Storia letteraria: origini e medioevo
Della prima parte del periodo considerato, che va dalla fine del controllo romano nelle Isole Britanniche (409) fino all’invasione normanna (1066), sono rimaste poche testimonianze e testi, essenzialmente in latino e Old English (terminologia che riguarda la lingua; l’evoluzione dell’inglese è passata attraverso molte tappe, di cui l’Old English è la prima VS anglosaxon = terminologia che riguarda il punto di vista antropologico; Angli, Sassoni e Iuti, popolazioni di origine germanica, invadono le isole britanniche abitate dai Celti).
Nel 409 d.C., con il cosiddetto Rescritto di Onorio, quest’imperatore di Roma richiama le legioni stanziate in Inghilterra a Roma affinché proteggano il cuore dell’impero dalle invasioni barbariche: la Britannia smette così di essere una provincia romana ed è lasciata ai Celti, con i quali i romani avevano convissuto (→ sincretismo: due culture che si fondono e creano una cosa terza).
Nel 1066 il re sassone Harold II viene sconfitto dal duca di Normandia Guillaume le Bâtard, poi William the Conqueror (un po’ per caso, visto che pochi giorni prima Harold aveva dovuto fronteggiare un’invasione vichinga, per cui il suo esercito era indebolito), e i normanni entrano così in possesso delle Isole Britanniche (→ Francia e Inghilterra sono realtà storicamente molto legate).
Venerabile Beda e i manoscritti in Old English
Venerabile Beda è l’autore della Historia ecclesiastica gentis Anglorum, un primo tentativo di mettere per iscritto la storia delle isole britanniche che dà molte informazioni anche letterarie. L’opera viene ricordata anche perché in essa Beda fa conoscere il primo poeta anglosassone, Caedmon, un pastore divenuto poeta.
Un manoscritto è un testo che raccoglie informazioni obbedendo a un principio economico, allo scopo di tramandare il sapere; generalmente non racchiude opere scritte da un solo autore. I 4 manoscritti in Old English sono: Exeter, Vercelli, Cotton Vitellius e Junius.
Nell’Exeter si trovano 4 componimenti etichettati come elegie anglosassoni; le elegie sono componimenti generalmente brevi di origine latina basati su una sensazione di sgomento con un focus su una voce che racconta, quella dello scop, cioè cantore. Quella del cantore è una tradizione che affonda le sue origini nei poemi epici, nell’Iliade e nell’Odissea. Invece nei Legni parlanti di Vercelli (ex. The message, Elena, The dream of the rod) non c’è una voce che racconta come nelle elegie, ma il verbo poetico è scritto su un legno.
Poesia epica e retorica dell'Old English
Un esempio di letteratura epica, che racconta storie di battaglie ed eroi, è rappresentato da The battle of Maldon, che narra il fallimento da parte dei sassoni nel contenere un’incursione vichinga nel 991. Beowulf, parte del codice Cotton Vitellius, è un poema eroico che presenta un eroe che fronteggia una serie di mostri; è scritto in metro allitterativo.
L’allitterazione è un fenomeno metrico che ritornerà con il revival allitterativo della seconda metà del 1300, frutto della percezione di alcuni autori per cui quella in Old English era la tradizione da cui provenivano. Particolarmente interessante è il fatto che questo poema sassone tratta di materia danese (Hrothgar è un re danese e Beowulf viene dalla Scandinavia); va inoltre ricordato per l’idea del pessimismo tragico che presenta, una vena elegiaca che deriva probabilmente dal fatto che è una poesia che canta un’epoca che è stata grande ma non c’è più (atteggiamento di malinconia).
Già nel Beowulf c’è l’idea che bisogna conservare velocemente quel che accade e che dev’essere lo scop a eternizzare la poesia (→ “parole nuove legate a norma”). Dal punto di vista retorico caratteristico dell’Old English è il kenning, cioè un gioco di parole per cui un elemento viene descritto con due termini (ex. il cavallo del mare = nave); consiste in un uso formulaico del linguaggio, che rimanda a una cultura di tipo orale (ex. perifrasi per indicare eroi nell’Iliade e nell’Odissea) e va nella direzione della memorizzazione e dell’applicazione della funzione fatica del linguaggio.
Eventi e letteratura nel secondo medioevo
Gli eventi più importanti nella seconda parte del periodo considerato che va dal 1066 al 1485, anno dell’ascesa dei Tudor e dell’inizio dell’epoca rinascimentale, sono la Guerra dei Cent’anni e la Guerra delle due rose, oltre alla redazione del Domesday Book nel 1086, un documento che dà informazioni riguardo le isole britanniche all’epoca.
Prosegue il filone della prosa religiosa e si continua l’idea di Beda di mettere per iscritto la storia d’Inghilterra, mentre si coltiva anche una letteratura comica (comico inteso come dallo stile basso, una letteratura della quotidianità; è il filone in cui si inserisce Chaucer): ne sono esempi testi come The owl and the nightingale, The fox and the wolf (→ Roman de Renard, Francia), Land of cockaygne, Dame Sirith, The man in the moon.
Letteratura romanza e revival allitterativo
Il filone della letteratura romanza comprende testi come la Historia regum britanniae, Le roman de Brut, Sir Orfeo (→ quando le Isole britanniche iniziano a costituire una loro letteratura, si richiamano alla classicità: ex. figura di Orfeo), Sir Launfall (→ fonte francese). Si inizia già a percepire come il verso sia la forma della più alta letteratura, mentre la prosa è una forma più di servizio.
L’allitterative revival della seconda metà del 300 fu opera di autori che riconoscevano Beowulf come propria tradizione culturale e quindi lo ripropongono nei loro testi; tra l’uso del verso allitterativo della letteratura anglosassone e l’allitterative revival si situa la conquista normanna, con la conseguente francesizzazione delle isole britanniche e l’introduzione della rima.
Tra questi autori si ricorda in particolare il Gawain-poet, un autore di cui non sappiamo l’identità e a cui si attribuiscono 4 componimenti, arrivati tutti dallo stesso manoscritto, per l’uso dello stesso dialetto, quello delle Northwest Midlands, e di un linguaggio e una imagery marinaresca, che fa pensare che venisse da una città di mare del nord. I componimenti sono Pearl, un poema che parla di quella che si scopre essere la figlia morta della voce narrante, una figura che alla fine è il ricordo e la cristallizzazione di un personaggio venuto a mancare; Cleanness, il cui titolo già rimanda all’idea della purezza; Patience; Sir Gawain and the green knight, che è tra tutti il testo formalmente più elaborato. Quello che questi testi hanno in comune è il fatto di essere opere allegoriche, come ci fanno già presagire i titoli (ex. perla = simbolo di purezza); inoltre sono testi che presentano la cosiddetta dream allegory, cioè un’allegoria che inizia con la convenzione del sonno.
Figure autoriali importanti
Tra le figure autoriali più importanti si ricordano William Langland (1330-86), che è stato avvicinato a Dante, John Gower (1330-1408), contemporaneo di Chaucer e suo amico, Thomas Malory (1409-1471), che attua una ripresa del mito autoriano portato in scena come prolessi dell’arrivo dei Tudor, come se ne volesse già costruire il mito, e Geoffrey Chaucer, la cui ultima prova letteraria, pur incompiuta, è rappresentata dai Canterbury Tales (Middle English), che ci forniscono, attraverso una carrellata plausibile di pellegrini, un affresco della società inglese di quel periodo, in tutte le sue varianti tranne la più alta (mancano re e principi, l’alta aristocrazia) e la più bassa (mancano le figure più basse del popolo), il che va in una direzione di realismo.
Poesia del '600
Per la storia letteraria inglese il '600 è importante anche per una questione storica, cioè la rivoluzione puritana: si tratta di una rivoluzione a matrice borghese che riconosceva sé stessa in una forte inclinazione religiosa e che si ribella all’insofferenza degli Stuart nei confronti del parlamento. In quest’epoca non c’è ancora una netta distinzione tra dimensione religiosa e dimensione secolare, per cui la dimensione religiosa permea la produzione letteraria.
Poeti metafisici
Una delle categorie poetiche tipicamente inglesi e presenti in altri periodi della storia letteraria inglese (ex. T.S. Eliot, poeta di rottura con la tradizione romantica) è rappresentata dai poeti metafisici (→ poesia religiosa). La metafisica è una branca della filosofia; il primo ad usare il termine metafisico è stato il più grande critico letterario del '700, Samuel Johnson, che si era dato il compito di riflettere sui poeti precedenti, in relazione a John Donne, contemporaneo di Shakespeare e caposcuola dei metafisici (anche se non esiste una scuola poetica vera e propria: erano più che altro poeti che si conoscevano).
I critici successivi riconoscono in questa poesia una speculazione filosofica importante, per cui questi autori non furono solo poeti ma anche pensatori. La loro poesia è caratterizzata dalla discordia concors, cioè l’unione poetica di due elementi in contrasto, ad esempio in Donne l’afflato religioso (ex. Holy Sonnets) e la vocazione erotica (ex. Songs and sonnets). Donne (1572 – 1631) vive in un mondo che sta cambiando, in cui si stava assorbendo nelle coscienze comuni la rivoluzione culturale e letteraria che era stata il Rinascimento; le sue poesie cercano un modo di riflettere e di parlare a un mondo mutato e perciò trattano l’amore come filosofia naturale. Il grande merito dei metafisici è stato l’aver portato la concretezza del mondo negli stilemi della poesia. Donne non segue regole troppo precise, ma ne crea di nuove.
Cavalier poets
Invece i cavalier poets erano poeti che non modificavano la tradizione poetica elisabettiana, ma la portavano avanti anche criticandola: tra loro, Ben Jonson, poeta che impose al pubblico la propria presenza e primo a pubblicare le sue opere col titolo di “Works”, termine generalmente lasciato alle opere degli antichi, fu un autore riconosciuto dall’establishment (poet laureate) e perseguì un’idea di poesia che prevedeva un ritorno molto critico e anche da addetti ai lavori alla classicità.
Fu un vero e proprio caposcuola; i suoi adepti, Carew, Suckling, Lovelace, seguono le regole e i modelli degli antichi in modo più pedissequo senza metterli in discussione.
Nel secondo '600, il ritorno del re, Carlo II, comporta un tipo di poesia in cui dopo la pausa puritana (per i puritani non esiste possibilità di scrivere in maniera estetica: Milton, in quanto convinto rivoluzionario, nel periodo del Commonwealth smette di scrivere; l’unica forma d’arte ammessa è la musica) ha la meglio la direzione dei cavalier poets.
Ne è un rappresentante John Dryden, paladino di un secondo '600 molto classicista. Tra i poeti del secondo '600:
- Abraham Cowley, saggista di grande valore e poeta del buen retiro (va a vivere in campagna; il → giardino è uno dei topoi principali della poesia del secondo '600, spesso nella contrapposizione Eden vs giardino del piacere);
- Samuel Butler, autore di Hudibras, una satira, prende il modello di Cervantes, del cavaliere errante pazzo, e di Rabelais; l’opera ha talmente tanto successo che si è iniziato a parlare di hudibrastic verse per indicare uno schema in tetrametri giambici;
- John Dryden, poet laureate, scrive Religio Laici, una riflessione di un laico sulla religione, sul suo rapporto con la religione; il testo è in heroic couplets, cioè un pentametro giambico AABBCC (convoglia il suo pensiero in una forma molto rigida); nella sua ottica neoclassica, di letteratura regolare, rende accessibile ai più Chaucer, Ovidio e Omero traducendoli nelle forme più alla moda del suo tempo.
- Francis Quarles, autore di Emblemes, Divine and Moral e Hieroglyphics of the life of man, fu legato alla filosofia ermetica, una filosofia legata all’interpretazione del mondo attraverso simboli;
- George Herbert, parte del clan dei Sidney poeti, è l’autore della raccolta di poesie The Temple (→ la dimensione religiosa porta a considerare la raccolta come il tempio);
- Richard Crashaw, autore di Steps to the temple;
- Andrew Marvell, scrittore (non poeta) annoverato tra i metafisici, personalità particolare e amico di Milton, scriveva pamphlets e satire ed era anche un uomo politico; tuttavia la dimensione della sua poesia è pienamente privata, per questo rientra tra i metafisici.
- John Milton, autore legato all’immagine del potere, fu un rivoluzionario, uno dei primi a spingere per la rivoluzione puritana contro gli Stuart; era un poeta che aveva chiaro il suo ruolo e che sarebbe diventato colui che, attraverso la sua poesia, avrebbe portato immortalità alla nazione inglese facendosi cantore dell’Inghilterra repubblicana. A seguito della Restaurazione decise di puntare su un argomento neutro, quello religioso, e scrisse così il Paradise Lost, poema in 12 libri. Quel che scandalizzò di più il pubblico non fu il fatto che i primi libri avessero come protagonista Satana, eroe del poema e incarnazione dello spirito rivoluzionario, ma il fatto che fosse scritto in blank verse, quindi senza rima, nel metro del teatro. In realtà ci sono alterazioni a livello metrico sin dal primo verso (→ si insiste sull’idea del first, di essere il primo tra i poeti).
Narrativa tra '500 e '600
Fondamentale in questo periodo è la distinzione tra fiction, che indica tutto ciò che è inventato, e nonfiction. La prosa narrativa affonda le sue radici nelle letterature classiche, dove anche se non esisteva il romanzo, che è il genere della modernità per eccellenza, esistevano forme simili inserite in generi molto più stabili; il primo esempio di prosa narrativa è la traduzione delle Favole di Esopo a cura di William Caxton nel 1484, a cui si aggiunge la traduzione francese delle Etiopiche di Eliodoro ad opera di Jacques Aymot nel 1547, che i critici hanno riconosciuto come l’antecedente del romanzo (pur non essendo un romanzo) perché la narrazione non è unica, ma si basa su storie che crescono l’una sull’altra, digressione su digressione.
Painter e Pettie, rispettivamente autori di The Palace of Pleasure e di A petite palace of Pettie his pleasure, riprendono storie di tipo erotico tratte da modelli italiani. Va poi citato anche George Gascoigne, autore di The Adventures of Master F.J. (1573), il quale si focalizza su una sezione della società che sta a metà.
Importante in quest’epoca è Eupheus: the anatomy of wit (1578) di John Lyly, testo che divenne talmente famoso che ne fu estrapolata la dicitura di stile eufuistico per indicare il painted style, uno stile ricco di immagini e fronzoli, dalla prosa affettata e carica di raffinatezze. Va ricordato anche Robert Greene, autore di Pandosto. The triumph of time, breve prosa narrativa sul tema della gelosia che Shakespeare sfruttò per scrivere The Winter’s Tale.
Philip Sidney, membro dell’altissima aristocrazia e parte di una literary family (in cui anche donne, pur con difficoltà, potevano dedicarsi alla letteratura) fu l’autore di Arcadia (1590), che apparteneva al genere pastorale, un genere letterario classico e di ambientazione, appunto, pastorale (→ pastori idealizzati, giovani e di bell’aspetto), e di Countess of Pembroke’s Arcadia (1593), che è in realtà una ripresa e un rimaneggiamento del materiale da parte della sorella di Sydney; l’Arcadia può essere vista come otium, cioè il tempo della vita in cui ci si dedica allo studio (vs negotium = impegno politico).
Thomas Lodge giocò sulla fama di Lyly intitolando una sua opera Rosalynde: Eupheus the golden legacy (1590), poi ripresa da Shakespeare in As You Like it. Thomas Nashe viveva di letteratura e il polo più redditizio in quel campo era il teatro, che però era problematico per lo stigma legato al fatto che il teatro fosse finzione; fu l’autore di The Isle of Dogs, scritto con un giovane Ben Jonson, e di The unfortunate traveller (1594), definito “fantastical treatise”, ma in realtà opera di narrativa (→ genere picaresco; history and mirth, gioca con fiction e non-fiction).
Come Gascoigne, anche Thomas Deloney, autore di Jack of Newbury, ambienta il suo testo nel mondo mercantile (→ storia di un commerciante che si arricchisce), nella middle section della società. John Dryden, autore di Incognita (1692), nella Preface to the reader fa riferimento alla dialettica tra fiction e non-fiction: quindi già a fine '600 esiste la polarità tra novel e romance: nel novel lo scrittore è vincolato al mondo reale, a seguire la verosimiglianza, mentre nel romance sono situazioni non familiari.
Scrittrici del '600
Due delle figure più importanti della prosa del '600 sono due donne scrittrici aristocratiche: Mary Wroth, nipote di Sydney, aveva conosciuto la regina e sir Walter Raleigh e fu l’autrice di Countess of Montgomery’s Urania (1621), testo che lei continua a modificare e che si caratterizza per un’interpretazione à clef, che indica il fatto di scrivere un romance cambiando i nomi ma proponendo una storia che tutti potevano capire (→ è un procedimento rischioso, perché può essere veicolo di satira, tanto che si cercò di bloccare l’opera); Margaret Cavendish, duchessa di Newcastle, donna che aveva voluto dedicare la sua vita alla scrittura e alla filosofia, fu autrice di The Blazing world (1666), un tentativo di romance in prosa che presenta una volontà di parodiare una letteratura che l’autrice conosce e sulla quale gioca. Cavendish fu la prima a creare una distopia in cui le donne sono al potere (absolutist feminist → dystopia si inserisce nel filone inaugurato da Utopia di Thomas Moore uscito nel 1516).
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