Parte istituzionale
Confronto tra McEwan e due dipinti
Sullo stesso piano di McEwan si possono mettere due dipinti:
- Torre Rossa - De Chirico: l'autore è un surrealista, che fa un gioco di luci e ombre. Viene rappresentato un uomo a cavallo dietro ad una colonna. L'atmosfera è inquietante poiché tutto è in ombra. L'ombra è vista come la dimensione onirica in cui l'essere umano è perduto.
- Patience - Balthus: dove viene raffigurato uno scrittoio ed una ragazza nel pieno della sua pubertà. L'ambiente è interno, è diverso dagli impressionisti, e ha una connotazione sessuale-infantile che viene visto come l'elemento più ricorrente.
Anche in McEwan l'elemento sessuale è molto spesso ricorrente, infatti è stato tra i poeti che più ha unito la sessualità all'inquietudine (=la dimensione dell'ambiente urbano).
Post-modernismo
Post-modernismo: è la crisi dell'autorità dello scrittore, legato ad una situazione sociale ed economica della globalizzazione, dei media. In questo modo viene a mancare un centro, una periferia, ciò che era alla base e ciò che era all'apice. Così si viene a creare la crisi dell'autore, della sua autorità; conta solo l'opera materiale.
L'elemento fondamentale è quello postmoderno + post coloniale: iniziano i dubbi sull'appartenenza alla madrepatria, poiché da Colombo in poi se ne ha sempre avuta una. Dalla seconda guerra mondiale, hanno avuto inizio diverse indipendenze che causarono ribellioni e guerre intestine, per far in modo che si potesse ritrovare l'identità perduta.
McEwan
È inglese, vive in Asia e Arabia e durante il periodo della Lady di Ferro, Margaret Thatcher che negli anni '70-'80 fa tagli mettendo in ginocchio gli inglesi. Lo scrittore fa sentire il disagio e la degradazione della società britannica dal '70 in poi.
I temi principali affrontati sono:
- Concetto del tempo, totalmente indefinito e complesso
- Infanzia e la sessualità
The Child in Time - Bambini nel tempo
L'articolo the nel titolo, indica che i bambini sono molteplici. Un incidente sconvolgente dà inizio (=come quello delle favole) al romanzo, ma poi vi è il lieto fine. Il protagonista è uno scrittore di libri per bambini. Un giorno va al supermercato, perde la figlia e questo gli cambia la vita.
Col tempo si inclina il rapporto con la moglie che porterà più avanti alla separazione (=processo degenerativo: la donna si ritira in se, mentre lui si lascia andare).
Il Romanzo
Ha due livelli, due dimensioni:
- Lui è uno scrittore di libri per bambini, che una volta persa la sua entra in crisi professionale;
- Lavora con una commissione per curare l'infanzia = lui è in una posizione critica e tormentata.
Questo lo porta in una dimensione intraterrena (esempio: vede una coppia in un pub che discute sull'aborto. In questo momento vi è un azzeramento del tempo; lui si vede nel ventre materno).
Abbiamo anche una storia nella storia: lui è membro della commissione. Ha un amico d'infanzia che è membro del consiglio, il quale è sposato con una scienziata - sono due leader. L'amico ha una crisi nell'individualità che regredisce ad infanzia, non ha più il controllo sulla realtà.
Il tono usato è freddo, glaciale, non vi è partecipazione emotiva. La terra è quella inglese, degradata, nella quale vi è una perdita di valori, dell'identità, vi è la ridefinizione del tempo, del presente del passato e del futuro. Lo stesso protagonista parla con Thelma della concezione spazio-tempo, della sofferenza dell'infanzia.
I bambini nella storia
I bambini hanno un ruolo fondamentale:
- I bambini a cui dà i libri
- Lui stesso è un bambino
- La figlia che perde
- Il bimbo futuro che avrà con la moglie
- George, l'amico, che diventa di nuovo bambino
Nel dopoguerra, abbiamo il pensiero di Adorno, un filosofo, che afferma che dopo Auschwitz non si possa più scrivere e fare poesia. Egli afferma che con Auschwitz, l'uomo ha perso la ragione; l'arte che distingue l'essere umano dagli altri esseri viventi è che l'uomo è dotato di intelligenza, dell'uso del linguaggio...
Si è venuta a creare una cesura, una cicatrice, una voragine; chi scriverà si dovrà interrogare sul modo di fare arte. Si è creato un accanimento gratuito, al punto che l'uomo non ha più senso e motivo di esistere. Per questo motivo è difficile fare arte, dato che si è creata una inciviltà. Tutti quelli dopo la Seconda Guerra Mondiale, pensano ad un nuovo modo di fare poesia.
Hughes
Nasce un gruppo di poeti, che non creano manifesti, che lavorano singolarmente, ognuno con la sua strada; tra questi Hughes. Hughes è definito il poeta della violenza; le sue poesie ne parlano, ma lui non la incita e tantomeno la ammira. La violenza secondo lui, è insita in ogni persona nella storia. Secondo Hughes, bisogna conviverci e saperla dominare.
Hughes vive nelle brughiera, caratterizzate da vento, tempeste e luoghi selvaggi. Ha studiato antropologia; era interessato alle cose e agli usi diversi rispetto all'Europa; prende spunto da comunità diverse. È attratto dal folclore slavo poiché afferma che è lì, nella cultura orale dove i miti si tramandano e mutano; dagli animali tolemaici, ossia animali che più o meno assomigliano all'uomo e che incarnano lo spirito della natura e dell'uomo. Un esempio è il corvo (=crow) che ricorre nel folclore celtico, in Irlanda, ma anche in Inghilterra.
Lineage
Quando incontra Leonard Bascky, gli chiede dei disegni di corvi. Il corvo diventa il titolo di canti di corvi, l'apertura di crow, di Lineage. È la raccolta più cupa, triste e pessimistica dell'autore. Crow viene scritta dopo una tragedia familiare, due fatti di cui viene accusato dalle donne, che lo fanno ritirare dalla vita pubblica:
- Sylvia Plath, la moglie si suicida attaccandosi al tubo del gas della cucina, per venir in seguito trovata dai figli. Per 20 anni non ne parlerà; con "Lettere di Compleanno" sarà la prima volta.
- Si innamora di un'altra donna e da questa avrà una bambina. La seconda moglie, si ucciderà con la figlia allo stesso modo della prima.
L'immagine del corvo è deforme, enorme, ha la testa sproporzionata (= picco cervello, molto istinto), genitali molto grossi (=istinto sessuale). Secondo l'autore, l'umanità ha raggiunto la fase discendente; a questo modo egli cerca di cambiare la storia, può esser definita come una riscrittura della Bibbia. Egli dice qual è l'errore che Dio ha commesso se l'umanità è arrivata ad Auschwitz. Il corvo è creato da Dio, ma questo non lo riconosce; è l'opposto.
- Lineage (=albero genealogico)
L'autore vuole ricostruire il passato, riscrive la storia della creazione. Non è strutturato in strofe, ma con l'uso del verso libero, senza rima. Crow, il corvo, è una figura mitica. Hughes afferma che è stato creato da un incubo di Dio. Vi sono delle riprese bibliche, infatti inizia allo stesso modo: "all'inizio c'era....."
- L'urlo (=scream), anche del corvo. Questo aspetto mette d'accordo sia in darwiniani che la tradizione biblica;
- Il Big-Bang: per affermare questo aspetto usa un linguaggio biblico, in modo da far mettere d'accordo entrambi i diversi pensieri;
- Il sangue, il cuore da cui tutto ha origine -->- che genera la vista, che è il senso che maggiormente usa l'uomo fin dall'inizio -->- che genera la paura, alla visione di fenomeni naturali che non conosce -->- si crea così l'ala, che rappresenta il volo dell'uccello, ma anche il desiderio dell'uomo di volare -->- da qui l'osso che sarebbe la struttura che regge l'uomo -->- dal quale nasce il granito che tiene unito, compatto -->- così nasce il fiore, che rappresenta il ciclo della vita, della natura, della morte e della rinascita- così ebbero inizio le prime comunicazioni tra gli uomini -->- che rimandano al senso uditivo (periodo dei Beatles e dei primi gruppi musicali del te po di Hughes)
- Che rimanda al sudore che deriva dalla fatica del lavoro dell'uomo -->- Adamo, il primo uomo, genera Maria, la quale genera Dio. In questo caso, Dio è semplicemente un prodotto del pensiero umano, non l'origine di tutto.
- Dio genera il nulla -->- che genera il mai -->- che genera il corvo.
Il corvo che è appena nato, ha già fame, vuole larve e croste. Poi il nulla, l'incubo di Dio dal quale è stato creato il corvo, nudo ed indifeso, nel suo nido sporco. Nel corso del tempo, il corvo sembra essersi avvicinato semplicemente allo stato umano, anche se non si trasforma in un essere umano, rimane corvo. Perciò l'albero genealogico del corso è una specie di beffa.
The Thought-fox
È una delle prime poesie di Hughes. Fa parte della raccolta "The Hawk in the rain". Questa rimanda al legame dell'autore con la natura. Il poeta guarda verso una natura selvaggia, come appunto il falco, che è un predatore. Hughes pensa che dopo la Seconda Guerra Mondiale se si fa poesia, non bisogna istigare la violenza, ma dominarla, capire la dinamica e come l'uomo può correggersi e così poter ricominciare bene.
La (= per Lawrence in inglese è usato al maschile) volpe è selvaggia, astuta, predatrice, nemica della natura contadina, è un animale solitario, diverso dal lupo, ha tutto il suo fascino.
Analisi
È una poesia di 6 quartine, con una metrica tradizionale. Inizia con "I" e rimanda così alle poesie con inizio lirico. L'autore la natura. La pagina è bianca e diventa opera solo alla fine della poesia. È un poema riguardante la stesura del poema. Ha luogo nella stanza nel poeta, durante una notte nella quale si trova solo, seduto alla scrivania. Fuori la notte è senza stelle, silenziosa e totalmente nera, ma il poeta avverte qualcosa che lo disturba.
1°strofa - Il poeta si immagina una "selva oscura" non dominata, nel momento della mezzanotte e prova timore, paura. Percepisce che oltre a lui, c'è qualcos'altro di vivo. Immagina il lato più oscuro e pensa che è al di là della solitudine dell'orologio e dal pagina bianca che ha davanti.
2° strofa - È una notte buia, non si vede neppure una stella oltre la finestra, eppure sente qualcosa ancora più vicino e più profondo dell'oscurità stessa. La solitudine del poeta viene invasa da qualcosa.
3° strofa - Il poeta sente freddo, un freddo delicato come la neve scura (=ossimoro). Percepisce l'essere attraverso i sensi; vede avanzare il naso di una volpe che sposta parte della vegetazione (ramo, foglia). L'occhio della volpe l'aiuta nel movimento, la guida, che ora e ora, e ora e ora...metafora del passo, come se il poeta la sentisse avanzare.
4° strofa - La volpe imprime delle impronte nitide e chiaro nella neve, tra gli alberi.
5° strofa - Tra le zone con poca vegetazione, dove il sole non penetra, vi è un occhio, un essere verde che diventa sempre più ampio e potente e cammina per conto proprio. Procede in modo concentrato.
6° strofa - Finché un'improvvisa, penetrante, affilata, calda puzza di una volpe, penetra il buio buco della sua testa. La finestra è senza stelle, ancora l'orologio fa il suo ticchettio. La pagina è stata scritta, impressa.
Philip Larkin
Larkin è un poeta degli anni '50, del dopoguerra, definito il poeta delle piccole cose. Mentre Hughes è attratto dalla natura, lui è l'opposto; è un bibliotecario inglese, tradizionale, una persona cauta, riservata, come la sua vita. Vive a Hull, nel nord dell'Inghilterra; è un poeta provinciale. Appassionato di musica Jazz, non si è mai sposato. Negli anni '50-'70 è stato definito un grande poeta, ma che ha avuto una cattiva influenza, o meglio non troppo positiva, nelle generazioni future. È un autore che non osa per nulla a differenza di Hughes, è il poeta della rassegnazione. Vede un mondo triste - tristesse post imperial - ossia lo spaesamento provato dagli inglesi nel Dopo Guerra.
High Windows
La poesia ha una l'etica tradizionale, le quartine sono rimate, in modo da dare all'opera un ritmo frenetico, caratterizzato da moltissimi enjambement. Il linguaggio usato è di tipo colloquiale (=si dice che sono le parole delle 4 lettere "fuck"), come se usasse delle parolacce. Quando il poeta vede una coppia di bambini (=linguaggio colloquiale; non è un adulto maturo come il poeta, è più giovane, sembra una sessualità non poetica), si immagina che i due stiano avendo un rapporto sessuale e che lei prenda la pillola, affermando di conoscere quel paradiso (=legato sia all'orgasmo, che agli stupefacenti degli anni '60-'70). In questa prima parte si annuncia la Rivoluzione sessuale, la modernità, dove dagli anni '60 il rapporto sessuale inizia a divenire libero, cosa che quando l'autore era più giovane non era possibile. Il poeta afferma che tutti gli anziani, hanno sognato per tutta la vita legami e atteggiamenti che non avevano, poiché erano esseri umani non liberi. Come una mietitrebbia fuori uso ed ognuno, scivolava giù lungo la felicità senza fine.
Il poeta a questo punto, cambiando anche la scrittura e scrivendo in corsivo, si domanda se qualcuno lo guardava 40 anni prima e pensava "Oh quella è finalmente vita, non c'è più Dio o il sudore nella notte". In questo momento, Larkin fa cenno a 40 prima, ossia il momento in cui si venne a sviluppare la Rivoluzione religiosa; in passato non si pensava come ora, oggi se si osa non si ha timore di compiere un piccolo peccato. Larkin paragona la Rivoluzione della sessualità a quella religiosa; come lui 40 anni prima non si preoccupava di dire al parroco che non credeva in Dio, oggi c'è il grande passo dei giovani.
Però l'autore si domanda anche se oggi si è davvero raggiunto il vero paradiso; più che ad una risposta, la mente dell'autore si rivolge a delle alte finestre, probabilmente quelle delle chiese. Queste finestre arrivano dalle generazioni passate; oltre queste vi è un grande mondo che aspetta di essere scoperto.
Analisi
Nel viaggio dei giovani nel lungo scivolo, nel quale non ci sarà Dio né il sudore dell'inferno, il cielo diviene senza fine, non esiste, è il nulla. Il cielo alla fine del poema è descritto come "da nessuna parte", "nulla" e "senza fine"; facendo collegamento sempre con Dio. Probabilmente Larkin voleva affermare che non c'è posto seppur lontano lungo lo scivolo, nel quale Dio non possa arrivarci e che forse quel supposto paradiso non esiste. Le Rivoluzioni fanno scivolare verso la libertà, ma forse non è reale, è una liberta illusoria.
Church Going
Non indica tanto un edificio, quanto un rito della comunità. Hughes è religioso, ma nei limiti, infatti in questo caso non usa molto l'elemento religioso in se. La connotazione è religiosa, ma legata alla quotidianità. È una poesia laica, poiché Larkin scrive riguardo coloro che pur non essendo religiosi, vanno comunque in Chiesa.
La poesia si apre con un ciclista che vedendo una chiesa si ferma e decide di entrare; una volta entrato si domanda chi sarà l'ultimo ad entrare per cercare quel posto per ciò che era.
1° strofa - Il ciclista, che parla in prima persona nel poema, entra nella chiesa, dopo essersi assicurato che fosse vuota. Si lascia chiudere la porta alle spalle con un tonfo e inizia a guardare attorno a se tutte le decorazioni fantasiose, mostrando la sua ignoranza (o indifferenza) di come tutto ciò che lo circonda sia sacro. Un'altra chiesa, sedili, pietre, piccoli li di, fiori tagliati per la domenica ora diventati marroni; dell'ottone e diversi oggetti, verso la fine sacra, vede un piccolo organo pulito e un nervoso, ammuffito e inignorabile silenzio, che produce Dio, da chissà quanto tempo. Si toglie il cappello, e fa una scomoda reverenza.
2° strofa - Si avvicina con la testa all'acqua santa. Da dove si trovava, il tetto gli sembrava abbastanza nuovo. Si domanda se l'acqua lo abbia pulito e restaurato e si risponde dicendo che alcuni lo vogliono sapere, lui no. Dopo una breve pausa, cammina verso l'altare, verso il leggio e legge alcune righe dalle note, pronunciando "qui finisce" più forte di quanto credesse. L'eco della sua voce si sparse brevemente. Dopo ciò, torna indietro, e fa scivolare sei penny irlandesi nella cassetta delle offerte. Pensa che non valeva la pensa fermarsi a controllare il luogo.
3° strofa - Ma egli ammette che comunque sia lo ha fatto - Yet stop I did - e che non era neppure la prima volta che lo faceva. Il ciclista afferma che sempre più saranno le chiese che andranno perdute, come questa. Quante chiese verranno distrutte, quante saranno trasformate e quante rimarranno cattedrali in mostra. Il ciclista si ferma in quella chiesa spesso, cercando di capire quale sia il suo vero fascino. Immagina che le chiese diventino un museo, per coloro che non ci sono mai stati, o per coloro che vogliono rivivere alcuni momenti della loro infanzia. Questi musei dovrebbero conservare i reperti della chiesa in teche in modo che ciò che contengono non venga rubato; in questo modo si darà valore a tutti gli oggetti, che secondo il narratore è qualcosa che manca. Il resto, dovrebbe essere lasciato alla pioggia e alle pecore, perché non hanno importanza; Oppure invece di trasformarle in musei, si dovrebbe...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Letteratura inglese I - Michelucci
-
Letteratura inglese III, prof. Michelucci 1
-
Letteratura inglese
-
Letteratura inglese