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gentlemen che ha avuto un torto e ha perduto la propria ricchezza e la posizione sociale e che quindi non

solo uccide ma parla in modo molto cinico sulla società.

(Questo parlare in modo cinico della società è tipico dell’età giacomiana perché si ha un enorme afflusso di

gentiluomini poveri provenienti dalla Scozia perché Giacomo aveva riunito i due regni però la Scozia era un

luogo molto povero e inospitale e quindi la piccola nobiltà scozzese era proprio povera rispetto alla nobiltà

inglese. Questi gentiluomini scozzesi chiedono soldi e cariche per cercare di mettersi alla pari con i loro

colleghi e di conseguenza vengono odiati dagli inglesi. Oltre agli scozzesi c’è anche il fenomeno dei nuovi

titolati perché Elisabetta aveva bloccato tutte le onorificenze, tutti i titoli nobiliari mentre Giacomo appena

arriva comincia a distribuire cariche pubbliche a tutti i suoi favoriti e specialmente a chi andava a letto con

lui, che notoriamente gay, di conseguenza con tutti questi nuovi ricchi la corte giacomiana è veramente e

profondamente immorale.)

Bosola usa tante maschere, che è un’altra delle caratteristiche tipiche della tragedia giacomiana che si

ritrova molto anche nella “tragedia del vendicatore”, Vindice e Bosola infatti si assomigliano molto perché il

personaggio è proprio caratteristico. Oltre ai travestimenti di Bosola si ritrovano continui riferimenti a cose

che sembrano qualcos’altro, come per es. la mano mozzata che la duchessa sbaglia per la mano di

Ferdinando stesso e le statue di cera che la duchessa crede che siano cadaveri, cioè era tutto un gioco di

illusioni che ha il suo apice in una scena alla fine nel V atto, quando già la duchessa è morta, dove un eco

ripete le stesse parole di Antonio con la voce della duchessa e le trasforma in un avvertimento, una

minaccia di morte e in un addio, perché loro non avevano fatto in tempo a dirsi addio perché Antonio era

scappato messo in guardia dalla duchessa contro i fratelli e quindi quando lei viene rapita e uccisa Antonio

è lontano. Alla fine i due fratelli, che sono veramente perfidi, mettono in moto una serie di morti una dietro

l’altra perché dopo l’uccisione della duchessa, innanzitutto per farla tacere viene uccisa la sua dama di

compagnia, Bosola cerca di incastrare il cardinale e di farlo confessare di aver istigato l’omicidio della

sorella e a questo scopo usa l’amante del cardinale che riesce a farlo parlare ma il cardinale le fa giurare di

non tradirlo facendole baciare un libro avvelenato della Bibbia e lei muore. Poi Ferdinando e il cardinale

prendono due vie opposte, perché Ferdinando impazzisce per il rimorso dell’omicidio della sorella ed è

affetto da una strana forma di pazzia, la licantropia, così credendosi un lupo va a scavare nei cimiteri per

mangiare i cadaveri ed ossessionato dal fatto che è un lupo i cui peli crescono all’interno e quindi lo

soffocano. Il fratello cerca ancora machiavellicamente di salvarsi dall’accusa di omicidio facendo uccidere

Bosola a cui commissiona l’omicidio di Antonio, Bosola preso dal rimorso decide invece di salvare Antonio.

Antonio dopo la scena dell’eco arriva in casa del cardinale sperando di farci pace, Bosola vede entrare

qualcuno e credendo che fosse un sicario mandato per uccidere lui lo ferisce dietro una tenda, come in

Amleto, e Antonio muore per sbaglio. A questo punto entra inscena Ferdinando completamente pazzo che

ferisce Bosola e uccide il cardinale, allora Bosola ammazza Ferdinando; dunque alla fine della duchessa di

Amalfi non rimane vivo nessuno tutti sono morti in modo terrificante e questa crudeltà delle morti e di

tante scene è tipica dell’età giacomiana.

A quei tempi il vero protagonista era Ferdinando infatti Webster ha scritto la duchessa di Amalfi per la

compagnia di Shakespeare cioè per i King’s Men che avevano come primo attore Richard Burbage che era

interprete di Ferdinando ed era il creatore della parte di Othello e di Riccardo III. Tutti e due questi

personaggi si ritrovano un po’ in Ferdinando, Riccardo III per il fatto che è un tiranno dedito all’equivocatio

e al machiavellismo e Othello per la sua follia ossessiva e gelosia morbosa. All’origine dunque Ferdinando

era il personaggio principale e vediamo nascere già in epoca elisabettiana quel fenomeno che oggi sia nel

teatro che nel cinema si chiama type casting, ossia quel meccanismo per cui un attore se ha successo in una

certa parte se la ritrova cucita addosso per tutta la carriera oppure se un attore ha delle determinate

caratteristiche fisiche o di eloquio si ritrova cucito addosso un certo personaggio sempre. Type infatti vuol


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chikane

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere e tecniche della mediazione linguistica
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chikane di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Billè Patrizia.

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