del Novecento per il voto alle donne. Queste riforme permettono di portare il partito laburista in parlamento, l’estensione del voto comporta la possibilità di realizzare cambiamenti. Gli eccessi dell’industrializzazione hanno creato scompensi molto grossi. Le riforme cercano di porre un rimedio a varie forme di sfruttamento e disagio sociale.
Testi per approfondire il background storico
- PETER CLARKE – HOPE and GLORY: BRITAIN 1900-1990 (ed. PENGUIN 1996)
- ILARIA FAVRETTO – Storia d’Europa nel XX Secolo (Gran Bretagna) edizioni UNICOPLI, Milano 2004
Transizione dall'età edoardiana e georgiana
Nel passaggio dall’età edoardiana e georgiana cominciano a crearsi incrinature nella supremazia dell’Inghilterra, soprattutto nel liberismo mondiale e in particolare gli Stati Uniti stabiliscono tasse su importazioni dall’Inghilterra. C’è una politica protezionista degli USA e nuoce all’Inghilterra. Abbiamo visto una incrinatura dell’impero britannico, le colonie si emancipano gradualmente. Aspetto problematico è l’urbanizzazione, un fenomeno molto complesso. È una conseguenza della industrializzazione, nelle metropoli si trasferiscono agricoltori che avevano perso le terre o la possibilità di lavorare la terra a causa delle enclosures, le metropoli con le fabbriche offrono nuove opportunità di lavoro.
C’è una prima urbanizzazione molto negativa, nelle metropoli industriali si crea un ambiente malsano, dove le condizioni di lavoro erano molto difficili e ostili ai lavoratori. Nell’età edoardiana si comincia a percepire un nuovo interesse per la città che diventa un problema politico a cui prestano attenzione non solo le città e le metropoli ma il governo. Il potenziamento dei parchi viene introdotto e il livello culturale del proletariato urbano che viene innalzato tramite delle politiche.
Il discorso della città continua ad evolversi e nella città troviamo una varietà di ceti sociali che sono ceti nuovi della popolazione da un punto di vista sociologico. Il proletariato industriale, poi un ceto medio che è più nuovo costituito dalle nuove professioni (operaio di fabbrica, sfera impiegatizia che si concentra nelle città). Gli impiegati di studi legali, c’è un apparato statale che ha bisogno di nuove persone con cultura e personalità in grado di gestire esigenze politiche e sociali. Nelle nuove professioni vengono coinvolte anche le donne.
Nel passato lo scopo delle donne era quello di trovare un buon partito, gli viene offerta l’opportunità di fare le istitutrici presso alcune famiglie e molte donne diventano segretarie, entrano nel ceto impiegatizio. Questo cambia tutto il panorama della popolazione a livello urbano. Queste nuove professioni danno opportunità alle donne che si acculturano e gestiscono un nuovo lavoro. Aspetto molto tipico dell’età edoardiana e georgiana.
Questo comporta una cosa molto interessante, nei romanzi modernisti scritti da donne la città non ha solo connotazioni negative che aveva avuto nel romanzo ottocentesco. L’ambiente cittadino descritto nei romanzi di Dickens è cupo, insalubre, alienante e inquinato. La città vista come luogo dell’industrializzazione ha connotazioni negative. Man mano che si va avanti con la progressione delle nuove professionalità la città comincia a migliorare soprattutto da parte delle donne. In città avevano una loro attività mentre in campagna no. Nell’età edoardiana l’assetto urbano riflette questi grandi mutamenti. Il tutto parte da una rivoluzione culturale che diventa poi sociale (non è come quella russa), molte riforme dell’età edoardiana si creano delle leggi nel 1908 the old age pensions act è parte di quelle riforme (i lib-lab fanno coalizione nonostante le opposte ideologie, mandano avanti una serie di riforme sociali). L’altra riforma è del 1911 “national insurance act” crea il sussidio di disoccupazione. Queste sono riforme liberali anche se vanno nella direzione di correggere gli squilibri della industrializzazione selvaggia.
Gli utilitaristi o i liberals avevano teorizzato che il meglio per tutti sarebbe venuto fuori dalle politiche degli industriali (progresso industria = progresso del paese), una equazione che non ebbe esito. Le cose vanno a modificarsi a seguito della prima guerra mondiale che ha ripercussioni a tutti i livelli. Arriviamo al 1914 fino al 1918 (1 guerra mondiale). Le cause di questa guerra sono i vari nazionalismi degli stati europei che cominciano per accaparrarsi le colonie nel mondo e cominciano a farsi la guerra per i mercati e i commerci, ci sono sempre ragioni economiche per una guerra, le cause sono sempre economiche e materiali.
L’origine di questi conflitti viene definita the scramble for Africa, che diventa una scrumble for colonial and economic power. L’Inghilterra e la Germania sono nemiche in tutto il Novecento. La Germania fa paura da un punto di vista economico, è capace di fare ciò che l’Inghilterra non è capace di fare, riesce a modernizzare la propria industria mentre l’Inghilterra rimane ancorata alle industrie pesanti del carbone e dell’acciaio. Oltre a questo inventano nuove tecnologie moderne, l’industria leggera. Su questo la Germania sorpassa l’Inghilterra che non è in grado di diversificare la propria produzione industriale. Su questo terreno il conflitto è inevitabile, la rivalità è a tutti i livelli (economico, commerciale, industriale e coloniale).
Nell’intesa ci sono la Francia, la Gran Bretagna e la Russia contro la Germania, l’Austria e l’Italia inizialmente. A un certo punto l’Inghilterra e la Francia riescono a convincere l’Italia ad entrare nell’intesa. Nel 1917 entrano gli USA, manovra fondamentale per l’intesa. L’idea del 14 sembrava che fosse una guerra lampo, con la battaglia della Marna in Francia si capì quanto spaventosa fosse questa guerra anzitutto entrarono nuove tecnologie come le bombe. Da parte dell’Inghilterra sono del tutti impreparati, per loro è una cosa apocalittica. Una guerra con armi mai state usate. In Inghilterra c’è tutta una propaganda patriottica pro guerra che vi
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